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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2005, n.134: Regolame...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2005, n.134: Regolamento recante disciplina per le navi mercantili dei requisiti per l'imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose. (GU n. 163 del 15-7-2005- Suppl. Ordinario n.123)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2005, n.134

Regolamento recante disciplina per le navi mercantili dei
requisiti per l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci
pericolose.

Capo I
Disposizioni generali
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visti gli articoli 7 e 35, primo comma, lettera b), della legge
5 giugno 1962, n. 616, sulla sicurezza della navigazione e della vita
umana in mare;
Vista la legge 23 maggio 1980, n. 313, relativa alla ratifica ed
esecuzione della convenzione internazionale per la salvaguardia della
vita umana in mare, adottata a Londra il 1° novembre 1974, e
successive modificazioni (SOLAS 74/78);
Vista la legge 29 settembre 1980, n. 662, relativa alla ratifica ed
esecuzione della convenzione internazionale per la prevenzione
dell’inquinamento causato da navi, adottata a Londra il 2 novembre
1973, e successive modificazioni (MARPOL 73/78);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991,
n. 435, che approva il regolamento per la sicurezza della navigazione
e della vita umana in mare;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n.
347, concernente regolamento recante semplificazione dei procedimenti
di tipo approvato di apparecchi, dispositivi o materiali da
installare a bordo delle navi mercantili;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, recante
attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom,
92/3/Euratom e 96/29/Euratom, in materia di radiazioni ionizzanti, e
successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, recante
attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di
imballaggi, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, recante
attuazione della direttiva 94/57/CE, relativa alle disposizioni ed
alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le
visite di controllo delle navi e per le pertinenti attivita’ delle
amministrazioni marittime, e della direttiva 97/58/CE che modifica la
direttiva 94/57/CE, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, recante
attuazione della direttiva 98/18/CE, relativa alle disposizioni e
alle norme di sicurezza per le navi da passeggeri adibite a viaggi
nazionali, e successive modificazioni;
Tenuto conto che il capitolo VII della SOLAS 74/78, come emendata,
ha reso obbligatoria, a decorrere dal 1° gennaio 2004, l’applicazione
delle norme del codice internazionale per il trasporto marittimo
delle merci pericolose (IMDG Code), adottato dall’Organizzazione
internazionale marittima (IMO) con risoluzione A.81(IV) del
27 settembre 1965;
Ritenuto necessario adeguare la normativa in materia di trasporto
via mare delle merci pericolose in colli ed unita’ di trasporto del
carico, alla luce delle nuove normative introdotte con le citate
convenzioni e risoluzioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi, nelle adunanze del 4 giugno 2001 e
del 21 febbraio 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 13 maggio 2005;
Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con i Ministri dell’interno, dell’ambiente e della tutela
del territorio, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e
delle attivita’ produttive;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Il presente regolamento stabilisce i requisiti a cui debbono
rispondere le navi mercantili nazionali, adibite alla navigazione
marittima, e le navi di bandiera estera che toccano i porti italiani,
per essere abilitate al trasporto di merci pericolose in colli e
unita’ di trasporto del carico, le procedure per l’imbarco, il
trasporto in mare, lo sbarco, il trasbordo dei colli e unita’ di
trasporto del carico, nonche’ i requisiti tecnici degli stessi.
2. Le presenti norme non si applicano alle merci ed ai materiali
pericolosi destinati al normale approvvigionamento ed armamento della
nave, nonche’ a carichi particolari trasportati su navi costruite
appositamente o trasformate interamente a tale scopo.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il testo dell’art. 87 della Costituzione conferisce,
tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Il testo dell’art. 17, commi 1 e 2 della legge
23 agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina dell’attivita’
di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del
12 settembre 1988, n. 214 e’ il seguente:
«1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere
del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta
giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti
per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge.
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle
norme regolamentari.».
– Il testo degli articoli 7 e 35 primo comma della
legge 5 giugno 1962, n. 616 (Sicurezza della navigazione e
della vita umana in mare), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 5 luglio 1962, n.
168, e’ il seguente:
«Art. 7 (Requisiti per il rilascio dei certificati di
sicurezza o d’idoneita). – I requisiti tecnici necessari
per ottenere il rilascio dei certificati di sicurezza o
d’idoneita’ sono determinati dai regolamenti di esecuzione
della presente legge.».
