Chiarimenti circa l'applicazione delle norme vigenti riguardanti gli impianti termici. Legge n. 615 del 13 luglio 1966, D.P.R. n. 1391 | Edilone.it

Chiarimenti circa l’applicazione delle norme vigenti riguardanti gli impianti termici. Legge n. 615 del 13 luglio 1966, D.P.R. n. 1391

Chiarimenti circa l'applicazione delle norme vigenti riguardanti gli impianti termici. Legge n. 615 del 13 luglio 1966, D.P.R. n. 1391 del 22 dicembre 1970 e Circolare M.I. n. 73 del 29 luglio 1971
Circolare Ministeriale

SCHEMA DI D.P.R.Nuovi termini per l’attuazione delle norme
transitorie di cui all’art. 31, 1° e 3° commma e modifica
dell’art. 24 del D.P.R. 12 gennaio 1971, n. 208, recante norme di
sicurezza per i distributori stradali di gas di petrolio liquefatti
per autotrazione.IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto l’art. 87, 5°
comma della Costituzione;Visto l’art. 23 del R.D.L. 2 novembre 1933,
n. 1741 sugli olii minerali e carburanti, in relazione all’art. 2
della legge 23 febbraio 1950, n. 170 sui distributori automatici di
carburante e all’art. 9 della legge 21 marzo 1958, n. 327 sulle
stazioni di riempimento dei gas di petrolio liquefatti;Visto il parere
del Consiglio di Stato;Sentito il Consiglio dei Ministri;Sulla
proposta del Ministro dell’Interno;DecretaArt. 1Nuovi
terminiPer l’attuazione della norma di cui al 1° comma
dell’art. 31 del D.P.R. 12 gennaio 1971, n. 208, concernente l’obbligo
della rimozione degli impianti attualmente esistenti in centri
abitati, è fissato un nuovo termine, che scadrà sei mesi
dopo l’entrata in vigore del presente decreto.Per l’attuazione della
norma di cui al 3° comma dello stesso articolo, concernente
l’adeguamento degli impianti attualmente esistenti alle norme del
D.P.R. n. 208, è fissato un nuovo termine che scadrà due
anni dopo l’entrata in vigore del presente decreto.Art. 2Modifica
alle distanze di sicurezza esterneIl 1°, 2° e 3° comma
dell’art. 24 del D.P.R. 12 gennaio 1971, n. 208 sono modificati come
segue:“Ferme restando le norme circa l’ubicazione degli
impianti, l’area su cui questi sorgono deve soddisfare alle seguenti
condizioni:a) che entro il raggio di 30 metri dal punto più
prossimo del serbatoio e degli altri elementi dell’impianto di cui
all’art. 2 non esistono, salvo quanto previsto nell’articolo
successivo, edifici di sorta;b) che nella fascia contigua fino a 40
metri di raggio dal punto più prossimo del serbatoio e degli
altri elementi dell’impianto di cui all’art. 2 non esistano edifici e
parti di edifici con cubatura singola superiore a 3.000 metri cubi,
né comunque edifici destinati alla collettività, come
scuole, ospedali, chiese, caserme.In prossimità di luoghi in
cui suole verificarsi affluenza di pubblico, come stadi o campi
sportivi, circhi equestri o luna park a carattere stabile, campi per
fiere o mercati, fermate di linee di trasporto pubblico, cimiteri, e
simili, la distanza tra il punto più prossimo del serbatoio e
degli altri elementi dell’impianto di cui all’art. 2, e il punto
più vicino del perimetro di detti luoghi, non può essere
inferiore a 60 metri.In prossimità di vie di comunicazione, la
distanza tra il punto più prossimo del serbatoio e degli altri
elementi dell’impianto di cui all’art. 2, e il ciglio della sede
viaria non può essere inferiore a:- 30 metri per le autostrade,
ferrovie e tranvie;- 15 metri per le altre strade e le vie
navigabili“.Sono pervenute a questo Ministero da vari Comandi
Provinciali, Enti e privati, richieste di chiarimenti sulla corretta
interpretazione di alcune disposizioni concernenti in particolare gli
adempimenti attribuiti ai Comandi stessi ed ai privati proprietari
degli impianti termici dalla legge n. 615 del 13 luglio 1966, dal
relativo regolamento D.P.R. n. 1391 del 22 dicembre 1970, nei Comuni
compresi nelle zone ”A“ e ”B“, e dalla
