ANTICIPAZIONI: AUTORITA PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI: DELIBERAZIONE N. 247 del 17 settembre 2003 | Edilone.it

ANTICIPAZIONI: AUTORITA PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI: DELIBERAZIONE N. 247 del 17 settembre 2003

ANTICIPAZIONI: AUTORITA PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI: DELIBERAZIONE N. 247 del 17 settembre 2003 - Oggetto: Quesito sulle modalità di valutazione dei requisiti connessi alla figura del direttore tecnico (art. 26 del DPR 34/2000).

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DELIBERAZIONE N. 247
Adunanza del 17 settembre 2003 – Soa /391:

Oggetto: Quesito
sulle modalità di valutazione dei requisiti connessi alla figura del
direttore tecnico (art. 26 del DPR 34/2000).

Considerato in fatto

Alcune Soa hanno richiesto dei chiarimenti in ordine alla
possibilità per l’impresa avente causa di un’azienda o di un ramo
oggetto di trasferimento, che intenda qualificarsi avvalendosi dei
requisiti posseduti dall’impresa dante causa, di conservare quale
direttore tecnico il soggetto che rivestiva analogo ruolo nell’impresa
cedente in virtù della deroga disposta dall’art. 26, u.c., del DPR
34/2000.

Considerato in diritto

L’art.26, u.c., del DPR 34/2000
stabilisce che in deroga a quanto stabilito in ordine ai titoli di
studio che abilitano il direttore tecnico ad espletare tale funzione,
i soggetti che alla data dell’entrata in vigore del DPR 34/2000
svolgono tale funzione, possono conservare l’incarico presso la stessa
impresa.

La norma in questione, al fine di evitare discontinuità
dell’attività imprenditoriale, nonché al fine di tutelare i direttori
tecnici, che al momento dell’entrata in vigore del Regolamento recante
il nuovo sistema di qualificazione delle imprese, non erano in
possesso del titolo di studio ivi previsto, ha disposto una deroga
alle modalità di dimostrazione del requisito professionale relativo al
titolo di studio.

L’ ipotesi prospettata dalle Soa,
ovvero la possibilità che quanto disposto dall’art.26, comma 7, del
DPR 34/2000, valga nel caso di trasferimento di un’azienda o di un
ramo, comporterebbe che la deroga disposta assurga al rango di
requisito d’ordine speciale, rendendo equivalenti i requisiti
professionali richiesti al d.t. con la continuità del servizio
prestato presso l’impresa oggetto di trasferimento alla data di
entrata in vigore del regolamento di qualificazione.

In tal senso il
predetto requisito potrebbe essere sempre utilizzato dall’impresa
risultante dalla fusione o dal trasferimento.

La questione è stata
sottoposta all’esame della Commissione Consultiva, che ha ritenuto: La
pluralità delle imprese che caratterizza i fenomeni della fusione e
delle altre operazioni di trasferimento di azienda o di un suo ramo
oggetto della disciplina contenuta nell’art. 15, comma 9, del DPR
34/2000, nega in radice l’identità dell’impresa presso la quale il
soggetto considerato dall’art. 26, comma 7, deve aver ricoperto senza
soluzione di continuità l’incarico di d.t., almeno alla data del
1°marzo 2000, al fine di avvalersi della deroga ivi configurata.

In
relazione a quanto sopra considerato

Il Consiglio ritiene

La deroga
disposta dall’ultimo comma dell’art. 26 si applica solo alle imprese
che hanno instaurato un rapporto diretto con il soggetto preposto alla
d.t., per cui non è estensibile alle imprese scaturenti da operazioni
di trasferimento d’azienda o di un suo ramo .

Il Relatore

Il Presidente

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in
data 24 settembre 2003

Il Segretario

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