AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 16 luglio 2002 | Edilone.it

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 16 luglio 2002

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 16 luglio 2002 Modalita' di applicazione del criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa per gli appalti di servizi in materia di architettura, ingegneria ed altri servizi tecnici di cui alla categoria 12 della CPC (Classificazione comune dei prodotti) n. 867, contenuta nell'allegato 1 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, di importo pari o superiore alla soglia comunitaria. (Determinazione n. 16/2002). (GU n. 188 del 12-8-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 16 luglio 2002

Modalita’ di applicazione del criterio dell’offerta economicamente
piu’ vantaggiosa per gli appalti di servizi in materia di
architettura, ingegneria ed altri servizi tecnici di cui alla
categoria 12 della CPC (Classificazione comune dei prodotti) n. 867,
contenuta nell’allegato 1 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
157, di importo pari o superiore alla soglia comunitaria.
(Determinazione n. 16/2002).

L’AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

Considerato in fatto.
Sono state richieste all’Autorita’ chiarimenti in ordine alle
modalita’ di applicazione del criterio dell’offerta economicamente
piu’ vantaggiosa nel caso di gare per l’affidamento di servizi in
materia di architettura, ingegneria ed altri servizi tecnici di cui
alla categoria 12 della CPC (classificazione comune dei prodotti) n.
867, contenuta nell’allegato 1 del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 157, di importo superiore alla soglia comunitaria, dopo che la
legge 1 marzo 2002, n. 39 (legge comunitaria 2002) ha abrogato il
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 1997,
n. 116 (noto come decreto Karrer).
L’art. 53 della suddetta legge n. 39/2002 prevede, infatti, al
primo comma che i parametri di ponderazione e valutazione previsti
dall’ art. 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 157, volti a garantire, nel caso di impiego del criterio
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa, il corretto rapporto
prezzo-qualita’ in relazione al servizio da affidare, siano stabiliti
dalle singole stazioni appaltanti in sede di bando di gara o di
lettera di invito ed al secondo comma la esplicita abrogazione del
suddetto decreto n. 116/1997.
In sede di approvazione della legge la Camera dei deputati ha
approvato un ordine del giorno con il quale si esprime parere che,
nel caso di appalti di servizi di natura tecnica, gli elementi di
valutazione delle offerte debbano essere:
a) le caratteristiche qualitative dell’offerta ricavabili dalla
documentazione relativa ad almeno un progetto analogo (con un massimo
di tre) a quello da affidare, scelto dall’offerente, limitatamente a
tre schede in formato A3 per ogni progetto;
b) caratteristiche metodologiche e tecniche dell’offerta desunte
dalla relazione di offerta;
c) ribasso percentuale indicato nell’offerta economica;
d) servizio successivo alla vendita;
e) assistenza tecnica.
Le richieste di chiarimenti fanno ritenere che vi sono incertezze
interpretative e difficolta’ operative, in particolare per il fatto
che sono venute meno le disposizioni contenute nel suddetto decreto
n. 116/1997 che per quasi cinque anni sono state applicate e con
risultati in larga misura positivi. Data l’importanza che hanno nel
settore dei lavori pubblici le gare per l’affidamento di servizi di
natura tecnica l’Autorita’ riconosce che vi e’ l’esigenza di ridurre
le suddette incertezze e difficolta’ operative. A tal fine
l’Autorita’ ritiene necessario contribuire alla formazione di regole
di comportamento delle stazioni appaltanti, regole che a fronte della
discrezionalita’ introdotta con la legge n. 39/2002, hanno valore di
linee guida cui i suddetti soggetti possono far riferimento nei
singoli casi di rispettiva competenza.

