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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 30 settembre 2004: Definizione di criteri per la determinazione delle tariffe per l'attivita' di fornitura di gas diversi dal gas naturale, distribuiti a mezzo rete urbana. (Deliberazione n. 173/04). (GU n. 243 del 15-10-2004)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 30 settembre 2004

Definizione di criteri per la determinazione delle tariffe per
l’attivita’ di fornitura di gas diversi dal gas naturale, distribuiti
a mezzo rete urbana. (Deliberazione n. 173/04).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 30 settembre 2004;
Visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481 (di seguito: legge n.
481/1995);
la legge 27 ottobre 2003, n. 290;
la legge 23 agosto 2004, n. 239;
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 gennaio
1999;
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita) 28 dicembre 2000, n. 237/00 e sue successive
modifiche e integrazioni (di seguito: deliberazione n. 237/2000);
la deliberazione dell’Autorita’ 29 novembre 2002, n. 195/2002 (di
seguito: deliberazione n. 195/02);
la deliberazione dell’Autorita’, 12 dicembre 2003, n. 152/03;
la deliberazione dell’Autorita’, 18 marzo 2004, n 40/04;
la deliberazione dell’Autorita’, 6 maggio 2004, n. 69/04;
la deliberazione dell’Autorita’, 25 giugno 2004, n. 104/04;
la deliberazione dell’Autorita’, 25 giugno 2004, n. 105/04 (di
seguito: deliberazione n. 105/04);
la deliberazione dell’Autorita’, 29 settembre 2004, n. 168/04;
la deliberazione dell’Autorita’, 29 settembre 2004, n. 169/04;
la deliberazione dell’Autorita’, 29 settembre 2004, n. 170/04;
il documento per la consultazione diffuso dall’Autorita’ in data
29 luglio 2004, recante criteri per la determinazione delle tariffe
per l’attivita’ di distribuzione di gas naturale per il secondo
periodo di regolazione (di seguito: documento per la consultazione
29 luglio 2004);
il documento per la consultazione diffuso dall’Autorita’ in data
5 agosto 2004, recante criteri per la determinazione delle tariffe
per l’attivita’ di fornitura di gas diversi da gas naturale da
metanodotto, distribuiti a mezzo di reti urbane (di seguito: gas
diversi da gas naturale), per il secondo periodo di regolazione (di
seguito: documento per la consultazione 5 agosto 2004).
Considerato che:
la deliberazione n. 105/04 ha prorogato sino al 30 settembre 2004
la validita’ delle opzioni tariffarie base relative all’attivita’ di
fornitura di gas diversi da gas naturale da metanodotto approvate
dall’Autorita’ per l’anno termico 2003-2004;
ai sensi dell’art. 2, comma 12, lettera e) della legge n.
481/1995, l’Autorita’ stabilisce ed aggiorna, in relazione
all’andamento del mercato, la tariffa base, i parametri e gli altri
elementi di riferimento per determinare le tariffe di cui ai commi
17, 18 e 19 del medesimo articolo, nonche’ le modalita’ per il
recupero dei costi eventualmente sostenuti nell’interesse generale in
modo da assicurare la qualita’, l’efficienza del servizio e
l’adeguata diffusione del medesimo sul territorio nazionale, nonche’
la realizzazione degli obiettivi generali di carattere sociale, di
tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse di cui all’art.
1, comma 1 della medesima legge, tenendo separato dalla tariffa
qualsiasi tributo od onere improprio.
Considerato che nel documento per la consultazione 5 agosto 2004,
l’Autorita’ ha prospettato i contenuti della disciplina tariffaria
per il secondo periodo di regolazione, articolati come segue:
mantenimento, con riferimento alla tariffa di fornitura,
dell’attuale articolazione in una quota fissa, corrispondente alla
quota fissa della tariffa di distribuzione, e in una quota variabile,
definita come somma della componente materia prima, della quota
variabile della tariffa di distribuzione e della quota
rappresentativa dei costi di vendita al dettaglio;
distinzione, con riferimento alla componente materia prima e
tenuto conto delle diverse voci che la compongono, di una componente
relativa ai gas di petrolio liquefatti e loro miscele anche con aria
(di seguito: GPL) e di una componente relativa ai gas manifatturati
composti in prevalenza da propano o da gas naturale e i gas
incondensabili da raffineria (di seguito: gas manifatturati);
