CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all'art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998 | Edilone.it

CASSA DEPOSITI E PRESTITI – CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all’art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all'art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998 e successive modifiche. (GU n. 163 del 16-7-2003)

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252

Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche
all’art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica del 7 gennaio 1998 e successive modifiche.

Alle amministrazioni statali
Agli enti pubblici
Alle regioni
Alle province autonome di Trento e
di Bolzano
Alle amministrazioni provinciali e
comunali
Alle comunita’ montane, isolane e
di arcipelago
Alle unioni di comuni
Ai gestori di pubblici servizi
e, per conoscenza:
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Alla Conferenza dei presidenti
delle regioni e delle province
autonome
Alla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome
di Trento e Bolzano
Alla Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali
All’Associazione nazionale comuni
italiani (A.N.C.I.)
All’Unione province italiane
(U.P.I.)
All’Unione nazionale comuni montani
(U.N.C.E.M.)

Premessa.

La precedente versione dell’art. 11 del decreto del Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio
1998 e successive modificazioni enunciava alcune delle cause che
potevano determinare la risoluzione anticipata del rapporto di
finanziamento (estinzione anticipata).
In particolare, la norma accordava al mutuatario la facolta’ di
richiedere l’estinzione anticipata del mutuo a condizione che fosse
corrisposto un indennizzo, che si assumeva tenesse indenne la Cassa
depositi e prestiti (d’ora in avanti CDP) dalle conseguenze arrecate
dal disinvestimento.
Quanto all’ipotesi in cui l’estinzione anticipata del rapporto di
finanziamento fosse determinata dalla CDP a seguito di revoca del
finanziamento, la disposizione in esame (comma 2) definiva in modo
ampio le cause («… qualsiasi causa non imputabile alla Cassa …»)
e contemplava gli effetti derivanti dal richiamo anticipato, qualora,
in forza delle particolari modalita’ di ammortamento dei mutui
concessi dall’Istituto, il mutuatario avesse rimborsato capitale in
misura superiore a quello effettivamente percepito.
Il diritto dell’Istituto di reagire all’inadempimento degli
obblighi conseguenti al rapporto di finanziamento (es.: mancato
adeguamento o integrazione delle garanzie; mancato o parziale
pagamento delle rate di ammortamento) attraverso il ricorso agli
ordinari strumenti di tutela (decadenza dal beneficio del termine,
risarcimento del danno, ecc.) viene registrato nella disciplina per
l’accesso ai mutui della CDP al fine di garantire una uniforme e
trasparente applicazione dei principi generali dell’ordinamento. In
questo contesto, l’indennizzo costituisce la forma di ristoro idonea
a liberare il soggetto debitore dalle pretese attivabili dalla CDP in
conseguenza del rimborso anticipato.

1. L’estinzione anticipata secondo il nuovo testo dell’art. 11.

Ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del
20 giugno 2003, che ha modificato l’art. 11 del decreto del Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del
7 gennaio 1998, l’estinzione anticipata dei mutui puo’ essere
richiesta dai soggetti mutuatari e/o pagatori, ovvero disposta
d’ufficio dalla CDP per cause ad essa non imputabili, quali
l’inadempimento degli obblighi derivanti dal rapporto di
finanziamento da parte dei soggetti mutuatari e/o pagatori, o per
violazione della disciplina legislativa o regolamentare (comma 1 del
nuovo art. 11).
La disposizione definisce le modalita’ di quantificazione dei costi
relativi all’estinzione, basate sul capitale erogato e non
rimborsato, mentre non ha rilievo la circostanza che l’estinzione
intervenga anteriormente o successivamente l’inizio
dell’ammortamento.
Nei casi in cui gli oneri di ammortamento siano a carico di piu’
soggetti, il pagamento dell’indennizzo e la restituzione del capitale
erogato e non ancora rimborsato, sono ripartiti in proporzione alle
quote di mutuo a carico degli stessi.
L’estinzione parziale di un mutuo e’ possibile solo nel caso di
estinzione dell’intera quota di un soggetto pagatore (cfr. paragrafo
1.1) ovvero per ridurre l’importo concesso alle somme effettivamente
necessarie alla realizzazione dell’opera, nei casi previsti dalla
circolare n. 1232/99 al punto 2.4.2 (fine lavori e ribasso d’asta).