Considerato in diritto.
L’art. 36 della direttiva 92/50/CEE del Consiglio del 18 giugno
1992 (Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi)
prevede come criterio di aggiudicazione, oltre a quello del prezzo
piu’ basso, anche quello dell’offerta economicamente piu’
vantaggiosa. La disposizione e’ stata recepita nell’art. 23 del
decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157. Come noto le tariffe dei
tecnici (architetti, ingegneri, geometri, periti industriali, geologi
ecc.) sono minimi inderogabili e, di conseguenza, l’aggiudicazione
degli appalti di servizi di architettura, ingegneria ed altri servizi
tecnici di cui alla categoria 12 della CPC (classificazione comune
dei prodotti) n. 867, contenuta nell’allegato I A della suddetta
direttiva 92/50/CEE, qualunque sia l’importo, non puo’ che avvenire
in base al criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa. Di
qui la grande importanza sul piano operativo delle disposizioni in
ordine alle modalita’ di applicazione di tale criterio.
Preliminarmente si ricorda che tale criterio fu introdotto nella
nostra legislazione per la prima volta con la legge 8 agosto 1977, n.
584 che recepiva la direttiva 305/71/CEE del Consiglio del 26 luglio
1971, prima direttiva comunitaria in materia di lavori pubblici. Il
criterio prevede che l’aggiudicazione avvenga sulla base di un
insieme di elementi di valutazione quali, per esempio, il prezzo, il
valore tecnico dell’offerta, il termine di esecuzione, il costo di
utilizzazione, il rendimento ecc. Oggi esso e’ recepito, oltre che
nella direttiva in materia di lavori, anche nelle direttive in
materia di forniture e servizi.
Questo criterio e’ caratterizzato da aspetti teorici e applicativi
molto complessi ed ha avuto una disciplina legislativa variabile nel
tempo. Il legislatore ha colto l’essenza del problema soltanto con la
legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. In quella
occasione ha, infatti, previsto all’ art. 21, comma 3, che il
regolamento generale della legge dovesse definire opportuni metodi
che consentissero di individuare con un unico parametro finale
l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa. Metodi che sono stati poi
indicati negli allegati A, B, C, D, E ed F del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e successive
modificazioni. Nello stesso modo nel citato decreto legislativo n.
157/1995, prima della approvazione della legge n. 39/2002, era
prevista all’art. 23, comma 6, l’emanazione, su proposta dei Ministri
competenti per i diversi settori, di appositi decreti del Presidente
del Consiglio dei Ministri, per stabilire, in relazione alla natura
del servizio, i parametri di valutazione e di ponderazione degli
elementi da considerare ai fini della valutazione dell’offerta, volti
a garantire un corretto rapporto prezzo-qualita’. Ed in relazione a
tale disposizione fu, poi, dato adempimento, per il settore dei
lavori pubblici, approvando il suddetto decreto n. 116/1997.
La problematica dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa e’
inquadrabile nel tema generale della valutazione di beni e servizi
caratterizzati da diversificati attributi. Negli ultimi tempi, anche
per effetto dello sviluppo delle tecniche di valutazione di impatto
ambientale, sono stati studiati nuovi e sempre piu’ affinati metodi
multicriteri e multiobiettivi che rappresentano, in parte, anche un
superamento dell’analisi costi-benefici. Tutte queste tecniche
partono dal presupposto che gli attributi di un bene o di un servizio
(per esempio prezzo e qualita) sono fra di loro interdipendenti, e
non sempre comparabili in base ad una medesima unita’ di misura e
che, quindi, e’ necessario esplicitare ex ante il peso relativo che
il decisore intende assegnare nella valutazione a ciascuno degli
attributi. E’ da ritenere, pertanto, che fra piu’ beni o piu’ servizi
e’ da considerare il miglior bene o il miglior servizio quello che
raggiunge il miglior compromesso fra i diversi attributi in quanto
non e’ mai possibile raggiungere un ottimale contemporaneo loro
perseguimento. Peraltro non esiste sul piano scientifico un metodo di
univoca accettazione che sia idoneo a individuare quale fra piu’ beni
o piu’ servizi sia da ritenersi migliore. Di qui la necessita’ di
indicare in sede di bando o di lettera di invito, oltre ai pesi degli
attributi, anche quale metodo sara’ impiegato per individuare
l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa. L’abrogato decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 116/1997 prevedeva
l’applicazione del metodo denominato della somma pesata o
aggregativo-compensatore. Il decreto del Presidente della Repubblica
n. 554/1999 e s. m., oltre a tale metodo, ne indica altri (quali
l’electre, l’analityc hierarchy process (AHP), l’evamix, il technique
for order preference by similiraty to idel solution (TOPSIS)) che
sono ritenuti piu’ corretti sul piano scientifico ma di applicazione
piu’ complessa.
L’abrogazione del suddetto decreto n. 116/1997 e’ stata disposta
perche’ la Commissione europea aveva riscontrato profili di contrasto
con il diritto comunitario ed in particolare con la direttiva
92/50/CEE del Consiglio del 18 giugno 1992.
Venute, quindi, meno le disposizioni del decreto n. 116/1997, al
fine di suggerire criteri sulle possibili modalita’ di determinazione
dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa negli appalti di servizi
di architettura, ingegneria ed di altri servizi tecnici di importo
superiore alla soglia comunitaria, e’ opportuno indicare i profili di
contrasto che la Commissione europea aveva evidenziato tra
disposizioni dell’abrogato decreto n. 116/1997 e il diritto
comunitario. Tali profili erano costituiti da:
a) la violazione dell’art. 44, paragrafo 2, della direttiva
92/50/CEE in quanto il decreto n. 116/1997 non era stato oggetto di
specifica comunicazione alla Commissione europea;
b) la violazione degli articoli 23, 32 e 36 della direttiva
92/50/CEE in quanto l’art. 1, comma 1, lettera a), del decreto n.
116/1997, nello stabilire i criteri di individuazione del merito
tecnico del concorrente, faceva riferimento agli elementi di cui
all’art. 14 del decreto legislativo n. 157/1995 e, quindi, ad
elementi da utilizzare nella f…

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