AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 30 maggio 2006 | Edilone.it

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 30 maggio 2006

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 30 maggio 2006 - Approvazione dell'offerta di riferimento di Telecom Italia S.p.a. per l'anno 2006. (Deliberazione n. 19/06/CIR). (GU n. 152 del 3-7-2006)

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 30 maggio 2006

Approvazione dell’offerta di riferimento di Telecom Italia S.p.a. per
l’anno 2006. (Deliberazione n. 19/06/CIR).

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI
Nella riunione della commissione per le infrastrutture e le reti
del 30 maggio 2006;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
«Codice delle comunicazioni elettroniche», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003 ed,
in particolare, gli articoli 19 e 44;
Vista la delibera n. 160/03/CONS, recante «Identificazione di
organismi di telecomunicazioni aventi notevole forza di mercato per
l’anno 2001″» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 134 del 12 giugno 2003;
Vista la delibera n. 3/03/CIR, recante «Criteri per la
predisposizione dell’offerta di riferimento 2003 mediante
l’introduzione di un sistema programmato di adeguamento delle tariffe
massime applicabili», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 68 del 22 marzo 2003;
Vista la delibera n. 1/05/CIR, recante «Approvazione dell’offerta
di riferimento di Telecom Italia S.p.A. per l’anno 2005», pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 72 del 29 marzo
2005;
Vista la delibera n. 49/05/CIR, recante «Interpretazione della
delibera n. 1/05/CIR: disposizioni concernenti le modalita’ di
gestione del servizio di accesso disaggregato condiviso di Telecom
Italia S.p.a.», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 180 del 4 agosto 2005;
Vista la delibera n. 4/06/CONS, recante «Mercato dell’accesso
disaggregato all’ingrosso (ivi compreso l’accesso condiviso) alle
reti e sottoreti metalliche, ai fini della fornitura di servizi a
banda larga e vocali (mercato n. 11 fra quelli identificati dalla
raccomandazione della Commissione europea n. 2003/311/CE):
identificazione ed analisi del mercato, valutazione di sussistenza di
imprese con significativo potere di mercato ed individuazione degli
obblighi regolamentari», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 33 del 9 febbraio 2006;
Vista la delibera n. 34/06/CONS, recante «Mercato dell’accesso a
banda larga all’ingrosso (mercato n. 12 della raccomandazione della
Commissione europea n. 2003/311/CE): identificazione ed analisi
delmercato, valutazione di sussistenza di imprese con significativo
potere di mercato ed individuazione degli obblighi regolamentari»,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 44
del 22 febbraio 2006;
Vista la delibera n. 45/06/CONS, recante «Mercati dei segmenti
terminali di linee affittate e dei segmenti di linee affittate su
circuiti interurbani (mercati n. 13 e 14 fra quelli identificati
dalla raccomandazione della commissione europea n. 2003/311/CE):
identificazione ed analisi del mercato, valutazione di sussistenza di
imprese con significativo potere di mercato ed individuazione degli
obblighi regolamentari», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 45 del 23 febbraio 2006;
Visto il decreto ministeriale 2 marzo 2006, n. 145, recante
«Regolamento recante la disciplina dei servizi a sovrapprezzo»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 84
del 10 aprile 2006;
Considerato che Telecom Italia S.p.a. ha reso pubblica la propria
offerta di riferimento per l’anno 2006 in data 28 ottobre 2005;
Vista la lettera di Telecom Italia S.p.a. del 7 ottobre 2004, con
cui la suddetta societa’ ha comunicato all’Autorita’ gli impegni
assunti nei confronti degli operatori nell’ambito del procedimento
A351 dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato validi
fino al 31 dicembre 2006;
Considerato che Telecom Italia risulta notificata nel mercato
nazionale dell’interconnessione su rete fissa, ai sensi della
delibera n. 160/03/CONS, e che il codice delle comunicazioni (decreto
legislativo n. 259/2003) prevede che (art. 19, comma 9) «Gli
operatori di reti telefoniche pubbliche fisse, designati come
operatori che detengano una quota di mercato significativa
nell’ambito della fornitura di reti telefoniche pubbliche fisse e di
servizi ai sensi dell’allegato n. 1 parte I della direttiva n.
97/33/CE o della direttiva n. 98/10/CE continuano ad essere
considerati operatori notificati ai fini del regolamento (CE) n.
2887/2000 fino a che non sia stata espletata la procedura relativa
all’analisi di mercato di cui al presente articolo. Successivamente
cessano di essere considerati operatori notificati ai fini del
suddetto regolamento»;
Considerato che nel codice delle comunicazioni viene, inoltre,
previsto, all’art. 44, comma 1, che «Gli obblighi vigenti alla data
di entrata in vigore del codice in materia di accesso e di
interconnessione, imposti agli operatori che forniscono reti o
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, restano
in vigore fintantoche’ tali obblighi non siano stati riesaminati e
non sia stata adottata una decisione ai sensi del comma 2. Fino a
tale data conservano efficacia le deliberazioni adottate
dall’Autorita’, relativamente ai suddetti obblighi, sulla base della
normativa previgente»;
Ritenuto che ai sensi della normativa richiamata la valutazione con
eventuali modifiche dell’offerta di riferimento 2006 debba essere
svolta sulla base degli obblighi regolamentari previgenti alla data
di entrata in vigore del codice delle comunicazioni;
Ritenuto, altresi’, che, per i servizi di accesso disaggregato,
l’offerta di riferimento 2006 in esame debba essere applicata dal
fino al 3 marzo 2006, data in cui entra in vigore la nuova offerta di
riferimento predisposta ai sensi della delibera n. 4/06/CONS, da
approvarsi con separato provvedimento;
Considerato quanto segue:
1. Il rispetto del network cap.
1. Le condizioni economiche dei servizi presenti nell’offerta di
riferimento soggetti al meccanismo di controllo del network cap
devono rispettare i vincoli di cui all’art. 5 della delibera n.
3/03/CIR:
A) servizi di interconnessione a livello SGU: IPC -8%;
B) servizi di interconnessione a livello SGD e SGT: IPC -6%;
C) servizi di interconnessione a livello doppio SGT: IPC -3,75%;
D) servizi accessori: IPC –IPC.
La variazione percentuale annua dell’indice dei prezzi al consumo
(IPC) relativa al mese di giugno 2005 (calcolata a partire dal
1° luglio 2004), indicata dall’ISTAT ed utilizzata dall’Autorita’
nella definizione del valore netto del vincolo di variazione dei
panieri, e’ pari al 1,7%. Tale indice e’ calcolato come variazione
percentuale della media su dodici mesi dell’indice dei prezzi al
consumo (senza tabacchi) per famiglie di operai ed impiegati. In
linea con quanto adottato per le approvazioni delle offerte di
riferimento 2003, 2004 e 2005, tale variazione percentuale e’
calcolata a partire dall’indice medio su dodici mesi valutato con
tutte le cifre decimali di cui alla base dati ISTAT.
2. Nel corso del procedimento di approvazione dell’offerta di
riferimento 2005 l’Autorita’, con la delibera n. 1/05/CIR, aveva
rilevato una variazione del valore dei panieri pari a:
A) servizi di interconnessione a livello SGU: -10,88%;
B) servizi di interconnessione a livello SGD e SGT: -7,09%;
C) servizi di interconnessione a livello doppio SGT: -2,63%;
D) servizi accessori: -7,25%;
in luogo dei valori obiettivo per il 2005 di:
A) servizi di interconnessione a livello SGU: -5,80%;
B) servizi di interconnessione a livello SGD e SGT: -3,80%;
C) servizi di interconnessione a livello doppio SGT: -1,55%;
D) servizi accessori: 0,06%.
3. Ai sensi dell’art. 6, comma 6, della delibera n. 3/03/CIR,
eventuali riduzioni dei valori dei panieri superiori a quelle imposte
sono computabili ai fini del rispetto del vincolo dell’anno
successivo. Tale variazione ha comportato pertanto la maturazione di
un credito pari a:
A) servizi di interconnessione a livello SGU: 5,08%;
B) servizi di interconnessione a livello SGD e SGT: 3,29%;
C) servizi di interconnessione a livello doppio SGT: 1,08%;
D) servizi accessori: 7,31%.
