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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 6 maggio 2003: Inserimento dati nel casellario informatico delle imprese. (GU n. 133 del 11-6-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 6 maggio 2003

Inserimento dati nel casellario informatico delle imprese.

IL CONSIGLIO

Considerato in fatto.
Dissensi interpretativi in giurisprudenza – in ordine agli effetti
del mancato possesso da parte dei concorrenti a gare per
l’affidamento degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici,
dei prescritti requisiti di ordine generale (affidabilita’ morale e
professionale) e di ordine speciale (economico-finanziari e
tecnico-organizzativi) e per quanto concerne le conseguenze delle
false dichiarazioni rese dai concorrenti in sede di partecipazione
alle gare – inducono ad indicare alle stazioni appaltanti modalita’
operative intese a salvaguardare un interesse preminente: offrire
alle stazioni appaltanti tutti gli elementi necessari per la corretta
applicazione delle disposizioni relative al detto mancato possesso ed
alle ipotesi di false dichiarazioni, fermo restando l’esercizio da
parte dell’Autorita’ di poteri di intervento che, a tal fine,
l’ordinamento le assegna.
Il procedimento che era stato adottato dall’Autorita’ a garanzia
delle imprese – consistente nell’effettuare una preventiva
valutazione di effettivita’ e di imputabilita’ del mancato possesso
dei requisiti prima di procedere alla prescritta pubblicita’ delle
situazioni impeditive elencate dalle disposizioni vigenti (tramite
1’inserimento dei dati nel casellario informatico di cui all’art. 27
del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34) –
aveva trovato conferma della sua efficacia nei dati della realta’
emergenti da tali valutazioni. L’Autorita’, infatti, in presenza di
casi di segnalazione di mancato possesso di requisiti che avrebbero
portato, senza una valutazione, a iscrizione nel casellario
informatico, ha ritenuto non imputabili molte delle fattispecie
segnalate.
E’ comunque compito preminente di una Autorita’ amministrativa
indipendente, con funzione di regolazione del mercato, in attesa
della definizione in sede giudiziale dei gradi di gravame per i
dissensi giurisprudenziali emersi, prescrivere modalita’ operative di
raccolta delle informazioni che consentano alle stazioni appaltanti
di conoscere in modo esauriente gli elementi necessari alle
valutazioni da effettuare in sede di gara, cosi’ come prescritti
dall’art. 75 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554.
A tal fine per rendere uniforme il comportamento delle stazioni
appaltanti nonche’ l’invio delle informazioni e’ stato predisposto
nell’allegato A un modello di comunicazione con la richiesta di
inserimento dei dati nel casellario informatico. Nel modello stesso
sono indicate le varie cause di esclusione.
Considerato in diritto.
Va in primo luogo osservato che – oltre ai casi di esclusione di
un’impresa dalla gara ai sensi e per gli effetti dell’art. 75 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999, le quali
determinano sempre una segnalazione all’Autorita’ per i fini propri
dell’art. 27 del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio
2000, n. 34 – vi sono altri motivi di esclusione, non previsti dal
suddetto art. 75. Si segnalano le seguenti ipotesi:
a) l’esclusione di due o piu’ imprese in situazione di controllo
tra loro;
b) falsa dichiarazione in merito alle condizioni rilevanti per la
partecipazione alla procedura di gara o contraffazione di documenti
indispensabili per la partecipazione alla gara stessa (attestazione
SOA, polizza fideiussoria, ecc.);
c) l’esclusione di due o piu’ imprese per collegamento
sostanziale anche se non accompagnata da falsa dichiarazione;
d) la circostanza che un’impresa abbia presentato offerta in
duplice veste, da singola e da associata in ATI.
Non costituiscono oggetto di segnalazione e conseguente iscrizione
nel casellario informatico le irregolarita’ meramente formali che
risultano nello svolgimento dei procedimenti di gara e che comportano
un provvedimento che ha il contenuto sostanziale della non ammissione
alla gara anche se le norme parlano talora di esclusione.
Si tratta cioe’ dei casi di esito negativo di quell’esame
preliminare che e’ inteso a verificare se la domanda o l’offerta del
