Approvazione del regolamento per l'esecuzione del R.D.L. 9/7/1926, n. 1331 | Edilone.it

Approvazione del regolamento per l’esecuzione del R.D.L. 9/7/1926, n. 1331

Approvazione del regolamento per l'esecuzione del R.D.L. 9/7/1926, n. 1331 che costituisce l'Associazione Nazionale per il Controllo della Combustione
Regio Decreto

ARTICOLO UNICO
È’ approvato il regolamento per l’esecuzione del regio decreto-legge 9
luglio 1926, n.1331, che costituisce l’associazione nazionale per
il controllo sulla combustione, annesso al presente decreto, visto e
sottoscritto, d’ordine nostro, dal ministro proponente. TESTO
DEL REGOLAMENTO
TITOLO I Norme per la prevenzione contro gli infortuni Capo I
LIMITI DELLA PREVENZIONE E DISPOSIZIONI RIGUARDANTI GLI ESONERI
Art. 1 Per la tutela dell’incolumità dei lavoratori e per
la prevenzione degli infortuni debbono applicarsi a tutti i generatori
di vapore, recipienti di vapore, e recipienti per gas compressi,
liquefatti o disciolti le disposizioni stabilite dal presente titolo,
fatta eccezione delle deroghe in esso previste.Art. 2
Agli effetti del presente regolamento si intendono:
a) per generatori di vapore, i recipienti nei quali si trasformano i
liquidi in vapore a pressione più elevata di quella della atmosfera,
allo scopo di impiegarlo fuori del recipiente stesso;
b) per recipienti di vapore, gli apparecchi che ricevono e racchiudono
vapore proveniente da generatori separati, nonché i recipienti
sottoposti all’azione di gas o degli uni e degli altri insieme,
sviluppantisi nell’interno di essi per l’azione del calore e per
effetto di azioni chimiche, sempre ché nella camera di elaborazione o
sulle pareti che la circondano si eserciti una pressione superiore
all’atmosferica;
c) per recipienti per gas compressi, liquefatti o disciolti, gli
apparecchi che contengono gas compressi, liquefatti o soluzioni di gas
dei quali sia impedita od ostacolata la libera evaporazione
nell’atmosfera. Tali recipienti si distinguono in recipienti per il
trasporto del gas ed in recipienti fissi.Art. 3
Non sono soggetti alle prescrizioni del presente titolo in quanto si
sia provveduto agli stessi scopi da regolamenti speciali:
1° i generatori di vapore collocati a bordo dei galleggianti muniti di
licenza dell’autorità marittima, qualunque sia l’uso cui sono
destinati;
2° i generatori di vapore collocati a terra, nei porti, nelle darsene,
nei canali, fossi, seni e nelle spiagge, dentro i limiti del
territorio marittimo, per i servizi riguardanti direttamente
l’industria della navigazione ed il commercio marittimo;
3°i generatori ed i recipienti di vapore in servizio delle regie navi,
degli stabilimenti della guerra, della marina e dell’aeronautica;
4° i generatori di vapore dei piroscafi destinati alla navigazione
lacuale in servizio cumulativo con le strade ferrate;
5° i generatori ed i recipienti di vapore del naviglio della regia
guardia di finanza.
6° i generatori ed i recipienti di vapore delle ferrovie dello Stato;
7° i generatori di vapore in servizio esclusivo delle ferrovie
concesse all’industria privata, delle tramvie delle funivie per il
trasporto delle persone, e delle ferrovie private di seconda
categoria;
8° i veicoli a trazione meccanica destinati a circolare senza guida di
rotaie sulle strade pubbliche o sulle autostrade per trasporto di
persone o di cose, fatta eccezione delle locomobili a velocità non
superiore a 10 km. all’ora, delle trattrici agricole e dei compressori
stradali;
9° i recipienti da impiegarsi per il trasporto su ferrovie e linee
assimilabili di gas compressi, liquefatti o disciolti.Art. 4
“Non sono soggetti alle prescrizioni del presente titolo i
seguenti apparecchi:
1° le valvole in genere, i cilindri di motrici termiche ed i mantelli
di turbine a vapore ed a gas;
2° i tubi di condotta del vapore, i disoliatori e gli scaricatori;
3° i barilotti raccoglitori e distributori del vapore. Il ministro per
l’economia nazionale, con decreto da pubblicarsi nella Gazzetta
ufficiale, può tuttavia prescrivere per determinati tipi di barilotti
e distributori le norme necessarie per la tutela dell’incolumità dei
lavoratori;
4° i tubi con o senza nervature, i gruppi di tubi, di elementi o stufe
che servono per riscaldamento;
5° i receivers o recipienti intermediari delle motrici ad espansione
multipla; 6° i serpentini ad afflusso libero nell’atmosfera o in
liquidi; 7° gli alimentatori automatici; 8° i generatori di capacità
totale non superiore a cinque litri; 9° i recipienti di vapore di
capacità totale non superiore a venticinque litri;
10° i recipienti contenenti gas compressi o liquefatti di capacità non
superiore a cinque litri.
È data facoltà al ministero dell’economia nazionale, inteso il parere
del consiglio tecnico per l’associazione nazionale per il controllo
sulla combustione, di escludere altri tipi di apparecchi
dall’applicazione del presente regolamento.
———— (*) Articolo modificato dal R.D. 4/6/42, n.
1312Art. 5
Il ministro per l’economia nazionale, sentito il parere del consiglio
tecnico dell’associazione nazionale per il controllo sulla