definizione della componente materia prima della tariffa di
fornitura dei GPL come la somma di una quota a copertura dei costi di
approvvigionamento, che si aggiorna sulla base delle disposizioni
della deliberazione n. 195/02, di una quota relativa alle accise e di
una quota a copertura dei costi di trasporto e altri costi;
mantenimento, con riferimento alla quota a copertura dei costi di
trasporto e altri costi di cui al precedente alinea, del
riconoscimento di costi diversi per ciascun ambito, in funzione della
diversa localizzazione delle reti, prevedendo meccanismi di
aggiornamento annuale dei valori attualmente riconosciuti sulla base
del tasso di variazione medio annuo riferito ai dodici mesi
precedenti dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e
impiegati rilevato dall’Istat;
riconoscimento, con riferimento alla componente materia prima
della tariffa di fornitura di gas manifatturati, di un valore pari
alla media dei costi di acquisto e di altri costi effettivamente
sostenuti nel trimestre precedente l’avvio del nuovo periodo di
regolazione, successivamente aggiornati sulla base della
deliberazione n. 195/02;
adozione, ai fini del calcolo delle tariffe di distribuzione, di
modalita’ di determinazione del vincolo sui ricavi analoghe a quelle
enunciate nel documento per la consultazione 29 luglio 2004,
lasciando tuttavia alle imprese la liberta’ di articolare le tariffe
in scaglioni di consumo, tenuto conto che in questo settore
l’attivita’ di distribuzione e’ integrata con quella di vendita;
previsione di modalita’ di aggiornamento annuale della tariffa di
distribuzione e della quota di vendita al dettaglio mediante
l’applicazione del meccanismo di price cap;
previsione di una quota per la copertura, attraverso le tariffe
di distribuzione, di eventuali oneri associati all’implementazione di
specifiche disposizioni normative e regolatorie;
mantenimento nella tariffa di distribuzione di strumenti a favore
di clienti economicamente disagiati, anziani e disabili;
determinazione della quota di vendita al dettaglio a partire
dall’aggiornamento del vincolo sui ricavi per l’attivita’ di vendita,
secondo le stesse modalita’ previste per l’attivita’ di
distribuzione, tenuto conto di un tasso di remunerazione per il
secondo periodo di regolazione definito con riferimento al grado di
rischio associato all’attivita’ di vendita sul mercato vincolato e
del medesimo coefficiente di recupero di produttivita’ definito con
riferimento al settore della distribuzione.
Considerato che, nell’ambito della consultazione, molte
osservazioni pervenute hanno segnalato all’Autorita’, tra l’altro,
l’esigenza di:
fissare criteri per la determinazione delle tariffe di fornitura
di gas diversi da gas naturale, che tengano conto delle peculiarita’
del settore, caratterizzato dall’erogazione di un servizio in aree
difficilmente raggiungibili dalla rete di gasdotti di trasporto del
gas naturale, da bassa densita’ di utenza e da limitate possibilita’
di sviluppo del servizio;
tenere conto, nell’ambito della definizione della componente
materia prima, delle caratteristiche insite nel processo produttivo
di tali gas;
prevedere criteri per la definizione delle tariffe di
distribuzione e delle quote di vendita al dettaglio diversi da quelli
stabiliti per il gas naturale, definendo in particolare coefficienti
di recupero di produttivita’ che tengano conto dell’efficienza
ottenibile in questo settore e di una remunerazione del capitale
investito nell’attivita’ di vendita che rispecchi il rischio di
sostituzione di tali gas con altre fonti;
Considerato inoltre che, nel settore dei gas diversi da gas
naturale, vi possono essere imprese che non hanno provveduto alla
certificazione dei bilanci ai sensi delle vigenti disposizioni di
legge, anche in considerazione della limitata dimensione d’impresa.
Ritenuto opportuno:
definire i criteri di determinazione delle tariffe per
l’attivita’ di fornitura di gas diversi da gas naturale,
identificando una componente materia prima, una componente tariffaria
della distribuzione e una quota rappresentativa dei costi di vendita
al dettaglio,
prevedere distinte quote per la componente materia prima relativa
ai GPL e ai gas manifatturati per tenere conto del diverso processo
di acquisizione del gas;