4. Tanto premesso, i vincoli di cap previsti dai commi 1, 2, 3, 4
dell’art. 5 della delibera n. 3/03/CIR risultano:
A) servizi di interconnessione a livello SGU: -1,22%;
B) servizi di interconnessione a livello SGD e SGT: -1,01%;
C) servizi di interconnessione a livello doppio SGT: -0,97%;
D) servizi accessori: 7,31%.
5. L’esame delle variazioni dei panieri presentati da Telecom
Italia, in allegato A, ha evidenziato tuttavia le seguenti variazioni
percentuali:
A) servizi di interconnessione a livello SGU: -1,01%;
B) servizi di interconnessione a livello SGD e SGT: -0,81%;
C) servizi di interconnessione a livello doppio SGT: -0,72%;
D) servizi accessori: 7,31%.
L’Autorita’ rileva pertanto delle differenze relative ai panieri
A), B) e C), corrispondenti rispettivamente allo 0,21%, 0,20% e
0,25%. L’Autorita’ ritiene necessario che Telecom Italia provveda ad
un adeguamento dei prezzi di interconnessione di tali panieri
garantendo il riallineamento ai vincoli di variazione individuati.
6. Con riferimento al servizio FRIACO, sono state segnalate dagli
operatori alternativi che hanno partecipato al procedimento
significative criticita’ in merito alla replicabilita’ delle offerte
finali di Telecom Italia a tariffazione flat per accesso ad internet
con modalita’ dial-up in relazione ai corrispondenti prezzi
all’ingrosso. Sul punto, Telecom Italia, ribadendo di non rilevare
particolari criticita’ circa la replicabilita’ delle proprie offerte
finali, ha comunque evidenziato la propria disponibilita’ a
modificare le proprie offerte finali di servizi dial-up in linea con
le indicazioni che l’Autorita’ vorra’ fornire a seguito delle proprie
analisi ai sensi della delibera n. 152/02/CONS.
7. Su tale aspetto l’Autorita’ fa presente che, nell’ambito delle
attivita’ di vigilanza, sta provvedendo a valutare l’effettiva
replicabilita’ del servizio in questione e che in presenza di
effettive criticita’, queste potranno essere risolte con una
variazione dei prezzi dei servizi di interconnessione FRIACO.
Tale soluzione, aggiuntiva e non necessariamente alternativa a
quanto gia’ previsto dalla delibera n. 152/02/CONS, secondo cui
Telecom Italia e’ tenuta a modificare l’offerta finale, avrebbe il
duplice vantaggio di garantire agli operatori alternativi migliori
condizioni nei servizi di interconnessione, incentivando un’equa
competizione nei mercati al dettaglio, e di mantenere le condizioni
economiche dei servizi finali con evidenti guadagni, economici e di
pluralita’ di scelta, per il consumatore.
8. Con specifico riferimento alla richiesta di modifica del
servizio FRIACO avanzata dagli operatori alternativi, da prezzarsi su
singola linea, ed alla richiesta di introdurre servizi di raccolta
vocale flat, l’Autorita’, pur ritenendo condivisibile i principi e le
finalita’ espresse dagli operatori, ritiene che ad oggi, stante
l’attuale quadro normativo, non sia opportuno modificare le modalita’
di offerta dei servizi. Tali istanze possono piu’ propriamente essere
valutate nell’ambito della revisione degli obblighi relativi di cui
al nuovo quadro regolamentare, a cui pertanto si rimanda.
9. Con riferimento al paniere D), l’Autorita’ rileva che il credito
maturato corrisponde alla variazione media rilevata sull’intero
paniere. L’Autorita’ sottolinea tuttavia quanto gia’ rilevato in
premessa, ovvero che per i servizi di accesso disaggregato, l’offerta
in approvazione ha validita’ soltanto per il periodo 1°
gennaio-3 marzo 2006. Con specifico riferimento alle promozioni sui
contributi di attivazione nei servizi finali, l’Autorita’ ritiene che
la valutazione di tali promozioni vada effettuata sulla base di
quanto previsto dalla delibera n. 152/02/CONS.
2. Service Level Agreement (SLA) e penali dei servizi di
interconnessione.
10. Gli operatori alternativi, con specifico riferimento ai livelli
di assurance offerti, hanno segnalato che l’attuale procedura di
gestione del disservizio non prevede che l’operatore possa fare
verifiche sul funzionamento al momento della riconsegna del servizio
stesso. Qualora il guasto non sia stato riparato, l’operatore e’
costretto a sottoporre nuovamente la segnalazione di guasto a Telecom
Italia facendo ripartire i termini degli SLA ed i conteggi per le
penali. Secondo gli operatori, spesso Telecom Italia chiuderebbe il
guasto al solo fine di interrompere gli SLA ed i conteggi delle
penali, rilasciando circuiti non funzionanti. Al fine di prevenire
tale pratica, gli operatori richiedono la chiusura concordata dei
guasti per tutti gli SLA di assurance, al fine di impedire la
vanificazione dei sistemi di penale.
11. Sul punto, Telecom Italia ha dichiarato di aver condotto
un’analisi interna sui principali servizi di interconnessione (CPS,
unbundling, circuiti parziali e flussi di interconnessione), senza
riscontrare alcuna particolare anomalia nei meccanismi di
provisioning e assurance. Telecom Italia, con particolare riferimento
all’assurance, pur non registrando in modo automatico l’incidenza dei
guasti chiusi e riaperti subito dopo, non rileva alcuna anomalia
gestionale ed e’ disposta ad effettuare analisi di dettaglio su
eventuali segnalazioni specifiche.
12. L’Autorita’, anche in assenza di evidenti anomalie nella
gestione dell’assurance, rileva che la chiusura concordata dei guasti
rappresenta un elemento importante nella gestione dei servizi di
interconnessione, i quali, per loro natura, devono essere impiegati
in congiunzione ad altri elementi produttivi dalla complessa
configurazione al fine di realizzare il servizio finale.
13. L’Autorita’ ritiene pertanto necessario che, analogamente a
quanto gia’ disposto per l’offerta dei circuiti parziali con la
delibera n. 3/04/CIR, tutti gli SLA di assurance relativi ai servizi
di interconnessione debbano includere una procedura di chiusura
concordata del guasto che preveda che Telecom Italia segnali
all’operatore alternativo l’avvenuto intervento, prima della chiusura
dell’attivita’, affinche’ questo possa verificare l’effettivo
funzionamento del servizio. La segnalazione sospende i termini per il
conteggio degli SLA. L’intervento di assurance si considera
effettivamente chiuso solo a seguito dell’esito positivo della
verifica dell’operatore alternativo, mentre in caso di esito negativo
il conteggio dei giorni nel calcolo delle penali riprende a partire
dalla originaria segnalazione di guasto.
3. Service Provider Portability (SPP).
14. Gli operatori hanno segnalato che il manuale delle procedure
dell’offerta di riferimento prevede un limite di evasione delle
richieste di SPP e definisce i criteri di ripartizione territoriale
di tale capacita’. Sebbene tale aspetto del provisioning non appare
nei fatti implementato da parte di Telecom Italia, gli operatori
richiedono che sia rimossa ogni limitazione relativa alla capacita’
di evasione di tale servizio.
15. Sul punto, Telecom Italia ha confermato che il limite in
oggetto non e’ materialmente applicato e che ad oggi non ci sono
rifiuti legati al superamento delle soglie in oggetto.
16. L’Autorita’ rileva che la portabilita’ del numero non e’
connessa direttamente ad attivita’ nelle centrali di stadio di linea
e pertanto deve essere sottoposta a vincoli meno stringenti di quelli
relativi ai servizi di accesso disaggregato. D’altra parte, anche per
i servizi di accesso disaggregato non risulta che i vincoli alla
capacita’ di evasione, ad oggi ancora presenti in offerta di
riferimento, ma risalenti alle modalita’ di avvio del servizio, siano
effettivamente adottati da Telecom Italia. Sulla base del fatto che i
vincoli di capacita’ di evasione relativi ai due servizi appaiono
ampiamente superati nei fatti, l’Autorita’ ritiene necessario che
Telecom Italia riformuli in offerta di riferimento tali vincoli sulla
base delle effettive capacita’ di evasione relative ai due servizi.
