AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 6 luglio 2011 | Edilone.it

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 6 luglio 2011

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 6 luglio 2011 - Condizioni economiche per la fornitura del servizio di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa in ottemperanza agli obblighi di servizio universale. (Deliberazione n. 385/11/CONS). (11A10497) (GU n. 177 del 1-8-2011 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 6 luglio 2011

Condizioni economiche per la fornitura del servizio di accesso alla
rete telefonica pubblica in postazione fissa in ottemperanza agli
obblighi di servizio universale. (Deliberazione n. 385/11/CONS).
(11A10497)

L’AUTORITA’
PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

NELLA riunione del Consiglio del 6 luglio 2011;
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante “Codice
delle comunicazioni elettroniche”, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003;
VISTO il D.M. 28 febbraio 1997, n. 313600, recante “Tariffe
telefoniche nazionali”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 7 marzo 1997, n. 55;
VISTO il D.P.R. 19 settembre 1997 n. 318, recante “Regolamento per
l’attuazione delle direttive comunitarie nel settore delle
telecomunicazioni”;
VISTA la delibera n. 85/98 del 22 dicembre 1998, recante
“Condizioni economiche di offerta del servizio di telefonia vocale”,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5
gennaio 1999, n. 3;
VISTA la delibera n. 286/99 del 28 ottobre 1999, recante
“Disposizioni in materia di tariffazione telefonica”, pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 26 gennaio
2000, n. 20;
VISTA la delibera n. 236/00/CONS del 20 aprile 2000, recante
“Autorizzazione alla societa’ Telecom Italia alla variazione delle
condizioni di offerta dei servizi di telefonia non inseriti nel
meccanismo di price cap”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 28 aprile 2000, n. 98;
VISTA la direttiva n. 2002/22/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 7 marzo 2002, “relativa al servizio universale e ai
diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione
elettronica (direttiva servizio universale)”, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee L 108/51 del 24 aprile
2002;
VISTA la delibera n. 718/08/CONS dell’ 11 dicembre 2008, recante
“Approvazione della proposta di impegni presentata da Telecom Italia
S.p.A. ai sensi della legge 248/06 di cui al procedimento avviato con
delibera n. 351/08/CONS”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 302 del 29 dicembre 2008;
VISTA la direttiva n. 2009/136/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 25 novembre 2009, “recante modifica della direttiva
2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti
in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, della
direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e
alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni
elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione
tra le autorita’ nazionali responsabili dell’esecuzione della
normativa a tutela dei consumatori”, pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea L 337/11 del 18 dicembre 2009;
VISTA la delibera n. 731/09/CONS del 16 dicembre 2009, recante
“Individuazione degli obblighi regolamentari cui sono soggette le
imprese che detengono un significativo potere di mercato nei mercati
dell’accesso alla rete fissa (mercati n. 1, 4 e 5 fra quelli
individuati dalla raccomandazione 2007/879/CE)”, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 15 del 20 gennaio
2010 – Suppl. Ordinario n. 13;
VISTA la delibera n. 578/10/CONS dell’ 11 novembre 2010, recante
“Definizione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi
dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia
S.p.A. e calcolo del valore del WACC ai sensi dell’art. 73 della
delibera n. 731/09/CONS”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 292 del 15 dicembre 2010, Supplemento
ordinario n. 277;
VISTA la nota trasmessa da Telecom Italia in data 12 giugno 2009
(prot. Agcom n. 46570 del 16/6/09) con cui la Societa’ ha comunicato
l’intenzione di modificare il contributo richiesto agli utenti, ai
sensi del D.M. 28 febbraio 1997, per l’attivazione del servizio di
accesso alla rete telefonica pubblica nelle aree cd. Oltre il
Perimetro Abitato e di applicare tale contributo a tutti gli impianti
“critici”, ovvero con un costo superiore alla media,
indipendentemente dall’ubicazione geografica;
VISTA la nota trasmessa da Telecom Italia in data 18 dicembre 2009
con cui la Societa’ ha comunicato l’operativita’ delle nuove
condizioni economiche a partire da dicembre 2009 precisando che la
loro applicazione sarebbe stata limitata – in una prima fase –
esclusivamente agli impianti che richiedono la costruzione di opere
speciali quali palificazioni e scavi, indipendentemente dalla loro
ubicazione geografica;
SENTITA la societa’ Telecom Italia S.p.A. nelle date 31 marzo 2010,
14 aprile 2010, 12 maggio 2010 e 3 novembre 2010;
VISTA la delibera n. 628/10/CONS del 9 dicembre 2010, recante
“Consultazione pubblica relativa alle condizioni economiche di
accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa in
ottemperanza agli obblighi di servizio universale”, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 1 del 3 gennaio 2011;
VISTI gli atti del procedimento istruttorio;
CONSIDERATO, inoltre, quanto segue:

I. LA PROPOSTA DI TELECOM ITALIA

1. Con la comunicazione del 16 giugno 2009 Telecom Italia (di
seguito “Telecom”) ha proposto di modificare le condizioni economiche
previste dal D.M. 28 febbraio 1997 (di seguito sintetizzate) relative
al contributo di attivazione supplementare applicato agli utenti in
caso di collegamenti telefonici fuori dal perimetro abitato (c.d.
aree OPA) aggiuntivo rispetto al contributo base di un’attivazione
standard (ad oggi pari a 80 Euro IVA esclusa per gli utenti
residenziali) dovuto da ogni utente indipendentemente dall’ubicazione
geografica.
2. In particolare Telecom ha proposto di applicare il contributo
supplementare in parola a tutti gli impianti “critici” comprendenti i
collegamenti che necessitano la Costruzione di Opere Speciali (cd.
COS) in rete di accesso, quali scavi e palificazioni, e quelli che
presentano criticita’ connesse alla capacita’ della rete (ad es. la
saturazione) per i quali sono necessari investimenti specifici.
3. La proposta nello specifico consiste nell’introdurre una soglia
massima di spesa in capo a Telecom, pari a 2.800 Euro (IVA esclusa),
per la realizzazione di ciascun impianto. Cio’ vale a dire che, nel
caso in cui la realizzazione dell’impianto necessiti di opere
speciali i cui costi sono inferiori alla soglia, la Societa’ si
impegna a sostenere l’intero onere di fornitura; nel caso in cui i
costi siano superiori a tale soglia, la Societa’ si rende disponibile
a sostenere l’onere fino a 2.800 Euro addebitando al cliente la
restante parte dei costi. Al cliente viene, dunque, proposto un
preventivo di spesa sulla base del quale puo’ decidere se portare
avanti la richiesta di attivazione, sostenendo l’onere aggiuntivo
stimato da Telecom, ovvero se rinunciare.
4. Nella formulazione di Telecom e’ contemplata anche la
possibilita’ di condividere l’onere a carico del cliente nel caso in
cui altri utenti richiedano la fornitura del servizio sulla stessa
tratta entro la fine dei lavori. Difatti, in tali casi e’ previsto un
incremento dell’onere a carico di Telecom fino ad un massimo di
N*2.800 Euro (dove N e’ il numero di richieste di accesso
eventualmente giunte nel frattempo), ed una rivalutazione dell’onere
richiesto agli utenti in pari misura.
5. Telecom ha evidenziato che la sua proposta e’ ispirata al
modello inglese in cui e’ prevista una soglia di spesa massima a
carico di BT pari a 3.400£, IVA esclusa, (corrispondente a ca. 100
ore/uomo di attivita’) per l’installazione degli impianti critici
richiedenti scavi e palificazioni, superata la quale la quota di
costo in eccesso e’ posta a carico del cliente richiedente l’allaccio
(tale quota si aggiunge al costo di attivazione standard).
6. La Societa’ ha giustificato l’introduzione di questi nuovi
contributi di attivazione con la necessita’ di recuperare in modo
diretto i costi sostenuti in caso di impianti che richiedono opere
speciali, i quali, sulla base dei dati rilevati dall’azienda, non
sarebbero recuperati, se non in minima parte, tramite le due fonti di
ricavo attualmente previste: il Fondo del Servizio Universale e la
riscossione del contributo OPA previsto dal D.M. del 28 febbraio
1997. Nel 2008 ad esempio sarebbero stati realizzati 65.000 impianti
critici che hanno comportato un costo di ca. 78 mln Euro, di cui meno
del 2% recuperabile con i due strumenti citati.

II. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

7. Il listino generalizzato dei servizi di accesso alla rete
telefonica in postazione fissa attualmente prevede per l’attivazione
e il trasloco dei servizi di accesso il pagamento di un contributo di
base (differenziato per clientela residenziale ed affari) unico per
tutto il territorio nazionale.
8. A tale contributo di base si aggiunge, esclusivamente nei casi
di collegamenti fuori dal perimetro abitato (cd. area OPA), un
contributo supplementare di valore pari al 20% della spesa
complessiva sostenuta dall’operatore per la realizzazione del
collegamento tra il perimetro dell’abitato ove e’ collocata la
centrale di attestazione e la sede dell’utente. Il contributo
supplementare e’ calcolato applicando il listino di riferimento
indicato nella tabella B allegata al D.M. del 28 febbraio 1997 (di
seguito D.M.), determinato sulla base dei prezzi dei materiali e
della manodopera correnti al momento dell’emanazione del decreto.
9. E’ opportuno rilevare che il D.M. e’ stato emanato in regime di
monopolio per regolamentare le tariffe del servizio di telefonia
offerte alla generalita’ dell’utenza. Dopo l’apertura alla
concorrenza dei servizi di telefonia vocale, completata
nell’ordinamento comunitario alla fine del 1997 e avviata in Italia
con il D.P.R. del 19 settembre 1997 n. 318, alcune componenti del
listino generalizzato disciplinate dallo stesso D.M. sono state
oggetto di esplicito atto di modifica con delibera dell’Autorita 1 .
————-
1 Si richiamano, a tal proposito, le seguenti delibere:
• la delibera n. 85/98 che ha esplicitamente sostituito e
abrogato alcune tabelle del D.M. relative ai canoni e ai contributi
dei servizi di accesso;
• la delibera n. 286/99 che ha modificato, sostituito e
soppresso alcune parti del D.M. relative alla tariffazione dei
servizi di fonia vocale e ad altre prestazioni;
• la delibera n. 236/00/CONS che ha modificato le tariffe delle
comunicazioni tramite operatore e i contributi relativi alle spese di
riattivazione e ad altre prestazioni.