in particolare prevedere all’interno della componente materia
prima relativa ai GPL anche modalita’ di aggiornamento annuale delle
quote non energetiche per tenere conto della dinamica di costo
registrata negli ultimi anni;
dare certezza al settore, definendo a partire dal prossimo
1° ottobre le tariffe di distribuzione per il secondo periodo di
regolazione, anche attraverso modalita’ semplificate di calcolo, a
partire dall’aggiornamento dei vincoli sui ricavi approvati per
l’anno termico 2003-2004, in analogia a quelle adottate per il gas
naturale, ma prevedendo, tenuto conto di quanto emerso dalla
consultazione e della specificita’ de servizio, un coefficiente di
recupero di produttivita’ per l’attivita’ di distribuzioni diverso da
quello adottato per il gas naturale;
mantenere per gli esercenti la liberta’ di articolare le tariffe
in scaglioni di consumo secondo un criterio di degressivita’ della
spesa, gia’ adottato nel precedente periodo d regolazione, tenuto
conto che il clienti finali rimangono vincolati al fornitore;
riconoscere agli esercenti, con riferimento all’attivita’ di
distribuzione, costi aderenti alle situazioni peculiari che
caratterizzano l’attivita’ di ciascuno, prevedendo, in alternativa al
metodo generale, un metodo individuale che consenta di determinare il
vincolo sui ricavi, a partire da bilanci certificati o dati certi,
verificabili e oggettivi;
prevedere una quota per la copertura, attraverso le tariffe di
distribuzione, di eventuali oneri associati all’implementazione di
specifiche disposizioni normative e regolatorie;
mantenere, nella tariffa di distribuzione, strumenti a favore di
clienti economicamente disagiati, anziani e disabili, prevedendo
opportune iniziative per l’adeguata pubblicizzazione degli stessi;
al fine della determinazione della quota di vendita al dettaglio,
prevedere un tasso di remunerazione e un coefficiente di recupero di
produttivita’ che tenga altresi’ conto delle caratteristiche
specifiche del settore;
Delibera:
Art. 1.
Definizioni
1.1 Ai fini del presente provvedimento si applicano le seguenti
definizioni:
a) ambito tariffario e’ l’ambito di determinazione delle tariffe
per l’attivita’ di distribuzione di gas diversi dal gas naturale
formato dall’insieme delle localita’ servite attraverso il medesimo
impianto di distribuzione;
b) anno termico e’ il periodo che intercorre tra il 1° ottobre di
ogni anno e il 30 settembre dell’anno successivo;
c) cliente attivo e’ il cliente servito ed alimentato
dall’esercente ad una determinata data e identificato dal singolo
sito di prelievo o gruppo di misura;
d) esercente e’ ogni soggetto che esercita l’attivita’ di
distribuzione o l’attivita’ di fornitura del gas o entrambe;
e) impianto di distribuzione e’ una rete di gasdotti locali
integrati funzionalmente, per mezzo dei quali e’ esercitata
l’attivita’ di distribuzione; l’impianto di distribuzione e’
costituito dall’insieme di punti di alimentazione della rete di
gasdotti locali, dalla stessa rete, dai gruppi di riduzione e/o dai
gruppi di riduzione finale, dagli impianti di derivazione di utenza
fino ai punti di consegna o di vendita e dai gruppi di misura;
l’impianto di distribuzione puo’ essere gestito da uno o piu’
esercenti; qualora l’esercente gestisca in uno stesso comune piu’
impianti non interconnessi tra loro, tali impianti vengono
considerati un unico impianto di distribuzione;
f) localita’ e’ il comune o parte di esso rifornito da un
esercente mediante lo stesso impianto di distribuzione, in ogni caso
individuata dal nome del comune;
g) periodo di avviamento e’ il periodo di 3 (tre) anni successivi
alla data di prima fornitura di gas;
h) proposta tariffaria e’ la proposta presentata annualmente
dagli esercenti sulla base di uno schema predisposto dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorita) contenente
l’indicazione dell’opzione tariffaria e gli elementi necessari a
verificarne la conformita’ ai criteri, soggetta ad approvazione ai
sensi dell’art. 2, comma 12, lettera e) della legge 14 novembre 1995,
n. 481, (di seguito: legge n. 481/1995);
i) tariffe sono, ai sensi dell’art. 2, comma 17 della legge n.
481/1995, i prezzi massimi unitari dei servizi al netto delle
imposte;
j) secondo periodo di regolazione e’ il periodo intercorrente tra
il 1° ottobre 2004 e il 30 settembre 2008.