17. Gli operatori richiedono inoltre che Telecom Italia preveda
tempi stringenti per il reinstradamento delle numerazioni in caso di
portabilita’ tra due operatori alternativi. Ad oggi il servizio e’
previsto unicamente per le numerazioni non geografiche ma prevede
trenta giorni, mentre non e’ previsto per le numerazioni geografiche.
Cio’ rende impossibile o estremamente critica la definizione di
accordi di portabilita’ tra operatori, nonche’ la portabilita’
successiva dei numeri.
18. Sul punto Telecom Italia si e’ dichiarata disponibile ad
introdurre un servizio di configurazione dell’instradamento del
traffico verso l’OLO recipient, il quale impiegando il routing number
C60, puo’ comunicare a Telecom Italia di aver acquisito la
numerazione. Tale servizio di configurazione sarebbe a carico del
recipient fermo restando che gli oneri del transito tra donor e
recipient, in linea con quanto previsto della modalita’ di onward
routing, sono a carico del donor.
19. L’Autorita’, sulla base di tali premesse, ritiene che Telecom
Italia debba prevedere in offerta di riferimento i servizi di
reinstradamento del traffico tra operatore donor (inclusa la stessa
Telecom) ed operatore recipient con tempi di fornitura e penali
coerenti con i tempi previsti per il servizio di portabilita’ delle
numerazioni geografiche e non geografiche. Con riferimento al
servizio di transito associato, da attivarsi in assenza di
interconnessione diretta tra donor e recipient, l’Autorita’ ritiene
che sulla base degli accordi tra donor e recipient, debba poter
essere introdotta una modalita’ alternativa di fatturazione al
recipient.
20. Gli operatori segnalano che l’attuale servizio di transito
delle numerazioni geografiche offerto da Telecom Italia non consente
all’operatore di origine del traffico di controllare gli effettivi
costi del servizio di terminazione verso numerazioni geografiche
portate su altro OLO. Infatti, Telecom Italia non mette a
disposizione degli OLO in modo trasparente il database delle
numerazioni portate e non consente quindi agli OLO di verificare
l’effettiva tariffa di terminazione verso OLO di destinazione
fatturata da Telecom Italia. Telecom Italia deve pertanto fornire
tale database agli OLO che acquistano servizi di transito al fine di
verificare gli importi fatturati. Gli operatori richiedono altresi’
di poter verificare l’importo del transito stesso avendo a
disposizione dettagli di fatturazione circa i servizi di transito
effettivamente impiegati.
21. Sul punto, Telecom Italia rileva che con l’adozione delle nuove
norme regolamentari sul mercato 9, l’Autorita’ intende imporre in
capo a tutti gli operatori di terminazione l’obbligo di fornire a
richiesta il database aggiornato dei propri numeri attivi. Telecom
Italia intende pertanto fornire tale prestazione quando sara’
obbligatoria per ciascun operatore di terminazione. Relativamente
alla disponibilita’ di informazioni di dettaglio sulla fatturazione
dei servizi di transito, Telecom Italia sottolinea che in caso di
contestazioni sugli importi, gli strumenti contrattuali prevedono la
costituzione di una commissione paritetica volta a dirimere eventuali
contese. Telecom Italia sottolinea inoltre che modalita’ di
presentazione di dettaglio che evidenzino i piani di infrastruttura
degli operatori alternativi raggiunti in terminazione potrebbero
comportare la divulgazione agli operatori di originazione di
informazioni commerciali riservate sui piani di infrastruttura degli
operatori di terminazione.
22. L’Autorita’ evidenzia che, allo stato, e’ Telecom Italia a
dover garantire, nell’ambito della fornitura dei servizi di transito,
ogni evidenza utile alla giustificazione degli importi fatturati agli
operatori alternativi, e cio’ in applicazione delle normali norme di
trasparenza delle fatture per le prestazioni offerte. L’Autorita’
ritiene pertanto che Telecom Italia debba introdurre una modalita’ a
richiesta di fornitura del dettaglio della fatturazione del servizio
di transito che permetta all’operatore di verificare l’importo di
terminazione relativo alla numerazione terminata ed i livelli di rete
interessati dal transito della chiamata stessa. La fornitura di tale
dettaglio dovra’ essere ristretta alle effettive necessita’ di
verifica dell’operatore richiedente, il quale dovra’ pertanto
indicare in maniera puntuale la singola chiamata o le singole
chiamate oggetto di verifica.
4. Accesso alle numerazioni non geografiche 12XY.
23. Gli operatori hanno segnalato che l’offerta di riferimento non
riporta le modalita’ tecniche ed economiche di accesso dei clienti
Telecom Italia ai servizi di informazione elenco abbonati di un altro
operatore erogati su numerazioni 12XY. Trattandosi di numerazioni non
geografiche per le quali esistono obblighi di interoperabilita’, gli
operatori richiedono l’introduzione in offerta di riferimento del
servizio con le medesime modalita’ previste per le restanti
numerazioni non geografiche. Gli operatori richiedono altresi’ che
sia introdotta in offerta di riferimento una modalita’ tecnica di
segnalazione all’interfaccia di rete che consenta la variazione del
profilo tariffario nel corso della conversazione, al fine di
consentire una corretta gestione dei servizi di call completion, che
permette agli operatori interconnessi di offrire il reinstradamento
delle chiamate variando il regime tariffario in funzione del servizio
offerto.
24. Telecom Italia ha segnalato di aver comunicato agli operatori
alternativi l’adozione del modello di raccolta per le numerazioni
12XY e delle restanti modalita’ vigenti per le numerazioni non
geografiche. Telecom Italia e’ pertanto disponibile a modificare
l’offerta di riferimento 2006. Di diverso avviso e’ sull’introduzione
di modalita’ tecniche di interconnessione per la segnalazione del
cambio di regime tariffario. Tale prestazione infatti non e’ ad oggi
prevista dalle specifiche tecniche di interconnessione. Telecom
Italia ritiene che l’interoperabilita’ delle numerazioni non
geografiche e, in particolare, delle prestazioni accessorie
all’accesso alle numerazioni 12XY debba essere oggetto di obblighi
comuni a tutti gli operatori di accesso, di rete fissa e mobile, e
non soltanto in capo a Telecom Italia. In tal senso Telecom Italia
sarebbe disponibile ad avanzare nelle sedi opportune una proposta
tecnica di modifica delle specifiche di interconnessione.
25. L’Autorita’, sul punto, intende sottolineare che le numerazioni
non geografiche 12XY introdotte dalla delibera n. 15/04/CIR, ai sensi
della delibera n. 9/03/CIR, sono da trattarsi a tutti gli effetti
regolamentari come le altre numerazioni non geografiche. In tal
senso, la scelta della tariffa da praticare all’utente finale spetta
all’operatore titolare della numerazione, il quale ha il diritto di
sceglierla all’interno dell’insieme di prezzi gia’ configurati per le
altre numerazioni non geografiche o di richiedere la configurazione
di un apposito prezzo. Il fatturato all’utente, ai sensi dell’art. 1,
comma 1, lettera a) della delibera n. 1/00/CIR, spetta integralmente
all’assegnatario della numerazione, fatta salva la remunerazione per
la fornitura del servizio di raccolta e/o transito ed il ristoro dei
costi di fatturazione e rischio insolvenza, come del resto appare
anche da quanto considerato al punto A.1 della delibera n. 10/00/CIR.
L’Autorita’, pertanto, nel confermare che anche le numerazioni 12XY
sono soggette alla regolamentazione previgente sulle numerazioni non
geografiche, sottolinea che a tali numerazioni va applicato il
modello di interconnessione di raccolta, ove la raccolta e la
fatturazione sono quelle approvate con l’offerta di riferimento ed i
prezzi finali sono scelti dalle griglie tariffarie applicabili a
tutte le numerazioni non geografiche. Analogamente, l’Autorita’
sottolinea che, per le medesime considerazioni, i tempi e le
modalita’ di configurazione delle numerazioni dovranno seguire quelle
gia’ previste per le restanti numerazioni non geografiche.