10. Il legislatore, invece, ha ritenuto opportuno non intervenire
sulla disciplina riguardante i collegamenti OPA in quanto essa
attiene alla fornitura di un servizio base di interesse collettivo a
condizioni economiche favorevoli, che non e’ garantito dalle logiche
di mercato.
11. Nell’attuale contesto di mercato liberalizzato, il servizio di
accesso alla rete telefonica in postazione fissa e’ soggetto ad un
duplice regime regolamentare: da un lato, quello delle “analisi dei
mercati”, che disciplinano il mercato dei servizi di accesso al
dettaglio, da ultimo con la delibera n. 731/09/CONS, dall’altro,
quello del servizio oggetto degli obblighi di servizio universale,
riconducibile principalmente alle norme contenute all’art. 53 e
seguenti del Codice delle comunicazioni.
12. Relativamente agli obblighi imposti in capo all’operatore
dominante – Telecom – all’esito delle analisi di mercato, la delibera
n. 731/09/CONS all’art. 15 ha revocato, a partire dal 2010, l’obbligo
di controllo dei prezzi massimi (attuato con il meccanismo del Price
Cap) per i servizi al dettaglio di accesso alla rete telefonica
pubblica confermando, altresi’, quanto disposto dall’art. 53 comma 2
del Codice delle Comunicazioni, in merito alla garanzia di praticare
prezzi accessibili. I prezzi dei servizi di accesso sono pertanto
esenti da vincoli di controllo di prezzo fatta salva la verifica del
rispetto dell’obbligo di accessibilita’ prevista per la fornitura del
servizio universale.
13. Inoltre, l’art. 70 comma 1 della stessa delibera prevede che
Telecom applichi condizioni economiche e tecniche “simili a
transazioni equivalenti e condizioni dissimili a transazioni non
equivalenti”, in tal modo tutelando gli utenti da discriminazioni
ingiustificate.
14. In materia di obblighi di servizio universale, con riferimento
alle condizioni economiche di accesso al servizio, il Codice prevede
quanto di seguito riportato. Si evidenzia che le disposizioni del
Codice trovano conferma anche nel c.d. “terzo pacchetto” di riforme
comunitario, in particolare la direttiva n. 2009/136/CE in fase di
recepimento
15. Nello specifico, l’art. 53 comma 2 del Codice stabilisce che
“l’Autorita’ determina il metodo piu’ efficace e adeguato per
garantire la fornitura del servizio universale ad un prezzo
accessibile, nel rispetto dei principi di obiettivita’, trasparenza,
non discriminazione e proporzionalita’”.
16. L’art. 59, comma 3, dello stesso Codice affida all’Autorita’ il
potere di prescrivere alle imprese soggette all’obbligo di fornitura
del servizio universale tariffe comuni, comprese le perequazioni
tariffarie, in tutto il territorio, ovvero di rispettare limiti
tariffari. Il comma 4 dispone, altresi’, che le relative condizioni
siano pienamente trasparenti e siano pubblicate ed applicate nel
rispetto del principio di non discriminazione. Infine, stabilisce che
l’Autorita’ puo’ esigere la modifica o la revoca di determinate
formule tariffarie.
17. L’art. 54 del Codice delle Comunicazioni prevede che qualsiasi
richiesta ragionevole di connessione in postazione fissa sia
soddisfatta almeno da un operatore. Inoltre, tale connessione “deve
essere tale da consentire un efficace accesso ad Internet”.
18. L’art. 2, comma 2 dell’allegato n. 11 al Codice delle
Comunicazioni prevede, inoltre, che l’Autorita’ consideri tutti i
mezzi adeguati per incentivare le imprese ad assolvere gli obblighi
di servizio universale in modo efficiente rispetto ai costi.

III. L’ATTIVITA’ ISTRUTTORIA

19. Le citate comunicazioni di Telecom, riguardando modifiche che
incidevano sulla materia del Servizio Universale, sono state oggetto
di una specifica attivita’ di vigilanza, ciascuna per la parte di
propria competenza, da parte dell’Autorita’ in coordinamento con il
Ministero dello Sviluppo Economico e gli Ispettorati Territoriali.
20. La fase istruttoria ha visto la partecipazione, per
l’Autorita’, della Direzione Reti e Servizi di Comunicazione
Elettronica e della Direzione Tutela dei Consumatori (di seguito
DIT), quest’ultima per l’esame dei profili relativi alla tutela
dell’utenza.
21. La DIT, ha evidenziato in particolare la sussistenza del
rischio concreto che la modifica proposta dal gestore contrasti con i
principi dell’accessibilita’ del prezzo della fornitura del servizio
universale, di non discriminazione tra gli utenti, di trasparenza e
di proporzionalita’, sanciti espressamente all’art. 53 del d.lgs. n.
259/2003.
22. Gli stessi principi espressi dalla DIT sono stati rappresentati
anche dal Ministero dello Sviluppo Economico e dagli Ispettorati
Territoriali, nel corso di una riunione tenutasi il 12 maggio 2010, i
quali hanno altresi’ evidenziato che la metodologia proposta da
Telecom potrebbe portare ad un incremento delle controversie fra
l’utenza e la Societa’ stessa non esistendo dei parametri oggettivi
di valutazione delle offerte economiche dell’Operatore.
23. In merito alle norme applicabili al caso di specie e’ stato
chiesto un parere al Servizio Giuridico dell’Autorita’ che ha
affermato, in primo luogo, l’attuale vigenza della disposizione
inerente i collegamenti OPA contenuta nel D.M., asserendo che “non
risulta formalmente abrogata ne’ sostanzialmente superata da alcuna
disposizione successiva”. In forza di tale assunto lo stesso Servizio
ha evidenziato altresi’ che “la pretesa di un contributo
supplementare per i costi di installazione sostenuti possa dirsi
legittima solo con riguardo alle aree OPA, e non anche a quelle
urbane (ancorche’ richiedenti lavori speciali). Inoltre, la misura di
tale contributo e’ predeterminata in sede normativa [ … ] e cio’
non consente certo all’operatore di determinare – tanto meno
arbitrariamente – una soglia diversa da quella fissata dal decreto
ministeriale citato”.
24. Tuttavia, conclude il Servizio Giuridico la norma non esclude
la possibilita’ che l’Autorita’ valuti la proposta di Telecom sul
piano economico, anche alla luce dell’art. 2, comma 2 dell’allegato
n. 11 al Codice delle Comunicazioni, ed apporti delle modifiche al
listino allegato al D.M. mediante un proprio atto deliberativo.

Raccolta dati di monitoraggio
25. Verificata la ragionevolezza sul piano economico dell’esigenza
rappresentata da Telecom di valutare il contributo di attivazione
alla luce delle attuali condizioni di mercato aperto alla
concorrenza, e’ stato ritenuto opportuno acquisire da Telecom gli
elementi istruttori necessari per l’individuazione della metodologia
piu’ efficace per soddisfare tale esigenza valutando nel merito anche
la congruita’ della proposta presentata dalla Societa’. Nell’ambito
dell’attivita’ istruttoria l’Autorita’ ha ritenuto opportuno
acquisire ulteriori elementi ritenuti necessari per la completa
disamina del caso di specie e per consentire una valutazione reale
dell’impatto della modifica introdotta dalla Societa’.
26. Telecom, quindi, ha fornito i dati delle attivazioni che hanno
comportato la richiesta di una spesa extra per il cliente a partire
da gennaio 2010 (momento in cui Telecom ha cominciato ad applicare la
nuova modalita’ di offerta ai soli casi di opere speciali che
richiedono la realizzazione di palificazioni e/o scavi).
27. Dai dati trasmessi si rileva che nei mesi da gennaio a maggio
2010 sono state presentate circa 4.100 richieste di attivazione in
cui e’ stata riscontrata la necessita’ di costruire opere speciali.
Fra tali richieste, 377 impianti sono risultati sopra la soglia di
2.800 Euro e, pertanto, per la loro realizzazione e’ stato richiesto
al cliente un contributo supplementare (ca. il 10% del totale delle
richieste ).
28. Il contributo richiesto al cliente ha superato nell’80% dei
casi il valore di 1.000 Euro 2 , attestandosi mediamente intorno a
5.500 Euro3 e raggiungendo un valore massimo compreso fra 50.000 e
160.000 Euro.
————-
2 Si evidenzia che il contributo OPA con l’applicazione del D.M.
solo raramente superava tale valore
3 I preventivi piu’ recenti hanno ridotto tale valore medio a
3.500 Euro.

29. La richiesta del contributo aggiuntivo per la realizzazione
dell’impianto e’ stata accettata soltanto da 2 utenti, per i quali
Telecom ha proceduto all’attivazione della linea. Gli altri 375
impianti non sono stati realizzati.
30. Procedendo, quindi, al confronto fra i volumi dei clienti
soggetti al contributo aggiuntivo ai sensi del D.M. e secondo la
proposta di Telecom si rileva che nel corso del 2008 il contributo
OPA e’ stato richiesto a oltre 4.000 clienti, mentre la stima, in
base ai dati parziali forniti da Telecom, dei clienti a cui sara’
richiesto il contributo aggiuntivo nell’intero anno 2010 e’ inferiore
ai 1.000 clienti.

La consultazione pubblica e l’attivita’ post-consultazione
31. Alla luce degli elementi raccolti – descritti sopra – e’ stata
indetta una consultazione pubblica cui hanno partecipato la societa’
BT Italia S.p.A. e la societa’ Telecom Italia S.p.A.. Inoltre il
Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le
Comunicazioni – ha fornito alcune osservazioni sullo schema di
provvedimento alla luce delle proprie competenze sulla tematica
svolte in particolare attraverso gli Ispettorati territoriali delle
Comunicazioni.
32. Nell’ambito di tale consultazione, a seguito di istanza di
audizione, e’ stata ascoltata in data 17 febbraio 2011 la societa’
Telecom.
33. In data 14 marzo 2011 si e’ tenuto un incontro fra l’Autorita’,
l’ISTAT, Telecom, il Ministero dello Sviluppo Economico ed alcuni
Ispettorati Territoriali per le Comunicazioni, al fine di chiarire
alcuni aspetti attinenti la modalita’ di individuazione degli utenti
soggetti a contributo aggiuntivo secondo il criterio proposto
dall’Autorita’ in fase di consultazione.
34. In ultimo, in data 1 aprile 2011 e’ stata ascoltata nuovamente
la societa’ Telecom per ulteriori approfondimenti inerenti il listino
di riferimento per il calcolo del contributo aggiuntivo a carico del
cliente.

Politiche di connessione negli altri settori di pubblica utilita’
35. Per completare l’analisi della proposta e’ stata esaminata la
modalita’ di valutazione dei contributi a carico dell’utente per
l’attivazione del servizio di base in altri settori di pubblica
utilita’ regolamentati.
36. Nello specifico, nel settore dell’energia la connessione alla
rete elettrica comporta due contributi a carico del cliente, uno
commisurato alla distanza ed un altro commisurato alla potenza.
37. Il contributo relativo alla distanza e’ pari alla somma di una
quota fissa e di un contributo aggiuntivo forfetario calcolato in
base alla distanza fra il punto di prelievo e la cabina di
riferimento. L’importo a carico del cliente e’ determinato dal
gestore della rete sulla base di un listino di riferimento fissato
dall’Autorita’ di settore per ciascun anno. La distanza convenzionale
e’ rilevata su planimetrie predisposte dal gestore di rete, in cui
sono riportate le cabine di riferimento.
38. La quota relativa alla potenza viene calcolata moltiplicando un
importo fisso per il numero di kW.
39. Nella tabella successiva sono riportati i valori di riferimento
degli ultimi 3 anni.

Parte di provvedimento in formato grafico

40. Nel caso sia richiesta all’impresa di distribuzione la
realizzazione di una soluzione diversa da quella convenzionale, il
maggior costo e’ posto a carico del richiedente.

