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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 26 novembre 2003: Appalto di servizi tecnici di importo pari o superiore a 100.000 euro: documentazione amministrativa da produrre a comprova dei servizi di progettazione gia' svolti. (Determinazione n. 20/03). (GU n. 293 del 18-12-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 26 novembre 2003

Appalto di servizi tecnici di importo pari o superiore a 100.000
euro: documentazione amministrativa da produrre a comprova dei
servizi di progettazione gia’ svolti. (Determinazione n. 20/03).

IL CONSIGLIO

Premesso.
Sono giunti a questa Autorita’ degli esposti da parte di alcuni
professionisti che segnalavano di essere stati esclusi da una gara
tramite licitazione privata per l’affidamento di incarichi di
progettazione per importi pari o superiori a 100.000 euro, dopo aver
superato la fase di prequalifica, per non aver potuto presentare la
documentazione comprovante i requisiti richiesti e la conseguente
offerta economica, a causa del ritardo con cui un precedente
committente aveva consegnato loro l’attestazione relativa ad
incarichi di progettazione gia’ svolti, richiesta nella lettera
d’invito della stazione appaltante.
Si premette che la ritardata consegna da parte dei precedenti
committenti delle attestazioni richieste investe profili
organizzativi interni alle singole stazioni appaltanti ed eventuali
negligenze nella produzione di atti dovuti devono essere contestate
con apposito ricorso amministrativo o giurisdizionale.
Cio’ considerato, si ritiene utile fornire delle indicazioni in
merito alle clausole – contenute nei bandi di gara e nelle lettere di
invito delle stazioni appaltanti – relative alla comprova dei servizi
di progettazione svolti in precedenza dai concorrenti.
Tali clausole riguardano la problematica generale delle produzioni
documentali ai sensi dell’art. 10, comma 1-quater, legge n. 109/1994,
con particolare riferimento al momento in cui sia prevista la
produzione della documentazione amministrativa a comprova dei
requisiti dichiarati ed al tipo di documentazione da produrre.
Momento in cui deve essere prodotta la documentazione amministrativa
a comprova dei requisiti dichiarati.
L’art. 63, comma 8, decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999 prescrive che la stazione appaltante verifichi le
dichiarazioni inerenti al possesso dei requisiti previsti «… ai
sensi e per gli effetti dell’art. 10, comma 1-quater della legge, per
quanto compatibili».
Quest’ultima disposizione prevede che la verifica avvenga prima di
procedere all’apertura delle buste, richiedendo al 10% dei
concorrenti di comprovare entro dieci giorni dalla data della
richiesta medesima, il possesso dei requisiti di capacita’
economico-finanziaria e tecnico-organizzativa eventualmente
richiesti.
I bandi di gara per l’appalto di servizi tecnici di importo pari o
maggiore a 100.000 euro (al di sotto di tale limite il nuovo art. 17,
comma 12, come novellato dalla legge n. 166/2002, ne consente
l’affidamento diretto), prevedono che alla domanda di partecipazione
debbano essere accluse le dichiarazioni sostitutive relative al
possesso dei requisiti, nonche’ l’elenco dei servizi di ingegneria e
di architettura svolti negli ultimi dieci anni.
In alcuni bandi si legge che l’invito a presentare la successiva
offerta sara’ spedito dalla stazione appaltante ad un certo numero di
concorrenti selezionati tra quelli che abbiano presentato le domande
di partecipazione con le dichiarazioni sostitutive, sempre che, a
seguito di apposita verifica, domanda e dichiarazioni risultino
corrette sul piano formale e sostanziale.
Tale verifica non deve essere intesa come riscontro oggettivo della
veridicita’ delle dichiarazioni prodotte, interpretazione che
implicherebbe la necessita’ per i concorrenti di produrre la
documentazione a comprova dei requisiti dichiarati in un momento
anteriore a quello previsto dall’art. 10, comma 1-quater, legge n.
109/1994 (e cioe’ entro dieci giorni dalla richiesta della
commissione di gara).
Questa lettura, infatti, contrasta palesemente non soltanto con il
citato art. 10, comma 1-quater, ma anche con la disposizione
dell’art. 63, comma 2, che prescrive, a corredo delle domande di
partecipazione, soltanto le dichiarazioni sostitutive relative al
possesso dei requisiti richiesti.
In definitiva, in sede di pre-selezione dei concorrenti, la
stazione appaltante deve provvedere soltanto a verificare che le
dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione corrispondano
a quanto richiesto nel bando di gara (verifica tra quanto domandato e
quanto risposto), prescindendo, per il momento, dal riscontro della
veridicita’ delle medesime dichiarazioni.
Dimostrazione dei requisiti tecnico-professionali.
Il sopra citato art. 10, comma 1-quater, legge n. 109/1994