26. In merito alla possibilita’ di variare le tariffe nel corso
della chiamata, l’Autorita’ ritiene che Telecom Italia e tutti gli
operatori di accesso debbano prevedere per alle interfacce di
interconnessione modalita’ di segnalazione che permettano di
identificare eventuali cambi di regime tariffario connessi, ad
esempio, alla redirezione della chiamata al numero trovato. L’obbligo
di prevedere tale prestazione e’ da intendersi applicabile al fine di
una corretta interoperabilita’ dei servizi su numerazioni non
geografiche a tutti gli operatori di accesso fissi e mobili ai sensi
dell’art. 42, comma 2, lettera a) del codice indipendentemente dal
significativo potere di mercato degli stessi. I dettagli tecnici di
tale meccanismi dovranno essere concordati con gli altri operatori
sulla base di una proposta tecnica che Telecom Italia avanzera’ entro
trenta giorni dalla notifica del presente provvedimento. L’Autorita’
si riserva di intervenire qualora non vengano raggiunti accordi in
tempi ragionevoli.
27. L’Autorita’ rileva inoltre che la prestazione del servizio di
consultazione elenco abbonati ha una durata media di circa un minuto.
L’implementazione da parte di Telecom Italia di un profilo tariffario
in cui il prezzo relativo al primo minuto di servizio sia diverso dal
prezzo relativo ai minuti successivi consentirebbe di ridurre i
prezzi nella fase di call completion anche prima dell’implementazione
della prestazione di cambio profilo tariffario nel corso della
telefonata, con evidenti vantaggi per i clienti finali. L’Autorita’,
nelle more della definizione della prestazione di cambio profilo
tariffario nel corso della telefonata, ritiene che Telecom Italia
debba adottare, su richiesta dell’operatore interconnesso, un profilo
tariffario che possa prevedere un prezzo maggiore per il primo minuto
di conversazione ed inferiore per i successivi minuti di
conversazione.
5. Surcharge da telefonia pubblica.
28. Gli operatori segnalano che Telecom Italia ha pubblicato
nell’offerta di riferimento 2006 le nuove condizioni di raccolta da
telefonia pubblica dalle quali risulta un sovrapprezzo pari a 8,47
Eurocent/min. Gli operatori evidenziano, inoltre, che la delibera n.
3/04/CIR indicava un valore massimo di 6,15 Eurocent/min e che
Telecom Italia ha ecceduto tale valore massimo praticando 6,37
Eurocent/min. Gli operatori segnalano inoltre che nel corso del 2005,
a partire dal 1° agosto 2005, Telecom Italia ha unilateralmente
variato le condizioni della surcharge portandole a 7,30 Eurocent/min.
Gli operatori chiedono pertanto che l’Autorita’ intervenga, da un
lato riportando il valore della quota al di sotto del valore massimo
originariamente previsto, dall’altro introducendo il sovrapprezzo
all’interno di un apposito meccanismo di network cap.
29. Con riferimento alle segnalazioni degli operatori, l’Autorita’
sottolinea che la richiesta di introdurre un meccanismo di network
cap per tale sovrapprezzo e’ stata valutata nell’ambito dell’analisi
dei mercati 8, 9 e 10, a cui si rimanda per le decisioni di
pertinenza. Con riferimento al valore da applicarsi in offerta di
riferimento a valere per l’anno in oggetto, l’Autorita’ ha effettuato
un’analisi dei dati contabili di dettaglio prodotti da Telecom
Italia, sul servizio in oggetto, effettuando riscontri con i dati di
contabilita’ regolatoria per gli anni 2002, 2003 e 2004. Sulla base
di evidenze dei costi e degli andamenti degli stessi, della stima del
traffico da telefonia pubblica per il 2005 e 2006, l’Autorita’, in
applicazione della delibera n. 12/05/CIR, ritiene che il prezzo da
applicarsi per il 2006 non possa essere superiore a 7,30
Eurocent/min.
6. Remunerazione per l’impiego della rete prima dell’invio del
criterio di risposta.
30. Gli operatori alternativi segnalano che Telecom Italia ha
introdotto in offerta di riferimento la possibilita’ di addebitare
all’operatore interconnesso un importo forfetario per la
remunerazione della propria rete d’accesso prima dell’invio del
criterio di risposta nel caso di accesso alle numerazioni non
geografiche (NNG) degli OLO. Gli operatori evidenziano altresi’, che
i contratti di interconnessione stipulati con Telecom Italia
identificano nelle «chiamate andate a buon fine» il traffico oggetto
di fatturazione. Gli operatori alternativi ritengono che la richiesta
di Telecom Italia di ottenere tale remunerazione sia priva di alcun
pregio normativo in quanto l’invio ritardato del criterio di risposta
corrisponde, per alcuni servizi (quali il 163 e 164) e alcuni tipi di
tassazione (es. la tassazione con modalita’ forfetaria) ad una
disposizione regolatoria corrispondente alla necessita’ di non
addebitare al chiamante alcun importo prima della effettiva fruizione
del servizio, rilevando che in tale periodo si ha un impegno non
oggetto di remunerazione anche a carico della rete dell’operatore
alternativo. Di conseguenza, gli operatori alternativi chiedono
l’eliminazione dell’intero paragrafo dopo le tabelle 13 e 14
dell’offerta di riferimento.
31. Sul punto Telecom Italia ha segnalato che, nel caso di accesso
da rete di Telecom Italia a numeri verdi di alcuni operatori, questi
ultimi adottano un comportamento non in linea con la normativa
tecnica di riferimento e consistente nel generare un criterio di
risposta ritardato rispetto al momento dell’effettiva connessione,
provocando un illecito vantaggio per essi stessi con danno per
Telecom Italia. In particolare, Telecom Italia evidenzia che tale
fenomeno si verifica prevalentemente nel caso di accesso a
piattaforme per la gestione di carte telefoniche prepagate «a codice»
e quindi a fonie pre-registrate che guidano il chiamante all’utilizzo
delle stesse. Secondo Telecom Italia, molto frequentemente viene
fornita da Telecom Italia agli operatori la prestazione di «en block»
che permette al cliente chiamante di inviare in un’unica sequenza di
cifre tutti i codici suddetti (codice 800uuuuuu + pin code + numero
del chiamato) senza inutili attese.
32. Telecom Italia ritiene che per tali servizi, al fine di
rispettare la normativa tecnica, si dovrebbe prevedere la generazione
del criterio di risposta nel momento in cui viene raggiunta la
piattaforma del servizio ed erogata la prima fonia al cliente
chiamante. Telecom Italia evidenzia, che essendo i «cartellini di
chiamata» legati al criterio di risposta, una posticipazione
dell’invio del criterio di chiamata comporta una riduzione
dell’indicazione del tempo di conversazione. Conseguentemente,
Telecom Italia subirebbe danni sia per il minor ricavo di
interconnessione, sia in quanto gli operatori alternativi avendo
minori costi possono presentare offerte piu’ favorevoli nel mercato
delle carte prepagate.
33. Un operatore ritiene che la pratica di ritardare il criterio di
risposta sarebbe legittimo e finalizzato a non addebitare al cliente
i costi di un servizio prima della corretta informativa sul costo e
della effettiva fruizione del medesimo. Al contrario ritiene che la
remunerazione nella fase «interattiva», propedeutica alla fruizione
del servizio, costituirebbe un indebito vantaggio competitivo a
favore di Telecom Italia, la quale fornisce, in esclusiva, servizi di
traffico internazionale prepagato da cabina pubblica attraverso carte
a banda magnetica e lettori di telefonia pubblica che non prevedono
tale fase «interattiva». Tali apparati infatti leggono le tariffe
specifiche direttamente della banda magnetica della carta prepagata e
consentono a Telecom Italia di offrire servizi con minori costi
relativi di traffico e piu’ agevolmente fruibili dall’utente finale
(che non digita codici).
34. Sul punto, Telecom Italia ha evidenziato di non avere obblighi
di fornitura del servizio di accesso ai sistemi di gestione delle
carte da telefonia pubblica. L’imposizione di un obbligo di offerta
relativamente ad un tale servizio all’ingrosso, secondo Telecom
Italia, non puo’ non avvenire che attraverso l’analisi del mercato al
dettaglio delle carte prepagate. Poiche’ i servizi offerti con le
carte prepagate non sono stati analizzati nell’ambito dei mercati
rilevanti, Telecom Italia non ritiene che possa configurasi alcun
obbligo in materia.