IV. I QUESITI DELL’AUTORITA’ DI CUI ALLA DELIBERA DI CONSULTAZIONE
PUBBLICA N. 628/10/CONS

Sull’applicabilita’ del criterio a soglia proposto da Telecom

Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
41. Dagli esiti dell’attivita’ istruttoria e’ emerso che il
criterio individuato da Telecom per la determinazione del contributo
a carico del cliente risulta coerente con il principio di
ripartizione dell’onere di realizzazione dell’impianto fra la
Societa’ e il cliente, adottato anche dal legislatore nell’ambito del
D.M.. Tuttavia, nel corso dell’attivita’ istruttoria sono emerse una
serie di criticita’ inerenti al criterio della soglia e al perimetro
di applicazione relativo proposti da Telecom, che sono riepilogate di
seguito:
a) la richiesta di un contributo aggiuntivo rispetto a quello
standard, rivolta soltanto ad alcune tipologie di clienti i cui
impianti necessitano della realizzazione di opere speciali, determina
di fatto il superamento del principio della perequazione nazionale,
che allo stato e’ applicato per i contributi di attivazione in
conformita’ agli obblighi di servizio universale. L’applicazione del
criterio della soglia, nello specifico, comporta una notevole
disomogeneita’ nei contributi applicati, discriminando i clienti
sulla base dell’impianto da realizzare e dello stato della rete, e
rappresenta un disincentivo alle richieste per gli impianti piu’
critici;
b) nell’attuale formulazione non e’ previsto un tetto massimo di
spesa per il cliente e cio’ determina per l’Autorita’
l’impossibilita’ di esprimesi in ordine all’accessibilita’ del
prezzo, cosi’ come previsto dal Codice delle comunicazione per il
servizio universale;
c) in tema di trasparenza la stima del contributo aggiuntivo e’
svolta caso per caso da Telecom sulla base di regole di progettazione
interne finalizzate a garantire la maggiore efficienza ed il minor
costo per il cliente, ed i relativi costi unitari si basano su un
capitolato di appalto negoziato dalla stessa Telecom periodicamente
in ottica di ribasso dei prezzi. Questa modalita’ di calcolo del
preventivo tuttavia non fornisce garanzie sulla trasparenza del
prezzo praticato al cliente, contrariamente a quanto sancito
esplicitamente dall’art. 53 del Codice;
d) i clienti non dispongono di alcuno strumento per valutare il
preventivo di opere, ne’ gli Ispettorati Territoriali possono
avvalersi di strumenti di controllo efficaci per verificare
l’efficienza della soluzione proposta. La correttezza del contributo
richiesto al cliente nelle aree OPA ai sensi del D.M., invece, poteva
essere verificata direttamente attraverso il listino di riferimento
allegato al D.M. stesso;
e) nella formulazione proposta da Telecom l’onere di realizzazione
delle opere speciali viene ribaltato sull’utente in tutta la sua
variabilita’ mentre Telecom ne sostiene un contributo fisso
predeterminato (2.800 Euro). Con il sistema previsto dal D.M.,
invece, l’utente (solo se situato in aree OPA) sostiene il 20% del
costo complessivo di installazione del collegamento e la restante
parte variabile e’ a carico di Telecom, che pertanto ha un interesse
diretto a mantenere bassi i costi di realizzazione;
f) sul piano giuridico si rileva infine che la modifica del
contributo non puo’ essere arbitrariamente introdotta da Telecom ma
deve avvenire con un provvedimento deliberativo da parte
dell’Autorita’, come previsto dal Codice delle comunicazioni.

Le osservazioni di Telecom Italia
42. In sede di consultazione Telecom dichiara che, a suo avviso, il
D.M. del ’97 non puo’ trovare piu’ applicazione in quanto
risulterebbe superato dall’istituzione del regime concorrenziale
nella telefonia. Difatti, l’Operatore precisa che tale circostanza ha
portato ad una determinazione dei prezzi fondata su logiche di
mercato e alla sostituzione del regime della tariffa con un regime di
prezzo libero (fatto salvo il principio dell’orientamento al costo
per la determinazione del prezzo).
43. Telecom, altresi’, ritiene non ragionevole nell’attuale
contesto competitivo dei mercati fisso e mobile sostenere costi molto
alti e non recuperabili per l’attivazione di un singolo collegamento
telefonico. Difatti, a parere della Societa’, tali collegamenti
potrebbero essere realizzati attraverso soluzioni meno dispendiose,
come l’utilizzo di una carta SIM di qualunque operatore mobile.
44. Tale considerazione, inoltre, secondo la Societa’ e’
sufficiente per superare i rilievi dell’Autorita’ in merito al
superamento del principio della perequazione nazionale e delle
garanzie sull’accessibilita’ del prezzo di attivazione del servizio
telefonico, previsti dagli obblighi del servizio universale.
45. Telecom precisa, inoltre, che la propria proposta di
applicazione del criterio della soglia e’ stata dedotta da decisioni
di OFCOM ed e’ fondata su criteri obiettivi, trasparenti e non
discriminatori.
46. In ultimo, Telecom precisa che, a suo parere, l’applicazione
del criterio della soglia consente agli Ispettorati Territoriali per
le Comunicazioni e allo stesso cliente di verificare il preventivo
proposto attraverso opportuni strumenti che possono essere
perfezionati dall’Autorita’.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
47. Con riferimento al parere espresso da Telecom sul criterio
della soglia proposto dalla stessa, l’Autorita’ ritiene opportuno
confermare quanto espresso nel documento di consultazione sul merito,
convenendo tuttavia con l’operatore sulla necessita’ di introdurre un
criterio nuovo per la determinazione del contributo aggiuntivo che
aggiorni il D.M. risalente ad un momento in cui il mercato non era
ancora stato effettivamente aperto alla concorrenza.

Modifiche alla proposta di Telecom Italia: ripartizione della spesa
in modo percentuale

Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
48. Per quanto premesso in merito alle criticita’ emerse in fase di
valutazione del criterio della soglia, l’Autorita’ ritiene opportuno
proporre una seconda alternativa consistente nella suddivisione
dell’onere di realizzazione dell’impianto in maniera proporzionale
tra l’azienda e l’utente, procedendo ad una valutazione di una
possibile modifica della quota percentuale di compartecipazione,
fissata nel D.M. pari al 20%.
49. Cio’ vale a dire che nel caso di impianti per cui e’ necessaria
la realizzazione di opere speciali quali scavi e palificazioni, oltre
al contributo base richiesto alla generalita’ dell’utenza, al cliente
potra’ essere richiesto un contributo extra determinato come quota
percentuale del costo maggiormente efficiente (ovvero del costo di
realizzazione dell’impianto a partire dal tratto di rete di
distribuzione primaria o secondaria piu’ vicino all’utenza)
necessario per la connessione alla rete, indipendentemente
dall’ammontare della spesa. La restante quota percentuale di costo
rimane a carico della stessa Telecom, quale fornitore del Servizio
universale.
50. Sulla base delle valutazioni svolte sui dati acquisiti nel
corso del procedimento l’Autorita’ ha ritenuto congrua una
percentuale a carico dell’utenza, pari al 30% dell’importo
complessivo dell’impianto (a tale valore infatti si e’ giunti
valutando l’onere medio a carico dell’utenza applicando il meccanismo
della soglia in base ai dati forniti da Telecom con costo complessivo
dell’impianto inferiore a 12.800 Euro).
51. Tale soluzione, da un lato, garantisce a Telecom la
remunerazione immediata di una parte dei costi maggiore rispetto a
quella determinata applicando il D.M. e, dall’altro, distribuisce in
maniera piu’ equa i contributi a carico dell’utenza.
52. Tale soluzione e’, come premesso, in linea con quella attuata
dal D.M. del 1997 in quanto anche questo attribuiva al cliente il
contributo in quota percentuale rispetto al costo. Tuttavia, la
percentuale prevista dal D.M. a carico dell’utente risultava pari al
20% mentre, in ragione dell’evoluzione del mercato verso la
liberalizzazione avvenuta successivamente al D.M., la quota del 30%
allo stato attuale si puo’ ritenere piu’ congrua.
53. La modifica del valore della soglia ha il vantaggio di
bilanciare le due esigenze, di contenimento dei costi a carico del
cliente e di condivisione della spesa sostenuta dall’operatore.
Inoltre il criterio di compartecipazione in quota proporzionale alle
spese da parte di Telecom ha il vantaggio, rispetto alla soglia, di
incentivare la formulazione di preventivi a basso costo e di
assolvere in maniera piu’ efficiente all’obbligo di fornitura del
servizio universale.

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D1. Si chiede di esprimersi in ordine ai due criteri di calcolo del
contributo di attivazione supplementare esposti sopra, ovvero la
ripartizione della spesa in modo percentuale e la ripartizione della
spesa secondo il metodo della soglia, manifestando la propria
preferenza per uno dei due criteri con le relative motivazioni.
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
54. Telecom conferma la validita’ e la legittimita’ della sua
proposta basata sul criterio della soglia, evidenziando tuttavia che
non e’ contraria al criterio di ripartizione della spesa in modo
percentuale proposto dall’Autorita’.

Le osservazioni del Ministero
55. Il Ministero dello Sviluppo Economico (di seguito “Ministero”)
nelle proprie osservazioni evidenzia come, alla luce della normativa
nazionale ed europea in materia di Servizio Universale, sia
necessario garantire l’abbordabilita’ del prezzo nella fornitura del
servizio di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa
relativamente a qualsiasi richiesta ragionevole dell’utente finale.
Pertanto, il Ministero, concordando sulla trasparenza ed efficienza
del metodo basato sulla percentuale dei costi di un listino, propone
inoltre di introdurre una soglia massima di spesa per l’utente, pari
ad esempio a 100 volte il canone bimestrale, al fine di evitare
fenomeni di esclusione di parte dell’utenza contrari ai principi
fondanti il quadro normativo europeo e nazionale.
56. Inoltre, il Ministero evidenzia, come indicato al punto 39
dello schema di provvedimento sottoposto a consultazione pubblica,
che il contributo extra deve essere calcolato dal distributore, o
altro punto di accesso piu’ vicino, nonche’ dal punto piu’ favorevole
all’utente.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
57. L’Autorita’, alla luce degli elementi emersi nel corso della
consultazione, intende confermare il criterio percentuale quale
metodo per la valutazione dell’onere supplementare a carico del
cliente finale interessato alla fornitura dell’accesso alla rete
telefonica pubblica in postazione fissa, ritenendo che lo stesso
offra garanzie di equita’ e trasparenza.
58. In merito alla questione dell’introduzione di una soglia
massima di spesa per l’utenza rappresentata dal Ministero,
l’Autorita’ evidenzia che il criterio di ripartizione della spesa su
base percentuale, che suddivide il costo in maniera proporzionale fra
l’impresa e i propri clienti, rappresenta un incentivo per Telecom a
ricercare la massima efficienza nello sviluppo dell’impianto e nella
formulazione del preventivo. In aggiunta, quale ulteriore strumento
di garanzia di trasparenza e di obiettivita’, nel presente
provvedimento viene fissato un listino contenente gli importi unitari
di riferimento di ciascuna attivita’ da utilizzare per la
formulazione del preventivo da parte di Telecom. L’aggiunta di un
ulteriore vincolo – quale il tetto massimo di spesa imputabile
all’utente – in prima applicazione non appare necessaria ma potra’
essere eventualmente valutata a valle di un primo periodo di
monitoraggio di entrata in vigore delle nuove condizioni di offerta.
59. Per quanto attiene la modalita’ di calcolo del preventivo,
l’Autorita’ – concordemente a quanto evidenziato dal Ministero –
ritiene opportuno che la lunghezza del collegamento sia valutata a
partire dal distributore piu’ vicino o dal punto piu’ favorevole
all’utente della rete di accesso primaria o secondaria. Tale
modalita’ di calcolo del miglior costo del collegamento deve essere
applicata anche nel caso in cui, per criticita’ connesse allo stato
della rete (ad esempio la saturazione), l’impianto venga realizzato
seguendo percorsi di rete non ottimizzati.
60. Qualora siano disponibili piu’ collegamenti alternativi su piu’
di una centrale, l’Autorita’ ritiene che il contributo supplementare
da addebitare all’utente debba essere quello corrispondente al
collegamento per il quale il contributo medesimo risulti inferiore,
indipendentemente dall’effettivo sviluppo del collegamento stesso.
61. Nell’ottica di evoluzione della rete i collegamenti individuali
realizzati per ciascun utente devono essere progettati secondo
l’orientamento di favorire la diffusione della banda larga sul
territorio nazionale.

