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Circolare 05/05/1998

Circolare 05/05/1998 n. 9 - Ministero dell'interno - Decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. Regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi - Chiarimenti applicativi. Gazzetta Ufficiale 26/10/1998 n. 250

Circolare 05/05/1998 n. 9
Ministero dell’interno – Decreto del
Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. Regolamento per la
disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi –
Chiarimenti applicativi.
Gazzetta Ufficiale 26/10/1998 n.
250

PREMESSA
Il d.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 1998, disciplina il procedimento
per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, di cui al n.
14 dell’allegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59, nel rispetto dei
criteri principi e modalità indicati all’art. 20 della stessa
legge.
L’attuale disciplina, dettata dalla legge 26 luglio 1965, n.
966, e dal d.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, prevede che l’attività di
controllo dei Comandi provinciali dei vigili dei fuoco sul rispetto
delle condizioni di sicurezza per la prevenzione incendi sia
articolata in due fasi tra loro coordinate:
esame dei progetti di
nuovi impianti e costruzioni o di modifiche di quelli esistenti,
finalizzato al rilascio di un parere di conformità alla normativa di
prevenzione incendi;
visita sopralluogo per riscontrare, anche sulla
base di idonea documentazione tecnica, la rispondenza dell’opera
realizzata al progetto approvato ed il rispetto delle vigenti
prescrizioni in materia di sicurezza antincendio, al fine del rilascio
del certificato.
Il decreto del Ministro dell’interno 2 febbraio 1993,
n. 284, costituente il regolamento di attuazione degli articoli 2 e 4
della legge 7 agosto 1990, n. 241, ha stabilito, come noto, in
trecentosessantacinque giorni il termine per la conclusione del
procedimento del rilascio del certificato di prevenzione incendi ed in
trecentosessanta giorni il termine per il procedimento di deroga,
mentre non ha disciplinato la fase procedimentale relativa all’esame
dei progetti.
Nella predisposizione del regolamento sono state tenute
presenti le seguenti principali esigenze:
stabilire un termine per la
conclusione dei procedimento relativo all’esame dei progetti,
correlato alla complessità degli stessi e comunque non superiore a
quello attualmente previsto dall’art. 13 del d.P.R. n. 577 del
1982;
ridurre il termine di trecentosessantacinque giorni per la
conclusione del procedimento per il rilascio del
certificato;
prevedere, in attesa del sopralluogo, la possibilità di
autorizzare in via provvisoria l’esercizio dell’attività ai soli fini
antincendio, tramite la produzione da parte dell’interessato di una
dichiarazione attestante il rispetto della normativa
antincendio;
consentire il rinnovo dei certificato senza l’obbligo per
il Comando di effettuare il sopralluogo, estendendo in via generale la
procedura di cui all’art. 4 della legge n. 818 del 1984;
semplificare
il rilascio di autorizzazioni in deroga, decentrandolo agli
Ispettorati regionali dei vigili del fuoco e riducendo i relativi
termini procedimentali;
prevedere una norma transitoria ai fini del
passaggio dal regime del nulla osta provvisorio di cui all’art. 2
della legge n. 818 del 1984, a quello dei certificato di prevenzione
incendi.
Tanto premesso si forniscono di seguito alcuni chiarimenti
sui contenuti del testo regolamentare al fine di una corretta ed
uniforme applicazione delle norme.
CHIARIMENTI Al VARI ARTICOLI DEL
D.P.R. 12 GENNAIO 1998, N. 37.
Art. 1. – Oggetto del regolamento