35. L’Autorita’ ha rilevato che, allo stato, non esistono
previsioni regolamentari specificamente mirate a definire il momento
a partire dal quale debba essere avviata la fatturazione dei servizi
a traffico offerti in interconnessione.
36. A riguardo, l’Autorita’ ritiene che solo l’invio del criterio
di risposta possa rappresentare, ad oggi, l’elemento di segnalazione
che da’ avvio alla tariffazione agli utenti finali ed
all’interconnessione. Il criterio di risposta da parte dell’operatore
interconnesso deve essere inviato quanto prima ed, in linea generale,
all’inizio della fonia del centro servizi, affinche’ si abbia, per le
conversazioni andate a buon fine, la massima corrispondenza, per
quanto possibile, tra la durata di occupato e la durata di
conversazione.
37. Su tali basi, l’Autorita’ ritiene che non possa essere
consentita in offerta di riferimento, nel caso di accesso alle
numerazioni non geografiche degli operatori alternativi, la facolta’
a Telecom Italia di addebitare all’operatore interconnesso un importo
per la remunerazione dell’uso della rete prima dell’invio del
criterio di risposta. La tariffazione di servizi dovrebbe infatti
rispondere a criteri oggettivi e misurabili di uso delle risorse e di
erogazione del servizio fornito al cliente. Eventuali comportamenti
fraudolenti da parte degli operatori alternativi non possono essere
sanzionati da Telecom Italia stessa, ma devono essere risolti
attraverso azioni di contenzioso, eventualmente dinnanzi
all’Autorita’. Di conseguenza si ritiene debba essere eliminato
quanto al paragrafo dopo le tabelle 13 e 14 in offerta di riferimento
ove si recita «Qualora si rilevi un comportamento anomalo da parte
dell’operatore consistente nel ritardare l’invio di detto criterio,
Telecom Italia provvedera’ alla valorizzazione del traffico sulla
base della durata dell’occupazione».
38. Per quanto riguarda la definizione del momento dell’invio del
criterio di risposta all’interconnessione, l’Autorita’ sottolinea che
tale segnalazione debba essere inviata, di norma, senza ritardo ed in
corrispondenza dell’inizio dell’effettiva fatturazione all’utente
finale. Per le numerazioni per le quali e’ previsto un messaggio
gratuito obbligatorio ai sensi della normativa vigente, l’inoltro del
criterio di risposta deve avvenire al termine dello stesso, in
corrispondenza dell’inizio della fatturazione al cliente finale. Per
numerazioni non gratuite per le quali il messaggio gratuito
obbligatorio non e’ previsto, vale il principio generale che le
fatturazioni all’interconnessione e quelle all’utente finale debbano
essere associate e che l’invio del criterio di risposta deve avvenire
in corrispondenza dell’inizio dell’erogazione del servizio.
39. Caso a parte e’ quello delle numerazioni gratuite, dove la
fatturazione al cliente finale e’ o assente o indipendente dai
sistemi di fatturazione dell’operatore di accesso. In tali casi,
l’Autorita’ ritiene che in linea generale il criterio di risposta
debba essere inviato all’avvio della fonia del centro servizi
raggiunto, anche in assenza di fatturazione al cliente finale tramite
l’operatore di accesso.
40. Per quanto concerne la legittimita’ di ritardare l’invio del
criterio di risposta nelle chiamate da numeri 800 da telefonia
pubblica e la richiesta di poter accedere alle modalita’ di
fatturazione che Telecom Italia adotta per le proprie carte
prepagate, l’Autorita’ evidenzia che Telecom Italia, in quanto
proprietaria della totalita’ delle postazioni di telefonia pubblica,
e’ l’unico operatore che puo’ implementare la prestazione in oggetto,
e che tale prestazione effettivamente comporta un vantaggio
commerciale ed un minor costo minutario per Telecom Italia per
l’assenza della parte «interattiva»; la previsione del servizio in
oggetto non e’ correlata all’esame del mercato delle carte prepagate,
queste ultime sono infatti fruibili da diverse forme di accesso e non
necessariamente da postazioni di telefonia pubblica; nell’ambito del
mercato della raccolta l’Autorita’ ha analizzato le modalita’ di
fornitura del servizio da apparati da telefonia pubblica rilevando la
necessita’ di imporre un obbligo in tal senso al fine di garantire
una corretta parita’ di trattamento tra operatori alternativi e
divisioni commerciali di Telecom Italia anche nell’offerta di servizi
da postazione di telefonia pubblica.
41. Tanto considerato, l’Autorita’ ritiene che nei soli casi di
accesso da telefonia pubblica su numerazione 800, nelle more
dell’introduzione da parte di Telecom Italia di un servizio che
consenta agli operatori alternativi l’impiego dei sistemi di carte a
banda magnetica a tariffazione specifica, gli operatori interconnessi
possano inviare il criterio di risposta al termine della fase
interattiva, ove questa rientri nelle medesime tempistiche previste
ai sensi dalla normativa vigente per i messaggi di presentazione
gratuiti obbligatori nel caso delle numerazioni non geografiche per
servizi a sovrapprezzo. Tale previsione dovra’ essere rivista a
seguito della disponibilita’ di una offerta wholesale in grado di
consentire la replicabilita’ delle offerte di Telecom Italia.
7. Call completion to busy subscriber (CCBS).
42. Gli operatori segnalano che l’offerta di riferimento di Telecom
Italia prevede notevoli criticita’ per la prestazione di richiamata
su occupato (fornita regolarmente per le chiamate gestite in
interconnessione diretta) nel caso di chiamate in transito originate
da reti di altri operatori. Per tale situazione, infatti, Telecom
Italia, in assenza di specifiche tecniche, rimanda ad accordi
negoziali con gli operatori di transito interessati, contemplando
comunque «l’esigenza tecnica e gestionale di utilizzare flussi di
interconnessione dedicati tra Telecom Italia e l’operatore terzo di
transito». Secondo gli operatori, quanto previsto in offerta di
riferimento da Telecom Italia determina una sostanziale limitazione
alla possibilita’ di offrire servizi di transito da parte di
operatori terzi, limita l’interoperabilita’ dei servizi avanzati
all’interfaccia di interconnessione e non e’ in linea con quanto gia’
previsto alla delibera n. 1/05/CIR, ove la prestazione doveva essere
offerta in modo non discriminatorio.
43. Telecom Italia rileva che le modalita’ effettivamente adottate
in sede di implementazione prevedono non flussi dedicati bensi’ fasci
logici dedicati. E’ pertanto possibile per l’operatore interconnesso
frazionare il flusso sulla base della effettiva capacita’ da dedicare
al transito e di quella da dedicare alla terminazione. Telecom Italia
evidenzia inoltre che anche a causa della mancanza di standard
tecnici e’ necessaria la negoziazione commerciale tra operatore di
originazione e Telecom Italia stessa, al fine di mettere a punto i
dettagli del servizio. Telecom Italia evidenzia infine che l’attuale
modalita’ implementata, grazie alla flessibilita’ data dai fasci
logici, comporta solo inefficienze marginali e che ad oggi, qualora
si passasse ad una soluzione con fasci condivisi, si incorrerebbe nel
fatto che un utente che origina la chiamata da una rete con cui
Telecom Italia non ha implementato il servizio ascolterebbe il
messaggio di invito ad attivare la prestazione di richiamata su
occupato senza tuttavia che la stessa possa funzionare.
44. Sul punto l’Autorita’ ritiene necessario sottolineare che
Telecom Italia ha l’obbligo di fornire all’interfaccia di
interconnessione, anche agli operatori di transito, qualsiasi
funzionalita’ necessaria per replicare i servizi che la stessa offre
ai propri clienti finali. Richiedere per il traffico in transito
flussi separati al fine di garantire solo su tali flussi le
prestazioni avanzate di interconnessione ha come effetto quello di
limitare la competitivita’ dei servizi di transito degli altri
operatori. Evidentemente, l’adozione di fasci logici in luogo di
flussi fisici rappresenta gia’ un passo nella giusta direzione in
quanto aumenta l’uso efficiente delle risorse trasmissive.