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D2. Si chiede di esprimersi in ordine al valore della soglia e/o
della percentuale.
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
62. Telecom si dimostra favorevole alla modifica del valore
percentuale dal 20% al 30%, ma ritiene che debba essere confermata
l’impostazione del D.M. che prevedeva la natura del contributo
supplementare “a fondo perduto”. Infatti, a parere di Telecom, tale
condizione, da un lato, garantiva che il contributo aggiuntivo
versato dal cliente non potesse assumere la valenza di corrispettivo
per i lavori di costruzione del collegamento e, dall’altro,
consentiva di richiedere il contributo aggiuntivo anche ai clienti
successivi al primo che inoltravano la richiesta di un abbonamento
telefonico sul medesimo percorso di rete. Telecom evidenzia,
altresi’, che nella tabella B del D.M. era specificato l’unico caso
in cui il contributo supplementare non era dovuto, ovvero nel caso di
ulteriori abbonamenti sottoscritti per la stessa abitazione
contestualmente al primo da parte di clientela classificata nella
categoria B 4 .
————-
4 Per categoria ‘B’ si intende il primo abbonamento in abitazione
privata ove non si svolgono attivita’ di affari o professionali,
intestato a un componente qualunque del nucleo familiare anagrafico.

63. Qualora la natura del contributo aggiuntivo “a fondo perduto”
non fosse ritenuta idonea, Telecom chiede che la percentuale di
ripartizione della spesa tra i clienti e la stessa azienda sia
elevata al 50%.

Le osservazioni del Ministero
64. Il Ministero nelle sue osservazioni esprime condivisione con
l’orientamento dell’Autorita’ di elevare al 30% la percentuale del
costo complessivo dell’impianto a carico dell’utenza, che il D.M.
fissava al 20%.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
65. L’Autorita’ conferma una percentuale di costo dell’impianto a
carico della clientela richiedente l’allacciamento pari al 30%.
66. Tuttavia, qualora sopraggiungano contestualmente piu’ richieste
di collegamento alla rete telefonica pubblica in postazione fissa
(vale a dire entro la fine dei lavori) che interessano lo stesso
percorso di rete soggetto a contributo aggiuntivo, l’Autorita’
ritiene possibile innalzare la percentuale di contributo a carico
delle utenze al 50% del costo dell’impianto i’ limitatamente alle
sole parti dell’impianto in comune5 i’ ripartendo equamente la somma
risultante fra le varie utenze richiedenti gli allacciamenti.
————-
5 Mantenendo al 30% la quota a carico dell’utenza per le restanti
parti dell’impianto.

67. In merito alla richiesta di Telecom di classificare la quota a
carico dell’utente come versamento “a fondo perduto”, l’Autorita’
ritiene idonea tale classificazione 6 . Tuttavia, non ritiene
ammissibile la richiesta di un contributo aggiuntivo al cliente da
parte di Telecom al fine di recuperare i costi di opere speciali gia’
realizzate, nonche’ di collegamenti gia’ esistenti, anche se
rientranti nel perimetro di applicabilita’ individuato nel paragrafo
successivo. Cio’ vale a dire che nel caso di collegamenti esistenti
si applica soltanto il contributo base di attivazione.
————-
6 La natura del contributo supplementare a ” fondo perduto”
implica che Telecom ha la possibilita’ di trattenere integralmente la
somma versata dall’utente e che quest’ultimo non puo’ chiedere la
restituzione di tale quota laddove, ad esempio, la stessa
infrastruttura venga utilizzata per il collegamento di altre utenze.

68. Nella fattispecie, occorre precisare che l’unico uso ammesso
della quota versata dall’utente e’ la realizzazione di opere speciali
o di impianti cliente nelle aree definite al paragrafo successivo.
Per contro, i costi connessi alla remunerazione ovvero al
mantenimento di infrastrutture esistenti non possono essere
rimunerati attraverso tale contributo.

Modifiche alla proposta di Telecom Italia: perimetro di
applicabilita’ del contributo aggiuntivo

Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
69. Telecom propone che gli impianti soggetti al contributo extra
possano essere tutti quelli che necessitano scavi e palificazioni,
indipendentemente dalla collocazione geografica, individuati
unilateralmente dalla stessa Societa’ sulla base delle condizioni
della rete.
70. Tale criterio, tuttavia, rende impossibile l’identificazione a
priori dei clienti a cui verra’ richiesto il contributo
supplementare, in aggiunta a quello base. Per contro, il D.M.
stabilisce una distinzione su base territoriale, quindi, l’eventuale
applicazione del contributo OPA si puo’ prevedere sulla base
dell’ubicazione dell’impianto in determinate aree del paese.
71. A tal proposito, l’Autorita’ ritiene che per garantire la
trasparenza verso gli utenti sia necessario determinare a priori il
perimetro di eventuale applicazione del contributo extra. A tal fine,
ritiene che l’applicazione del contributo extra non possa riguardare
tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla collocazione
geografica dell’utenza da connettere, ma che la richiesta del
contributo debba essere circoscritta alle aree contenenti case sparse
e nuclei abitati, come definite dall’ISTAT, in cui risultino assenti
le infrastrutture di accesso alla rete ovvero che debba essere
utilizzato un criterio equivalente individuato sulla base della
topologia di rete di Telecom.
72. Tale orientamento garantisce ai clienti che abitano nei centri
urbani, dove la rete di telefonia fissa e’ ampliamente diffusa e gli
operatori hanno maggiore interesse a fornire il servizio,
l’imputazione esclusiva del contributo standard per l’attivazione
della linea.

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D3. Si condivide l’orientamento dell’Autorita’ di predeterminare
geograficamente il perimetro di applicazione del contributo extra?
D4. Quale criterio si ritiene piu’ opportuno adottare per
individuare il perimetro di applicabilita’ del contributo aggiuntivo?
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
73. Telecom non si dichiara contraria alla definizione su base
geografica delle richieste di attivazione soggette al contributo
aggiuntivo. Ciononostante evidenzia alcune difficolta’ implementative
connesse all’individuazione delle “case sparse” e dei “nuclei
abitati” secondo la definizione dell’ISTAT.
74. Telecom, infatti, precisa che per la corretta applicazione del
contributo extra e’ necessaria la rilevazione dei numeri civici per
ciascuna tipologia di localita’, “case sparse” e “nuclei abitati”,
sottolineando che tale informazione potrebbe non essere rilevata
nell’ambito del prossimo censimento generale della popolazione e
delle abitazioni previsto per il 2011. Inoltre, Telecom evidenzia
un’altra difficolta’ legata alla possibile mancanza di corrispondenza
fra l’indirizzo comunicato dal cliente e quello riportato sulle mappe
nell’ambito del censimento ISTAT.
75. Al fine di superare tali difficolta’ Telecom propone di
prevedere un periodo transitorio della durata di circa un anno nel
quale si potrebbe continuare ad utilizzare la discriminazione
EPA/OPA, basata sul censimento ISTAT del 1991, prevista dal D.M., al
fine di predeterminare geograficamente il perimetro di applicazione
del contributo extra.
76. Al termine di tale periodo transitorio, Telecom propone di
valutare il livello di disponibilita’ delle informazioni relative
alle “case sparse” e ai “nuclei abitati” e, qualora non fosse
sufficiente, propone di considerare come appartenenti alle “case
sparse” e ai “nuclei abitati”, quegli indirizzi non censiti
dall’ISTAT come “centri abitati”.

Le osservazioni del Ministero
77. Il Ministero conviene con l’Autorita’ sull’opportunita’ di
predeterminare il perimetro di applicazione del contributo extra
secondo un criterio geografico basato sulle definizioni fornite
dall’ISTAT, relative alle tipologie di localita’ (“centro abitato”,
“nucleo abitato”, ecc.).
78. Tuttavia, il Ministero, conformemente a quanto previsto dal
D.M. ritiene che il contributo extra debba essere applicato nei
nuclei abitati solo qualora il cavo di alimentazione dello stesso
abbia capacita’ inferiore a 30 coppie, nel punto di attraversamento
del perimetro abitato che delimita tali localita’.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
79. L’Autorita’ conferma i propri orientamenti in merito alla
necessita’ di predeterminare geograficamente il perimetro di
applicabilita’ del contributo aggiuntivo, rilevando tuttavia
l’opportunita’ di fornire dei chiarimenti in ordine al criterio da
adottare per l’individuazione dei clienti soggetti a tale contributo.
80. Come proposto nello schema sottoposto a consultazione,
l’Autorita’ ritiene che il contributo aggiuntivo debba essere
applicato esclusivamente alla richieste di accesso alla rete fissa
nelle localita’ classificate dall’ISTAT come “case sparse” e “nuclei
abitati” 7 .
———–
7 Le definizioni inerenti alle tipologie di localita’ abitate
prodotte dall’ISTAT a cui si fa riferimento sono estratte dall’ultimo
censimento completato, vale a dire il 14° censimento della
popolazione e delle abitazioni del 2001 (cfr. allegato 1)

81. A tal fine, l’Autorita’ ha svolto un approfondimento con
l’ISTAT da cui e’ risultato che sara’ possibile utilizzare le
cartografie ISTAT per ricavare l’informazione sulla tipologia di
localita’ di appartenenza di un dato indirizzo e numero civico
soltanto al termine del prossimo censimento.
82. Alla luce delle valutazioni riportate supra si ritiene che il
criterio geografico basato sulle definizioni dell’ISTAT sia idoneo
per l’individuazione delle aree in cui applicare il contributo
aggiuntivo. Ciononostante, l’Autorita’ accoglie la proposta di
Telecom di applicare transitoriamente il criterio EPA/OPA fino alla
conclusione del censimento del 2011 e successivamente di utilizzare
le cartografie dell’ISTAT aggiornate per individuare le case sparse e
i nuclei abitati.
83. Relativamente all’opportunita’ di sovrapporre al criterio
geografico un criterio basato sulla capacita’ del cavo di
alimentazione, in linea con il dettato del D.M., l’Autorita’
evidenzia che l’introduzione di un criterio tecnico dipendente dalla
struttura della rete di Telecom puo’ rendere difficoltosa la
predeterminazione delle aree soggette a contributo aggiuntivo da
parte dell’utenza. D’altra parte, i dati ISTAT relativi all’ultimo
censimento mostrano che le “case sparse” e “nuclei abitati”
comprendono solo il 10,7% delle abitazioni del paese in cui vivono
l’8,5% delle famiglie, di cui la gran parte gia’ provviste di un
collegamento telefonico. Per contro, si ritiene rilevante escludere
dal perimetro degli impianti potenzialmente soggetti ad un contributo
aggiuntivo quelli facenti parte delle nuove lottizzazioni incluse nei
“Piani tecnici per lo sviluppo della rete fissa di accesso”, di cui
al gruppo di Impegni n. 6 approvati con la delibera n. 718/08/CONS.

