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AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 3 agosto 2004: Norme a garanzia dell'accesso dei fornitori di contenuti di particolare valore alle reti per la televisione digitale terrestre. (Delibera n. 253/04/CONS). (GU n. 197 del 23-8-2004)

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 3 agosto 2004

Norme a garanzia dell’accesso dei fornitori di contenuti di
particolare valore alle reti per la televisione digitale terrestre.
(Delibera n. 253/04/CONS).

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione di Consiglio del 3 agosto 2004;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»;
Vista la direttiva del Consiglio 89/552/CEE del 3 ottobre 1989,
relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti
l’esercizio delle attivita’ televisive cosi’ come modificata dalla
direttiva del Parlamento e del Consiglio 97/36/CE del 30 giugno 1997;
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122, recante «Differimento di
termini previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249 relativi
all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, nonche’ norme in
materia di programmazione e di interruzioni pubblicitarie
televisive»;
Vista la delibera n. 278/99/CONS del 20 ottobre 1999, recante
«Procedura per lo svolgimento di consultazioni pubbliche nell’ambito
di ricerche e indagini conoscitive»;
Vista la legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante «Norme in materia
di tutela delle minoranze linguistiche storiche»;
Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante «Disposizioni
urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni
radiotelevisive analogiche e digitali, nonche’ per il risanamento di
impianti radiotelevisivi» convertito, con modificazioni, dalla legge
20 marzo 2001, n. 66;
Vista la propria delibera n. 435/01/CONS del 15 novembre 2001
recante «Approvazione del regolamento relativo alla radiodiffusione
terrestre in tecnica digitale» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del 6 dicembre 2001, n. 284, supplemento
ordinario n. 259 (di seguito indicato come «regolamento»);
Vista la direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune
per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva
quadro);
Vista la raccomandazione della Commissione europea dell’11 febbraio
2003 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore
delle comunicazioni elettroniche suscettibili di una regolamentazione
ex ante ai sensi della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo
comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica
pubblicata nella GUCE dell’8 marzo 2003;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
«Codice delle comunicazioni elettroniche» (di seguito indicato come
«Codice»);
Vista la delibera n. 335/03/CONS, recante «Modifiche e integrazioni
al regolamento concernente l’accesso ai documenti approvato con
delibera n. 217/01/CONS» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 15 ottobre 2003, n. 240;
Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112, recante «Norme di principio
in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della
RAI-Radiotelevisione italiana S.p.a., nonche’ delega al Governo per
l’emanazione del testo unico della radiotelevisione»;
Vista la delibera n. 39/04/CONS, recante «Consultazione pubblica
concernente norme a garanzia dell’accesso dei fornitori di contenuti
di particolare valore alle reti per la televisione digitale
terrestre», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 75 del 30 marzo 2004, i cui termini sono stati prorogati
con la delibera n. 115/04/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana 6 maggio 2004, n. 105;
Viste le risposte pervenute e le osservazioni formulate a seguito
della consultazione pubblica indetta con delibera n. 39/04/CONS da
parte di AERANTI CORALLO, AIIP, APT, Cartoon Italia, Coordinamento
Nazionale Telestreet, DOC/IT, e.Bismedia, FRT, H3G, Home Shopping
Europe, ISIMM, La 7 Televisioni, Prima Tv, RAI, Rete Blu, RTI;
Considerato che l’art. 23, comma 5, della legge 3 maggio 2004, n.
112, ha previsto che, a decorrere dalla data di entrata in vigore
della medesima legge, la licenza di operatore di rete televisiva e’
rilasciata, su domanda, ai soggetti che esercitano legittimamente
l’attivita’ di diffusione televisiva, in virtu’ di titolo concessorio
ovvero per il generale assentimento di cui al comma 1 del medesimo
articolo, qualora dimostrino di avere raggiunto una copertura non
inferiore al 50 per cento della popolazione o del bacino locale e che
l’art. 23, comma 6, della legge 3 maggio 2004, n. 112, prevede che i
soggetti richiedenti la licenza di operatore di rete televisiva