combustione, può stabilire per determinati tipi di apparecchi:
a) l’esonero dall’applicazione di talune prescrizioni stabilite dal
presente titolo e da tutte le verifiche di cui agli art. 55 e seguenti
(esonero totale);
b) l’esonero dall’applicazione di talune prescrizioni stabilite dal
presente titolo e di alcune delle verifiche di cui agli art. 55 e
seguenti (esonero parziale).
Il decreto ministeriale prescriverà le garanzie e le condizioni
necessarie per il rilascio, da parte dell’associazione nazionale per
il controllo sulla combustione, della dichiarazione di esonero ai
sensi degli articoli seguenti.Art. 6 Il possessore di un
apparecchio che intenda ottenere la dichiarazione di esonero deve
presentare domanda alla sezione regionale dell’associazione, nella cui
circoscrizione trovasi l’apparecchio.
Se si tratta di più apparecchi situati in un medesimo stabilimento può
essere presentata domanda cumulativa.Art. 7
Ricevuta la domanda, l’associazione disporrà gli accertamenti, da
eseguirsi da un suo agente tecnico, sulla sussistenza delle condizioni
per il rilascio della dichiarazione di esonero.
Per le domande di esonero parziale l’agente tecnico deve eseguire le
verifiche prescritte dagli art. 55 e seguenti.
Per le domande di esonero totale, l’agente, pur non essendo obbligato
ad eseguire prove determinate, deve però compiere indagini occorrenti
per stabilire lo stato dell’apparecchio in relazione alle condizioni
previste per l’esonero. Quando però si tratti di apparecchi di ghisa o
aventi parti di ghisa, l’agente tecnico deve in ogni caso eseguire
almeno una prova idraulica dopo la messa a posto dell’apparecchio.
Dei risultati dell’accertamento l’agente tecnico redigerà
verbale.Art. 8
Esaurita l’istruttoria, l’associazione si pronuncerà sulla domanda con
provvedimento motivato.
Quando si tratti di tipi di apparecchi non regolati dal decreto
ministeriale, l’associazione, fatti eseguire gli accertamenti di cui
al precedente articolo, deve trasmettere la domanda, insieme al
verbale di visita, al ministero dell’economia nazionale per gli
eventuali provvedimenti di sua competenza ai sensi dell’art.
5.Art. 9
Ogni apparecchio esonerato, che sia trasportato altrove o che subisca
variazioni nelle condizioni prescritte per l’esonero, deve essere
soggetto a nuove verifiche per la conferma o per la revoca, da parte
dell’associazione, della dichiarazione di esonero.
CAPO lI COSTRUZIONE, IMPIANTO ED ESERCIZIO
Art. 10
Materiali
Non possono essere ceduti, posti o mantenuti in esercizio generatori
costruiti dopo l’entrata in vigore del presente regolamento per i
quali il costruttore non abbia provveduto ai sensi degli art. 12, 13 e
14, e, per quelli costruiti dopo un anno dalla data suddetta che non
corrispondano anche alle prescrizioni di cui all’art. 11.
Salvo quanto è disposto dall’art. 76, è vietato porre o mantenere in
esercizio i generatori, anche se costruiti prima della entrata in
vigore del presente regolamento, i quali non rispondano alle
condizioni prescritte dagli altri articoli del presente
capo.Art. 11
Materiali
Dopo un anno dall’entrata in vigore del presente regolamento, nella
fabbricazione dei generatori di vapore debbono essere impiegati
materiali aventi i requisiti prescritti, con decreto da pubblicarsi
nella Gazzetta ufficiale, dal ministro per l’economia
nazionale, sentito il parere del consiglio tecnico dell’associazione
nazionale per il controllo sulla combustione, e quello della
confederazione generale fascista dell’industria.
I materiali prodotti nel regno da impiegarsi nella fabbricazione dei
generatori di cui al precedente comma debbono essere sottoposti a
prova preventiva da eseguirsi alla presenza di un agente tecnico
dell’associazione, il quale certificherà i risultati della prova.
Detti risultati saranno, a cura dell’associazione, successivamente
inseriti nel verbale di prima visita interna.
Relativamente ai materiali ed ai generatori di vapore provenienti
dall’estero i certificati degli enti collaudatori riconosciuti dai
rispettivi Stati ed indicati in apposito elenco, da approvarsi con
decreto ministeriale a norma del primo alinea del presente articolo,
sono equipollenti della prova suddetta sempre che si riferiscano a
materiali che abbiano i requisiti prescritti.
In difetto dei legali certificati attestanti le qualità del materiale
impiegato, nelle verifiche da eseguirsi a norma dell’art. 52 e
seguenti, gli agenti tecnici dell’associazione debbono prendere per
base i coefficienti più favorevoli alla sicurezza, inferiori a non
meno di un quarto dei valori minimi stabiliti nel decreto ministeriale
di cui al comma primo se si tratti di apparecchi completamente nuovi e
di nota provenienza, e a non meno di un terzo dei valori predetti per
gli usati o di ignota provenienza.Art. 12
Materiali
Per i generatori destinati a produrre vapore ad una pressione
superiore a kg. 0,5 per centimetro quadrato non è ammesso per nessuna
parte di essi l’impiego della ghisa.
Per i generatori esistenti all’entrata in vigore del regolamento e
denunciati entro un anno all’associaz…

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