Criterio della ragionevolezza

Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
84. Il Codice delle comunicazioni con riferimento agli obblighi del
servizio universale prevede che Telecom soddisfi tutte le richieste
ragionevoli di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione
fissa.
85. A tal proposito si osserva che la ragionevolezza della
richiesta non puo’ essere valutata sulla base del costo dell’impianto
in quanto si tratta di un servizio di interesse generale. Per contro,
puo’ trovare applicazione un criterio di ragionevolezza con
riferimento alla collocazione geografica dell’impianto ed alla sua
fattibilita’ tecnica.
86. In merito alla collocazione geografica, il servizio universale
deve garantire la disponibilita’ del servizio base in ogni luogo del
territorio nazionale nel modo piu’ efficiente rispetto al costo.
Qualora il percorso necessario per raggiungere la sede dell’utente
non possa essere il piu’ efficiente per limiti connessi all’orografia
del territorio o alla presenza di proprieta’ invalicabili lungo il
percorso, parte del maggior costo legato alla realizzazione di un
percorso alternativo puo’ gravare direttamente sul cliente
richiedente l’allaccio.
87. Per quanto concerne la fattibilita’ tecnica, in accordo con il
principio della neutralita’ tecnologica, la connessione puo’ essere
realizzata con qualunque tecnologia – incluse le tecnologie wireless
– purche’ l’accesso alla rete consenta la fruizione integrale dei
servizi inclusi nel Sevizio universale, come previsto dalla normativa
vigente.

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D5. Si condivide l’orientamento dell’Autorita’ di non utilizzare il
costo dell’impianto come indicatore di ragionevolezza delle richieste
di attivazione secondo le modalita’ descritte sopra?
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
88. Telecom ritiene che il costo dell’impianto da realizzare possa
essere ritenuto un indicatore di ragionevolezza, anche in virtu’
della crescente sostituibilita’ del fisso con il mobile. Infatti, a
parere di Telecom, non risulta ragionevole soddisfare una richiesta
di connessione alla rete telefonica fissa molto onerosa, i cui costi
non sono recuperabili dall’azienda, laddove il collegamento puo’
essere garantito al cliente mediante la rete di telefonia mobile di
qualsiasi operatore.

Le osservazioni del Ministero
89. A parere del Ministero, la ragionevolezza di una richiesta di
accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa dovrebbe
essere valutata solo rispetto alla sua fattibilita’ tecnica,
definendo non ragionevoli richieste per cui sia comprovata
l’impossibilita’ tecnica di realizzare l’impianto. Inoltre, il
Ministero precisa che il limite massimo del contributo supplementare
richiesto dovrebbe essere contenuto attraverso il ricorso a
metodologie di collegamento alternative, ad esempio radioelettriche,
ma sempre in grado di soddisfare l’obbligo di servizio universale.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
90. L’Autorita’ conferma l’orientamento espresso in consultazione
pubblica, ovvero secondo cui non ritiene idoneo il costo
dell’impianto quale indicatore di ragionevolezza di una richiesta di
attivazione.
91. Inoltre, conferma le valutazioni in ordine alla possibilita’
per Telecom di realizzare l’impianto impiegando qualsiasi tecnologia
incluse le connessioni wireless, a condizione che vengano forniti
tutti i servizi inclusi nell’obbligo di Servizio Universale con i
medesimi livelli di qualita’ garantiti mediante un collegamento
tradizionale in postazione fissa, in accordo con il principio di
neutralita’ tecnologica.

Modalita’ di calcolo del preventivo

Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
92. Al fine di garantire la trasparenza e la prevedibilita’ del
preventivo rivolto all’utenza si rende necessario definire un listino
di riferimento per il calcolo dello stesso. L’importo del preventivo,
quindi, deve essere calcolato in base ai costi dei materiali a pie’
d’opera e della manodopera correnti, nonche’ della lunghezza
dell’impianto da realizzare.
93. La tabella che segue contiene la lista degli elementi che
possono concorrere alla formazione del costo complessivo
dell’impianto e gli importi unitari massimi e minimi corrispondenti8
. Tale tabella e’ stata proposta da Telecom.
————
8 La Societa’ ha specificato che i costi sono calcolati per
attivita’ standard e non considerano prescrizioni particolari
eventualmente richieste (per esempio ripristini in centri storici,
strade particolari, ecc.) che potrebbero richiedere opere
supplementari da valutare caso per caso.

Parte di provvedimento in formato grafico

Di seguito si riporta il dettaglio delle opere previste.
Scavi posa tubo e pozzetti:
a) Il costo minimo comprende:
i. lo scavo in terreno sterrato e rinterro con materiale di risulta
e/o inerte;
ii. la posa del tubo + costo del materiale;
iii. il costo posa pozzetto + costo materiale.
b) Il costo massimo comprende:
i. Disfacimento della pavimentazione, scavo e rinterro eseguito con
miscele betonabili, malte fluide o con materiale inerte stabilizzato
oltre i 100kg/m3;
ii. la posa del tubo + costo del materiale;
iii. il costo posa pozzetto + costo materiale;
iv. Supplemento per scavo in roccia.
Ripristino:
c) Il costo minimo comprende:
i. posa di manto di usura in conglomerato bituminoso fine.
d) Il costo massimo comprende:
i. posa di manto di usura in conglomerato bituminoso fine;
ii. scarificazioni di pavimentazioni stradali.
Posa di palo:
e) Il costo minimo comprende:
i. Posa di pali in legno e vetroresina;
ii. Formazione di tiranti con blocchi interrati;
iii. Costo palo (mix pino+vetroresina);
iv. impianti di terra.
f) Il costo massimo comprende:
i. Posa di pali in roccia;
ii. Formazione di tiranti con blocchi interrati;
iii. Costo palo (mix pino+vetroresina);
iv. impianti di terra.
Impianto d’abbonato:
g) Il costo minimo comprende:
i. realizzazione fisica dell’impianto in cavetto bronzo per
servizio;
ii. supplemento opere speciali per lunghezza di impianto in cavetto
bronzo superiore a 50 metri, per ogni 50 metri eccedenti i primi 50.
h) Il costo massimo comprende:
i. realizzazione fisica dell’impianto in cavetto bronzo per
servizio;
ii. opere correlate alla realizzazione fisica dell’impianto in
cavetto bronzo;
iii. supplemento opere speciali per lunghezza di impianto in
cavetto bronzo superiore a 50 metri, per ogni 50 metri eccedenti i
primi 50.
94. Con riferimento agli importi si osserva, tuttavia, che la loro
elevata variabilita’ pone un’elevata incertezza sull’entita’ del
preventivo a carico dell’utente. Inoltre, al fine di rendere
esaustiva la lista dei lavori per i quali e’ possibile chiedere un
contributo all’utente e soddisfare il principio di trasparenza, e’
necessario includere nella lista stessa i costi relativi ai
collegamenti realizzati tramite ponti radio e/o attraverso
l’installazione di componenti particolari di rete, quali ad esempio i
distributori.

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D6. Si condivide l’orientamento dell’Autorita’ in merito alla
modalita’ di calcolo del preventivo di spesa rivolto all’utenza?
D7. Si chiede di esprimersi in ordine alla variabilita’ degli
importi riportati in tabella, nonche’ in ordine alla possibilita’ di
fissare i prezzi a forfait.
D8. Si chiede di esprimersi in ordine alla necessita’ di aggiungere
ulteriori elementi utili per il calcolo del preventivo.
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
95. Telecom condivide l’opportunita’ di definire di un listino di
riferimento per il calcolo del preventivo rivolto alla utenza, al
fine di garantire trasparenza e prevedibilita’ del contributo
aggiuntivo richiesto.
96. Con riferimento al rilievo dell’Autorita’ in merito all’elevata
variabilita’ dei prezzi contenuti nel listino di cui allo schema di
provvedimento in consultazione, Telecom propone un listino di
riferimento con prezzi medi unitari determinati sulla base dei
pagamenti effettuati da Open Access per la realizzazione di impianti
con opere speciali nel corso del 2010.
97. Con riferimento ai rilievi dell’Autorita’ relativi
all’opportunita’ di aggiungere al listino i costi relativi alla
realizzazione di ponti radio e all’installazione di altri componenti
di rete, quali distributori (cfr. comma 54, allegato B della delibera
n. 628/10/CONS), Telecom ha inserito nel proprio listino il costo
medio per la posa di un distributore da 10 coppie, che dovrebbe
essere installato nel caso in cui la Societa’ ritenga piu’
conveniente questo tipo di intervento in vista di possibili futuri
sviluppi. Per contro, la Societa’ non ha ritenuto aggiungere il costo
per la realizzazione di impianti in ponte radio monocanale in quanto
sostiene che da qualche anno non sono realizzati piu’ impianti con
questa tecnologia.
98. Infine, a parere di Telecom, il listino dovrebbe essere
aggiornato periodicamente, contestualmente all’aggiornamento del
capitolato.

Le osservazioni del Ministero
99. Il Ministero osserva che dovrebbe essere chiarito che la
modalita’ di calcolo del preventivo rivolto all’utenza, nello schema
di provvedimento sottoposto a consultazione, sostituisce quella
riportata nel D.M., evidenziando tuttavia che il D.M. prevedeva due
importi distinti per il cavo con potenzialita’ uguale o inferiore a
30 coppie e la linea aerea su circuito individuale.
100. Per tale ragione, il Ministero propone di distinguere in
tabella le due tipologie di collegamento, in linea con l’impostazione
adottata nel D.M., vale a dire le tratte di linea individuali (cd.
cavetti bronzo) e i collegamenti in cavo con potenzialita’ superiore
alle 5 coppie.
101. Con riferimento agli elementi riportati nel listino sottoposto
a consultazione pubblica, il Ministero ritiene che la “quota fissa”
dell’impianto d’abbonato non debba essere compresa in un intervallo
individuato da un valore minimo e un valore massimo ma debba assumere
un unico valore distinto per clienti residenziali ed affari. Inoltre,
il Ministero specifica che la “quota variabile”, determinata sulla
base della distanza, a suo parere, non dovrebbe essere riferita ad
una lunghezza di 50 metri ma almeno di 100 metri, in linea con il
D.M. che prevedeva intervalli di 200 metri per il calcolo della quota
da addebitare al cliente.
102. Il Ministero rileva in merito alla necessita’ di specificare
che il calcolo del preventivo si riferisce esclusivamente alla
realizzazione di nuove opere e non include la parte di collegamento
che si sviluppa su palificazioni o condutture esistenti. Inoltre, il
Ministero chiede che dal versamento del contributo siano esonerati
gli utenti residenti negli edifici che dispongono di un distributore
di rete sulla propria facciata.
103. Il Ministero condivide il rilievo dell’Autorita’ riguardo
all’eccessiva variabilita’ dei prezzi contenuti nel listino fra il
valore minimo e il valore massimo, senza tuttavia convenire
sull’opportunita’ di fissare dei prezzi a forfait.
104. Inoltre, secondo il Ministero, sarebbe equo ridurre l’onere a
carico del cliente nel caso in cui altri utenti richiedano la
fornitura del servizio sulla stessa tratta entro la fine dei lavori.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
105. Con riferimento all’opportunita’ di distinguere nel preventivo
gli importi per l’installazione di cavi con potenzialita’ inferiore o
uguale a 30 coppie e di cavetti individuali, l’Autorita’ ritiene che
i collegamenti per cui Telecom puo’ richiedere un contributo
aggiuntivo all’utenza debbano essere soltanto quelli realizzati con
cavetti individuali in quanto l’installazione del cavo con un numero
di coppie maggiore di 59 , su cui sono concentrate piu’ utenze, puo’
essere inteso come uno sviluppo della rete.
—————-
9 Collegamento in doppia coppia