concorrente possono essere ritenute valide per partecipare alle
operazioni di valutazione intese all’aggiudicazione. Un elenco
redatto come ausilio alla concreta operativita’ delle disposizioni e’
riportato nell’allegato B.
Ai fini di una completa informazione le norme (art. 27 del decreto
del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34) prevedono
comunicazioni all’Autorita’, per l’inserimento dei dati nel
casellario informatico oltre che dalle stazioni appaltanti, anche
dalle SOA e dalle imprese. Va rilevato che i dati forniti dalle
stazioni appaltanti possono riguardare sia la procedura di
affidamento degli appalti pubblici sia la fase di esecuzione dei
lavori.
Va solo aggiunto che la lettera t) del predetto art. 27, comma 2,
del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 raggruppa un
cospicuo insieme di notizie riguardanti le imprese che, anche
indipendentemente dall’esecuzione dei lavori, sono dall’Osservatorio
ritenute utili ai fini della tenuta del casellario.
La formulazione della lettera t) e, in particolare, l’espressione
anche indipendentemente dall’esecuzione dei lavori, consente
all’Autorita’ di acquisire le notizie:
a) dalla stazione appaltante durante l’esecuzione dei lavori;
b) dalla stazione appaltante nel corso della procedura di
affidamento dei lavori;
c) dalle SOA (per esempio: in merito a false dichiarazioni nella
presentazione di documenti);
d) da altri soggetti, non indicati espressamente dall’art. 27,
che trasmettono informazioni che l’Autorita’ ritiene utili (per
esempio: INPS e INAIL che comunicano direttamente all’Autorita’
notizie su irregolarita’ contributive, ispettorato del lavoro,
curatore fallimentare, ecc.).
La suddetta formulazione consente, inoltre, di iscrivere notizie
che l’Autorita’ e’ tenuta a rendere note su richiesta di altri organi
dello Stato (ad esempio organo giudiziario che ha disposto
l’applicazione delle misure di prevenzione ex art. 3 della legge
27 dicembre 1956, n. 1423, nei confronti di un imprenditore con la
conseguente interdizione dello stesso dalla partecipazione alle gare
d’appalto di lavori pubblici.
E’ opportuno poi precisare che per i casi di esclusione dalle gare
l’iscrizione nel casellario informatico puo’ essere cancellata, o
integrata con ulteriori notizie, a istanza dell’impresa interessata o
eventualmente d’ufficio in qualsiasi modo l’Autorita’ ne sia venuta a
conoscenza. Nell’allegato C e’ riportato un elenco esemplificativo
dei casi di cancellazione o integrazione delle annotazioni.
Si segnala che al fine di consentire la completa tutela degli
interessi dell’impresa il provvedimento della stazione appaltante di
esclusione della stessa dalla gara deve essere a questa notificato e
deve recare un’apposita precisazione in ordine al fatto che detto
provvedimento e’ congiuntamente comunicato all’Autorita’ per
l’inserimento del dato nel casellario informatico, il che potra’
consentire all’impresa utile comunicazione all’Autorita’ relative a
iniziative giurisdizionali intraprese.
Sulla base delle predette considerazioni l’Autorita’ dispone che:
a) i responsabili unici del procedimento, qualora in sede di gara
d’appalto o di concessione di lavori pubblici o di trattativa privata
dispongono l’esclusione di concorrenti per il mancato possesso dei
requisiti di ordine generale oppure di ordine speciale o comunque
prescritti per la partecipazione alla gara, devono, entro dieci
giorni dalla data del provvedimento di esclusione, segnalare il fatto
all’Autorita’;
b) la segnalazione deve avvenire per ogni impresa esclusa sulla
base del modello di comunicazione di cui all’allegato A alla presente
determinazione;
c) la mancata segnalazione dell’esclusione di una impresa da una
gara oppure il ritardo della segnalazione e’ sanzionabile ai sensi
dell’art. 4, comma 7, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni;
d) i provvedimenti di esclusione devono recare una apposita
precisazione in ordine al fatto che detto provvedimento e’
congiuntamente inviato all’Autorita’ per l’inserimento del dato nel
casellario informatico e l’impresa – ove siano intervenuti fatti che
modifichino la situazione che ha prodotto la suddetta segnalazione –
con istanza, corredata della necessaria documentazione, puo’ chiedere
all’Autorita’ la cancellazione o l’integrazione dell’annotazione.
L’Autorita’ decide tempestivamente sull’istanza.
Roma, 6 maggio 2003
Il presidente: Garri

