AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 15 novembre 2010 | Edilone.it

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 15 novembre 2010

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 15 novembre 2010 - Criteri per la vigilanza sul rispetto del pluralismo politico e istituzionale nei telegiornali diffusi dalle reti televisive nazionali. (Deliberazione n. 243/10/CSP). (10A14896) (GU n. 291 del 14-12-2010 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 15 novembre 2010

Criteri per la vigilanza sul rispetto del pluralismo politico e
istituzionale nei telegiornali diffusi dalle reti televisive
nazionali. (Deliberazione n. 243/10/CSP). (10A14896)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per i servizi ed i prodotti
dell’11 novembre 2010, in particolare nella sua prosecuzione del 15
novembre 2010;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, pubblicata nel supplemento
ordinario n. 154/L alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 177 del 31 luglio 1997 e, in particolare l’art. 1, comma 6,
lettera b), nn. 1, 9 e 13;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come
modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, recante
«Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici», ed, in
particolare, gli articoli 3 e 7;
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante «Disposizioni per
la parita’ di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne
elettorali e referendarie e per la comunicazione politica»;
Visto l’Atto di indirizzo sulle garanzie del pluralismo nel
servizio pubblico radiotelevisivo approvato dalla Commissione
parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi
radiotelevisivi nella seduta dell’11 marzo 2003;
Vista la deliberazione della Commissione parlamentare per
l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
recante «Comunicazione politica e messaggi autogestiti nei periodi
non interessati da campagne elettorali o referendarie», approvata
nella seduta del 18 dicembre 2002 ed integrata nella seduta del 29
ottobre 2003;
Vista la delibera n. 22/06/CSP del 1° febbraio 2006, recante
«Disposizioni applicative delle norme e dei principi vigenti in
materia di comunicazione politica e parita’ di accesso ai mezzi di
informazione nei periodi non elettorali»;
Considerato che, ai sensi degli articoli 3 e 7 del citato Testo
unico costituiscono principi fondamentali del sistema dei servizi di
media audiovisivi e della radiofonia la garanzia della liberta’ e del
pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva,
l’obiettivita’, la completezza, la lealta’ e l’imparzialita’
dell’informazione e che, l’attivita’ di informazione mediante
servizio di media audiovisivo o radiofonico radiotelevisiva
costituisce un servizio di interesse generale che deve garantire la
presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo tale
da favorire la libera formazione delle opinioni, e l’accesso di tutti
i soggetti politici alle trasmissioni di informazione e di propaganda
elettorale in condizioni di parita’ di trattamento e di
imparzialita’, nelle forme e secondo le modalita’ indicate dalla
legge;
Considerato, altresi’, che il citato art. 7, comma 3, del Testo
unico prevede che l’Autorita’ stabilisce ulteriori regole per le
emittenti per rendere effettiva l’osservanza dei citati principi nei
programmi di informazione e di propaganda delle emittenti
radiotelevisive e dei fornitori di contenuti in ambito nazionale;
Considerato che ai sensi dell’art. 2 della legge 22 febbraio 2000,
n. 28 le emittenti devono assicurare a tutti i soggetti politici con
imparzialita’ ed equita’ l’accesso all’informazione e alla
comunicazione politica e che, ai sensi del comma 2, «S’intende per
comunicazione politica ai fini della presente legge la diffusione sui
mezzi radiotelevisivi di programmi contenenti opinioni e valutazioni
politiche. Alla comunicazione politica si applicano le disposizioni
dei commi successivi. Esse non si applicano alla diffusione di
notizie nei programmi di informazione»;
Considerato, altresi’, che la deliberazione della Commissione
parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi
radiotelevisivi recante «Comunicazione politica e messaggi
autogestiti nei periodi non interessati da campagne elettorali o
referendarie», approvata nella seduta del 18 dicembre 2002 ed
integrata nella seduta del 29 ottobre 2003, prevede, con specifico
riferimento all’informazione, che «1. I programmi di contenuto
informativo sono caratterizzati dalla correlazione ai temi
dell’attualita’ e della cronaca. 2. Nel rispetto della liberta’
d’informazione, ogni direttore responsabile di testata e’ tenuto ad
assicurare che i programmi di informazione a contenuto
politico-parlamentare attuino un’equa rappresentazione di tutte le