106. L’applicazione di un contributo aggiuntivo all’utenza per
l’installazione di cavi con un numero di coppie maggiore di 5 si
ritiene ammissibile soltanto nel caso di richieste contestuali di
allacciamento alla rete. L’ammontare di tale contributo e’
determinato secondo quanto previsto al quesito D2.
107. Con riferimento al contenuto del listino ed alle voci del
listino indicate come “quota fissa” e “quota variabile” si osserva
quanto segue.
108. Il listino con prezzi a forfait determinato da Telecom sulla
base dei costi medi degli impianti realizzati nel 2010 garantisce la
trasparenza dell’importo del preventivo a carico dell’utenza, ma non
consente una valutazione accurata del costo effettivo dell’impianto
in quanto troppo semplificato rispetto alla notevole varieta’ delle
tipologie di lavori che possono essere effettuati. Per tale ragione,
l’Autorita’ ritiene opportuno adottare un listino con i prezzi a
forfait, fornendo tuttavia maggior dettaglio riguardo alle attivita’
maggiormente rilevanti e alle tipologie di terreno in cui possono
essere effettuate le opere civili.
109. Dall’analisi del capitolato di appalto dei lavori di Telecom,
effettuata con la Societa’ in data 1 aprile 2011, e’ emerso che i
costi relativi alla realizzazione di un impianto possono comprendere
tutte le seguenti attivita’ principali o parte di esse: operazioni di
scavo e rinterro, posa di tubazioni, realizzazione di pozzetti,
operazioni di ripristino, posa di pali e realizzazione dell’impianto
del cliente.
110. Le operazioni di scavo e rinterro sono distinte in base alla
tipologia del terreno in cui viene effettuato lo scavo ed in base al
materiale con cui viene eseguito il rinterro. Dall’analisi dei dati
estratti dai preventivi degli impianti con opere speciali realizzati
da Telecom nel corso del 2010 e’ emerso che risulta rilevante la
distinzione delle seguenti tipologie di scavo e rinterro: scavo e
rinterro con disfacimento di pavimentazione, scavo e rinterro in
terreno sterrato, nonche’ l’eventuale supplemento per lo scavo in
roccia.
111. Quanto alle operazioni di ripristino, alla posa delle
tubazioni e dei pozzetti, tali attivita’ necessitano di materiali
specifici e di una serie molto numerosa di adempimenti correlati che
sono dettagliati all’interno del capitolato di appalto di Telecom e
la cui attuazione dipende dalle circostanze specifiche connesse alla
realizzazione dell’impianto. Per tale ragione l’Autorita’ ritiene
opportuno rappresentare nel listino tali attivita’, inglobando nelle
stesse tutte le voci ad esse correlate.
112. Quanto alla posa dei pali, e’ possibile distinguere nel
capitolato dei lavori di Telecom due voci, la posa dei pali su roccia
e la posa dei pali su terreno standard. Correlate a ciascuna di
queste attivita’ vi sono altri adempimenti inerenti la messa in
sicurezza del palo e la realizzazione fisica dell’opera. Per tali
ragioni, l’Autorita’ intende distinguere nel listino due voci sulla
base del terreno in cui viene effettuata la posa, vale a dire roccia
o terreno standard, inglobando in tali voci tutte le attivita’ ad
esse correlate.
113. Con riferimento alla realizzazione dell’impianto del cliente
si osserva che la quota fissa comprende tutti i costi inerenti la
realizzazione del collegamento, quali la permuta in centrale ed il
raccordo del cliente che sono indipendenti dalla distanza della sede
del cliente dal punto di accesso. Per tale ragione l’Autorita’
ritiene che essa debba assumere un unico valore indipendentemente
dalla tipologia della clientela.
114. Quanto alla quota variabile, l’Autorita’ ritiene che il
calcolo del prezzo su una tratta piccola determini un vantaggio per
l’utenza, non essendo la stessa costretta a pagare intere tratte
lunghe per sezioni di circuito molto brevi.
115. Infine, l’Autorita’ non ritiene opportuno inserire all’interno
del listino la voce relativa alla posa del distributore in quanto,
come specificato dalla stessa Telecom in sede di audizione, essa
verrebbe ad essere imputata soltanto al primo cliente richiedente
l’allaccio e non ai clienti successivi che usufruiscono dello stesso
percorso di rete. Per tale ragione, l’Autorita’ ritiene che
l’installazione di tali apparati debba rimanere a carico della stessa
Telecom, quale investimento per un futuro sviluppo della rete,
attribuendo al cliente soltanto i costi del collegamento dal
distributore piu’ vicino fino alla propria abitazione.
116. Nella tabella allegata (cfr. Allegato 2) sono riportati gli
importi massimi di riferimento di ciascuna attivita’ connessa alla
realizzazione dell’impianto da utilizzare nella determinazione del
preventivo a carico di una singola utenza richiedente
l’allacciamento. Tali valori sono stati valutati a partire dai costi
medi unitari associati a ciascuna attivita’ estratti dai preventivi
relativi alle opere speciali realizzate nel corso del 2010. L’utente
richiedente corrispondera’ il 30% del preventivo lavori elaborato
utilizzando tale listino.
117. Nel caso di richieste contestuali da parte di piu’ utenze
sulla stessa tratta, gli importi unitari relativi alle parti di
impianto in comune contenuti nel listino di cui all’allegato 2
avranno una contribuzione del 50% equiripartito fra le varie utenze
richiedenti gli allacciamenti. Le parti non in comune saranno
realizzate con il contributo del 30% da parte dell’utente di
competenza.
118. Nel caso di contestazione motivata del preventivo da parte del
cliente, Telecom e’ tenuta ad esibire le fatture ed ogni altro
documento necessario per comprovare l’effettivo costo correlato alla
realizzazione dell’impianto.
119. Inoltre, l’Autorita’ condivide l’osservazione del Ministero di
esonerare dal pagamento del contributo aggiuntivo gli utenti
residenti negli edifici che dispongono di un distributore di rete
sulla propria facciata.
120. Per quanto concerne la revisione del listino, l’Autorita’
ritiene che gli importi dello stesso debbano essere aggiornati
contestualmente al cambiamento del capitolato ogni 2 anni. Tale
aggiornamento e’ soggetto ad approvazione da parte dell’Autorita’. In
fase di prima applicazione il listino verra’ rivisto dopo un anno di
vigenza delle nuove condizioni di offerta.

Negativi di rete
Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
121. Con riferimento alla proposta di Telecom di estendere
l’applicazione del contributo aggiuntivo al caso di impianti che
presentano delle criticita’ connesse allo stato della rete,
l’Autorita’ ritiene che tali costi non possano essere ribaltati sui
clienti in quanto rientrano nei normali costi di gestione di una rete
complessa.

—————————————————————
D9. Si condivide l’orientamento dell’Autorita’ di limitare
l’applicazione del contributo aggiuntivo esclusivamente ai casi di
collegamenti che necessitano la realizzazione delle infrastrutture di
rete contenute nel listino approvato?
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
122. Telecom Italia condivide l’orientamento dell’Autorita’ e
precisa che non ha mai esteso l’applicazione del contributo
aggiuntivo al caso di impianti che presentano criticita’ connesse
allo stato della rete, pur avendo manifestato tale intenzione nel
passato.

Le osservazioni del Ministero
123. Il Ministero condivide l’orientamento dell’Autorita’ espresso
nello schema di provvedimento sottoposto a consultazione,
specificando che l’utenza dovrebbe essere chiamata a pagare il
contributo supplementare solo in zone territorialmente circoscritte
(come i casi di impianti OPA).

Le valutazioni finali dell’Autorita’
124. L’Autorita’ conferma l’orientamento espresso in consultazione
di limitare l’applicazione del contributo aggiuntivo soltanto alle
richieste di impianti provenienti da zone territorialmente
circoscritte, cosi’ come stabilito ai quesiti D3 e D4 riportati
sopra, e in assenza di infrastrutture di rete di distribuzione.

Estensione a livello wholesale

Valutazioni di cui alla delibera n. 628/10/CONS
125. Telecom Italia in qualita’ di operatore notificato ha
l’obbligo di fornire servizi di accesso all’ingrosso agli operatori
concorrenti (OLO) secondo modalita’ definite dall’Autorita’ nelle
Offerte di Riferimento dalla stessa approvate annualmente.
L’OLO utilizza detti servizi per l’attivazione di clienti dallo
stesso preventivamente acquisiti. La fornitura dei servizi al
dettaglio da parte degli OLO avviene principalmente per il tramite
dei servizi ULL, WLR, bitstream. L’attivazione di una linea,
richiesta dall’OLO a Telecom Italia, puo’ riguardare un impianto gia’
attivo (sul quale Telecom o un altro operatore, in quest’ultimo caso
si parla di migrazione, fornisce gia’ un servizio finale) o un
impianto non attivo (cosiddetta LINEA NON ATTIVA, nel caso in cui la
connessione elettrica con la centrale locale deve essere realizzata
mediante interventi di Telecom in rete di distribuzione).
126. Caso di LINEA NON ATTIVA. In tal caso puo’ succedere che la
realizzazione della linea da parte di Telecom richieda un intervento
di cui all’oggetto del presente provvedimento. L’Autorita’ ritiene
ragionevole che Telecom definisca, caso per caso e una volta
effettuato lo studio di fattibilita’, un prezzo all’ingrosso
orientato ai costi dalla stessa sostenuti per la realizzazione
dell’opera speciale. La valutazione di tali costi e’ effettuata
secondo il listino approvato nel presente provvedimento e utile ai
fini della valutazione del costo di attivazione a carico del cliente
finale.
127. Caso di LINEA ATTIVA. A seguito della realizzazione di opere
speciali da parte di Telecom Italia, di cui al presente
provvedimento, per la quale la stessa ha sopportato una parte dei
costo, il cliente puo’ richiedere la migrazione verso altro
operatore. Laddove tale richiesta avvenga entro un periodo di tempo
predefinito (allo stato si propone 18 mesi) si ritiene opportuno,
sulla base di un principio di equita’, che l’operatore contribuisca
pro-quota ai costi sopportati da Telecom Italia nella realizzazione
dell’impianto. Al riguardo si propone una compartecipazione su base
percentuale, fissando come orientamento la misura del 50% del costo
sostenuto da Telecom Italia.