Allegato A
–> vedere allegato da pag. 54 a pag. 60 della G.U.in formato zip/pdf

Allegato B

Elenco degli adempimenti preliminari dei procedimenti di gara che
possono far emergere possibili irregolarita’ meramente formali che
non comportano segnalazione all’Autorita’:

a) (nel caso di licitazione privata) verifica della correttezza
formale delle domande di partecipazione e della documentazione e, in
caso negativo, esclusione del concorrente dalla gara (o meglio
l’esclusione dall’elenco dei concorrenti a cui richiedere la
offerta);
b) (nel caso di pubblico incanto) verifica della correttezza
formale delle offerte e della documentazione e, in caso negativo,
esclusione del concorrente dalla gara (o meglio la non ammissione del
concorrente alla gara);
c) (nel caso di licitazione privata e nel caso di pubblico
incanto) verifica che i soggetti che hanno presentato offerte
concorrenti non siano fra di loro in situazione di controllo (di
norma al fine di permettere tale verifica occorre che sia previsto
che la domanda di partecipazione indichi le eventuali situazioni di
controllo esistenti) e, in caso contrario, esclusione dalla gara (o
meglio la non ammissione dei concorrenti alla gara);
d) (nel caso di licitazione privata e nel caso di pubblico
incanto) verifica che i consorziati – per conto dei quali i consorzi,
di cui all’art. 10, comma 1, lettere b) e c), della legge 11 febbraio
1994, n. 109 e s.m., hanno indicato che concorrono – non abbiano
presentato offerta in qualsiasi altra forma e, in caso contrario,
esclusione del consorziato dalla gara (o meglio la non ammissione del
consorziato alla gara);
e) (nel caso di licitazione privata e nel caso di pubblico
incanto) verifica che concorrenti che partecipano in associazioni
temporanee o in consorzi, di cui all’art. 10, comma 1, lettere d) ed
e) della legge n. 109/94 e s. m., non abbiano presentato offerta
anche in forma individuale e, in caso contrario, esclusione del
concorrente che ha presentato l’offerta in forma individuale (o
meglio la non ammissione dei concorrente alla gara);
f) (nel caso di licitazione privata e nel caso di pubblico
incanto e qualora il concorrente sia stabilito in altri Stati
aderenti all’Unione europea ma non sia in possesso di attestazione di
qualificazione) verifica della documentazione comprovante il possesso
dei requisiti d’ordine generale e dei requisiti d’ordine speciale e,
in caso del mancato possesso, l’esclusione del concorrente dalla
gara.

Allegato C

Elenco esemplificativo dei possibili casi di cancellazione o di
integrazione delle annotazioni

