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DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.196: Attuazione della direttiva ...

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.196: Attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale. (GU n. 222 del 23-9-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.196

Attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa all’istituzione di un
sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico
navale.

Titolo I
FINALITA’ E AMBITO DI APPLICAZIONE
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, ed in particolare
l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato A;
Vista la direttiva 2002/59/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 giugno 2002, relativa all’istituzione di un sistema
comunitario di monitoraggio del traffico navale e d’informazione e
che abroga la direttiva 93/75/CEE del Consiglio;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994,
n. 662;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 maggio 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle
finanze, delle comunicazioni e dell’ambiente e della tutela del
territorio;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:
Art. 1.

Finalita’

1. Scopo del presente decreto e’ di istituire un sistema di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione ai fini di una
migliore sicurezza ed efficienza di tale traffico, di una migliore
risposta delle autorita’ in caso di incidente o in presenza di
situazioni potenzialmente pericolose in mare, comprese le operazioni
di ricerca e soccorso, e di un ausilio per migliorare la prevenzione
e l’individuazione dell’inquinamento causato da navi.

Avvertenza:

Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – del
13 ottobre 2005 si procedera’ alla ripubblicazione del
testo del presente decreto legislativo, corredato delle
relative note, ai sensi dell’art. 8, comma 3, del
regolamento di esecuzione del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla
emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
14 marzo 1986, n. 217.

Art. 2.