45. Con riferimento specifico alla prestazione di richiamata su
occupato, l’Autorita’ ritiene che l’uso della prestazione CCBS (call
completion to busy subscriber) in caso di servizi di transito offerti
da operatori alternativi sia analogo allo scenario di rete descritto
nella specifica ETSI 300 356-18 paragrafo 9.3, ove il comportamento
delle switch di transito e’ assimilabile allo switch di una rete di
un operatore di un servizio di transito. L’Autorita’ non rileva
motivazioni sostanziali di natura tecnica che possano aver impedito
la definizione all’interfaccia di interconnessione di meccanismi di
segnalazione tali da consentire l’uso condiviso dei flussi
preesistenti con il traffico di transito in presenza di funzioni di
CCBS, come gia’ disposto dalla delibera n. 1/05/CIR.
46. In tale ottica la soluzione di adottare flussi logici separati
in luogo di fasci distinti, deve considerarsi transitoria e
propedeutica alla definizione di una modalita’ di impiego dei flussi
completamente condivisa. A tal fine, l’Autorita’ ritiene che Telecom
Italia debba farsi promotrice di una proposta tecnica volta a
consentire l’uso condiviso dei flussi di interconnessione con il
traffico in transito in presenza di funzioni di CCBS, da concordare
con gli operatori interessati. Nelle more della definizione di tale
modalita’ tecnica, Telecom Italia adotta in offerta di riferimento la
modalita’ di condivisione dei flussi basata su fasci logici dedicati
in luogo della modalita’ basata su flussi dedicati.
8. Accesso abbonati Telecom Italia ai servizi su NNG di altro
operatore.
47. Gli operatori hanno segnalato che l’offerta di riferimento di
Telecom Italia, per la configurazione dei prezzi fuori dalle griglie,
a pag. 8 dell’offerta di fatturazione e rischio insolvenza, rimanda a
condizioni commerciali, nonostante riporti correttamente in tabella
il prezzo per la configurazione.
48. Telecom Italia evidenzia che il riferimento alle condizioni
commerciali e’ legato alla fornitura di SLA migliorativi opzionali
che prevedono la configurazione in tempi inferiori ai trenta giorni.
49. L’Autorita’, in linea con quanto gia’ espresso con la delibera
n. 3/04/CIR, ritiene che le condizioni di configurazione dei prezzi
delle numerazioni debbano essere integralmente incluse in offerta di
riferimento e non lasciate a negoziazioni. L’Autorita’ ritiene
pertanto che Telecom Italia debba eliminare il passo in oggetto
dall’offerta di riferimento, ovvero esplicitare quali prestazioni
opzionali sono effettivamente disponibili per la configurazione di
nuovi prezzi.
50. Gli operatori evidenziano che Telecom Italia segnala l’apertura
delle proprie numerazioni non geografiche con un preavviso di soli
dieci giorni, cio’ al fine di consentire a questi ultimi di
configurare gli instradamenti e la fatturazione consentendo
l’interoperabilita’ dei servizi. Gli operatori sottolineano tuttavia
che Telecom Italia richiede, in caso di apertura di numerazioni non
geografiche su rete OLO, trenta o novanta giorni di preavviso per
configurare i propri instradamenti e la fatturazione dei servizi. Gli
operatori sottolineano che tale asimmetria nelle tempistiche riduce
notevolmente la flessibilita’ commerciale degli OLO nei servizi
offerti su numerazioni non geografiche e rappresenta un vantaggio
commerciale per Telecom Italia non giustificato da reali motivazioni
tecniche.
51. Sul punto Telecom Italia evidenzia che il preavviso di dieci
giorni discende da disposizioni regolamentari e che nei fatti,
Telecom Italia tende a dare agli operatori alternativi notizia
dell’apertura delle proprie numerazioni circa trenta giorni prima
della loro effettiva apertura. Tempi di preavviso piu’ ristretti sono
eventualmente previsti per numeri impiegati saltuariamente (ad
esempio, da trasmissioni televisive). In tali casi il preavviso di
trenta giorni viene dato solo alla prima apertura, mentre le
successive riaperture della numerazione sono comunicate con preavvisi
piu’ brevi.
52. L’Autorita’ ritiene che Telecom Italia debba modificare
l’offerta di riferimento portando a quindici giorni il tempo minimo
di preavviso con cui comunica agli operatori alternativi l’apertura
delle proprie numerazioni non geografiche, prevedendo nel messaggio
di notifica l’indicazione delle numerazioni aperte o modificate e dei
relativi prezzi.
53. Gli operatori segnalano che Telecom Italia impone l’adozione
della propria carta delle garanzie anche quando l’operatore dispone
di una propria carta gia’ comunicata agli organi competenti. Telecom
Italia evidenzia di aver da tempo previsto l’adozione della propria
carta solo nei casi in cui l’operatore ne sia sprovvisto.
54. L’Autorita’ sottolinea che l’applicazione della carta dei
servizi di Telecom Italia (non piu’ delle garanzie) per l’accesso a
NNG di altro operatore e’ legittima soltanto nel caso in cui l’OLO
non disponga di una carta dei servizi valida. D’altro canto, ai sensi
della delibera n. 179/03/CSP, tutti gli operatori hanno l’obbligo di
dotarsi di una carta dei servizi e di comunicarla all’Autorita’. Si
ritiene pertanto che Telecom Italia debba rimuovere in offerta di
riferimento ogni riferimento all’applicazione della propria carta dei
servizi, rimandando all’azione di vigilanza dell’Autorita’ i casi in
cui l’operatore ne sia sprovvisto.
55. Gli operatori evidenziano che Telecom Italia ha imposto in
offerta di riferimento l’inserimento per tutte le numerazioni non
geografiche di un messaggio di presentazione. Telecom Italia, sul
punto, dichiara la propria disponibilita’ a chiarire che l’obbligo e’
presente solo nei casi previsti dalla normativa. L’Autorita’
sottolinea che il messaggio di presentazione e’ obbligatorio solo per
le numerazioni indicate dalla delibera n. 9/03/CIR e dal decreto
ministeriale 2 marzo 2006, n. 145, e ritiene pertanto che Telecom
Italia debba modificare l’offerta di riferimento modificando il punto
in oggetto.
56. Secondo gli operatori Telecom Italia non permetterebbe nella
propria offerta di riferimento di adottare tariffe retail
differenziate per i singoli numeri non geografici, ma imporrebbe un
prezzo unico a ciascun arco di numerazione oggetto di configurazione,
impedendo cosi’ una corretta competizione nel mercato dei servizi su
numerazioni non geografiche.
57. Telecom Italia evidenzia che la limitazione in oggetto,
rappresentata all’Autorita’ in occasione delle approvazioni delle
offerte di riferimento 2004 e 2005, dipende da motivazioni tecniche
difficilmente superabili. Le attuali modalita’ di fatturazione
avvengono infatti sulla base dell’analisi delle decamigliaia e non
sul singolo numero. Una modifica in tal senso, comporterebbe un
aggiornamento di tutti i nodi SGU ed investimenti difficilmente
proporzionati al beneficio che l’obbligo comporterebbe.
58. L’Autorita’, preso atto della difficolta’ tecnica rappresentata
da Telecom Italia, sottolinea tuttavia che quanto previsto in offerta
di riferimento, oltre che penalizzante nei confronti degli operatori
alternativi, non e’ in linea con quanto gia’ previsto dalla delibera
n. 9/03/CIR in materia di numeri in decade 7, e ritiene pertanto che
Telecom Italia debba consentire, ove non diversamente previsto dalla
normativa, la configurazione di prezzi diversi sulle singole
numerazioni non geografiche all’interno dello stesso decamigliaio,
modificando pertanto l’offerta di riferimento in tal senso.
Nell’impossibilita’ di dare seguito immediato alla disposizione in
oggetto, l’Autorita’ ritiene che Telecom Italia debba pianificare la
predisposizione graduale della funzione richiesta nell’ambito delle
normali attivita’ di gestione e aggiornamento dei sistemi hardware e
software, al fine di consentire in un tempo ragionevole, la
possibilita’ di diversificare i prezzi delle numerazioni non
geografiche per singolo numero.
59. Alcuni operatori hanno segnalato che i tempi di configurazione
dei prezzi delle numerazioni ed il contributo richiesto da Telecom
Italia per la configurazione dei prezzi delle numerazioni fuori
griglia risultano eccessivi e talvolta sottoposti a condizioni
commerciali vessatorie (per le numerazioni 12XY, ad esempio). In
merito alle tempistiche di configurazione proposte in offerta di
riferimento, gli operatori segnalano che queste debbano essere
ridotte nel rispetto del principio di parita’ di trattamento al fine
di consentire la replicabilita’ delle prestazioni che l’incumbent
offrirebbe alle proprie divisioni commerciali (15 giorni).