Art. 2.
Ambito di applicazione
2.1 Il presente provvedimento definisce i criteri per la
determinazione delle tariffe di fornitura di gas diversi da gas
naturale per il secondo periodo di regolazione.
2.2 Ai fini del presente provvedimento i gas diversi da gas
naturale si suddividono nelle seguenti categorie:
a) gas di petrolio liquefatti sono i gas di petrolio liquefatti e
loro miscele, anche con aria (di seguito: GPL);
b) gas manifatturati sono i gas manifatturati composti in
prevalenza da propano o da gas naturale e i gas incondensabili da
raffineria (di seguito: gas manifatturati).
2.3 I vincoli sui ricavi di’ cui al presente provvedimento non si
applicano alle localita’ durante il periodo di avviamento.

Art. 3.
Tariffe di fornitura dei GPL
3.1 Le tariffe di fornitura dei GPL sono determinate con
riferimento all’i-esimo ambito tariffario (di seguito: l’ambito) e
sono date dalla somma delle seguenti componenti:
a) le quote a copertura dei costi di approvvigionamento, la quota
relativa alle accise, la quota relativa ai costi di trasporto e altri
costi, calcolate ai sensi dell’art. 5 del presente provvedimento;
b) la componente tariffaria della distribuzione, calcolata ai
sensi dell’art. 7 del presente provvedimento;
c) la quota rappresentativa dei costi di vendita al dettaglio del
gas distribuito, calcolata ai sensi dell’art. 11 del presente
provvedimento.
3.2 Le componenti variabili di cui al comma 3.1 sono rapportate
all’energia consumata, espressa in GJ e trasformate in euro per metro
cubo secondo i criteri degli articoli 16 e 17 della deliberazione
dell’Autorita’ n. 237/2000, che rimangono in vigore fino all’adozione
di uno specifico provvedimento in materia da parte dell’Autorita’.

Art. 4.
Tariffe di fornitura dei gas manifatturati
4.1 Le tariffe di fornitura dei gas manifatturati sono determinate
con riferimento all’i- esimo ambito e sono date dalla somma delle
seguenti componenti:
a) la quote a copertura dei costi di approvvigionamento e altri
costi, calcolata ai sensi dell’art. 6 del presente provvedimento;
b) la componente tariffaria della distribuzione, calcolata ai
sensi dell’art. 7 del presente provvedimento;
c) la quota rappresentativa dei costi di vendita al dettaglio del
gas distribuito, calcolata ai sensi dell’art. 11 del presente
provvedimento.
4.2 Le componenti variabili di cui al comma 4.1 sono rapportate
all’energia consumata, espressa in GJ e trasformate in euro per metro
cubo secondo i criteri degli articoli 16 e 17 della deliberazione n.
237/00, che rimangono in vigore fino all’adozione di uno specifico
provvedimento in materia da parte dell’Autorita’.

Art. 5.
Quote a copertura dei costi dell’approvvigionamento,
delle relative accise, dei costi di trasporto e altri costi dei GPL
5.1 La quota a copertura dei costi di approvvigionamento dei GPL,
QEPROPMC e’ pari a 5,714000 euro/GJ alla data del 1° ottobre 2004 e
viene aggior-nata trimestralmente ai sensi della deliberazione
29 novembre 2002, n. 195/02 (di seguito: deliberazione n. 195/02).
5.2 La quota a copertura dei costi per le accise dei GPL per uso
combustione, ACC, e’ determinata alla data del 1° ottobre 2004 ai
sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
15 gennaio 1999 ed e’ trasformata dagli esercenti in euro/GJ.
5.3 Per l’anno termico 1° ottobre 2004 – 30 settembre 2005, la
quota a copertura dei costi di trasporto e altri costi dell’i-esimo
ambito, QTCA i, e’ calcolata come segue:
QTCA i = CMP i – QEPROPMC – ACC
dove:
CMP i e’ il valore della componente materia prima per l’i-esimo
ambito alla data del 1° ottobre 2004, espresso in euro/GJ;
QEPROPMC e ACC sono definite all’art. 5, commi 1 e 2.
5.4 Negli anni termici del periodo di regolazione successivi al
primo, il valore della quota QTCA 1 di cui al comma 5.3 e’ aggiornato
applicando ai valori dell’anno precedente la seguente formula:
QTCA i,t = QTCA i,t-1 (1 + I t-1)
dove:
I T-1 e’ il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici
mesi precedenti, dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed
impiegati, rilevato dall’Istat.

Art. 6.
Quota a copertura dei costi di approvvigionamento
e di altri costi dei gas manifatturati
6.1 La quota a copertura dei costi di approvvigionamento e di altri
costi CMP i dell’i-esimo ambito rifornito a gas manifatturato e’ pari
alla media dei costi effettivamente sostenuti e documentati nel
trimestre precedente al 1° ottobre 2004 e viene successivamente
aggiornata trimestralmente ai sensi della deliberazione n. 195/02.

