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DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.187: Attuazione della direttiva...

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.187: Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. (GU n. 220 del 21-9-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.187

Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di
sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai
rischi derivanti da vibrazioni meccaniche.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306 (legge comunitaria 2003);
Vista la direttiva 2004/44/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alle prescrizioni minime di
sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni);
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle
finanze, della salute, delle attivita’ produttive, per gli affari
regionali e per la funzione pubblica;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, il presente decreto legislativo prescrive
le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da
vibrazioni meccaniche.
2. Nei riguardi dei soggetti indicati all’articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, le disposizioni del
presente decreto sono applicate tenuto conto delle particolari
esigenze connesse al servizio espletato individuate con il
provvedimento di cui al medesimo articolo 1, comma 2.

Avvertenza:

Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – del 5
ottobre 2005 si procedera’ alla ripubblicazione del testo
della presente legge corredata delle relative note, ai
sensi dell’art. 8, comma 3, del regolamento di esecuzione
del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sulla emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.

Art. 2.

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto legislativo, si intende per:
a) vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: le vibrazioni
meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo,
comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in
particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o
muscolari;
b) vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche
che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e
la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del
rachide.

Art. 3.

Valori limite di esposizione e valori di azione

1. Per le vibrazioni tramesse al sistema mano-braccio:
a) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un
periodo di riferimento di 8 ore, e’ fissato a 5 m/s2;
b) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di
riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione e’ fissato a 2,5 m/s2.
2. Per le vibrazioni trasmesse al corpo intero:
a) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un
periodo di riferimento di 8 ore, e’ fissato a 1,15 m/s2;
b) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di
riferimento di 8 ore, e’ fissato a 0,5 m/s2.

Art. 4.

Valutazione dei rischi

1. Nell’assolvere gli obblighi stabiliti dall’articolo 4 del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, il datore di lavoro
valuta e, nel caso non siano disponibili informazioni relative ai
livelli di vibrazione presso banche dati dell’ISPESL, delle regioni o
del CNR o direttamente presso i produttori o fornitori, misura i
livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono esposti.
2. L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al
sistema mano-braccio e’ valutata o misurata in base alle disposizioni
di cui all’allegato I, parte A.
3. L’esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo
intero e’ valutata o misurata in base alle disposizioni di cui
all’allegato I, parte B.
4. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche puo’ essere
valutato mediante l’osservazione delle condizioni di lavoro
specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla
probabile entita’ delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di
attrezzature in particolari condizioni di uso, incluse le
informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature.
Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede
l’impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia
appropriata.
5. La valutazione e la misurazione di cui al comma 1 devono essere
programmate ed effettuate a intervalli idonei sulla base di quanto
emerso dalla valutazione del rischio da personale adeguatamente
qualificato nell’ambito del servizio di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e i relativi risultati
devono essere riportati nel documento di cui all’articolo 4, comma 2,
del medesimo decreto.
6. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro
tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi:
a) il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi inclusa
ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti;
b) i valori limite di esposizione e i valori d’azione specificati
nell’articolo 3;
c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei
lavoratori particolarmente sensibili al rischio;
d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori
risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e l’ambiente
di lavoro o altre attrezzature;
e) le informazioni fornite dal costruttore dell’attrezzatura di
lavoro;
f) l’esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre
i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche;
g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni
trasmesse al corpo intero al di la’ delle ore lavorative, in locali
di cui e’ responsabile;
h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature;
i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese,
per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura
scientifica.
7. La valutazione dei rischi deve essere documentata conformemente
all’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
include la giustificazione che la natura e l’entita’ dei rischi
connessi con le vibrazioni meccaniche rendono non necessaria una
valutazione maggiormente dettagliata dei rischi.
8. Il datore di lavoro aggiorna la valutazione dei rischi
periodicamente, e in ogni caso senza ritardo se vi sono stati
significativi mutamenti ai fini della sicurezza e della salute dei
lavoratori che potrebbero averla resa superata, oppure quando i
risultati della sorveglianza sanitaria ne richiedano la necessita’.

Art. 5.

Misure di prevenzione e protezione

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3 del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, il datore di lavoro elimina i
rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli
non superiori ai valori limite di esposizione.
2. In base alla valutazione dei rischi di cui all’articolo 4,
quando sono superati i valori d’azione, il datore di lavoro elabora e
applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a
ridurre al minimo l’esposizione e i rischi che ne conseguono,
considerando in particolare quanto segue:
a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a
vibrazioni meccaniche;
b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel
rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del
lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni;
c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi
di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano
efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o
guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio;
d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di
lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul luogo di lavoro;
e) la progettazione e l’organizzazione dei luoghi e dei posti di
lavoro;
f) l’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull’uso
corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro, in modo da ridurre al
minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche;
g) la limitazione della durata e dell’intensita’
dell’esposizione;
h) l’organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati
periodi di riposo;
i) la fornitura, ai …

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