60. In merito al prezzo di Euro 30.000 richiesto da Telecom Italia
per la configurazione delle numerazioni fuori griglia, gli operatori
sostengono che tale importo, da un lato e’ richiesto abusivamente
anche per prezzi gia’ configurati (ad es. per numerazioni 12XY),
dall’altro appare non effettivamente orientato ai costi cosi’ come
previsto dall’art. 3, comma 2, lettera d, della delibera n.
11/03/CIR.
61. Gli operatori richiedono, inoltre, che sia imposto l’obbligo di
pubblicare tempestivamente l’aggiornamento delle griglie tariffarie
da applicare a tutte le numerazioni non geografiche, ossia ogni volta
che e’ prevista una nuova configurazione sulla rete della stessa.
62. Telecom Italia sottolinea che la configurazione dei prezzi
delle numerazioni in quindici giorni e’ offerta anche agli operatori
alternativi secondo listini commerciali a condizioni non
discriminatorie e che il prezzo di tale prestazione e’ commensurato
all’impiego delle risorse anche umane necessarie al conseguimento del
risultato. Evidentemente qualora si adottassero tempi standard di
quindici giorni il dimensionamento e l’organizzazione delle risorse
dovrebbero cambiare comportando un incremento dei costi
corrispondenti.
63. Con riferimento all’aggiornamento delle griglie tariffarie,
Telecom Italia sottolinea di aver provveduto all’unificazione delle
griglie dei prezzi ed alla pubblicazione sul sito web di Telecom
Italia. Per quanto riguarda eventuali ritardi nelle modifiche delle
griglie, Telecom Italia non rileva nuove configurazioni se non
relativamente a servizi 12xy, i cui prezzi sono stati comunque
inseriti in griglia a seguito dell’adozione della regolamentazione
per le numerazioni non geografiche per tali numerazioni.
64. L’Autorita’, nel confermare che il servizio di configurazione
dei prezzi delle numerazioni debba avvenire a condizioni orientate al
costo, trasparenti e non discriminatorie, ritiene che Telecom Italia
debba pubblicare sul proprio sito dedicato ai servizi wholesale,
entro cinque giorni lavorativi dalla modifica, l’aggiornamento delle
griglie tariffarie da applicarsi a tutte le numerazioni non
geografiche.
65. Con riferimento alla configurazione dei nuovi prezzi non in
griglia, l’Autorita’ ritiene ragionevole che gli operatori debbano
provvedere ad un sostanziale riallineamento dei tempi necessari alla
configurazione delle numerazioni e degli instradamenti, al fine di
conseguire la completa simmetria nelle modalita’ di preavviso nella
configurazione delle numerazioni.
66. L’Autorita’, sulla base delle giustificazioni di costo prodotte
da Telecom Italia, ritiene necessario che Telecom Italia riformuli,
per il 2006, il prezzo della prestazione di configurazione dei prezzi
delle numerazioni, prevedendo modalita’ piu’ efficienti per la
realizzazione della prestazione. Appare infatti che quanto indicato
da Telecom Italia in termini di risorse di personale necessarie per
l’espletamento della prestazione possa essere ulteriormente
efficientato con l’impiego di sistemi di configurazione maggiormente
automatizzati.
67. In relazione alle condizioni economiche relative alla
prestazione del servizio di fatturazione, gli operatori evidenziano
che Telecom Italia ha previsto un valore di fatturazione pari al 9,1%
dell’importo fatturato alla clientela chiamante. Tale valore, secondo
gli operatori alternativi, non risulta essere in linea con il valore
vigente pari a 2,9%. Gli operatori evidenziano che tale valore e’
stato ribadito anche nella delibera n. 1/05/CIR, secondo cui un
valore superiore al 2,9% potra’ essere determinato solo a seguito di
uno specifico approfondimento istruttorio a cura dell’Autorita’.
Alcuni operatori evidenziano inoltre che il valore relativo alla
quota di fatturazione in altri Paesi europei e’ significativamente
piu’ basso di quello richiesto da Telecom Italia. In particolare, un
operatore rileva che le condizioni di fatturazione richieste da
Telecom Italia variano dal 9% al 13%, mentre quelle che lo stesso
operatore paga a B.T. in Gran Bretagna oscillano tra l’1% ed il 2,5%.
Secondo gli operatori il valore richiesto da Telecom Italia
risulterebbe non giustificato dall’orientamento al costo ed abnorme
rispetto alla prassi in altri Paesi.
68. Telecom Italia fa rilevare che l’Autorita’, con la delibera n.
1/05/CIR, nell’approvare il valore di fatturazione a 2,9% aveva
previsto l’avvio di una istruttoria specifica volta ad accertare
pertinenza e modalita’ di attribuzione dei costi relativi al servizio
di fatturazione. Tale istruttoria specifica, alla data, nonostante le
istanze avanzate da Telecom Italia, non risulta sia stata ancora
avviata. In mancanza della succitata istruttoria, Telecom Italia
ritiene che la modalita’ di imputazione dei propri costi al servizio
di fatturazione sia corretta e pertanto conferma il valore proposto
in offerta.
69. L’Autorita’, relativamente alle condizioni economiche del
servizio di fatturazione per l’accesso di abbonati Telecom Italia a
servizi su numerazioni non geografiche di altro operatore, nel corso
del procedimento istruttorio, ha chiesto a Telecom Italia il costo
totale della fatturazione per i servizi a traffico per gli esercizi
contabili 2004 e 2005, disaggregato per centri di costo riscontrabili
in contabilita’ regolatoria, la quota del costo totale attribuito ai
servizi non geografici distinta per decadi 1, 4, 7 ed 8, con
dettaglio dei criteri di ripartizione, il fatturato per gli anni 2004
e 2005 per i servizi a traffico, articolato per decadi, il dettaglio
delle quote di fatturato per conto terzi per le decadi 7 ed 8, i
volumi minutari di traffico e numero di chiamate per agli anni 2004 e
2005 disaggregato per le decadi 1, 4, 7 ed 8, ed il dettaglio delle
chiamate di cui al punto precedente relativamente alle numerazione di
altro operatore per le decadi 7 ed 8.
70. In mancanza di informazioni relative all’esercizio contabile
2005, Telecom Italia ha fornito le informazioni richieste unicamente
per l’anno 2004. Da tali informazioni, e dai dati di contabilita’
regolatoria 2004, si evince che la quota del 9,1% richiesta da
Telecom Italia, e’ composta dal 6,6% per attivita’ di «prevenzioni
frodi – service providers», dal 2,3% per attivita’ di «Gestione dati
ed emissione bollette» e dallo 0,2% di costi specifici per OLO.
Contestualmente, Telecom Italia rilevava che le metodologie di
attribuzione dei costi, quali quelle adottate dalla delibera n.
2/03/CIR per i costi di prevenzione frodi, si porrebbero in contrasto
con il principio di causalita’ dei costi impiegato nei driver
adottati da Telecom Italia nella propria contabilita’ e che il
revisore contabile KPMG ha verificato relativamente alla contabilita’
2001.
71. L’Autorita’ ha altresi’ analizzato i conti economici relativi
alla contabilita’ 2004 di Telecom Italia, i dati prodotti da Telecom
Italia relativamente all’emissione dei bollettini di pagamento
nell’ambito della valutazione del costo netto del servizio
universale, ed i valori di fatturazione praticati da Gran Bretagna,
Spagna ed Irlanda riportati in percentuale sul ricavo della chiamata.
L’Autorita’ ha altresi’ analizzato i dati di contabilita’ di Telecom
Italia relativi agli anni 2002 e 2003.
72. L’analisi dei dati raccolti evidenzia, rispetto al 2003, una
riduzione dei costi totali di fatturazione di circa il 10% e dei
ricavi di fatturazione per numeri non geografici del 17%. L’Autorita’
stima che, adottando le medesime metodologie impiegate con la
delibera n. 2/03/CIR, la quota di fatturazione da praticare per il
2006 non possa eccedere il 3,1% dell’importo fatturato e ritiene
pertanto che Telecom Italia debba riformulare tale valore in offerta
di riferimento.