a) siano cessate le incapacita’ personali derivanti da sentenza
dichiarativa di fallimento o di liquidazione coatta con la
riabilitazione civile, pronunciata dall’organo giudiziario competente
in base alle condizioni e con il procedimento previsto dal capo IX
(articoli 143-145) del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (legge
fallimentare);
b) sia venuta meno l’incapacita’ a contrarre – prevista nei casi
di amministrazione controllata (art. 187 e s.s. legge fallimentare),
e di concordato preventivo (art. 160 e s.s. legge fallimentare per
revoca (art. 192 legge fallimentare) o per cessazione
dell’amministrazione controllata (art. 193 legge fallimentare),
ovvero per chiusura del concordato preventivo – attraverso il
provvedimento del giudice delegato che accerta l’avvenuta esecuzione
del concordato (articoli 185 e 136 legge fallimentare) ovvero di
risoluzione o annullamento dello stesso (art. 186 legge
fallimentare);
c) si sia concluso, nell’ipotesi dell’amministrazione
straordinaria di cui al d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270, il relativo
procedimento;
d) non sia stata applicata dall’organo giudiziario competente una
delle misure di prevenzione di cui all’art. 3 della legge 27 dicembre
1956, n. 1423 e s.m. nei confronti dei soggetti richiamati dall’art.
75, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre 1999, n. 554, che conseguono all’annotazione – negli
appositi registri presso le segreterie delle procure della Repubblica
e presso le cancellerie dei tribunali – della richiesta del relativo
procedimento, la quale era stata inserita come informazione nel
casellario informatico;
e) sia venuta meno – nei confronti dei soggetti richiamati
dall’art. 75, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, condannati con sentenza
definitiva per uno dei reati di cui all’art. 51, comma 3-bis, del
codice di procedura penale (associazione a delinquere di tipo
mafioso, sequestro di persona a scopo di estorsione, associazione
finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti) –
l’incapacita’ a contrarre con la pubblica amministrazione a causa
della concessione del provvedimento di riabilitazione;
f) sia stato applicato – nei confronti dei soggetti richiamati
dall’art. 75, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, condannati con sentenza
definitiva, oppure di applicazione della pena su richiesta per reati
che incidono sull’affidabilita’ morale e professionale del
concorrente – l’art. 178 del codice penale riguardante la
riabilitazione (per effetto del provvedimento concessorio da parte
del giudice), oppure l’art. 445, comma 2, del codice di procedura
penale riguardante l’estinzione del reato (per decorso del tempo e a
seguito dell’intervento ricognitivo del giudice dell’esecuzione);
g) l’impresa sia stata ammessa – successivamente all’esclusione
da una gara da parte di una stazione appaltante che ha ritenuto
integrata l’ipotesi preclusiva lettera c) dell’art. 75, del decreto
del Presidente della Repubblica n. 554/1999 con conseguente
iscrizione del dato nel casellario informatico – ad altra gara
d’appalto per effetto di opposta valutazione della stessa sentenza di
condanna o sentenza con applicazione della pena su richiesta;
h) sia cessata dalla carica sociale dell’impresa, per dimissioni
o per allontanamento, la persona fisica nei cui confronti sia stata
emessa sentenza rilevante per il divieto di partecipazione alle gare
e sia dimostrato che l’impresa ha adottato atti o misure di completa
dissociazione dalla condotta penalmente sanzionata;
i) la cessazione dalla carica sociale dell’impresa di cui al
precedente punto sia avvenuta da piu’ di un triennio;
j) sia stato annullato lo strumento negoziale che consente al
soggetto fiduciario di esercitare i diritti o le facolta’, necessari
per la gestione dei beni del fiduciante;
k) sia stata regolarizzata la posizione contributiva nei
confronti di INPS, INAIL e Cassa edile, ovvero sia stata accolta
domanda di rateizzazione delle somme da corrispondere;
l) sia concluso il periodo di emersione del lavoro sommerso
previsto dal relativo piano di cui all’art. 1, comma 2, del
decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266;
m) non siano ancora decorsi i termini previsti per ricorrere al
giudice ordinario o all’arbitrato, ovvero siano in corso i relativi
procedimenti, a seguito della dichiarazione di non collaudabilita’
dei lavori, ovvero di errata esecuzione del contratto che abbia
comportato la risoluzione dello stesso per inadempimento
dell’appaltatore ai sensi dell’art. 119 del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554;
n) non abbiano piu’ rilevanza le irregolarita’, definitivamente
accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte
e tasse a seguito dell’applicazione dell’art. 178 del codice penale
riguardante la riabilitazione del soggetto penalmente responsabile,
oppure dell’art. 445, comma 2, del codice di procedura penale
concernente l’estinzione dei reati, oppure della completa esecuzione
di una sentenza della commissione tributaria di secondo grado;
o) le irregolarita’ rispetto agli obblighi previsti dalle norme
che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili siano state
sanate;
p) sia decorso il periodo di tempo in cui e’ stata disposta, con
provvedimento del prefetto, l’incapacita’ del legale rappresentante
dell’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione, a causa
dell’emissione, da parte dello stesso, di assegni bancari e postali
senza autorizzazione o senza provvista.

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