AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE 16 novembre 2006 | Edilone.it

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE 16 novembre 2006

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE 16 novembre 2006 Comunicazioni all'Autorita' da parte delle societa' di ingegneria e professionali ai sensi dell'articolo 90, comma 1, lettere e) ed f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (Determinazione n. 7/2006). (GU n. 55 del 7-3-2007)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI
E FORNITURE

DETERMINAZIONE 16 novembre 2006

Comunicazioni all’Autorita’ da parte delle societa’ di ingegneria e
professionali ai sensi dell’articolo 90, comma 1, lettere e) ed f),
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (Determinazione n.
7/2006).

Considerato in fatto
Con precedenti pronunce, questa Autorita’ ha dettato disposizioni
generali relative alle modalita’ di invio da parte delle societa’ di
ingegneria e delle societa’ professionali delle informazioni previste
dagli articoli 53 e 54 del decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre 1999, n. 554.
Il 1° luglio 2006 e’ entrato in vigore il decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, (recante «Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive
n. 2004/17/CE e n. 2004/18/CE»), d’ora innanzi «Codice», che ha
ridisegnato l’intero quadro normativo degli appalti pubblici.
Si ritiene, quindi, necessario emanare un atto a carattere generale
al fine di coordinare gli avvisi precedentemente espressi
dall’Autorita’ con le disposizioni del Codice.
Ritenuto in diritto
I. Occorre, in primo luogo, esaminare il quadro normativo vigente.
L’articolo 90 del codice, per il profilo che qui interessa, non
apporta innovazioni sostanziali all’articolo 17 della legge n.
109/1994, riproponendo la medesima elencazione di soggetti prima
previsti. Il comma 1 delimita, innanzitutto, l’ambito oggettivo di
applicazione della norma che riguarda le prestazioni «relative alla
progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva nonche’ alla
direzione dei lavori ed agli incarichi di supporto tecnico
amministrativo alle attivita’ del responsabile unico del procedimento
e del dirigente competente alla formazione del programma triennale»;
segue l’elencazione dei soggetti che possono espletare tali
attivita’.
Ai sensi dell’art. 90, comma 2, lettera a), le societa’ di
professionisti sono quelle costituite:
a) esclusivamente tra professionisti iscritti negli appositi albi
previsti dai vigenti ordinamenti professionali i quali, ai fini
previdenziali, sono assimilati ai professionisti che svolgono la loro
attivita’ in forma associata ai sensi dell’art. 1, legge n.
1815/1939;
b) nei tipi previsti dal libro quinto del codice civile, al
titolo quinto, capi II, III, IV, nonche’ al titolo sesto, capo I.
Sono pertanto considerate societa’ di professionisti quelle
costituite in forma di societa’ semplice, in nome collettivo, in
accomandita semplice e di societa’ cooperativa; hanno il vincolo di
essere costituite da soli professionisti iscritti nei relativi albi
professionali. Possono svolgere le stesse attivita’ delle societa’ di
ingegneria che sono, invece, societa’ di capitali.
Esse si distinguono, quindi, dalle associazioni di liberi
professionisti, di cui all’art. 90, comma 1, lettera d) del codice.
Questi tipi di associazioni, infatti, sono disciplinate dalla legge
n. 1815/1939 e sono caratterizzate dal fatto che il rapporto che
intercorre tra i liberi professionisti non e’ di tipo societario: non
si ha mai esercizio in comune di un’attivita’ libero professionale ma
semplice collegamento funzionale di attivita’ che restano a tutti gli
effetti individuali.
Ai sensi dell’art. 90, comma 2, lettera b) del codice, per
«societa’ d’ingegneria», si intendono «le societa’ di capitali di cui
ai capi V, VI, VII del titolo V del libro quinto del codice civile,
ovvero nella forma di societa’ cooperativa di cui al capo I del
titolo VI del libro V del codice civile, che eseguono studi di
fattibilita’, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei
lavori, valutazioni di congruita’ tecnico-economica o studi di
impatto ambientale».
Pertanto, alla luce della citata lettera b), si e’ in presenza di
una «societa’ di ingegneria» se sussistono contemporaneamente alcuni
presupposti soggettivi ed oggettivi.
a) presupposto soggettivo: costituzione in forma di societa’ di
capitali, di cui ai capi V (societa’ per azioni), VI (societa’ in
accomandita per azioni) e VII (societa’ a responsabilita’ limitata)
del titolo V del codice civile ovvero nella forma di societa’
cooperative di cui al capo I del titolo VI del libro quinto del
codice civile che non abbiano i requisiti di cui alla lettera a), del
comma 2, dell’art. 90 in commento e che, quindi, non configurino
«societa’ tra professionisti». Nelle societa’ di ingegneria, i soci
possono anche essere soggetti (persone fisiche e/o giuridiche) del
