AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 26 giugno 2002 | Edilone.it

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 26 giugno 2002

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 26 giugno 2002 Modificazione e integrazione della deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas 28 dicembre 2000, n. 237/00 e determinazione del costo medio annuo di distribuzione. (Deliberazione n. 122/02). (GU n. 167 del 18-7-2002)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 26 giugno 2002

Modificazione e integrazione della deliberazione dell’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas 28 dicembre 2000, n. 237/00 e
determinazione del costo medio annuo di distribuzione. (Deliberazione
n. 122/02).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 26 giugno 2002,
Premesso che:
con deliberazione 28 dicembre 2000, n. 237/00, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 2 alla Gazzetta Ufficiale – serie generale –
n. 4 del 5 gennaio 2001 (di seguito: deliberazione n. 237/00),
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorita)
ha definito criteri per la determinazione delle tariffe per
l’attivita’ di distribuzione del gas e di fornitura ai clienti del
mercato vincolato;
con le sentenze 9 ottobre 2001, n. 6694/01, n. 6695/01 e n.
6698/01, il tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (di
seguito: Tar Lombardia) ha annullato la deliberazione n. 237/00
“nella parte in cui stabilisce che il costo del capitale investito
rilevi attraverso criteri parametrici e non si basi sui dati concreti
della singola gestione, ove sussistenti” e che tali sentenze sono
passate in giudicato;
l’annullamento della deliberazione n. 237/00 ha effetti erga
omnes, stante il carattere irrescindibile delle ragioni adottate a
fondamento dell’annullamento stesso ed e’, quindi, necessario
modificare ed integrare la predetta determinazione delle tariffe di
distribuzione e fornitura di gas, conforme alla pronuncia del Tar
Lombardia;
Premesso, che sono pervenute all’Autorita’ numerose segnalazioni da
parte di esercenti l’attivita’ di distribuzione e da parte di utenti
del servizio medesimo che evidenziano l’esistenza di controversie in
merito alla negoziazione dei contenuti dei contratti di
distribuzione, e nelle quali viene richiesto un intervento
dell’Autorita’ volto a risolvere tali controversie;
Premesso, che ai sensi dell’art. 4, comma 4.11, della deliberazione
n. 237/00, l’Autorita’ determina annualmente il valore del costo
medio annuo di distribuzione per cliente (di seguito: CMUD);
Visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481, in particolare l’art. 2, comma
12, lettera d);
il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (di seguito:
decreto legislativo n. 164/2000);
Viste:
la deliberazione dell’Autorita’ 3 agosto 2000, n. 148/00 di avvio
di procedimento per la formazione di provvedimenti di cui all’art.
14, comma 8, all’art. 16, commi 2 e 5, dell’art. 23, commi 2 e 4 e
dell’art. 24, comma 5, del decreto legislativo n. 164/2000, in tema
di esercizio dell’attivita’ di distribuzione, di obblighi delle
imprese, di condizioni di accesso e relative tariffe;
la deliberazione n. 237/00;
la deliberazione dell’Autorita’ 30 maggio 2001, n. 120/01,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 147 del
27 giugno 2001 (di seguito: deliberazione n. 20/01);
Considerato che:
nelle sentenze richiamate in premessa, il Tar Lombardia ha
confermato la legittimita’ di un sistema tariffario fondato
sull’impiego del criterio parametrico, ma ha accolto i ricorsi nella
parte in cui detto sistema non garantiva all’esercente l’attivita’ di
distribuzione la possibilita’ di definire le proprie opzioni
tariffarie sulla base di dati concreti, qualora “sia in grado, in
virtu’ della propria efficienza, di dimostrare i costi sopportati per
gli investimenti”;
l’attivita’ di distribuzione del gas in Italia e’ connotata da un
elevato numero di esercenti e da un elevato grado di frammentazione e
di varieta’ delle forme organizzative adottate dagli esercenti
medesimi, i quali, in generale, non dispongono dell’intera serie
storica di dati certi ed attendibili necessari ai fini della
valutazione del capitale investito;
la carenza di dati certi ed attendibili, considerata al
precedente alinea, pone l’esigenza di delimitare la sede storica di
dati rilevante ai fini della valutazione del capitale investito; e
che nell’operare la suddetta delimitazione e’ necessario garantire la
disponibilita’ di una serie storica di dati sufficientemente ampia da
assicurare una attendibile e precisa quantificazione del capitale
investito;
tali dati possono essere qualificati come “concreti” nel momento
in cui essi sono attendibili, verificabili e idonei a rappresentare
in modo certo la valutazione corretta del capitale investito
dell’impresa;
la qualificazione di dati concreti ai fini del precedente alinea
comporta una valutazione di conformita’ ai principi contabili