Art. 7.
Componente tariffaria della distribuzione
7.1 Per ciascun ambito, la componente tariffaria della
distribuzione e’ costituita dall’opzione tariffaria composta da:
a) una quota tariffaria fissa, espressa in euro/cliente/anno:
b) una quota tariffaria variabile, espressa in euro/GJ, relativa
all’energia riconsegnata;
c) la quota addizionale alla tariffa di distribuzione gamma la
copertura di eventuali oneri associati all’implementazione di
specifiche disposizioni normative e regolatorie; per l’anno termico
2004-2005 tale quota assume valore pari a 0,40 euro/cliente/anno, ai
sensi della deliberazione 12 dicembre 2003, n. 152/03.
7.2 La quota tariffaria fissa e la quota tariffaria variabile di
cui al comma 7.1, lettere a) e b), sono determinate rispettando un
corretto equilibrio tra costi fissi e costi variabili e sono
articolate per scaglioni di consumo, in numero non superiore a sette,
aventi come limiti i valori scelti tra quelli indicati nella tabella
1.
7.3 La spesa unitaria annua, espressa in euro/GJ, derivante
dall’applicazione di ogni opzione tariffaria, non puo’ risultare
crescente al crescere dei volumi distribuiti o venduti a ciascun
cliente.
7.4 L’opzione tariffaria di cui al comma 7.1, lettere a) e b), non
puo’ comportare un ricavo superiore al vincolo sui ricavi di
distribuzione di ambito VRDA, calcolato ai sensi dell’art. 8 del
presente provvedimento. Al fine di verificare il rispetto di tale
vincolo, gli esercenti calcolano i ricavi convenzionali derivanti
dall’applicazione dell’opzione tariffaria, considerando:
a) i clienti attivi al 30 giugno 2002, suddivisi per gli
scaglioni di consumo previsti dall’opzione tariffaria dell’anno
termico di riferimento;
b) i consumi complessivi dell’anno termico 2001-2002, suddivisi
per gli scaglioni di consumo previsti dall’opzione tariffaria
dell’anno termico di riferimento.

Art. 8.
Vincolo sui ricavi di distribuzione
e suo aggiornamento in regime ordinario
8.1 Per ciascuna localita’, il vincolo sui ricavi di distribuzione
per l’anno termico 2004-2005 (di seguito: VRD 2004) e’ calcolato
secondo la seguente formula:
VRD 2004 = VRD 2003 x [I 2003 + peso D amm+ges x (1-RP D) + (1 -peso
D amm + ges) x rD 2004 / rD 2003]
dove:
VRD 2003 e’ il vincolo sui ricavi di distribuzione relativo alle
opzioni tariffarie dell’anno termico 2003-2004 approvate
dall’Autorita’;
I 2003 e’ il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici
mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati, rilevato dall’Istat, pari a 2,3%;
pesoD amm+ges, e’ la quota parte del VRD «2003» della singola
localita’, espressa in percentuale, relativa alla componente
rappresentativa dei costi riconosciuti di gestione e alla quota parte
della componente rappresentativa dei costi riconosciuti di capitale
relativa all’ammortamento;
RP D e’ il tasso annuale di recupero di produttivita’ dei costi
dell’attivita’ di distribuzione, pari al 3%;
rD 2004 e’ la remunerazione del capitale investito netto per il
secondo periodo di regolazione, pari al 7,5% reale pre-tasse;
rD 2003 e’ la remunerazione del capitale investito netto per il
primo periodo di regolazione, pari all’8,8% reale pre-tasse.
8.2 Per le localita’ che appartengono agli ambiti tariffari per i
quali nell’anno termico 2003-2004 il VRD 2003 e’ stato calcolato con
il metodo semplificato di cui all’art. 4, comma 11, della
deliberazione n. 237/00, il calcolo del VRD 2004 ai sensi del comma
8.1, e’ effettuato utilizzando quale pesoD amm+ges un valore pari a
45,86% e quale VRD 2003 il seguente:
VRD2003 = NU* CMUD
dove:
NU e’ il numero dei clienti attivi in ciascuna localita’ alla
data del 30 giugno 2002;
CMUD e’ il costo medio annuo per cliente fissato dall’Autorita’
pari a euro 155,65.
8.3 Le localita’ che hanno completato il periodo di avviamento e
che non dispongono di un valore VRD approvato dell’Autorita’,
assumono quale vincolo sui ricavi VRD il valore derivante
dall’applicazione ai clienti attivi alla data del 30 settembre
dell’anno termico precedente e ai consumi complessivi dell’anno
termico precedente delle tariffe applicate nell’ultimo anno termico
del periodo di avviamento.
8.4 Ai fini della determinazione delle opzioni tariffarie di cui
all’art. 7, gli esercenti calcolano il vincolo sui ricavi
dell’i-esimo ambito VRDAi sommando i valori di VRD delle localita’
costituenti l’i-esimo ambito calcolati ai sensi del presente
provvedimento.
8.5 Per ciascuna localita’, e per ciascun anno termico successivo
al primo, il vincolo sui ricavi di distribuzione e’ aggiornato
mediante il metodo del price cap, applicando al valore dell’anno
precedente la seguente formula:

