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A.N.A.S. - Distanze minime da osservare nella edificazione a protezione del nastro stradale lungo le strade statali e le autostrade.

Circolare 10/10/1968 n. 1350
A.N.A.S. – Distanze minime da osservare
nella edificazione a protezione del nastro stradale lungo le strade
statali e le autostrade.

TESTO

Com’è noto il paragrafo II, art.1,
del Regio decreto 8-12-1933, n. 1740, faceva divieto di “costruire
case, altre fabbriche e muri di cinta lungo le strade fuori degli
abitati a distanza minore di 3 metri dal confine della strada quando
manchino linee di fabbricazione determinate da piani regolatori o di
ampliamento ovvero da deliberazioni dell’autorità competente”.
Tale
disposizione è stata abrogata dalla legge 6-8-1967 n. 765, che
all’art.19 ha disposto che “fuori del perimetro dei centri abitati
debbono osservarsi nella edificazione distanze minime a protezione del
nastro stradale misurate a partire dal ciglio della strada”. Dette
distanze sono state stabilite con successivo decreto emanato il 1ø
aprile 1968 dal Ministro dei lavori pubblici di concerto con il
Ministro dei trasporti e con il Ministro per l’interno. Occorre ora
precisare la portata ed il contenuto della normativa soprarichiamata,
con particolare riferimento ai limiti di efficacia nel tempo e nello
spazio della stessa.
I – CAMPO DI APPLICAZIONE Per quanto concerne
l’ambito territoriale di applicazione delle distanze minime a
protezione del nastro stradale stabilite dal decreto ministeriale
1-4-1968, si rileva che le distanze stesse devono imporsi ed
osservarsi fuori del perimetro dei centri abitati e degli insediamenti
previsti dai piani regolatori generali e dai programmi di
fabbricazione.
Al riguardo devesi preliminarmente porre in evidenza
che l’art.17 della legge 6-8-1967, n. 765, nel dettare norme
regolatrici dell’attività costruttiva, distingue i comuni sprovvisti
di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione, da
quelli che invece siano dotati di tali strumenti urbanistici ed impone
a comuni della prima categoria, cioè a quelli sprovvisti di piano o di
programma di fabbricazione, di definire entro breve termine (novanta
giorni) i perimetri dei centri abitati.
Risulta pertanto evidente che
il perimetro del centro abitato deve essere definito soltanto dai
comuni che non abbiano piano regolatore generale o programmi di
fabbricazione e non anche dagli altri comuni per i quali il centro
abitato si identifica con gli insediamenti previsti dagli strumenti
urbanistici (piano regolatore generale o programma di
fabbricazione).
Per quanto concerne la concreta definizione del
perimetro del centro abitato – al di fuori del quale esclusivamente
potranno imporsi le distanze di rispetto di cui trattasi – l’art.17
(art.41-quinquies), primo comma, lett. a), della legge n. 765 del
1967, statuisce che i perimetri dei centri abitati “…sono definiti
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge con deliberazione del consiglio comunale sentiti il
provveditorato alle opere pubbliche e la sovrintendenza competente…”
Attesa l’importanza che la precisazione del perimetro del centro
abitato di ciascun comune assume ai fini della applicazione delle
norme relative alle distanze a protezione del nastro stradale da
osservarsi nella edificazione, gli uffici in indirizzo avranno cura di
chiedere con la massima sollecitudine, ai competenti provveditorati
alle opere pubbliche l’indicazione precisa del perimetro del centro
abitato di ogni comune compreso nella competenza territoriale di
ciascun compartimento, in maniera da imporre l’osservanza delle
distanze sopradette soltanto nelle edificazioni che vengano intraprese
al di fuori dei perimetri stessi quali risultano definiti giusta il
procedimento già descritto; nell’ambito invece dell’abitato le
distanze di rispetto dal nastro stradale saranno quelle previste dagli
strumenti urbanistici.
In definitiva pertanto i poteri di intervento
degli organi di questa azienda ai fini di imporre l’osservanza delle
distanze di rispetto dal nastro stradale di cui trattasi potranno
legittimamente ed efficacemente esplicarsi:
a) al di fuori dei
perimetri dei centri abitati, determinati ai sensi dell’art.17 della
legge 6-8-1967, n. 765, per i comuni che non hanno piano regolatore o
programma di fabbricazione approvati; b) al di fuori degli
insediamenti previsti dal piano regolatore generale e dai programmi di
fabbricazione per i comuni che abbiano tali strumenti urbanistici già
formalmente approvati ed operanti;
c) per i comuni sprovvisti di piano
regolatore generale o di programma di fabbricazione approvati che non
abbiano provveduto tempestivamente a determinare il perimetro del
centro abitato, fino a quando non intervenga tale determinazione, si
considererà centro abitato la traversa interna formalmente delimitata
di cui all’art.4, secondo comma, della legge 7-2-1961, n. 59.
II –
DECORRENZA DELL’EFFICACIA Per quanto si riferisce alla decorrenza
della normativa introdotta dal decreto ministeriale 1-4-1968 si