L’art. 1 individua l’ambito di applicazione del regolamento. Occorre
precisare che:
a) è finalizzato a disciplinare i procedimenti di
controllo delle condizioni di sicurezza per la prevenzione incendi,
attribuiti in base alla vigente normativa, alla competenza dei Comandi
provinciali dei vigili del fuoco, per le fasi relative all’esame dei
progetti, agli accertamenti sopralluogo per il rilascio dei
certificato, al rinnovo di quest’ultimo, ed alle procedure relative
alla autorizzazione in deroga;
b) le attività cui si applica la
disciplina del regolamento sono quelle riportate in allegato al d.m.
16 febbraio 1982, e successive modifiche ed integrazioni;
c) la
disciplina procedurale prevista dal regolamento non si appplica a
quelle attività industriali, che seppur ricomprese tra quelle di cui
al d.m. 16 febbraio 1982, ricadono nel settore delle attività a
rischio di incidente rilevante soggette a notifica, ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e
successive modifiche ed integrazioni.
Detta disciplina si applica
invece alle attività industriali, ricomprese tra quelle dell’allegato
al d.m. 16 febbraio 1982, e soggette a dichiarazione, ai sensi del
citato decreto del Presidente della Repubblica n. 175/1988;
d) le
attività riportate negli allegati A e B del decreto del Presidente
della Repubblica n. 689 del 1959, e non ricomprese tra quelle di cui
al d.m. 16 febbraio 1982, pur soggette ai controlli obbligatori da
parte dei Comandi dei vigili del fuoco ai sensi dell’art. 2 della
legge n. 966 dei 1965 e del decreto del Presidente della Repubblica n.
577 del 1982, non soggiacciono alla disciplina rocedurale del
regolamento;
e) il comma 5, ha previsto altresì l’emanazione di un
decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della
funzione pubblica, nel quale siano stabilite:
le modalità di
presentazione delle domande per l’avvio dei procedimenti;
il contenuto
delle stesse;
la documentazione da allegare;
criteri per rendere
uniforme lo svolgimento dei servizi resi dai Comandi provinciali.
Tale
decreto (d.m. 4 maggio 1998), in corso di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale, costituirà certamente un valido strumento per garantire
l’uniformità delle procedure, favorendo la trasparenza e la speditezza
dell’azione amministrativa.
Art. 2. Parere di conformità
L’art. 2
disciplina la fase procedurale relativa all’esame dei progetti ai fini
del rilascio del parere di conformità degli stessi alle specifiche
regole tecniche o in mancanza, ai criteri tecnici generali di
prevenzione incendi.
Al riguardo, il d.m. 4 maggio 1998 nel
dettagliare la documentazione da allegare alla domanda di esame
progetto, stabilisce anche i criteri tecnici generali da seguire in
mancanza di una specifica regola tecnica.
Si precisa che il
procedimento di esame del progetto non potrà essere avviato dal
Comando se la domanda non è corredata di tutti gli allegati indicati
nel d.m. 4 maggio 1998, e pertanto necessita che ciascun Comando si
organizzi al fine di:
dare la massima informazione all’utenza in via
preventiva, sugli atti da allegare all’istanza;
fare effettuare dal
personale dell’ufficio prevenzione una istruttoria formale della
domanda per verificare la sua completezza documentale, prima che la
stessa venga assegnata per l’esame tecnico.
Nel caso si renda
necessario, in fase di esame tecnico, chiedere una integrazione della
documentazione presentata, il regolamento prevede in tale circostanza
e per una sola volta, l’interruzione del termine che riprenderà per
intero a decorrere dalla data di perfezionamento della richiesta
medesima.
La questione dei termini entro cui concludere il
procedimento è di fondamentale importanza, sia per l’organizzazione
dell’ufficio che per il rapporto con l’utenza.
L’obiettivo principale
del regolamento è quello di ridurre al minimo i tempi di risposta
dell’amministrazione: pertanto il termine di conclusione del
procedimento di quarantacinque giorni deve essere considerato
superabile solo nei casi di comprovata necessità, qualora la pratica
proposta all’esame progetto, richieda studi, ricerche ed
approfondimenti particolarmente lunghi. Di tale specifica esigenza il
Comando dovrà dare formale notizia all’interessato entro quindici
giorni dalla presentazione della domanda, anche per l’eventuale
coinvolgimento dei progettisti.
Da ultimo si forniscono chiarimenti in
merito alla seguente disposizione contenuta in calce al comma 2, «Ove
il Comando non si esprima, nei termini prescritti, il progetto si
intende respinto».
Al riguardo, si premette che la disposizione in
esame non impedisce al comando di provvedere anche successivamente
alla scadenza dei termini, ferme restando le eventuali responsabilità,
in particolare dei funzionari incaricati del procedimento.
Anzi, ai
sensi dell’art. 2, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, il
Comando ha il dovere di concludere questa fase procedimentale
pronunciandosi sulla conformità del progetto alla normativa
antincendio. Il disposto ha il solo scopo di qualificare il
comportamento omissivo dell’amministrazione come un provvedimento
negativo (silenzio-rifiuto) al fine di tutelare il soggetto
interessato.
Quest’ultima, infatti, a seguito della scadenza del
termine di cui all’art. 2 del d.P.R. n. 37/1998, può, entro i
successivi sessanta giorni, adire al giudice amministrativo per far
dichiarare illeggittime tale comportamento omissivo (Consiglio di
Stato, sentenza n. 1331/1997).
Da quanto sopra emerge l’importanza che
è stata riservata alla fase procedimentale relativa al parere di
conformità sul progetto: infatti la mancata espressione di detto
parere non permette di avviare la successiva fase procedurale
finalizzata al rilascio del certificato di prevenzione incendi, né
consente all’interessato di presentare la dichiarazione per l’avvio
dell’attività, prevista dall’art. 3, comma 5.
Art. 3. Rilascio del
certificato di prevenzione incendi
L’art. 3 disciplina la procedura
per il rilascio del certificato di prevenzione incendi previo
accertamento-sopralluogo; prevede altresì la possibilità per
l’interessato di presentare, in attesa del sopralluogo, una
dichiarazione attestante il rispetto della normativa di sicurezza
antincendio, finalizzata all’esercizio provvisorio dell’attività
stessa.
La suddetta dichiarazione costituisce la sostanziale
innovazione del regolamento, in quanto consente all’interessato, ai
fini antincendio e senza ulteriori incombenze e costi aggiuntivi, di
avviare l’attività, purché risulti presentata al Comando …

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