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «strumenti internazionali pertinenti» i seguenti strumenti
internazionali, ed i relativi eventuali emendamenti, modifiche ed
integrazioni, in vigore al momento dell’applicazione delle norme che
rinviano agli strumenti stessi:
1) «MARPOL»: la convenzione internazionale di Londra del
12 novembre 1973 per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi
e il relativo protocollo del 1978;
2) «SOLAS»: la convenzione internazionale di Londra del
1° novembre 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare e i
relativi protocolli e modifiche;
3) la convenzione internazionale di Londra del 23 giugno 1969
sulla stazzatura delle navi;
4) la convenzione internazionale di Bruxelles del 29 novembre
1969 sull’intervento in alto mare in caso di sinistri che causino o
possano causare l’inquinamento da idrocarburi, e il relativo
protocollo del 1973 sull’intervento in alto mare in caso di
inquinamento causato da sostanze diverse dagli idrocarburi;
5) «SAR»: la convenzione internazionale di Amburgo del
27 aprile 1979 sulla ricerca e il salvataggio marittimo;
6) «Codice ISM»: il codice internazionale per la gestione della
sicurezza;
7) «Codice IMDG»: il codice marittimo internazionale per il
trasporto di merci pericolose;
8) «Codice IBC»: il codice internazionale dell’IMO per la
costruzione e le dotazioni delle navi adibite al trasporto alla
rinfusa di prodotti chimici pericolosi;
9) «Codice IGC»: il codice internazionale dell’IMO per la
costruzione e le dotazioni delle navi adibite al trasporto alla
rinfusa di gas liquefatti;
10) «Codice BC»: il Codice dell’IMO delle norme pratiche per il
trasporto alla rinfusa di carichi solidi;
11) «Codice INF»: il Codice dell’IMO relativo alle norme di
sicurezza per il trasporto di combustibile nucleare irradiato, di
plutonio e di scorie altamente radioattive in fusti a bordo di navi;
12) «Risoluzione IMO A851 (20)»: la risoluzione 851 (20)
dell’Organizzazione Marittima Internazionale, avente per titolo
«Principi generali dei sistemi di rapportazione navale e prescrizioni
per la rapportazione navale, comprese le linee guida per la
rapportazione dei sinistri in cui sono coinvolte merci pericolose e
sostanze nocive e/o sostanze inquinanti per l’ambiente marino»;
13) «Risoluzione IMO A.861 (20) dell’Organizzazione Marittima
Internazionale avente per titolo «VDR»;
b) «armatore»: la persona fisica o giuridica che esercita
l’attivita’ di gestione della nave;
c) «agente»: la persona incaricata o autorizzata a rilasciare
informazioni in nome dell’armatore della nave;
d) «spedizioniere ovvero caricatore»: la persona che ha stipulato
con un vettore un contratto per il trasporto di merci via mare o la
persona nel cui nome o per conto della quale e’ stipulato il
contratto;
e) «compagnia»: la compagnia ai sensi della regola 1, paragrafo 2
del Capitolo IX della SOLAS;
f) «nave»: qualsiasi costruzione destinata al trasporto
marittimo;
g) «merci pericolose»:
1) le merci classificate nel Codice IMDG;
2) le sostanze liquide pericolose di cui al Capitolo 17 del
Codice IBC;
3) i gas liquefatti di cui al capitolo 19 del codice IGC;
4) le sostanze solide di cui all’appendice B del codice BC;
5) le merci per il cui trasporto sono state prescritte
condizioni preliminari conformemente al paragrafo 1.1.3 del codice
IBC o al paragrafo 1.1.6 del codice IGC;
h) «merci inquinanti»:
1) gli idrocarburi secondo la definizione della MARPOL,
allegato I;
2) le sostanze liquide nocive, secondo la definizione della
MARPOL, allegato II;
3) le sostanze dannose, secondo la definizione della MARPOL,
allegato III;
i) «unita’ di carico»: un veicolo stradale adibito al trasporto
di merci, un veicolo ferroviario adibito al trasporto di merci, un
contenitore, un veicolo cisterna stradale, un veicolo cisterna
ferroviario o una cisterna mobile;
l) «indirizzo»: il nome e i canali di comunicazione che
consentono di stabilire, in caso di necessita’, un contatto con
l’armatore, l’agente, l’amministrazione, l’autorita’ marittima,
qualsiasi altra persona o organismo abilitato in possesso di
informazioni dettagliate riguardanti il carico della nave;
m) «amministrazione»: il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti – Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;
n) «autorita’ marittima»: gli uffici marittimi di cui
all’articolo 16 del codice della navigazione ovvero i Centri
Secondari di Soccorso Marittimo (MRSC) individuati nel decreto del
Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 662, quali
autorita’ preposte al coordinamento delle operazioni di ricerca e di
salvataggio ovvero i Centri VTS come definiti con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 28 gennaio 2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2004,
secondo la specifica funzione espletata e connessa alla
caratteristica o tipologia dell’intervento o del servizio fornito;
o) «luogo di rifugio»: il porto, la parte di un porto o qualsiasi
altro luogo di ancoraggio o ormeggio protetto o qualsiasi altra area
riparata individuati da uno Stato membro per accogliere una nave in
pericolo;
p) «servizio di assistenza al traffico marittimo (VTS)»: il
servizio finalizzato a migliorare la sicurezza della navigazione e
l’efficienza del traffico marittimo e a tutelare l’ambiente, in grado
di interagire con le navi che transitano nell’area coperta dal VTS;
q) «sistema di identificazione automatica (AIS)»: il sistema di
identificazione delle navi rispondente alle norme di funzionamento
definite dall’IMO;
r) «sistema di rotte navali»: qualsiasi sistema che organizza uno
o piu’ corsie di traffico o prevede misure di organizzazione del
traffico al fine di ridurre il rischio di sinistri; esso comprende
schemi di separazione del traffico, corsie di traffico a doppio
senso, rotte raccomandate, zone da evitare, zone di traffico
costiero, rotatorie, zone di prudenza e corsie di traffico in acque
profonde;
s) «nave tradizionale»: qualsiasi tipo di nave storica e relative
ricostruzioni, comprese quelle finalizzate a incoraggiare e
promuovere le tecniche e l’arte marinaresca tradizionali e nel
contempo identificabili come monumenti viventi di cultura, il cui
esercizio rispetta i principi tradizionali dell’arte e della tecnica
marinaresche;
t) «sinistro»: il sinistro quale definito dal Codice dell’IMO in
materia di inchieste sui sinistri e sugli incidenti marittimi.

Art. 3.

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto si applica alle navi …

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