opinioni politiche assicurando la parita’ di condizioni
nell’esposizione di opinioni politiche presenti nel Parlamento
nazionale e nel Parlamento europeo»;
Considerato che con la sentenza n. 155 del 24 aprile/7maggio 2002
la Corte Costituzionale ha posto in rilievo come «il diritto
all’informazione, garantito dall’art. 21 della Costituzione, venga
qualificato e caratterizzato, tra l’altro, sia dal pluralismo delle
fonti cui attingere conoscenze e notizie – cosi’ da porre il
cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo
presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici
differenti – sia dall’obiettivita’ e dall’imparzialita’ dei dati
forniti, sia infine dalla completezza, dalla correttezza e dalla
continuita’ dell’attivita’ di informazione erogata» e che «Il diritto
alla completa ed obiettiva informazione del cittadino appare dunque
tutelato in via prioritaria soprattutto in riferimento a valori
costituzionali primari, che non sono tanto quelli…….della pari
visibilita’ dei partiti, quanto piuttosto quelli connessi al corretto
svolgimento del confronto politico su cui in permanenza si
fonda….il sistema democratico». In base a tali criteri la Corte ha
osservato come le regole piu’ stringenti che valgono per la
comunicazione politica non si attaglino «alla diffusione di notizie
nei programmi di informazione». La Corte Costituzionale ha
sottolineato in proposito che l’art. 2 della legge n. 28 del 2000 non
comporta la trasposizione dei criteri dettati per la comunicazione
politica nei programmi di informazione «che certamente costituiscono
un momento ordinario, anche se tra i piu’ caratterizzanti
dell’attivita’ radiotelevisiva,» e ha soggiunto che «l’espressione
diffusione di notizie» va…intesa, del resto secondo un dato di
comune esperienza, nella sua portata piu’ ampia, comprensiva quindi
della possibilita’ di trasmettere notizie in un contesto
narrativo-argomentativo ovviamente risalente alla esclusiva
responsabilita’ della testata”;
Considerato che il TAR del Lazio – Sezione Terza Ter -, con le
recenti pronunce (ordinanze n. 01179 e 01180 dell’11 marzo e sentenze
n. 11187 e n. 11188 del 13 maggio 2010) emesse con riferimento alla
disciplina regolamentare adottata dall’Autorita’ per lo svolgimento
delle campagne elettorali relative alle elezioni regionali,
provinciali e comunali del 28 e 29 marzo 2010, ha ribadito il
distinguo operato dal giudice delle leggi tra «programmi di
informazione» e «comunicazione politica radiotelevisiva» ed ha
ritenuto non conforme al dettato dell’art. 2 della legge 28 del 2000
una disciplina che estenda ai primi le regole dettate per la seconda;
Considerato che i telegiornali, caratterizzati dalla correlazione
ai temi dell’attualita’ e della cronaca, essendo programmi
informativi identificabili per impostazione e realizzazione, sono
suscettibili di autonoma considerazione sotto il profilo del rispetto
delle norme in materia di pluralismo;
Considerato che la rappresentazione delle diverse posizioni
politiche nei telegiornali non e’ regolata, a differenza della
comunicazione politica, dal criterio della ripartizione
matematicamente paritaria degli spazi attribuiti, ma deve conformarsi
al criterio della parita’ di trattamento, il quale va inteso
propriamente, secondo il consolidato orientamento dell’Autorita’, nel
senso che situazioni analoghe debbano essere trattate in maniera
analoga, al fine di assicurare in tali programmi l’equa
rappresentazione di tutte le opinioni politiche ed il corretto
svolgimento del confronto politico su cui si fonda il sistema
democratico;
Considerato che, al fine di far conoscere le posizioni politiche
espresse da tutti i soggetti politici e istituzionali e favorire la
libera formazione delle opinioni, nella valutazione del rispetto del
pluralismo politico e istituzionale nei telegiornali e’ opportuno
attribuire peso prevalente al parametro costituito dal «tempo di
parola», ossia il tempo in cui il soggetto politico o istituzionale
parla direttamente in voce, che costituisce l’indicatore piu’
sintomatico del grado di pluralismo;
Considerato che l’Autorita’ verifica il pluralismo politico ed
istituzionale nei telegiornali attraverso il monitoraggio delle
trasmissioni radiotelevisive irradiate in ambito nazionale, i cui
dati sono resi pubblici sul proprio sito internet;
Rilevato che, ai fini della massima conoscenza e trasparenza, e’
opportuno rendere noti i criteri per la vigilanza e la valutazione
del rispetto del pluralismo politico ed istituzionale nei
telegiornali che l’Autorita’ esercita d’ufficio sulla base dei dati
di monitoraggio pubblicati dall’Autorita’;
Udita la relazione dei Commissari Sebastiano Sortino e Gianluigi
Magri, relatori ai sensi dell’art. 29 del regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1

