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Circolare 01/12/1992

Circolare 01/12/1992 n. 8840 - Ministero dell'ambiente - Assoggettabilità alla procedura d'impatto ambientale dei progetti riguardanti le vie di rapida comunicazione. Art. 6, secondo comma, della legge 8 luglio 1986, N. 349,e successivi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri attuativi.

Circolare 01/12/1992 n. 8840
Ministero dell’ambiente –
Assoggettabilità alla procedura d’impatto ambientale dei progetti
riguardanti le vie di rapida comunicazione. Art. 6, secondo comma,
della legge 8 luglio 1986, N. 349,e successivi decreti del Presidente
del Consiglio dei Ministri attuativi.

1.Il Ministero dell’ambiente
ha richiesto un chiarimento interpretativo alla Direzione Generale XI
della Commissione delle Comunità europee circa il punto 7
dell’allegato I alla direttiva 85/337/CEE, ove – nel testo in lingua
italiana – per le “vie di rapida comunicazione” è riportata in nota la
seguente definizione:
· “le vie di rapida comunicazione ai sensi della
presente direttiva corrispondono alla terminologia dell’accordo
europeo sulle grandi strade di traffico internazionale del
15-11-1975”.
2.Con nota 11-12-91/XI/017013 la Commissione delle
Comunità europee ha comunicato quanto segue:
· “la direttiva
85/337/CEE rinvia all’accordo europeo sulle grandi strade a traffico
internazionale del 15-11-1975 per quanto riguarda la nozione di «route
express” del testo francese che è stato tradotto in italiano con
l’espressione «vie di rapida comunicazione”;
· con tale termine si
designa nel testo francese «une route rèservè à la circulation
automobile, accessible seulement par dès èchangeurs ou des carrefours
règlementès sur la quelle, en particulier, il est interdit de
s’arrÛeter et de stationner sur la chaussèe”;
· si tratta quindi di
vedere se la traduzione italiana riproduce fedelmente la versione
sopra esposta che è quella sulla quale si basa la direttiva
comunitaria;
· sulla base degli elementi di cui dispone la Commissione
nel quadro di una serie di ricorsi relativi all’applicazione della
direttiva 85/337/CEE concernenti la costruzione di opere stradali
appare che la tipologia di «superstrade” debba rientrare nella nozione
di «route express” sopramenzionata, in italiano «vie di rapida
comunicazione”. Per quanto riguarda le autostrade si ritiene che
questa tipologia sia sufficientemente identificata in tutti gli Stati
membri a tal punto che la direttiva comunitaria non ha ritenuto
necessario il rinvio all’accordo europeo sopracitato;
· occorre infine
sottolineare che l’Italia è l’unico Paese che abbia oggi sollevato
tali difficoltà interpretative circa la definizione di progetti di
opere stradali (vie di rapida comunicazione) i cui contenuti sono
stati ampliamente discussi ed approvati nel quadro di misure prese a
livello internazionale e comunitario”.
3.La legge 29-11-1980, n. 922
(all. II, punto II.3) di adesione all’accordo europeo sulle grandi
strade a traffico internazionale definisce le superstrade come: “le
strade riservate alla circolazione automobilistica accessibili solo
attraverso svincoli o intersezioni controllate e sulle quali sono
vietati tra l’altro l’arresto e la sosta dei veicoli”.
4.Tale
definizione corrisponde sostanzialmente a quella di “Strade
extraurbane principali” così come definite dall’art. 2 del decreto
legislativo 30-4-1992, n. 285: “strada a carreggiate indipendenti o
separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due
corsie di marcia e banchine pavimentate, priva di intersezioni a raso,
con accessi alle proprietà laterali coordinati, contraddistinta dagli
appositi segnali di inizio e fine, riservata alla circolazione di
talune categorie di veicoli a motore; per eventuali altre categorie di
utenti devono essere previsti opportuni spazi; per la sosta devono
essere previste apposite aree con accessi dotati di corsie di
decelerazione e di accelerazione”. A tale definizione pertanto ci si
atterrà ai fini dell’obbligo di pronuncia di compatibilità ambientale
previsto dall’art. 6 della legge n. 349/1986 e successivi decreti
attuativi.
5.Resta fermo quanto disposto dall’art. 2, primo comma, del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 377/1988 circa la
applicazione della procedura di valutazione di impatto ambientale ai
progetti relativi ad interventi riguardanti opere già esistenti, non
rientranti nelle categorie previste dall’art. 1 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 377/1988, qualora da tali
interventi derivi un’opera che rientri nelle categorie per cui tale
procedura è prevista anche con riguardo a quanto precisato dalla
presente circolare.
6.Per i progetti riguardanti modifiche ad opere
esistenti da sottoporre a procedura di valutazione di impatto
ambientale, al fine di agevolare la verifica relativa all’entità delle
modifiche alle opere originarie e le condizioni per un’eventuale
esclusione dalla procedura di V.I.A., è opportuno che i committenti
inoltrino al Ministero dell’ambiente il progetto di massima corredato
da uno studio ambientale che dovrà contenere:
· una chiara indicazione
delle modifiche alla qualità dell’ambiente interessato
dall’intervento;
· la documentazione fotografica riferita allo stato
attuale;
· l’inquadramento programmatico ed urbanistico dell’opera;
·
l’illustrazione dei valori naturalistici, delle condizioni
idrogeologiche e degli eventuali vincoli relativi all’area interessata
dal progetto.

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