tutto estranei o addirittura disinteressati all’ingegneria e
all’architettura, investitori di capitale di rischio animati
dall’intento di far propri i profitti assegnandosi un dividendo e
tenuti ad accollarsi le perdite nei limiti del capitale investito;
b) presupposto oggettivo: svolgere le attivita’ professionali in
precedenza elencate che devono comunque essere adeguatamente
specificate nell’oggetto sociale delle societa’ stesse. E’ poi
prevista anche la presenza obbligatoria di un direttore tecnico in
possesso dei requisiti previsti dall’art. 53 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999.
A seconda delle attivita’ svolte le societa’ d’ingegneria possono
essere ricondotte a due principali tipologie:
a) imprese di consulting engineering, che prestano servizi
integrati di ingegneria pura, ovvero singole tipologie di servizi
sempre attinenti l’ingegneria e/o all’architettura.
b) imprese di engineering and contracting (o commercial
engineering) che oltre a progettare l’opera provvedono anche alla sua
realizzazione ed eventualmente al collaudo, alla manutenzione ed alla
gestione con la formula c.d. «chiavi in mano».
Con l’eliminazione del divieto di esercitare l’attivita’ di
produzione di beni, per effetto della legge n. 216/1995, possono,
quindi, essere affidatarie di incarichi di progettazione non solo le
societa’ di consulting engineering, che prestano i servizi integrati
di ingegneria pura, ma anche le societa’ di engineering and
contracting cosi’ come sopra caratterizzate.
Il codice, nel prevedere le societa’ d’ingegneria, quali soggetti
cui le amministrazioni appaltanti possono rivolgersi per la
progettazione di opere pubbliche, ha pertanto legislativamente
riconosciuto, come gia’ la legge Merloni, l’esistenza di una realta’
imprenditoriale eterogenea e varia, di multiformi espressioni,
fondata sul risultato sinergico di una molteplicita’ di competenze,
non solo di natura squisitamente intellettuale, ma anche di
consulenza finanziaria, giuridico-amministrativa e gestionale. Cio’
e’ reso palese dalla formulazione ampia dell’oggetto sociale delle
societa’ d’ingegneria, espressione sul piano legislativo della
complessita’ del servizio prestato, che anzi, per sua natura, sfugge
a tentativi di classificazioni tassative «cosicche’ l’inquadrabilita’
di una societa’ in tale categoria non presuppone necessariamente una
letterale riproduzione nella previsione statutaria dell’oggetto
sociale risultante dal dato normativo dell’art. 17, ove viene
descritta l’attivita’ propria di tali societa» (T.A.R. Napoli, Sez.
I, n. 431 del 9 ottobre 1996).
Inoltre, l’art. 90, comma 1, lettera h) del codice, conferma la
novita’ a suo tempo introdotta dalla legge 1° agosto 2002, n. 166 che
ha ammesso la possibilita’ di costituire consorzi stabili che abbiano
la finalita’ di imputare ad un’unica struttura autonoma gli interessi
operativi di un certo numero di societa’ di ingegneria e di societa’
di professionisti.
I consorzi stabili sono quelli costituiti, anche in forma mista, da
societa’ di professionisti e societa’ di ingegneria, formati da
almeno tre societa’ di ingegneria e/o di societa’ di professionisti,
operative sul mercato da almeno cinque anni, che abbiano deciso, per
il futuro, di operare in forma congiunta per piu’ di cinque anni
secondo le forme dell’art. 36, comma 1 del codice.
Il consorzio stabile, cosi’ come istituito nel settore dei servizi
di ingegneria e architettura, si differenzia strutturalmente dalla
associazione temporanea di progettisti, anch’essa prevista dallo
stesso art. 90, comma 1, lettera g). Nei raggruppamenti temporanei di
progettisti, infatti, non si crea un vero e proprio centro autonomo
di imputazione, dotato di soggettivita’ giuridica, come avviene
invece per i consorzi stabili.
II. L’art. 253, comma 3 del codice prevede che «… Per i lavori
pubblici, fino all’entrata in vigore del regolamento di cui all’art.
5, continuano ad applicarsi il decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, il decreto del Presidente della
Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, e le altre disposizioni
regolamentari vigenti che, in base al presente codice, dovranno
essere contenute nel regolamento di cui all’art. 5, nei limiti di
compatibilita’ con il presente codice.»
Pertanto gli articoli 53 e 54 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 554/1999 devono ritenersi tuttora vigenti, in quanto
compatibili con la disciplina del codice sopra descritta.
Gli articoli 53 e 54 del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999 disciplinano, rispettivamente, i requisiti organizzativi
delle societa’ di ingegneria e delle societa’ professionali, nonche’
gli obblighi di informazione cui le stesse sono tenute nei confronti
dell’Autorita’.
Per quanto riguarda i requisiti organizzativi delle s…

[Continua nel file zip allegato]

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE 16 novembre 2006

Edilone.it