circolare n. 73 del 29 luglio 1971 di questo Ministero.Al riguardo si
precisa quanto segue:1) Attestazioni e certificazioni indicate alla
pagina 5 della circolare n. 73 del 29 luglio 1971.Le
attestazioni e certificazioni di cui sopra non sono obbligatorie.
È in facoltà del proprietario degli impianti o di chi
per esso presentare detta documentazione, ma solo ed esclusivamente
per gli impianti realizzati o trasformati nel senso definito
dall’art. 3 del regolamento n. 1391 del 22 dicembre 1970 dopo la data
dell’8 luglio 1968.2) Documentazione attestante l’esistenza
dell’impianto alla data dell’8 luglio 1968.È’ da ritenere
sufficiente apposita dichiarazione, anche contestuale all’istanza, del
proprietario dell’impianto dalla quale risulti che detto impianto era
preesistente alla data dell’8 luglio 1968 e che lo stesso non è
stato trasformato.La sottoscrizione della dichiarazione deve essere
autenticata con le modalità di cui all’art. 20 della legge 4
gennaio 1968, n. 15, relativa a norme sulla documentazione
amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme
(l’autenticazione deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e
consiste nell’attestazione, da parte del pubblico ufficiale notaio,
cancelliere, segretario comunale che la sottoscrizione stessa
è stata apposta in sua presenza, previo accertamento
dell’identità della persona che sottoscrive).La dichiarazione,
ovviamente, non è necessaria se la preesistenza dell’impianto
alla data dell’8 luglio 1968 risulta dagli atti del Comando.3)
Domande per l’approvazione dei progetti di impianti termicia) Per
gli impianti di potenzialità superiore ad un milione di Kcal/h
le domande vanno corredate della documentazione indicata alla lettera
b) dell’art. 12.1 del regolamento predetto;b) per gli impianti
inferiori ad un milione di Kcal/h può essere richiesta, oltre
al modello indicato alla lettera a) del citato art. 12.1, una
documentazione grafica concernente principalmente l’aspetto
antincendio dell’impianto in esame.Al fine di evitare la richiesta di
indispensabili e costose modifiche all’atto del collaudo e quindi a
lavori compiuti, è data facoltà ai Comandi al momento
della presentazione della domanda, di richiedere una documentazione
integrativa rispetto a quella prevista dal regolamento, lasciando
arbitro il privato di ottemperarvi.Nell’ipotesi che tale
documentazione facoltativa venga prodotta, sulla stessa i Comandi
esprimeranno il proprio giudizio all’atto dell’esibizione;c) la
documentazione indicata ai punti a) e b) va richiesta solamente per
gli impianti nuovi o da trasformare o da ampliare.Per gli impianti
esistenti alla data dell’8 luglio 1968 non è prescritta, dalla
legge e dal regolamento già citati, la presentazione di una
nuova documentazione. Tuttavia, sotto l’aspetto antincendio, valgono
le considerazioni fatte al secondo comma del precedente punto b).4)
Accertamento del contenuto di particelle solide e/o di composti dello
zolfo nei fumi da effettuarsi in sede di collaudo.a) Tali
accertamenti non sono richiesti per gli impianti esistenti alla data
dell’8 luglio 1968 che non sono stati trasformati.b) Per gli impianti
nuovi o trasformati o ampliati la presentazione del documento indicato
al n. 1) di pagina 5 della citata Circolare n. 73 è in
facoltà del proprietario dell’impianto.c) Ove i Comandi al
momento del collaudo per difetto di sufficienti attrezzature non siano
in condizioni di effettuare l’accertamento di cui all’art. 13.9 del
regolamento numero 1391, nel redigere l’attestazione di collaudo
faranno esplicita riserva di procedere successivamente a detto
accertamento.Si prega di assicurare adempimento.

Chiarimenti circa l’applicazione delle norme vigenti riguardanti gli impianti termici. Legge n. 615 del 13 luglio 1966, D.P.R. n. 1391

Edilone.it