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D10. Si condivide l’orientamento dell’Autorita’ esposto ai punti
precedenti.
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Le osservazioni dei partecipanti alla consultazione
128. Telecom condivide in generale l’orientamento espresso
dall’Autorita’ ai punti 57 e 58 dello schema di provvedimento
(allegato B alla delibera n. 628/10/CONS), alla luce dell’attuale
contesto competitivo relativo ai mercati dell’accesso e
dell’impossibilita’ per la Societa’ di recuperare i costi sostenuti
per l’attivazione degli impianti onerosi.
129. Nello specifico, per quanto riguarda il caso di linea non
attiva, per i servizi WLR, ULL e VULL, Telecom condivide
l’orientamento dell’Autorita’, di sottoporre all’operatore un
preventivo, previo studio di fattibilita’, orientato ai costi e
basato sul listino approvato dall’Autorita’ nell’ambito del presente
provvedimento. Inoltre, Telecom precisa che la richiesta di tale
contributo agli operatori dovrebbe essere prevista per tutte le
attivazioni di servizi di accesso all’ingrosso attraverso cui e’
fornita la telefonia tradizionale (ULL, VULL e WLR).
130. Per quanto riguarda il caso di linea attiva, il cui impianto
e’ stato inizialmente realizzato con opere speciali, Telecom
condivide che l’OLO si faccia carico al 50% dei costi da essa
sostenuti per realizzare l’impianto con opere speciali, nel caso in
cui l’operatore concorrente riceva una richiesta di migrazione entro
un periodo di tempo predefinito dall’attivazione della linea
telefonica con Telecom. Tuttavia, la Societa’ propone che tale
periodo di tempo sia fissato pari a 24 mesi, in quanto sostiene che
tale previsione sia piu’ in linea con la delibera n. 499/10/CONS, che
recentemente ha valutato pari a 24 mesi la vita media contrattuale di
un cliente nell’ambito del suo modello DCF (Discounted Cash Flow)
131. A parere di Telecom, la richiesta di tale contributo
all’operatore concorrente dovrebbe valere per tutte le attivazioni di
servizi di accesso all’ingrosso, che comportano la cessazione della
telefonia tradizionale con Telecom.
132. Un operatore alternativo partecipante alla consultazione
manifesta il proprio disaccordo nei confronti della proposta di
estensione a livello wholesale del contributo ai costi sostenuti da
Telecom per realizzare il collegamento del cliente, chiedendone la
rimozione dal provvedimento finale, nonche’ chiedendo che sia
dedicato al tema un apposito provvedimento istruttorio con
informazioni dettagliate e giustificazioni a supporto della proposta.
133. A sostegno della propria richiesta l’operatore adduce le
seguenti ragioni.
a. La proposta interviene sulla disciplina dei servizi wholesale
di accesso e delle relative condizioni economiche, che sono definite
nell’ambito delle analisi dei mercati e successivamente nei
procedimenti di valutazione delle Offerte di Riferimento. Per tale
motivo, secondo l’operatore, non puo’ essere trattata nell’ambito del
presente procedimento che attiene il contributo chiesto da Telecom ai
propri utenti ai sensi del D.M..
b. Telecom e’ l’unico soggetto su cui grava l’obbligo di
fornitura del Servizio Universale, per cui l’Autorita’ ha definito il
meccanismo di ripartizione dei costi.
c. A seguito del passaggio del cliente da Telecom all’operatore
alternativo la rete rimane di proprieta’ di Telecom, a cui viene
versato il canone di noleggio per l’utilizzo del doppino (ULL, WLR e
bitstream).
d. Il canone di noleggio della linea (ULL, WLR e bitstream)
pagato dall’operatore alternativo comprende fra le varie componenti
di costo anche quella relativa alla rete di accesso che, secondo
l’operatore, include tutti i costi sopportati dall’operatore
dominante per realizzare tale rete.
e. I termini temporali (18 mesi) e l’entita’ delle contribuzioni
(50%) proposte non appaiono, a detta dell’operatore, supportati da
adeguate motivazioni.
f. La proposta appare sbilanciata a favore di Telecom in quanto
prevede che l’operatore alternativo rimborsi parte dei costi a
Telecom ma non prevede il viceversa.

Le osservazioni del Ministero
134. Il Ministero condivide l’orientamento espresso dall’Autorita’
in merito alla compartecipazione ai costi da parte di un operatore
concorrente per la realizzazione di un impianto con le
caratteristiche descritte nel presente documento, nel caso in cui il
cliente decida in qualsiasi momento di migrare verso di esso.

Le valutazioni finali dell’Autorita’
135. L’obiettivo principale del presente provvedimento e’ evitare
l’indisponibilita’ di un servizio di interesse generale, che puo’
causare “esclusione sociale” 10 per una parte della popolazione. In
aggiunta, si vuole dare la possibilita’ all’utente, indipendentemente
dalla propria ubicazione geografica, di scegliere il proprio gestore
di rete fissa secondo le regole di un mercato libero ed aperto alla
concorrenza.
————
10 Cfr. direttiva n. 2002/22/CE

136. In risposta al dubbio dell’operatore alternativo che non fosse
questa la sede giusta per affrontare il tema delle condizioni
economiche da applicare a livello wholesale, si sottolinea che il
presente provvedimento affronta il problema di determinare il
contributo da applicare nella fornitura del servizio universale in
particolari casi in cui e’ richiesto un significativo sforzo di
investimento in capo all’operatore incaricato. Quindi, per consentire
una valutazione completa del contesto economico in cui tali
investimenti devono essere realizzati si ritiene opportuno fornire un
quadro complessivo delle condizioni economiche applicabili
dall’incumbent per la realizzazione delle opere speciali, sia a
livello retail che wholesale.
137. La definizione puntuale delle modalita’ di applicazione del
contributo a livello wholesale potra’ essere, invece, oggetto dei
procedimenti di valutazione delle offerte di riferimento.
138. Quanto al rilievo dell’operatore alternativo in merito alla
circostanza che il canone di noleggio per l’utilizzo del doppino
include il costo di realizzazione della rete da parte dell’operatore
dominante, si osserva che nella valutazione del modello della rete di
accesso all’interno della delibera n. 578/10/CONS sono state escluse
le aree di centrale caratterizzate da costi piu’ elevati della media
in un’ottica di efficienza e al fine di evitare significative
variazioni dei prezzi dei servizi di accesso all’ingrosso rispetto al
valore medio 11 . Per tale motivo, i canoni di accesso all’ingrosso
non remunerano i costi di attivazione con opere speciali.
————-
11 Cfr. punti 29, 132 e 138 della delibera n. 578/10/CONS.

139. Nello specifico, le valutazioni dell’Autorita’ contenute nello
schema di provvedimento sottoposto a consultazione pubblica
riguardanti le linee non attive, richiamano quanto gia’ stabilito
nelle offerte di riferimento dei servizi di accesso all’ingrosso in
merito alla realizzazione delle opere speciali 12 (in particolare i
listini del mercato 4 e del servizio WLR). Con le presenti
disposizioni viene individuato unicamente un listino da utilizzare
quale riferimento nella valutazione dei costi (determinati secondo le
attuali offerte di riferimento sulla base dei costi sostenuti da
Telecom). In particolare, tale contributo puo’ essere richiesto nel
caso in cui non esistano tratte di rete di distribuzione, e deve
essere valutato tenendo conto del listino individuato nell’ambito del
presente provvedimento.
————-
12 “Qualora, durante la realizzazione di una Linea Non Attiva,
Telecom Italia rilevi la necessita’ di eseguire opere speciali, invia
all’operatore una prima rimodulazione DAC di default a 180 gg.,
sospende la decorrenza degli SLA ed entro 6 giorni lavorativi dalla
ricezione dell’ordinativo di lavorazione comunica all’Operatore la
fattibilita’, il tempo di attivazione stimato ed i costi di tali
opere” (cfr. Manuale delle procedure WLR 2010).

140. Con riferimento al caso di linea attiva, il cambiamento del
fornitore dei servizi da parte degli abbonati e’ un diritto
riconosciuto dal Codice e dalle nuove direttive europee in materia,
in particolare la direttiva 2009/136/CE. Tuttavia un passaggio ad
altro operatore “precoce” rispetto al tempo di vita media di un
abbonamento, nel caso di collegamenti realizzati con opere speciali,
puo’ determinare per l’operatore donante un onere non ammortizzabile.
141. Per tale ragione l’Autorita’ ritiene equo introdurre nel
presente provvedimento un criterio generale secondo cui sia possibile
addebitare all’operatore ricevente una parte dei costi sostenuti
dall’operatore donante. Nello specifico, qualora l’utente, che ha
attivato una linea soggetta a contributo aggiuntivo secondo le
previsioni contenute nel presente provvedimento, richieda la
migrazione verso un operatore concorrente entro 18 mesi dalla data di
attivazione, si rende opportuno richiedere una partecipazione al
costo all’operatore ricevente. Fermo restando che tale contributo,
comunque, non puo’ essere applicato nelle aree che sono finanziate
attraverso il Fondo del Servizio Universale.
142. Tuttavia, a parte la definizione del periodo entro il quale
puo’ essere richiesto un contributo aggiuntivo da parte di Telecom
l’Autorita’ ritiene opportuno valutare l’ammontare di tale contributo
aggiuntivo nell’ambito dei procedimenti di valutazione delle offerte
di riferimento.
143. Con riferimento all’osservazione dell’operatore alternativo di
prevedere il compenso di parte della spesa sostenuta per la
realizzazione dell’impianto con opere speciali anche nel caso di
passaggio da OLO verso Telecom, o verso altro operatore, entro un
periodo di tempo dall’attivazione della linea, si ritiene opportuno
accogliere tale considerazione prevedendo condizioni analoghe a
quelle espresse nei tre punti precedenti anche nel caso si verifichi
tale circostanza.
UDITA la relazione del Commissario Stefano Mannoni, relatore ai
sensi dell’art. 29 del Regolamento concernente l’organizzazione ed il
funzionamento dell’Autorita’;

DELIBERA

Articolo 1

(Condizioni economiche di connessione alla rete telefonica pubblica
in postazione fissa)

1. Telecom Italia fornisce il servizio di accesso alla rete
telefonica pubblica in postazione fissa ed il trasloco applicando un
contributo a fondo perduto unico a livello nazionale.
2. Nel caso di collegamenti telefonici afferenti ai nuclei abitati
o alle case sparse, secondo le definizioni ISTAT riportate in
allegato 1, oltre al contributo di cui al comma precedente Telecom
Italia puo’ richiedere all’utente un contributo supplementare a fondo
perduto pari al massimo al 30% del totale dei costi di installazione
del collegamento realizzato appositamente per lo stesso utente tra il
distributore piu’ vicino (o altro punto di accesso piu’ vicino) e la
sede dell’utente.
3. Il contributo di cui al comma precedente e’ dovuto soltanto per
i collegamenti su circuito individuale che necessitano la
realizzazione di scavi e palificazioni ex novo o l’installazione di
nuovi impianti cliente nelle aree individuate al comma precedente.
4. Qualora sopraggiungano contestualmente piu’ richieste di
collegamento alla rete telefonica pubblica in postazione fissa (vale
a dire entro la fine dei lavori) che interessano lo stesso percorso
di rete, Telecom Italia puo’ elevare la percentuale di costo a carico
delle utenze, limitatamente alle parti dell’impianto in comune, fino
al massimo al 50%, ripartendo la quota corrispondente equamente fra
le varie utenze richiedenti gli allacciamenti. Il contributo
associato alle parti dell’impianto specifiche per ciascuna utenza e’
valutato come descritto al comma 2.
5. Il contributo aggiuntivo non si applica nei seguenti casi:
a. per le opere civili gia’ esistenti, vale a dire palificazioni e
condutture, e per le infrastrutture di rete gia’ installate;
b. per gli ulteriori abbonamenti sottoscritti per la stessa
abitazione/ubicazione contestualmente al primo;
c. alle nuove lottizzazioni incluse nei “Piani tecnici per lo
sviluppo della rete fissa di accesso”, di cui al gruppo di Impegni n.
6 approvati con la delibera n. 718/08/CONS;
d. agli utenti residenti negli edifici che dispongono di un
distributore di rete sulla propria facciata.