precisa che la efficacia della normativa stessa deve ritenersi
decorrente dal 13 aprile 1968 atteso che in tale data è stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale. In
particolare al fine di stabilire la distanza da imporre
nell’edificazione lungo le strade statali le SS.LL. avranno riguardo
alla data di rilascio della licenza edilizia – che dovrà risultare
conforme alle norme vigenti all’epoca dell’emanazione e tuttora valida
ed efficace – attenendosi ai seguenti criteri:
1) licenze edilizie
anteriori al 1ø settembre 1967 (data dell’entrata in vigore della
legge-ponte: 3 metri dal confine stradale ai sensi dell’art.1, par.
II, Regio decreto 8-12-1933, n. 1740);
2) licenze edilizie rilasciate
tra il 1ø settembre 1967 ed il 12 aprile 1968:
la distanza dal confine
stradale dovrà stabilirsi con i criteri di cui all’ultimo comma
dell’art.19 della legge n. 765 del 1967 (metà della larghezza stradale
misurata dal ciglio della strada con un minimo di 5 metri);
3) licenze
edilizie rilasciate a decorrere dal 13 aprile 1968: la distanza dalla
strada sarà quella stabilita negli artt. 4 e 5 del decreto
ministeriale 1-4-1968.
Si sottolinea che la facoltà di ridurre i
limiti di distanza dalla strada prevista dall’art.1, commi secondo e
terzo, del Regio decreto n. 1740 del 1933 in relazione a tratti di
strada che abbiano andamento altimetrico o planimetrico
particolarmente accidentato deve ritenersi cessata con l’entrata in
vigore della nuova normativa.
III – ART. 9 DELLA LEGGE 24-7-1961, N.
729 L’art.19, terzo comma, della legge n. 765 del 1967, dispone che
fino alla emanazione del decreto ministeriale previsto dal precedente
comma dello stesso articolo si applicano a tutte le autostrade le
disposizioni di cui all’art.9 della legge 24-7-1961, n. 729.
In ordine
a tale disposizione si osserva:
a) il legislatore del 1967 ha
innanzitutto esteso espressamente a tutte le autostrade le
disposizioni contenute nell’art.9 della legge 729 del 1961 in materia
di edificazione lungo le autostrade stesse; in tale maniera deve
ritenersi definitivamente superata la tesi, accolta anche in alcune
pronunce della magistratura ordinaria, secondo la quale la distanza
minima di metri 25 della zona di occupazione autostradale – stabilita
dal primo comma dell’art.9 in esame per la costruzione, la
ricostruzione o l’ampliamento di edifici o manufatti di qualsiasi
specie – poteva imporsi solo per le autostrade comprese nel piano
contemplato dalla stessa legge n.729. In conseguenza, pertanto, anche
la nuova normativa in materia di edificazione lungo le autostrade
fuori dal perimetro dei centri abitati e degli insediamenti previsti
dal piano regolatore generale o dal programma di fabbricazione,
statuita dal decreto ministeriale 1-4-1968, si applica automaticamente
ed indistintamente a tutte le autostrade, atteso che tale predetta
nuova normativa si configura indubbiamente come sostitutiva di quella
già contenuta nell’art.9 succitato;
b) la nuova normativa in materia
di edificazione lungo le autostrade è sostitutiva, come sopra detto,
di quella già contenuta nell’art.9 della legge 24-7-1961, n. 729, nel
senso che la prima (art.19, terzo comma, legge n.
765 del 6-8-1967, e
decreto ministeriale 1-4-1968) abroga la seconda.
In ordine a tale
abrogazione sono necessarie alcune precisazioni al fine di individuare
i limiti entro i quali lo stesso art.9 della legge n. 729 risulta
abrogato e sostituito dalla nuova disciplina.
Infatti l’abrogazione
dell’art.9 della legge n. 729 del 1961, a seguito dell’entrata in
vigore – con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – del decreto
ministeriale 1-4-1968 previsto dall’art.19, secondo comma, della legge
n. 765 del 1967, deve ritenersi soltanto parziale e limitata.
1. –
L’abrogazione è parziale, atteso che nell’ambito dell’art.9 in esame
cessano di avere efficacia esclusivamente le disposizioni che
concernono la edificazione (distanza di metri 25 dalla zona di
occupazione dell’autostrada; facoltà dell’amministrazione – e per essa
dei lavori pubblici – di concedere la riduzione di tale distanza)
mentre permangono in vigore tutte le altre statuizioni del medesimo
art.9 e precisamente:
– distanza minima di metri 10 dalla zona di
occupazione dell’autostrada per gli alberi da piantare e connessa
facoltà dei lavori pubblici di accordare la deroga a tale distanza ai
sensi del secondo comma dell’articolo in parola;
– decorrenza del
divieto di edificazione e di piantagione per le autostrade da
costruire; e cioè dalla data della pubblicazione di apposito avviso, a
cura del concessionario, sul foglio degli annunzi legali delle singole
prefetture competenti per territorio, recante notizia dell’avvenuta
approvazione del progetto di ciascuna strada;
– non applicabilità
delle norme in esame agli impianti di telecomunicazioni;
– modalità
per l’esecuzione degli spostamenti degli impianti di telecomunicazioni
in conseguenza della costruzione o dell’ampliamento di autostrade;

divie…

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