devono assumere, con specifica dichiarazione contenuta nella domanda,
l’obbligo di osservare le disposizioni che saranno stabilite nel
provvedimento previsto dall’art. 29 del regolamento;
Considerato che l’art. 29 del regolamento aveva previsto l’adozione
da parte dell’Autorita’ di provvedimenti a tutela del pluralismo e
della concorrenza entro il 31 marzo 2004 e che, tuttavia, il nuovo
quadro normativo comunitario delle comunicazioni elettroniche,
recepito successivamente dal Codice, prevede che l’imposizione, la
modifica o la revoca di obblighi ex-ante a carico di operatori di
rete di comunicazioni elettroniche puo’ avvenire solo con riguardo ad
«imprese che dispongono di un significativo potere di mercato previo
completamento delle procedure di analisi dei mercati rilevanti»;
Considerato che il suddetto nuovo quadro regolamentare non si
applica, invece, ai contenuti dei servizi forniti mediante reti di
comunicazione elettronica e lascia impregiudicate le misure adottate
a livello nazionale per promuovere la diversita’ culturale e
linguistica e per assicurare il pluralismo dei mezzi di informazione
e che le disposizioni previste dal comma 1, lettere a) e b) dell’art.
29 del regolamento riguardano specificatamente il profilo del
pluralismo informativo e la tutela dei fornitori di contenuti di
particolare valore;
Ritenuto, pertanto, opportuno adottare un primo provvedimento che,
in attuazione di quanto previsto dall’art. 29, comma 1, lettere a) e
b), preveda norme a garanzia dell’accesso alle reti digitali
terrestri per fornitori di contenuto di «particolare valore» per il
sistema televisivo nazionale e locale;
Considerato che, anche a seguito della consultazione, per
l’individuazione dei contenuti di particolare valore in ambito
nazionale, in particolare trasmessi attraverso canali tematici, sono
stati adottati i seguenti criteri: l’arricchimento del contenuto
educativo della programmazione, il rafforzamento del pluralismo
informativo, l’informazione e l’approfondimento dei fatti e delle
notizie, del contesto socio-economico, culturale e politico nazionale
ed internazionale, il miglioramento del rapporto fra il cittadino e
la pubblica amministrazione ovvero fra cittadino e fornitori di
servizi di interesse generale e di pubblica utilita’, la promozione
dell’identita’ culturale nazionale ed europea;
Considerata, inoltre, la necessita’ di promuovere in tale ambito i
programmi dedicati alla formazione dei minori in eta’ scolare e
prescolare, e di precisare che per questi ultimi non solo il tema ma
anche il linguaggio usato, gli argomenti trattati ed il format (quali
quelli del documentario e del cartone animato) debbono essere
adeguati alla finalita’ formativa del pubblico destinatario;
Considerato, infine, che la direttiva 89/552/CE prevede che per
promuovere attivamente l’una o l’altra lingua, gli Stati membri
devono avere la facolta’ di stabilire norme piu’ rigorose o piu’
particolareggiate, secondo criteri linguistici, sempre che tali norme
rispettino il diritto comunitario e non si applichino alla
ritrasmissione di programmi originari di altri Stati membri, e che
qualora lo ritengano necessario per il conseguimento di obiettivi di
politica linguistica, gli Stati membri hanno la facolta’, nel
rispetto del diritto comunitario, di prevedere norme piu’ dettagliate
o piu’ rigorose, in particolare secondo criteri linguistici, per
quanto riguarda alcune o tutte le trasmissioni delle emittenti
televisive soggette alla loro giurisdizione;
Considerato che, per l’individuazione dei contenuti di particolare
valore in ambito locale, oltre ai criteri individuati a livello
nazionale, sono stati identificati, anche a seguito della
consultazione, l’informazione locale e l’approfondimento della
realta’ socio-economica e politica a livello territoriale che
valorizzi le culture locali e dialettali e la multiculturalita’, la
localizzazione territoriale dell’attivita’ formativa legata allo
sviluppo dei servizi, dell’industria e dell’artigianato locali anche
nel contesto di politiche di internazionalizzazione, la tutela delle
minoranze linguistiche riconosciute dalla legge;
Considerato che, nella definizione di regole a garanzia
dell’accesso dei fornitori di contenuto di particolare valore, oltre
alle specifiche previsioni del regolamento, si ritiene necessario che
gli operatori di rete forniscano un’adeguata informazione circa la
disponibilita’ di risorse trasmissive tramite un congruo preavviso e
opportune forme di pubblicita’;
Udita la relazione del commissario dott. Antonio Pilati, relatore
ai sensi dell’art. 32 del Regolamento concernente l’organizzazione ed
il funzionamento dell’Autorita’.
Delibera:
Art. 1.

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