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CASSA DEPOSITI E PRESTITI

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CIRCOLARE 27 maggio 2003, n.1251: Disposizioni in merito alla finanziabilita' dei debiti fuori bilancio e particolari disposizioni in materia di disavanzi nei settori del trasporto pubblico e sanitario. (GU n. 127 del 4-6-2003)

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

CIRCOLARE 27 maggio 2003, n.1251

Disposizioni in merito alla finanziabilita’ dei debiti fuori bilancio
e particolari disposizioni in materia di disavanzi nei settori del
trasporto pubblico e sanitario.

Alle regioni
Alle province autonome di Trento e di
Bolzano
Alle amministrazioni provinciali e
comunali
Alle comunita’ montane, isolane e di
arcipelago
Alle unioni di comuni
e, per conoscenza:
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Alla Conferenza dei Presidenti delle
regioni e delle province autonome
Alla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano
Alla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali
All’Associazione nazionale comuni
italiani (A.N.C.I.)
All’Unione province italiane (U.P.I.)
All’Unione nazionale comuni montani
(U.N.C.E.M.)

PREMESSA: DISPOSIZIONI IN MERITO ALLA FINANZIABILITA’ DEI DEBITI
FUORI BILANCIO.
Con la presente circolare la Cassa depositi e prestiti intende
fornire, anche sulla scia di numerose richieste da parte degli enti
mutuatari e alla luce del dibattito conseguente all’entrata in vigore
della legge costituziornle 18 ottobre 2001, n. 3, alcuni chiarimenti
circa i presupposti che rendono legittimo il ricorso ai mutui per la
copertura di debiti fuori bilancio, nell’ambito dell’intero quadro
normativo di riferimento che regola la materia, che per opportunita’
si riassume:
art. 119 della Costituzione, cosi’ come modificato dall’art. 5
della legge n. 3/2001;
art. 194 del decreto legislativo n. 267/2000 (TUEL);
art. 41, comma 4, della legge n. 448/2001;
art. 30, comma 15, della legge 27 dicembre 2002 n. 289.

Soggetti.
L’ambito soggettivo di applicazione del principio costituzionale,
dettato all’art. 119, coordinato con l’art. 2 TUEL determina che
possono accedere a tale forma di indebitamento i comuni, le province,
le comunita’ montane, isolane e di arcipelago e le unioni di comuni.