Articolo 2

(Modalita’ di calcolo del contributo aggiuntivo)

1. La determinazione del contributo supplementare di cui al comma 2
dell’art. 1 viene effettuata sulla base della lunghezza del
collegamento e rispettando gli importi al metro/unitari delle opere
civili e delle infrastrutture di rete riportati in allegato 2 con la
riduzione del 30%.
2. Il contributo supplementare di cui al comma 4 dell’art. 1 viene
determinato per ciascuna utenza sommando il costo relativo alle parti
di impianto specifiche per l’utenza considerata, il cui valore e’
calcolato come indicato al comma precedente, e il costo relativo alle
parti di impianto comuni alle varie utenze richiedenti gli
allacciamenti. Tale costo viene determinato rispettando gli importi
al metro/unitari delle opere civili e delle infrastrutture di rete
riportati in allegato 2 valutati al 50%. Ai fini della determinazione
della quota per la singola utenza l’importo cosi’ ottenuto deve
essere ripartito equamente fra le varie utenze richiedenti gli
allacciamenti.
3. Al cliente non possono essere addebitati altri oneri aggiuntivi
oltre quelli indicati nel listino di cui all’allegato 2. L’eventuale
aggiunta di altri costi o il superamento del tetto massimo indicato
in allegato 2 deve essere preventivamente autorizzato dall’Autorita’.
4. La lunghezza del collegamento deve essere valutata a partire dal
distributore piu’ vicino o dal punto della rete di accesso primaria o
secondaria piu’ favorevole all’utente. Tale modalita’ di calcolo del
miglior costo del collegamento deve essere applicata anche nel caso
in cui, per criticita’ connesse allo stato della rete l’impianto
venga realizzato seguendo percorsi di rete non ottimizzati.
5. Qualora siano disponibili piu’ collegamenti alternativi su piu’
di una centrale, il contributo supplementare da addebitare all’utente
deve essere quello corrispondente al collegamento per il quale il
contributo medesimo risulti inferiore, indipendentemente
dall’effettivo sviluppo del collegamento stesso.
6. La progettazione del collegamento deve essere effettuata nel
rispetto del principio della neutralita’ tecnologica, fermo restando
il rispetto dei livelli minimi di servizio fissati per i servizi
oggetto degli obblighi di servizio universale. Tali progetti inoltre
devono essere sviluppati in modo da favorire, ove tecnicamente
possibile, la diffusione della banda larga sul territorio nazionale.

Articolo 3

(Modalita’ di pagamento del contributo aggiuntivo
ed eventuali contestazioni)

7. Il contributo aggiuntivo calcolato secondo il listino di cui
agli articoli precedenti, puo’ essere – su richiesta dell’utente –
corrisposto in rate costanti della durata di 24 mesi a partire dalla
data di attivazione della linea.
8. Nel caso di contestazione del preventivo Telecom e’ tenuta ad
esibire le fatture ed ogni altro documento ritenuto necessario per
comprovare l’effettivo costo correlato alla realizzazione
dell’impianto.

Articolo 4

(Estensione a livello wholesale)

1. Nel caso di richiesta di fornitura del servizio di accesso da
parte di un operatore concorrente su linea non attiva, in caso di
indisponibilita’ di risorse della rete di distribuzione, Telecom
Italia applica all’operatore un prezzo all’ingrosso orientato ai
costi dalla stessa sostenuti per la realizzazione dell’opera
speciale, prendendo a riferimento per ciascuna macroattivita’ i
prezzi individuati nell’ambito del presente provvedimento, di cui al
listino contenuto nell’allegato 2.
2. Nel caso di richiesta di passaggio ad altro operatore da parte
di un’utenza soggetta a contributo aggiuntivo ai sensi dell’art. 1,
commi da 2 a 5, qualora detta richiesta giunga entro 18 mesi dalla
data dell’attivazione effettuata dall’operatore donante, l’operatore
ricevente contribuisce ai costi sopportati dall’operatore donante
nella realizzazione dell’impianto. Tale condizione si applica sia nel
caso di impianto realizzato da Telecom Italia sia nel caso di
impianto realizzato su richiesta di un altro operatore concorrente.
3. Le condizione di applicazione di tale contributo aggiuntivo
saranno valutate nell’ambito di separato procedimento.

Articolo 5

(Disposizioni transitorie e finali)

1. Fino al termine del 15° Censimento delle popolazione e delle
abitazioni dell’ISTAT, in attesa della pubblicazione dei dati
aggiornati relativi agli indirizzi ed ai numeri civici dei clienti
che risiedono all’interno di case sparse o nuclei abitati, Telecom
Italia applichera’ il contributo aggiuntivo ai soli impianti
collocati oltre il perimetro abitato (OPA), come definito dall’ISTAT
nell’ambito del censimento della popolazione e delle abitazioni del
1991.
2. Ai fini della verifica del listino e del monitoraggio dei
risultati di consuntivo delle attivazioni di cui all’oggetto del
presente provvedimento, Telecom Italia trasmette all’Autorita’ entro
il 30 settembre di ciascun anno i dati relativi alle richieste degli
impianti con opere speciali.
3. Gli importi del listino di cui all’allegato 2 sono aggiornati
ogni 2 anni contestualmente al cambiamento del capitolato dei lavori
d’appalto di Telecom Italia, ed entrano in vigore previa approvazione
da parte dell’Autorita’.
4. L’Autorita’ si riserva di rivedere le condizioni di cui al
presente provvedimento sulla base dei dati di monitoraggio di cui al
precedente comma 2, relativi al primo anno di vigenza del presente
provvedimento.
5. Entro 90 giorni dalla notifica del presente provvedimento
Telecom Italia provvede a contattare tutti i clienti che non hanno
accettato il preventivo di attivazione, a partire dall’ 1 gennaio
2010, calcolato secondo il criterio della soglia per proporre la
possibilita’ di attivare il servizio secondo le condizioni di cui al
presente provvedimento.
6. La presente delibera sostituisce l’art. 4 del D.M. del 28
febbraio 1997 recante “tariffe telefoniche nazionali” e la correlata
tabella B.
7. Il mancato rispetto da parte di Telecom Italia S.p.A. delle
disposizioni contenute nella presente delibera comporta
l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.

Avverso il presente provvedimento puo’ essere presentato ricorso al
Tribunale amministrativo regionale del Lazio, entro sessanta giorni
dalla data di comunicazione del provvedimento stesso.

Il presente provvedimento e’ notificato alla societa’ Telecom Italia
S.p.A. Entro 15 giorni dalla notifica la Societa’ e’ tenuta ad
aggiornare le condizioni contrattuali rivolte alla propria clientela
secondo le disposizioni contenute nel presente provvedimento.

Il presente provvedimento e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e sul sito web dell’Autorita’.

Roma, 6 luglio 2011

Il presidente: Calabro’

Il commissario relatore: Mannoni

Allegato 1 alla Delibera n. 385/11/CONS

DEFINIZIONI DI LOCALITA’ ABITATE

Sono riportate di seguito le definizioni di localita’ abitate
estratte dal 14° Censimento generale della popolazione e delle
abitazioni svolto dall’Istat nel 2001.
Centro abitato: aggregato di case contigue o vicine con interposte
strade, piazze e simili, o comunque brevi soluzioni di continuita’
per la cui determinazione si assume un valore variabile intorno ai 70
metri, caratterizzato dall’esistenza di servizi od esercizi pubblici
(scuola, ufficio pubblico, farmacia, negozio o simili) costituenti la
condizione di una forma autonoma di vita sociale, e generalmente
determinanti un luogo di raccolta ove sono soliti concorrere anche
gli abitanti dei luoghi vicini per ragioni di culto, istruzione,
affari, approvvigionamento e simili, in modo da manifestare
l’esistenza di una forma di vita sociale coordinata dal centro
stesso. I luoghi di convegno turistico, i gruppi di villini, alberghi
e simili destinati alla villeggiatura, abitati stagionalmente, sono
considerati centri abitati temporanei, purche’ nel periodo
dell’attivita’ stagionale presentino i requisiti del centro.
Nucleo abitato: localita’ abitata, priva del luogo di raccolta che
caratterizza il centro abitato, costituita da un gruppo di case
contigue e vicine, con almeno cinque famiglie, con interposte strade,
sentieri, piazze, aie, piccoli orti, piccoli incolti e simili,
purche’ l’intervallo tra casa e casa non superi trenta metri e sia in
ogni modo inferiore a quello intercorrente tra il nucleo stesso e la
piu’ vicina delle case manifestamente sparse. Il carattere di nucleo
e’ riconosciuto anche:
• al gruppo di case, anche minimo, vicine tra loro, situate in
zona montana, quando vi abitino almeno due famiglie e le condizioni
della viabilita’ siano tali da rendere difficile e comunque non
frequenti i rapporti con le altre localita’ abitate (nucleo speciale
montano);
• all’aggregato di case (dirute o non dirute) in zona montana,
gia’ sede di numerosa popolazione ed ora completamente o parzialmente
disabitato a causa dello spopolamento montano (nucleo speciale
montano gia’ nucleo ora spopolato);
• ai fabbricati di aziende agricole e zootecniche noti nelle
diverse regioni con varie denominazioni anche se costituiti da un
solo edificio, purche’ il numero di famiglie in esso abitanti non sia
inferiore a cinque (nucleo speciale azienda agricola e/o zootecnica);
• ai conventi, case di cura, colonie climatiche e sanatoriali,
orfanotrofi, case di correzione e scuole convitto situati in aperta
campagna, anche se abbiano laboratori, servizi ed esercizi interni
(nucleo speciale convento, casa di cura, ecc.);
• agli edifici distanti da centri e nuclei abitati, nei quali
esistono servizi od esercizi pubblici (stazione ferroviaria, centrale
idroelettrica, spaccio, chiesa, ecc.) purche’ negli stessi o nelle
eventuali case prossime, da comprendere nel nucleo, vi abitino almeno
due famiglie (nucleo speciale stazione ferroviaria, centrale
idroelettrica, ecc.);
• agli insediamenti residenziali con popolazione non stabile,
occupati, stagionalmente a scopo di villeggiatura, di cura, ecc., con
almeno 10 abitazioni; (nucleo speciale insediamento residenziale con
popolazione non stabile ):
Case sparse: case disseminate nel territorio comunale a distanza
tale tra loro da non poter costituire nemmeno un nucleo abitato.

Allegato 2 alla Delibera n. 385/11/CONS

Parte di provvedimento in formato grafico

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 6 luglio 2011

Edilone.it