nazionali ed internazionali, operata da un revisore contabile, e di
conseguenza, solamente i bilanci certificati possono essere ritenuti
idonei ad evidenziare dati attendibili e certi;
la metodologia tariffaria definita dalla deliberazione n. 237/00
prevede che la determinazione del capitale investito si basi
sull’esame di bilanci a partire dall’esercizio 1990;
l’individuazione delle previsioni correttive del criterio
parametrico imposto dalle sentenze del Tar Lombardia puo’ essere
attuato riconoscendo agli esercenti la facolta’ di determinare il
capitale investito delle imprese, attraverso il metodo del costo
storico rivalutato sulla base di dati concreti;
al fine di evitare differenze di trattamento tra le discipline
dei servizi, quali il servizio di trasporto ed i servizi di
distribuzione e di fornitura ai clienti del mercato vincolato, la
determinazione di cui al precedente alinea deve essere effettuata in
applicazione dei criteri definiti dalla deliberazione n. 120/01;
Considerato che:
le segnalazioni di cui in premessa evidenziano controversie circa
il contenuto del contratto di distribuzione, con particolare
riferimento alla previsione di penali a carico dell’utente per
prelievi di gas superiori a quanto convenuto ed alla richiesta da
parte dell’esercente di garanzie finanziarie o assicurative;
il mancato accordo sul contenuto delle clausole del contratto che
regola l’erogazione del servizio puo’ comportare in un quadro
regolatorio non ancora completamente definito, la sospensione o
l’interruzione nell’erogazione del servizio medesimo, in sostanziale
violazione del principio di restrittivita’ dei casi di diniego
all’accesso, di cui all’art. 24, commi 1 e 2, del decreto legislativo
n. 164/00.
Ritenuta la necessita’:
in ottemperanza alle citate sentenze del Tar Lombardia, di
apportare l’unica modifica al sistema tariffario delineato nella
deliberazione n. 237/00 nel rispetto dell’integrita’ del criterio
parametrico legittimato dal medesimo TAR Lombardia;
di modificare il sistema tariffario, prevedendo la possibilita’
per gli esercenti l’attivita’ di distribuzione, che dispongano di
bilanci certificati a partire dall’esercizio che si conclude
anteriormente al 1 gennaio 1991, di calcolare il capitale investito,
attraverso il metodo del costo storico rivalutato;
di intervenire, ai sensi del precedente alinea, con urgenza allo
scopo di rendere completo e coerente il quadro delle regole che
governano la determinazione dei corrispettivi per l’attivita’ di
distribuzione e di fornitura ai clienti dei mercato vincolato,
nonche’ al fine di eliminare incertezze applicative, tenuto conto
delle scadenze temporali definite dalla deliberazione n. 237/00 e
della necessita’ di dare attuazione alle sentenze del Tar Lombardia;
Ritenuto che sia necessario:
definire una disciplina transitoria al fine di evitare
sospensioni ed interruzioni dell’erogazione del medesimo da parte
dell’esercente per mancato accordo sulle clausole contrattuali
riguardanti le penali e le garanzie, nelle more dell’adozione del
provvedimento dell’autorita’ in materia di condizioni di accesso e di
erogazione del servizio di distribuzione;
modificare, ai fini di cui al precedente alinea, il sistema
tariffario delineato dalla deliberazione n. 237/00, prevedendo
l’introduzione nella opzione tariffaria base, per punti di riconsegna
con prelievi superiori a 200.000 mc/anno di una quota fissa
articolata in funzione della capacita’ conferita;
riconoscere un prolungamento dei termini al fine di consentire
agli esercenti di tener conto delle modificazioni e integrazioni
apportate all’ordinamento esistente;
a) per la comunicazione e la pubblicazione delle tariffe per la
distribuzione e la fornitura del gas di cui alla deliberazione n.
237/00 allo scopo di consentire agli esercenti di tener conto delle
modificazioni e integrazioni apportate all’ordinamento esistente;
b) per i versamenti delle quote relative al Fondo per la
compensazione temporanea di costi elevati di distribuzione al fine di
consentire agli esercenti e alla Cassa conguaglio per il settore
elettrico di tenere conto delle modificazioni e integrazioni
apportate all’ordinamento esistente;
Delibera:
Art. 1.
Definizioni
1.1. Ai fini del presente provvedimento si applicano le definizioni
richiamate e riportate nell’art. 1 della deliberazione dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas 28 dicembre 2000, n. 237/00,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 2 nella Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 4 del 5 gennaio 2001, di seguito indicata come
deliberazione n. 237/00, come modificata ed integrata dal successivo
art. 2.

Art. 2.
Modifiche ed integrazioni alla deliberazione n. 237/00
2.1. All’art. 1:
a) la definizione contenuta al comma …

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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 26 giugno 2002

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