9. Servizi di ULL/SA, co-locazione fisica e virtuale, canale virtuale
permanente.
73. L’Autorita’, in considerazione del fatto che le offerte dei
servizi di unbundling e di co-locazione sono attualmente in riesame
ai sensi di quanto alla delibera n. 4/06/CONS, e che le eventuali
modifiche dell’offerta ai sensi della presente delibera avrebbero
validita’ per il solo periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2006 e
l’entrata in vigore della delibera n. 4/06/CONS, ritiene, in tale
sede, non necessario intervenire sui servizi in oggetto per quanto
non gia’ previsto e rinvia eventuali modifiche agli esiti del riesame
dell’offerta pubblicata ai sensi della delibera n. 4/06/CONS.
Analogamente, per il servizio di canale virtuale permanente,
l’Autorita’, per quanto non gia’ previsto, rimanda ulteriori
modifiche sull’offerta alle analisi condotte ai sensi della delibera
n. 34/06/CONS.
Udita la relazione dei commissari Nicola D’Angelo e Stefano
Mannoni, relatori ai sensi dell’art. 29 del regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;
Delibera:
Art. 1.
Approvazione dell’offerta di riferimento 2006
di Telecom Italia
1. Sono approvate le condizioni economiche dell’offerta di
riferimento presentata in data 28 ottobre 2005 da Telecom Italia
S.p.a. per l’anno 2006, relativamente ai servizi inclusi nei panieri
di network cap, fatto salvo quanto previsto nell’art. 2.
2. Fatto salvo quanto previsto all’art. 2, le condizioni economiche
dei servizi non inclusi nei panieri di network cap sono approvate
sino alla verifica dei costi sottostanti tali condizioni economiche.

Art. 2.
Adeguamento dell’offerta di riferimento
di Telecom Italia
1. Telecom Italia riformula le condizioni economiche relative ai
panieri A, B e C a partire dai prezzi approvati in offerta 2005
applicando rispettivamente i seguenti vincoli di cap: -1,22%, -1,01%,
-0,97%.
2. Le condizioni di SLA di assistenza tecnica dei servizi di
interconnessione prevedono la chiusura concordata del guasto,
consentendo all’operatore alternativo di verificare l’effettivo
funzionamento del servizio ripristinato. I conteggi relativi alle
penali sono sospesi per la sola durata necessaria alla verifica del
ripristino del servizio.
3. La capacita’ di evasione degli ordinativi di SPP e di fornitura
dei servizi di unbundling riportata in offerta di riferimento viene
adeguata alle effettive capacita’ di evasione attualmente in essere.
4. L’offerta di riferimento, in linea con quanto alla delibera n.
4/CIR/99, prevede la prestazione di configurazione del
reinstradamento del transito per le numerazioni portate (geografiche
e non) con SLA allineati ai tempi previsti per la prestazione di
portabilita’ del numero e relative penali. L’offerta dei servizi di
configurazione del reinstradamento adotta il routing number C60
previsto dalla specifica tecnica 763-1.
5. L’offerta di riferimento, nel rispetto degli obblighi di
trasparenza, prevede la fornitura, su richiesta dell’operatore
interconnesso, del dettaglio delle fatture dei servizi di transito
tale da consentire la verifica, per singola chiamata, dell’importo di
terminazione relativo alla numerazione e dei livelli di rete
interessati dal transito della chiamata stessa.
6. L’offerta di riferimento, in linea con quanto previsto dalla
delibera n. 10/00/CIR, contempla per l’accesso alle numerazioni 12xy
di altro operatore le medesime condizioni di interconnessione
(modello di raccolta, prezzi delle numerazioni, fatturazione ed
insolvenza) previste dal servizio di raccolta verso numerazioni non
geografiche.
7. Il prezzo massimo per il servizio di surcharge da telefoni
pubblici per l’anno 2006 e’ di 7,30 Eurocent/min.
8. Telecom Italia elimina dall’offerta di riferimento la previsione
di valorizzare il traffico sulla base della durata dell’occupazione
in caso di «comportamenti anomali». La fatturazione dei servizi
all’ingrosso parte dall’inoltro del criterio di risposta.
9. Nel caso di raccolta da telefonia pubblica su numerazione in
decade 8, gli operatori inviano il criterio di risposta entro un
tempo non superiore a quello previsto nel caso di messaggi di
presentazione obbligatori per numerazioni a sovrapprezzo. Tale
previsione viene rivista a valle dell’introduzione da parte di
Telecom Italia di un’offerta all’ingrosso per l’accesso ai sistemi di
fatturazione di telefonia pubblica tramite carte prepagate con
tariffe sulla banda magnetica.
10. L’offerta di riferimento prevede modalita’ di condivisione dei
flussi di interconnessione tra traffico in transito che richiede la
prestazione CCBS ed altro traffico di terminazione con l’ausilio di
fasci logici dedicati. A valle della definizione di modalita’
tecniche relative all’uso di fasci logici condivisi, Telecom Italia
adegua la propria offerta.
11. Telecom Italia rimuove dall’offerta di riferimento la
possibilita’ di negoziazioni commerciali relative alla configurazione
dei prezzi delle numerazioni non geografiche ed introduce in offerta
le modalita’ opzionali di configurazione ad oggi fornite.
12. Telecom Italia prevede che l’apertura di proprie nuove
numerazioni non geografiche avvenga con un preavviso di almeno
quindici giorni agli operatori interconnessi, indicando nel messaggio
di notifica le numerazioni aperte e o modificate ed, ove necessario,
i relativi prezzi da fatturare agli utenti finali.
13. Telecom Italia rimuove dall’offerta di riferimento l’obbligo di
adozione della propria carta delle garanzie per le numerazioni non
geografiche di altro operatore.
14. Telecom Italia elimina dall’offerta di riferimento l’obbligo di
messaggi di presentazione per i servizi su numerazioni non
geografiche per i quali non e’ obbligatorio ai sensi della delibera
n. 9/03/CIR e del decreto ministeriale n. 145 del 2006.
15. Telecom Italia prevede la pubblicazione e l’aggiornamento sul
proprio sito web dei prezzi applicabili a tutte le numerazioni non
geografiche entro cinque giorni lavorativi dalla loro effettiva
configurazione nei sistemi.
16. Telecom Italia riformula le condizioni economiche del servizio
di configurazione dei prezzi delle numerazioni non geografiche sulla
base delle considerazioni di cui in premessa.
17. Il prezzo massimo per il servizio di fatturazione per
numerazioni non geografiche, in linea con i principi adottati con la
delibera n. 2/03/CIR, e’ fissato al 3,1%.

Art. 3.
Disposizioni finali
1. Telecom Italia recepisce le disposizioni di cui al precedente
art. 2 entro trenta giorni dalla data di notifica del presente
provvedimento, fatto salvo ove diversamente specificato.
2. Telecom Italia propone una specifica tecnica relativa alla
segnalazione per la prestazione di modifica di regime tariffario nel
corso della connessione. La proposta di Telecom Italia e’ concordata
con gli operatori interconnessi ed adottata da tutti gli operatori di
accesso di rete fissa e mobile per la raccolta da numerazioni non
geografiche di altri operatori, a richiesta di questi ultimi.
3. Telecom Italia propone una specifica tecnica relativa alla
segnalazione per la prestazione di CCBS su fasci logici condivisi tra
traffico in transito ed in terminazione. La proposta di Telecom
Italia e’ concordata con gli operatori interconnessi ed adottata, a
richiesta del contro interessato, da tutti gli operatori. Analoga
previsione si applica ai restanti servizi supplementari offerti
all’interfaccia di interconnessione in caso di contrasti su aspetti
implementativi non trattati nelle specifiche tecniche.
4. Il mancato rispetto da parte di Telecom Italia S.p.A. delle
disposizioni contenute nella presente delibera comporta
l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.
Il presente provvedimento, comprensivo dell’allegato A), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel
Bollettino ufficiale e sul sito web dell’Autorita’.
Napoli, 30 maggio 2006
Il presidente: Calabro’
I commissari relatori: Mannoni – D’Angelo

Allegato

—-> Vedere allegato alle pagg. 55-56 in formato zip/pdf

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 30 maggio 2006

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