Modalita’ e frequenza del monitoraggio

1. L’Autorita’ effettua la vigilanza sul rispetto del pluralismo
politico e istituzionale nei telegiornali diffusi sulle reti
televisive nazionali attraverso il monitoraggio delle edizioni andate
in onda nell’intero arco di ciascuna giornata di programmazione. I
dati dei telegiornali monitorati sono resi pubblici sul sito internet
dell’Autorita’ unitamente alla metodologia di rilevazione utilizzata.
2. Nel corso dei periodi non interessati da campagne elettorali o
referendarie l’Autorita’ pubblica i dati di monitoraggio di cui al
comma 1 con cadenza mensile, di norma il giorno 12 di ciascun mese
successivo a quello oggetto della rilevazione.
3. Nel corso nelle campagne elettorali o referendarie, come
definite dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, l’Autorita’ pubblica i
dati di monitoraggio di cui al comma 1 con cadenza quindicinale nel
periodo che intercorre tra la data di convocazione dei comizi
elettorali e la data di presentazione delle candidature e con cadenza
settimanale nel periodo che intercorre tra la data di presentazione
delle candidature e la data di chiusura della campagna elettorale.

Art. 2

Criteri di valutazione

1. Nel corso dei periodi non interessati da campagne elettorali o
referendarie l’Autorita’ effettua d’ufficio la valutazione del
rispetto del pluralismo politico e istituzionale di ciascun
telegiornale sottoposto a monitoraggio nell’arco di ciascun
trimestre. Avuto riguardo ai parametri sui quali si fonda la
rilevazione, costituiti dal tempo di notizia, dal tempo di parola e
dal tempo di antenna, cosi’ come definiti nella metodologia di
rilevazione pubblicata nel sito internet dell’Autorita’, nella
valutazione del rispetto del pluralismo politico e istituzionale
riveste peso prevalente il tempo di parola attribuito a ciascun
soggetto politico o istituzionale.
2. Nel corso dei periodi di cui al comma 2 la valutazione del
rispetto del pluralismo politico e istituzionale avviene nel rispetto
del principio della parita’ di trattamento cosi’ come richiamato
nelle premesse del presente provvedimento.
3. Nel corso nelle campagne elettorali o referendarie, come
definite dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, la valutazione del
rispetto del pluralismo politico e istituzionale dei telegiornali
avviene secondo i criteri specifici che la Commissione parlamentare
per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e
l’Autorita’, previa consultazione tra loro e ciascuna nell’ambito
della propria competenza definiscono ai sensi dell’art. 5, comma 1,
della citata legge n. 28/2000.
Il presente provvedimento e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, nel Bollettino ufficiale e nel sito web
dell’Autorita’ ed e’ trasmesso alla Commissione parlamentare per
l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Roma, 15 novembre 2010

Il Presidente: Calabro’
I Commissari relatori: Sortino – Magri

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 15 novembre 2010

Edilone.it