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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 29 luglio 2004: Adozione di garanzie per il libero accesso al servizio di distribuzione del gas naturale e di norme per la predisposizione dei codici di rete. (Deliberazione n. 138/04). (GU n. 223 del 22-9-2004)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 29 luglio 2004

Adozione di garanzie per il libero accesso al servizio di
distribuzione del gas naturale e di norme per la predisposizione dei
codici di rete. (Deliberazione n. 138/04).

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA
E IL GAS
Nella riunione del 29 luglio 2004;
Visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481;
il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (di seguito:
decreto legislativo n. 164/00);
la direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 26 giugno 2003;
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita) 2 marzo 2000 n. 47/00 (di seguito:
deliberazione n. 47/00);
la deliberazione dell’Autorita’ 3 agosto 2000, n. 146/00;
la deliberazione dell’Autorita’ 3 agosto 2000, n. 150/00;
la deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2000, n. 236/00;
la deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2000, n. 237/00;
la deliberazione dell’Autorita’ 3 dicembre 2001, n. 229/01;
la deliberazione dell’Autorita’ 21 dicembre 2001, n. 311/01;
la deliberazione dell’Autorita’ 19 marzo 2002, n. 43/02;
la deliberazione dell’Autorita’ 26 giugno 2002, n. 122/02 (di
seguito: deliberazione n. 122/2002);
la deliberazione dell’Autorita’ 17 luglio 2002, n. 137/02;
la deliberazione dell’Autorita’ 8 aprile 2004, n. 55/04;
la deliberazione dell’Autorita’ 6 maggio 2004, n. 69/04;
la deliberazione dell’Autorita’ 6 maggio 2004, n. 70/04;
la deliberazione dell’Autorita’ 25 giugno 2004, n. 104/04;
il documento per la consultazione del 1° aprile 2003, recante
«garanzie di libero accesso al servizio di distribuzione del gas
naturale e norme per la predisposizione dei codici di rete» (di
seguito: documento per la consultazione 1° aprile 2003);
Considerato che:
le disposizioni di cui all’art. 24, comma 5, del decreto
legislativo n. 164/2000 definiscono un regime delle condizioni di
accesso e di erogazione del servizio caratterizzato da un’attivita’
di autoregolazione posta in essere dall’impresa di distribuzione, nel
rispetto dei criteri fissati dall’Autorita’, alla quale compete anche
un potere di controllo successivo di conformita’ dell’autoregolazione
delle imprese di distribuzione a detti criteri; e che in particolare,
l’impresa di distribuzione sia tenuta a predisporre il proprio codice
di rete entro i tre mesi successivi dall’adozione di detti criteri;
il regime descritto al precedente alinea ha ad oggetto:
a) l’accesso al servizio di distribuzione, che consiste nelle
procedure finalizzate a definire il rapporto contrattuale tra impresa
di distribuzione e utenti;
b) l’erogazione del servizio di distribuzione, che consiste
nell’uso della rete secondo le condizioni del rapporto contrattuale
tra impresa di distribuzione e gli utenti;
da quanto sopra consegue che il codice di rete per la
distribuzione deve contenere:
a) regole finalizzate ad individuare gli utenti con i quali
l’impresa di distribuzione e’ tenuta a stipulare il relativo
contratto;
b) condizioni generali del contratto di distribuzione che
l’impresa di distribuzione e’ tenuta a stipulare con gli utenti, i
quali abbiano avuto accesso alla rete ai sensi delle regole di cui
alla precedente lettera a);
l’attivita’ di distribuzione del gas in Italia e’ connotata da un
numero elevato di imprese e da un elevato grado di frammentazione e
di varieta’ delle forme organizzative; e che l’eccessiva
eterogeneita’ dei codici di distribuzione che ne puo’ conseguire
determina un ostacolo all’apertura del mercato del gas alla
concorrenza;
le osservazioni pervenute in merito al documento per la
consultazione 1° aprile 2003 hanno evidenziato l’esigenza che i
codici di rete adottati dall’impresa di distribuzione abbiano un
contenuto quanto piu’ omogeneo tra loro, pur nel rispetto
dell’autonomia di ciascuna impresa; e che a tal fine sia riconosciuto
un ruolo propositivo alle associazioni rappresentative delle imprese
di distribuzione;
Considerato che:
il sistema nazionale del gas e’ caratterizzato da una strutturale
integrazione tra gli impianti di distribuzione e le reti di trasporto
che li alimentano nonche’, in taluni casi, da un’integrazione
funzionale tra impianti di distribuzione interconnessi tra loro;
l’assetto di cui al precedente alinea evidenzia l’esigenza,
ribadita dagli operatori che hanno partecipato alla consultazione:
a) definire, nel caso di punti di interconnessione tra impianti
di distribuzione e reti di trasporto, caratterizzati dalla presenza