prescrive la verifica, a campione, dei «requisiti di capacita’
economico-finanziaria e tecnico-organizzativa» dei soggetti
concorrenti.
In recepimento di tale disposizione l’art. 63 del regolamento
specifica i requisiti per l’ammissione alla gara, ma, a differenza
degli affidamenti al di sopra della soglia comunitaria, per quelli al
di sotto di tale limite, prevede soltanto requisiti
tecnico-professionali e non anche economico-finanziari (nell’intento,
come sottolineato nella relazione di accompagnamento al regolamento,
di agevolare la partecipazione dei piu’ giovani professionisti).
Il comma 2 dell’art. 63, alla lettera b), fa riferimento, quindi,
alle dichiarazioni relative agli importi dei lavori per i quali il
soggetto concorrente abbia svolto servizi di progettazione,
all’indicazione, per ciascuno di essi, del committente, delle classi
e delle categorie e della natura delle prestazioni effettuate.
Sono, pertanto, improprie quelle prescrizioni dei bandi di gara per
l’appalto di servizi tecnici che (applicando, probabilmente, una
clausola standard concepita per gli appalti di lavori), prevedono che
la commissione di gara, dopo una verifica formale delle offerte e
della documentazione e dopo il sorteggio di una percentuale di
concorrenti, verifichi il possesso della cifra d’affari e non,
invece, dei requisiti tecnico-professionali (come richiesto dalle
disposizioni della legge n. 109/1994 e del regolamento n. 554/1999).
Produzione di attestazioni rilasciate da precedenti committenti e
produzioni documentali equivalenti.
La locuzione «documentazione», utilizzata dal citato art. 10, comma
1-quater, e’ generica e la legge rimanda al bando o alla lettera
d’invito per le necessarie specificazioni.
In taluni bandi di gara viene richiesta in modo esclusivo, a
comprova dei requisiti dichiarati, l’attestazione rilasciata da un
precedente committente di avvenuto espletamento di servizi tecnici
gia’ svolti (riportante le classi, le categorie, oltre agli importi
delle opere cui si riferisce la prestazione svolta).
Nel caso specifico di appalto per l’esecuzione di lavori, la
vigente normativa prevede espressamente e tassativamente quale mezzo
di prova il certificato di regolare esecuzione prescritto dal decreto
del Presidente della Repubblica n. 34/2000 (cfr. TAR Sicilia –
Palermo n. 464/2002).
Al di fuori di tale fattispecie, vige il principio di carattere
generale che un partecipante ad una gara ad evidenza pubblica,
qualora non sia in grado di dimostrare il possesso di un requisito
secondo quanto richiesto dal bando di gara, puo’ procedere alla
dimostrazione stessa mediante altri documenti considerati idonei
dalla stazione appaltante (cfr. TAR Sicilia – Catania n. 1586/2002).
In particolare, nelle gare per l’aggiudicazione di servizi di
ingegneria, una costante giurisprudenza afferma che, in ossequio al
principio dell’interesse pubblico alla piu’ ampia partecipazione, in
assenza di tassativa disposizione normativa in ordine alle forme di
comprova dei requisiti, occorre rifuggire ogni inutile formalismo che
conduca a restringere il numero dei concorrenti.
Secondo tale giurisprudenza, le disposizioni contenute nel bando di
gara in tema di specifici adempimenti a carico dei concorrenti devono
essere interpretate con riferimento al contenuto sostanziale
dell’adempimento stesso (cfr. C.D.S. V Sez. n. 223/1999), che puo’
considerarsi assolto se dalla documentazione presentata possa
comunque obiettivamente dedursi un determinato elemento (cfr. TAR
Piemonte – Torino n. 125/1996).
Inoltre, le sanzioni previste dall’art. 10, comma 1-quater, della
legge quadro sono applicabili solo in caso di inidoneita’ sostanziale
della prodotta documentazione a comprovare i requisiti prescritti,
trattandosi di disposizione di stretta interpretazione e applicazione
(cfr. TAR Sicilia – Catania n. 1079/2001).
La sopra ricordata clausola presente in taluni bandi di gara che
richiede in modo esclusivo, a comprova dei requisiti dichiarati,
l’attestazione rilasciata da un precedente committente appare,
quindi, ingiustificatamente restrittiva, anche perche’ vincola la
dimostrazione dei requisiti ad una attestazione proveniente da un
soggetto terzo.
Viceversa la dimostrazione dell’esecuzione dei precedenti incarichi
di progettazione, dell’importo dei lavori corrispondenti e di tutte
le indicazioni richieste dall’art. 63, comma 2, lettera b), puo’
essere data anche in altro modo, ad esempio con la produzione dei
provvedimenti della stazione appaltante di conferimento
dell’incarico, di avvenuto espletamento dello stesso, di pagamento
della prestazione compiuta ecc.
Pertanto, la stazione appaltante, nei documenti di gara per
l’appalto di servizi tecnici di importo pari o maggiore a 100.000
euro, in merito alla tipologia di documentazione da trasmettere a
comprova dei lavori in…

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