«Art. 35 (Emanazione dei regolamenti di esecuzione). –
Con decreti del Presidente della Repubblica, su proposta
del Ministro per la marina mercantile, di concerto con i
Ministri competenti, saranno emanati i regolamenti per
l’esecuzione della presente legge per determinare:
a) i requisiti ai quali devono rispondere le navi,
secondo i loro vari tipi e secondo la specie di navigazione
e di traffico cui sono adibite, ai fini della sicurezza
della navigazione;
b) i requisiti ai quali devono rispondere le navi per
essere abilitate al trasporto delle merci pericolose,
nonche’ le modalita’ dell’imbarco e dello sbarco delle
merci medesime;
c) i requisiti ai quali devono rispondere le navi per
essere abilitate al trasporto di passeggeri;
d) le modalita’ per il trasporto di granaglie e di
altri carichi scorrevoli.».
– La legge 23 maggio 1980, n. 313, reca: «Adesione alla
convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia
della vita umana in mare, con allegato, aperta alla firma a
Londra il 1° novembre 1974, e sua esecuzione» ed e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 luglio 1980, n.
190.
– La legge 29 settembre 1980, n. 662, reca: «Ratifica
ed esecuzione della Convenzione internazionale per la
prevenzione dell’inquinamento causato da navi e del
protocollo sull’intervento in alto mare in caso di
inquinamento causato da sostanze diverse dagli idrocarburi,
con annessi, adottati a Londra il 2 novembre 1973» ed e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 23 ottobre 1980, n.
292.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre
1991, n. 445, reca: «Approvazione del regolamento per la
sicurezza della navigazione e della vita umana in mare» ed
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 1992,
n. 17.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile
1994, n. 347, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell’8 giugno 1994, n. 132.
– Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 giugno 1995, n.
136.
– Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 1997,
n. 38, supplemento ordinario n. 33.
– Il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 agosto 1998, n.
201.
– Il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2000, n.
55, supplemento ordinario n. 38.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) SOLAS: la convenzione internazionale del 1974 per la
salvaguardia della vita umana in mare ed il relativo protocollo del
1978 (SOLAS 74/78), e successive modificazioni;
b) MARPOL: la convenzione internazionale del 1973 per la
prevenzione dell’inquinamento causato da navi e il relativo
protocollo del 1978 (MARPOL 73/78), e successive modificazioni;
c) regolamento di sicurezza: il regolamento per la sicurezza
della navigazione e della vita umana in mare, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435;
d) IMO: International Maritime Organization (Organizzazione
internazionale marittima);
e) Codice IMDG: codice marittimo internazionale per il trasporto
delle merci pericolose, cosi’ come adottato dall’IMO con risoluzione
A.81 (IV) del 27 settembre 1965, e successive modificazioni;
f) MFAG: guida medica per il pronto soccorso in caso di incidenti
connessi con il trasporto di merci pericolose;
g) EmS: procedure d’emergenza per le navi trasportanti merci
pericolose, il cui numero di identificazione e’ indicato, per
ciascuna merce pericolosa, nell’indice generale del codice IMDG;
h) ADR: l’accordo europeo relativo al trasporto internazionale di
merci pericolose su strada, concluso a Ginevra il 30 settembre 1957,
con le relative modificazioni, cosi’ come ratificato con legge
12 agosto 1962, n. 1839;
i) RID: il regolamento concernente il trasporto internazionale di
merci pericolose per ferrovie, di cui all’annesso I dell’appendice B
della convenzione relativa ai trasporti ferroviari internazionali
(COTIF), e successive modificazioni, cosi’ come recepito dal decreto
legislativo 13 gennaio 1999, n. 41, e successive modificazioni,
recante attuazione delle direttive 96/49/CE del Consiglio, del
23 luglio 1996, e 96/87/CE della Commissione, del 13 dicembre 1996,
relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia;
l) CSC: la convenzione internazionale sulla sicurezza dei
contenitori, adottata a Ginevra il 2 dicembre 1972 e ratificata con
legge 3 febbraio 1979, n. 67, attuata con decreto del Presidente
della Repubblica 4 giugno 1997, n. 448;
m) autoveicolo: veicolo stradale autopropulso contenente nel suo
serbatoio il combustibile necessario alla sua propulsione;
n) caricatore o proprietario: soggetto che ha stipulato un
contratto per il trasporto di merci via mare o persona nel cui nome o
per conto della quale viene stipulato il contratto;
o) detentore: colui che ha la disponibilita’, a qualsiasi titolo,
di colli e/o unita’ di trasporto del carico;
p) collo: imballaggio, contenitore intermedio o grande
imballaggio, contenente merce pericolosa e pronto per la spedizione,
nei limiti di capacita’ e peso previsti dal codice IMDG:
1) imballaggio: recipiente unico oppure uno o piu’ recipienti