Oggetto.
A norma dell’art. 194 TUEL sono riconoscibili i debiti fuori
bilancio derivanti da:
a) sentenze esecutive;
b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di
istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto,
convenzione o atti costitutivi, purche’ sia stato rispettato
l’obbligo di pareggio del bilancio di cui all’art. 114 TUEL e il
disavanzo derivi da fatti di gestione;
c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal
codice civile o da norme speciali, di societa’ di capitali costituite
per l’esercizio di servizi pubblici locali;
d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere
di pubblica utilita’;
e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi
di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 191 TUEL, nei limiti degli
accertati e dimostrati utilita’ ed arricchimento per l’ente,
nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di
competenza. L’8 novembre 2001 – data di entrata in vigore della legge
di revisione costituzionale n. 3/2001 – costituisce il limite
temporale oltre il quale non e’ piu’ consentito agli enti in esame di
finanziare spese diverse da quelle di investimento.
La disposizione contenuta nell’art. 41, comma 4 della legge n.
448/2001, ha stabilito, infatti, che il debito fuori bilancio,
riferito a spese di parte corrente, sia finanziabile con il ricorso
all’indebitamento solo se maturato anteriormente all’8 novembre 2001.
All’interno delle tipologie di debiti elencate all’art. 194 TUEL,
costituiscono debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento,
finanziabili con ricorso a mutuo a prescindere dal limite temporale
dell’8 novembre 2001, quelli derivanti da:
sentenze passate in giudicato o esecutive, relative ad
investimenti effettuati e non finanziati preventivamente (come ad
esempio, un completamento di opere pubbliche, impianti e simili);
procedure espropriative di beni per opere di pubblica utilita’,
relativamente all’importo dell’investimento in beni acquisiti al
patrimonio o al demanio, con esclusione di oneri risarcitori,
interessi e spese;
finanziamento di investimenti effettuati da consorzi ed aziende
speciali che siano acquisiti, pro quota, ad aumento del patrimonio
dell’ente;
aumenti di capitale di societa’ partecipate dall’ente locale,
destinati al finanziamento di nuovi impianti ed opere di
investimento.
Costituiscono, invece, debiti fuori bilancio riferiti a spese di
parte corrente, finanziabili con ricorso a mutuo solo se maturati
anteriormente all’8 novembre 2001, quelli derivanti da:
sentenze passate in giudicato o esecutive, relative ad
obbligazioni di pagamento dipendenti da spese correnti;
copertura di disavanzi di gestione corrente di consorzi, aziende
speciali e istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti dallo
statuto;
ricapitalizzazione di societa’ di capitali partecipate dall’ente
locale, per far fronte a riduzioni di capitale determinate da perdite
di gestione non coperte dai fondi di riserva;
acquisizione di beni e servizi utilizzati per la gestione
corrente dell’ente, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2
e 3 dell’art. 191 TUEL.
Secondo l’interpretazione del termine «maturato», fornita
dall’Osservatorio per la finanza e la contabilita’ degli enti locali
presso il Ministero dell’interno(1) «il senso letterale della parola
e il richiamo ai principi di diritto civile lasciano propendere verso
un’interpretazione che individui tali debiti in quelle fattispecie in
cui vi siano tutti gli elementi per procedere all’adempimento
dell’obbligazione. Pertanto, si ritengono maturi quei debiti in
relazione ai quali siano intervenuti tutti gli elementi che ne
determinano la certezza, la liquidita’ e l’esigibilita»(2).
Ne consegue l’assoluta necessita’ che il Consiglio dell’ente
locale riconosca con propria deliberazione, ai sensi dell’art. 194
TUEL, la legittimita’ dei debiti fuori bilancio, distinguendo quelli
relativi a spese di investimento, finanziabili anche con ricorso a
mutuo a prescindere dal limite temporale sopra richiamato, da quelli
relativi a spese correnti, finanziabili con ricorso a mutuo solo se
maturati anteriormente all’8 novembre 2001, ovvero con risorse
proprie, se maturati successivamente a tale data.
Al riguardo, si fa presente che in virtu’ del principio della
sufficienza delle risorse finanziarie, il Consiglio dell’ente, con la
delibera con la quale verifica il permanere degli equilibri di
bilancio ed adotta i provvedimenti per mantenerli, stanzia, altresi’,
le somme necessarie per il pagamento dei debiti fuori bilancio,
utilizzando prioritariamente le entrate e l’avanzo di amministrazione
accertato (art. 193 TUEL) e secondariamente – dopo aver verificato
l’impossibilita’ di finanziare con tali fonti i debiti, di cui e’
stata riconosciuta la legittimita’ – facendo ricorso
all’indebitamento.

———-
(1) Raccomandazione approvato nella seduta del 6 marzo
2003.
(2) Con l’espressione «certo, liquido ed esigibile» il
diritto comune intende riferirsi o un diritto che sia
immediatamente realizzabile e avente un oggetto chiaramente
determinato, le cui precise caratteristiche debbono
risultare dal titolo. Nel caso delle sentenze tali
requisiti si intendono soddisfatti con il deposito delle
medesime.

In generale, la Cassa depositi e prestiti provvedera’ ad
approfondire, nei casi dubbi, con opportuna attivita’ istruttoria ed
acquisizione di documentazione, la natura delle spese da finanziare.
Poiche’ la legittimita’ delle operazioni di indebitamento dipende
dalla natura di investimento della spesa finanziata, ne discende che
lo scopo del prestito costituisce un requisito essenziale nelle
delibere di assunzione di mutui. Ne e’ conferma la disposizione
contenuta nell’art. 30, comma 15 della legge 27 dicembre 2002, n.
289, che stabilisce che l’inosservanza di tale requisito determina la
nullita’ degli atti relativi all’operazione di indebitamento.

Procedura.
Si conferma, in generale, la procedura di finanziamento vigente e
stabilita nella circolare n. 1227/1998, al punto 27.1, con
l’eccezione della dichiarazione necessaria per l’adesione di massima,
che gli enti devono rendere in modo piu’ articolato.
In particolare, l’ente deve ora esplicitamente attestare che:
a) con delibera consiliare n. … del … , adottata ai sensi
degli articoli 193 e 194, comma 1, lettera … del decreto
legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, divenuta esecutiva a tutti gli
effetti di legge, sono stati riconosciuti debiti fuori bilancio per
un importo di Euro …
b) i debiti riconosciuti per i quali e’ richiesto il
finanziamento sono relativi:
a spese di investimento;
a spese di parte corrente e sono maturati in modo certo,
liquido ed esigibile anteriormente all’8 novembre 2001;
c) nella medesima delibe…

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