1.1 Gli obblighi derivanti dall’estinzione anticipata.

L’estinzione anticipata comporta l’obbligo di corrispondere alla
CDP la differenza, se positiva, tra la quota di capitale erogata e
quella ammortizzata (comma 2 del nuovo art. 11); laddove tale
differenza risulti negativa, la CDP e’ obbligata a corrispondere tale
differenza al soggetto pagatore (comma 4).
Per i soli mutui a tasso fisso, nel caso in cui i tassi applicati
dalla CDP sulle nuove concessioni siano inferiori a quelli applicati
ai mutui da estinguere anticipatamente, considerando la scadenza
residua del finanziamento, il soggetto pagatore deve corrispondere un
indennizzo, commisurato al capitale erogato. Sono esclusi dal
pagamento dell’indennizzo (precedentemente pari all’1% del residuo
debito) i mutui a tasso variabile, mentre per i mutui a tasso fisso
con diritto di estinzione parziale anticipata alla pari restano
valide le disposizioni di cui all’art. 8, comma 1, lettera b) del
decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica 7 gennaio 1998 e successive modificazioni. Per questi
ultimi, a modifica di quanto previsto nella circolare CDP n. 1232/99,
punto 4.4.1.2, l’ente, per estinguere anticipatamente la quota di
mutuo che non gode del diritto di estinzione anticipata alla pari,
deve versare un indennizzo calcolato con le modalita’ previste al
punto 1.2 della presente circolare.
In via generale, tutti gli esborsi derivanti dall’operazione sono a
carico del soggetto che si e’ assunto gli oneri del servizio del
debito (pagatore); la CDP resta estranea ai rapporti intercorrenti
tra quest’ultimo e il soggetto beneficiario del finanziamento
(mutuatario).
Nei casi in cui gli oneri di ammortamento siano a totale carico del
soggetto mutuatario, su quest’ultimo gravano tutti gli oneri
derivanti dall’operazione (pagamento dell’indennizzo ed eventuale
restituzione del capitale erogato non ammortizzato).
Nei casi in cui gli oneri di ammortamento siano a carico di piu’
soggetti, occorre distinguere l’ipotesi di estinzione anticipata su
richiesta da quella disposta dalla CDP per revoca del finanziamento:
se la richiesta proviene da uno dei soggetti pagatori, la CDP
dispone l’estinzione anticipata limitatamente alla parte di mutuo a
suo carico, con addebito degli oneri derivanti dall’operazione per la
sola quota di sua spettanza; nel caso in cui il mutuo non sia stato
interamente erogato, l’estinzione e’ accordata solo se il soggetto
mutuatario dichiara che la riduzione del finanziamento non
compromette la realizzazione dell’opera;
se la richiesta proviene dal soggetto mutuatario ed e’ motivata
dal fatto che l’investimento non viene piu’ realizzato, la CDP
estende il provvedimento a tutti i soggetti pagatori, con relativo
addebito, pro quota, degli oneri derivanti dall’estinzione, a meno
che il mutuatario non abbia manifestato nella richiesta la volonta’
di accollarsi i suddetti oneri;
in caso di revoca del finanziamento per finalita’ pubbliche (es.
somme utilizzate dal mutuatario per uno scopo diverso da quello
riportato nel provvedimento di concessione del mutuo), l’estinzione
anticipata e’ estesa a tutti i soggetti pagatori, con relativo
addebito, pro quota, degli oneri derivanti dall’estinzione;
in caso di revoca del finanziamento per inadempimento, da parte
di uno dei soggetti pagatori, degli obblighi derivanti dal rapporto
di finanziamento (mancato pagamento delle rate di ammortamento o
mancato adeguamento delle garanzie), l’estinzione e’ limitata alla
sola quota di mutuo a suo carico, con addebito degli oneri derivanti
dall’operazione per la sola quota di sua spettanza. Tuttavia, qualora
il soggetto mutuatario dichiari che la riduzione del finanziamento
compromette la realizzazione dell’opera, l’estinzione e’ estesa a
tutti gli enti pagatori, con relativo addebito, pro quota, degli
oneri derivanti dall’operazione.

1.2 Il calcolo dell’indennizzo.

Ai sensi del comma 3 dell’art. 11, l’indennizzo, commisurato al
capitale erogato, e’ pari alla differenza, se positiva, tra la somma
dei valori attuali delle rate di ammortamento residue e il debito
residuo …

[Continua nel file zip allegato]

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