di una pluralita’ di soggetti titolari del gas transitato, una
disciplina univoca che assicuri una corretta imputazione tra tali
soggetti di detto gas;
b) assicurare, nel caso di impianti di distribuzione
interconnessi tra loro, una gestione coordinata degli stessi tale da
consentire all’utente di instaurare un solo rapporto per il servizio
di distribuzione;
Considerato che:
con la deliberazione n. 122/2002, l’Autorita’ ha definito una
disciplina transitoria ed urgente delle condizioni di accesso al
servizio di distribuzione prevedendo, in considerazione dell’elevato
numero dei punti di riconsegna, una disciplina semplificata che, per
i punti di riconsegna con consumi annui fino a 200.000 metri cubi
standard, solleva l’utente dall’onere di predeterminare il proprio
impegno massimo di prelievo;
conseguentemente, con la medesima deliberazione n. 122/02 e’
stato sancito il principio per cui l’impresa di distribuzione ha
titolo ad applicare penali relative ai prelievi in eccesso rispetto
agli impegni assunti, limitatamente ai punti di riconsegna con
consumi annui superiori a 200.000 metri cubi standard; e che, a tal
fine, l’art. 19, comma 1 della predetta deliberazione prevede che
«nel caso di mancato raggiungimento dell’accordo tra le parti sulla
quantificazione di tali penali, l’esercente l’attivita’ di
distribuzione richiede il pagamento delle stesse a titolo di
conguaglio successivamente all’entrata in vigore delle disposizioni
in materia di accesso al servizio di distribuzione, di cui all’art.
24, commi 1 e 5, del decreto legislativo n. 164/2000»;
dalle osservazioni pervenute in merito al documento per la
consultazione 1° aprile 2003 emerge l’esigenza di mantenere un regime
delle condizioni di accesso diversificato in funzione dell’entita’
del prelievo annuo stimato, consentendo, in particolare:
a) all’impresa di distribuzione di determinare, per i punti di
riconsegna con consumi annui stimati fino a 200.000 metri cubi
standard, gli impegni di prelievo sulla base dei soli dati di
potenzialita’ degli impianti;
b) all’utente, ai fini di un efficiente utilizzo del sistema,
di determinare, per i punti di riconsegna con consumi annui stimati
superiori a 200.000 metri cubi standard gli impegni di prelievo
commisurati alle esigenze del cliente allacciato a tale punto;
c) all’impresa di distribuzione di applicare all’utente, nelle
ipotesi di cui alla precedente lettera b), penali per superamento
degli impegni di prelievo da questi assunti;
la disciplina dei tempi di realizzazione degli allacciamenti e
delle attivazioni di punti di riconsegna in bassa pressione, definita
dall’Autorita’ con la deliberazione n. 47/2000, implica che l’impresa
di distribuzione effettui, in fase di preventivazione
dell’allacciamento, le relative verifiche tecniche necessarie per
consentire l’accesso al servizio; e che tali punti di riconsegna sono
caratterizzati da consumi annui fino a 50.000 metri cubi standard;
Considerato infine che:
ai fini dell’esercizio dei poteri di regolazione relativi
all’accesso e all’erogazione del servizio di distribuzione, nonche’
dei poteri di vigilanza sulla corretta applicazione del codice di
rete, l’Autorita’ necessita di acquisire tutti gli elementi
conoscitivi, che consentano un monitoraggio costante dell’erogazione
del servizio medesimo;
per assicurare il libero accesso al servizio di distribuzione a
parita’ di condizioni, e’ necessario che gli utenti possiedano
elementi conoscitivi relativi, ad esempio, alla descrizione
dell’impianto, ai piani di estensione, di potenziamento e di
manutenzione;
Ritenuto che:
al fine di garantire l’omogeneita’ del contenuto dei codici di
rete per la distribuzione, nel rispetto dell’autonomia delle singole
imprese, sia opportuno, ad integrazione della disciplina dell’accesso
e dell’erogazione del servizio di distribuzione, definire mediante il
coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle imprese di
distribuzione, un codice di rete tipo il cui contenuto possa essere
adottato da ciascuna impresa ai sensi dell’art. 24, comma 5, del
decreto legislativo n. 164/2000;
in conseguenza di quanto sopra, sia necessario prevedere che il
termine entro il quale, ai sensi del citato art. 24, comma 5, del
decreto legislativo n. 164/2000, l’impresa di distribuzione debba
predisporre il proprio codice di rete, decorra dall’adozione da parte
dell’Autorita’ del predetto codice di rete tipo;
sia opportuno prevedere una disciplina unitaria che nei punti di
interconnessione tra impianti di distribuzione e rete di trasporto,
assicuri una corretta imputazione del gas transitato tra i soggetti
titolari di tale gas;
sia opportuno prevedere che le imprese di distribuzione che
gestiscono impianti interconnessi con reti di trasporto o con altri
impianti di distribuzione concludano con le imprese che gest…

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