VRD t = VRD t-1 x [1+I t-1 – RP D x – pesoD amm+ges + Y + Q + W]
dove:
VRD t-1 e’ il vincolo sui ricavi dell’anno precedente;
I t-1 e’ il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici
mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati, rilevato dall’Istat;
RP D e’ il tasso annuale di recupero di produttivita’ dei costi
dell’attivita’ di distribuzione, pari al 3%;
pesoD amm+ges assume il significato di cui al comma 8.1;
Y e’ il tasso di variazione collegato a modifiche dei costi
riconosciuti derivanti da eventi imprevedibili ed eccezionali, da
mutamenti del quadro normativo e dalla variazione degli obblighi
relativi al servizio universale;
Q e’ il tasso di variazione collegato ad aumenti dei costi
riconosciuti derivanti da recuperi di qualita’ del servizio;
W e’ il tasso di variazione collegato a costi relativi a
interventi di controllo della domanda attraverso l’uso efficiente
delle risorse, inclusa la promozione del ricorso a fonti rinnovabili.

Art. 9.
Vincolo sui ricavi di distribuzione
e suo aggiornamento in regime individuale
9.1 Per ciascun anno termico del periodo di regolazione, agli
esercenti che dispongono di bilanci certificati ai sensi delle
vigenti disposizioni di legge, o che comunque dispongono di dati
certi, oggettivi e verificabili, relativi almeno all’ultimo esercizio
chiuso anteriormente alla presentazione della proposta tariffaria,
con evidenze contabili separate per l’attivita’ di distribuzione del
gas, e’ riconosciuta la facolta’ di calcolare il vincolo sui ricavi
di distribuzione sulla base di criteri definiti dall’Autorita’ con
successivo provvedimento, i quali:
a) consentano all’esercente di ottenere un riconoscimento
adeguato dei costi di pertinenza dell’attivita’ di distribuzione
efficientemente sostenuti, qualora essi siano superiori ai costi
riconosciuti;
b) consentano all’Autorita’ di verificare la correttezza dei dati
di cui alla lettera a);
c) facciano riferimento, tra l’altro, ai dati trasmessi ai sensi
della deliberazione n. 311/01, nonche’ agli ulteriori dati necessari
anche ai fini della determinazione del costo storico originario
rivalutato delle immobilizzazioni.
9.2 Il vincolo sui ricavi calcolato ai sensi del presente articolo
si aggiorna secondo la medesima formula di cui all’art. 8, comma 5,
adottando il peso D amm+ges riferito al medesimo vincolo.
9.3 Gli esercenti che, per l’anno termico 2004-2005, intendano
avvalersi della facolta’ riconosciuta ai sensi del comma 9.1, sono
tenute a presentare all’Autorita’ apposita istanza entro e non oltre
30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento di cui al medesimo
comma.

Art. 10.
Contributi a favore di clienti economicamente
disagiati anziani e disabili
10.1 Ciascun comune puo’ richiedere all’esercente l’applicazione di
una quota aggiuntiva non superiore all’1 per cento del vincolo sui
ricavi di distribuzione, da destinarsi a contributi alle spese
connesse alla fornitura del gas a favore di clienti economicamente
disagiati, anziani e disabili.
10.2 Le amministrazioni comunali destinano i contributi di cui al
comma precedente tenendo conto dei criteri unificati di valutazione
della situazione economicadei soggetti che richiedono prestazioni
agevolate, di cui al decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130,
considerando altresi’ le esigenze degli anziani e dei disabili.
10.3 Le amministrazioni comunali trasmettono all’Autorita’ un
rendiconto delle somme percepite ed erogate e dei criteri di
destinazione adottati.
10.4 Gli esercenti notificano all’Autorita’ le richieste pervenute
dai comuni e applicano, nell’anno termico che decorre dal successivo
1° ottobre, le relative quote aggiuntive alle tariffe approvate
dall’Autorita’, per i soli clienti dei comuni richiedenti, tenendo
separate le quote relative a ciascun comune.
10.5 Le quote aggiuntive non superiori all’1 per cento dei ricavi
di distribuzione, di cui al precedente comma 10.1, sono riscosse
dagli esercenti mediante aggiunta alle quote variabili della tariffa
di distribuzione di cui all’art. 7 del presente provvedimento, di
un’ulteriore quota pari al valore della quota aggiuntiva
complessivamente richiesta, divisa per il volume distribuito
nell’anno termico precedente.
10.6 L’Autorita’ vigila sull’attivazione e funzionamento del
meccanismo contributivo di cui al presente articolo e provvede alla
pubblicizzazione dello stesso, anche avvalendosi delle associazioni
dei consumatori e dell’Associazione nazionale dei comuni italiani.

Art. 11.
Quota rappresentativa dei costi di vendita
al dettaglio del gas distribuito
11.1 La quota rappresentativa dei costi di vendita al dettaglio del
gas distribuito QVD per l’anno tecnico 2004-2005 e’ calcolata, per
ciascun ambito tariffario, secondo la formula:

QVD 2004 = QVD 2003 x [I 2003 + pesoV amm+ges x (1-RP V) + (1 –
pesoV amm+ges) x rV 2004 / rV 2003]
dove:
QVD 2003 e’ la quota rappresentativa dei costi di vendita al
dettaglio dell’anno termico 2003-2004, calcolata ai sensi della
deliberazione n. 237/00;
I 2003 e’ il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici
mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati, rilevato dall’Istat, pari a 2,3%;
pesoV amm+ges e’ la quota parte delle componenti costo di
gestione e quota ammortamento, pari a 84,06%;
RP V e’ il tasso annuale di recupero di produttivita’ dei costi
dell’attivita’ di vendita al dettaglio, pari a 3%;
rV 2004 e’ la remunerazione del capitale investito netto per il
secondo periodo di regolazione, assunta pari a 8,5% reale pre-tasse;
rV 2003 e’ la remunerazione del capitale investito netto per il
primo periodo di regolazione, pari a 9,8% reale pre-tasse.
11.2 Le localita’ che terminano l’avviamento calcolano la quota
rappresentativa dei costi di vendita al dettaglio del gas distribuito
QVD, secondo la seguente formula:
QVD = VRVD / VCV
dove:
VRVD e’ il vincolo sui ricavi relativo ai costi riconosciuti di
vendita al dettaglio del gas distribuito, calcolato moltiplicando
32,07 euro per il numero dei clienti attivi nell’ambito di
riferimento al 30 settembre dell’anno termico precedente;
VCV e’ il volume del gas venduto ai clienti appartenenti
all’ambito tariffario in esame, nell’anno termico precedente la
presentazione della proposta tariffaria, espresso in GJ.
11.3 Negli anni termici successivi al primo, la quota di vendita al
dettaglio QVD e’ aggiornata mediante il metodo del price cap,
applicando al valore dell’anno termico precedente la seguente
formula:
QVD t = QVD t-1 x [1 + I t-1 – RP V x – pesoV amm+ges + Y + Q + W]
dove:
QVD t-1 e’ la quota rappresentativa dei costi di vendita al
dettaglio dell’anno termico precedente;
I t-1 e’ il tasso di variazione medio annuo, riferito ai dodici
mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati, rilevato dall’Istat;
RP V e’ il tasso annuale di recupero di produttivita’ dei costi
dell’attivita’ di vendita al dettaglio, pari a 3%;
pesoV amm+ges assume il significato di cui all’art. 11, comma 1,
del presente provvedimento;
Y, Q e W assumono il significato di cui all’art. 8 del presente
provvedimento.

Art. 12.
Procedimento di approvazione delle proposte tariffarie
12.1 Entro il 31 marzo di ogni anno, gli esercenti degli ambiti
riforniti a GPL trasmettono all’Autorita’ la proposta tariffaria
dell’anno termico che decorre dall’ottobre successivo contenente il
vincolo sui ricavi VRD, calcolato ai sensi dell’art. 8 o 9, le
tariffe di distribuzione e la quota rappresentativa dei costi di
vendita al dettaglio, nonche’ i valori delle quote QTCA i e ACC
dell’i-esimo ambito e i dati e le informazioni relative all’attivita’
di distribuzione e di fornitura.
12.2 Entro il 31 marzo di ogni anno, gli esercenti degli ambiti
riforniti a gas manifatturato trasmettono all’Autorita’ la proposta
tariffaria dell’anno termico che decorre dall’ottobre successivo
contenente il vincolo sui ricavi VRD, calcolato ai sensi dell’art. 8
o 9, le tariffe di distribuzione e la quota rappresentativa dei costi
di vendita al dettaglio, nonche’ il valore di CMP «i», calcolato ai
sensi dell’art. 6, comma 1, e i dati e le informazioni relative
all’attivita’ di distribuzione e di fornitura.
12.3 Nel caso in cui gli esercenti si avvalgano, a partire dal
secondo anno termico, della facolta’ di cui all’art. 9:
a) presentano la proposta di cui ai commi 12.1 e 12.2;
b) fino alla determinazione del vincolo di cui all’art. 9,
applicano la tariffa approvata in esito alla proposta di cui alla
lettera a);
c) con decorrenza dalla determinazione del vincolo di cui
all’art. 9, applicano la tariffa risultante dal nuovo vincolo
tariffario con effetto retroattivo per l’anno termico di riferimento.
12.4 Per le localita’ che calcolano il vincolo sui ricavi VRD ai
sensi dell’art. 8, comma 3, gli esercenti trasmettono all’Autorita’,
entro il 31 marzo di ogni anno, il VRD calcolato ai sensi del
medesimo comma.
12.4 La proposta tariffaria e’ approvata dall’Autorita’ se
l’opzione tariffaria rispetta i vincoli previsti nel presente
provvedimento. La proposta tariffaria e’ approvata qualora
l’Autorita’ non si pronunci in senso contrario entro novanta giorni
dal ricevimento della proposta.
12.5 Nel caso in cui la proposta tariffaria presentata non sia
conforme ai criteri enunciati nella presente deliberazione, ovvero
qualora non sia stata presentata alcuna proposta, gli uffici
dell’Autorita’ ne danno comunicazione all’esercente, che ha facolta’
di presentare una seconda proposta modificata entro trenta giorni dal
ricevimento della comunicazione.
12.6 Qualora la seconda proposta tariffaria non sia presentata
ovvero sia ritenuta non conforme, ovvero non sia presentata alcuna
proposta, l’Autorita’ provvede con propria deliberazione adottata
entro novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma precedente,
alla determinazione dell’opzione tariffaria base.
12.7 L’esercente comunica all’Autorita’, entro trenta giorni dal
suo verificarsi, ogni variazione relativa alla societa’, alle
localita’ servite e al tipo di gas distribuito, intervenuta
successivamente alla trasmissione dei dati di cui ai precedenti commi
12.1 e 12.2.

Art. 13.
Procedimento di approvazione delle proposte tariffarie
per l’anno termico 2004-2005
13.1 Ai fini dei procedimenti di approvazione delle proposte
tariffarie per l’anno termico 2004-2005, gli esercenti trasmettono i
dati di cui all’art. 12, commi 1 e 2, nonche’ adeguata documentazione
utilizzata per il calcolo della quota CMP «i» di cui all’art. 6,
comma 1, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del
presente provvedimento. Entro il medesimo termine, nei casi di cui
all’art. 8, comma 3, gli esercenti trasmettono il valore di VRD
calcolato ai sensi del medesimo comma, il numero dei clienti attivi
alla data del 30 settembre 2003 e i consumi complessivi dell’anno
termico 2002-2003, utilizzati per il medesimo calcolo.
13.2 Ai fini dei procedimenti di approvazione delle proposte
tariffarie per l’anno termico 2004-2005, gli esercenti che hanno
presentato l’istanza di cui all’art. 9, comma 3, applicano, con
decorrenza dal 1° ottobre 2004, la tariffa risultante dal nuovo
vincolo. Sino all’esito del procedimento di cui all’art. 9, si
applica quanto previsto dal comma 13.1.

Art. 14.
Obblighi di pubblicazione delle tariffe
14.1 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
provvedimento, l’esercente provvede a dare adeguata pubblicita’ alle
tariffe, anche mediante la pubblicazione sul proprio sito internet.
14.2 Ai fini della pubblicazione, le componenti variabili, di cui
agli articoli 3 e 4 devono essere pubblicate in euro per GJ e in euro
per metro cubo.

Art. 15.
Disposizioni relative al periodo di proroga
15.1 Per il periodo 1° luglio-30 settembre 2004, le modalita’ per
lo scorporo dei ricavi relativi agli interventi per la promozione
della sicurezza degli impianti dei clienti finali, ISIM proroga, sono
definite nell’Allegato A al presente provvedimento.
15.2 Il conguaglio relativo al valore ISIM proroga viene portato in
detrazione al vincolo sui ricavi dell’anno termico 2005-2006.

Art. 16.
Disposizioni finali
16.1 Il presente provvedimento viene pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e nel sito internet
dell’Autorita’ (www.autorita.energia.it) ed entra in vigore dal
1° ottobre 2004.
Milano, 30 settembre 2004
Il presidente: Ortis

Tabella 1 – Scaglioni di consumo espressi in GJ

—-> Vedere tabella di pag. 52 in formato zip/pdf

*Gli scaglioni di consumo comprendono gli estremi superiori
nell’intervallo indicato

Allegato A

—-> Vedere allegato alle pagg. 53 – 54 in formato zip/pdf

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

Edilone.it