interni imballati, con o senza materiale di imbottitura, in un
recipiente unico esterno;
2) contenitore intermedio: imballaggio mobile rigido,
semirigido o flessibile per il trasporto alla rinfusa (IBC);
3) grande imballaggio: imballaggio contenente a sua volta
imballaggi o articoli;
q) unita’ di trasporto del carico: carro ferroviario, veicolo
stradale autopropulso o rimorchiabile, contenitore ovvero cisterna,
trasportati o non sui mezzi di cui sopra oppure su carrelli o
chiatta, contenente merci pericolose non alla rinfusa, posta, a sua
volta, su nave porta chiatte;
r) cisterna; cisterna portatile (compreso il contenitore
cisterna), veicolo cisterna stradale, carro cisterna ferroviario o
recipiente di capacita’ non inferiore a 450 litri per contenere
solidi, liquidi o gas liquefatti;
s) merce pericolosa: le sostanze, i materiali e gli
articoli trattati dal codice IMDG;
t) trasbordo: operazione di trasferimento di merci tra nave e
banchina e viceversa mediante mezzi nautici;
u) transhipment: operazione di sbarco e di successivo reimbarco
su altre navi nell’ambito dello stesso ciclo di trasporto;
v) Amministrazione: il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
z) autorita’ marittima: gli uffici locali di cui all’articolo 17
del codice della navigazione, secondo funzioni delegate con direttive
del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;
aa) autorita’ portuale: gli enti di cui all’articolo 6 della
legge 28 gennaio 1994, n. 84;
bb) organismo tecnico: l’organismo autorizzato ai sensi
dell’articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo
3 agosto 1998, n. 314, e successive modificazioni;
cc) raccomandatario marittimo: il soggetto di cui all’articolo 2
della legge 4 aprile 1977, n. 135.
2. In tutti i casi in cui nel codice IMDG si fa riferimento
all’autorita’ competente, per tale si deve intendere
«l’Amministrazione» cosi’ come definita al comma 1, lettera v).

Note all’art. 2:
– Le convenzioni internazionali SOLAS, MARPOL ed il
codice IMDG sono consultabili nelle pubblicazioni dell’IMO
(International Maritime Organition) o attraverso il sito
www.imo.org
– Il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre
1991, n. 435, recante «Regolamento per la sicurezza della
navigazione e della vita umana in mare» e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 1992.
– La legge 12 agosto 1962, n. 1839, di ratifica
dell’accordo europeo relativo al trasporto internazionale
di merci pericolose su strada concluso a Ginevra il
30 settembre 1957 e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
del 23 gennaio 1963, n. 20, supplemento ordinario.
– Il decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41, e
successive modificazioni, recante «Attuazione delle
direttive 96/49 CE del Consiglio del 23 luglio 1996 e
96//87/CE della Commissione del 13 dicembre 1996 relative
al trasporto di merci pericolose per ferrovie» e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio
1999.
– La legge 3 febbraio 1979, n. 67, recante: «Adesione
alla Convenzione internazionale sulla sicurezza dei
contenitori (CSC), con allegati, adottata a Ginevra il
2 dicembre 1972, e sua esecuzione» e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 61 del 2 marzo 1979.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 4 giugno
1997, n. 448, concernente: «Regolamento recante norme di
attuazione della legge 3 febbraio 1979, n. 67, relativa
all’adesione alla Convenzione internazionale sulla
sicurezza dei contenitori (CSC) adottata a Ginevra il
2 ottobre 1973», e sua esecuzione e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 1997, n. 301.
– Il testo dell’art. 17 del Codice della Navigazione,
approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 1942, n.
93, e’ il seguente:
«Art. 17. – Il direttore marittimo esercita le
attribuzioni conferitegli dal presente codice, dalle altre
leggi e dai regolamenti. Il capo del compartimento, il capo
del circondario e i capi degli altri uffici marittimi
dipendenti, oltre le attribuzioni conferite a ciascuno di
essi dal presente codice, dalle altre leggi e dai
regolamenti, esercitano, nell’ambito delle rispettive
circoscrizioni, tutte le attribuzioni amministrative
relative alla navigazione e al traffico marittimo, che non
siano specificatamente conferite a determinate autorita’.».
– Il testo dell’art. 6 della legge 28 gennaio 1994, n.
84 (Riordino della legislazione in materia portuale),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 1994, n.
28, supplemento ordinario n. 21, e’ il seguente:
«Art. 6. – 1. Nei porti di Ancona, Bari, Brindisi,
Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, La Spezia,
Livorno, Manfredonia, Marina di Carrara, Messina, Napoli,
Palermo, Ravenna, Savona, Taranto, Trieste e Venezia e’
istituita l’autorita’ portuale con i seguenti compiti, in
conformita’ agli obiettivi di cui all’art. 1:
a) indirizzo, programmazione, coordinamento,
promozione e controllo delle operazioni portuali di cui
all’art. 16, comma 1, e delle altre attivita’ commerciali
ed industriali esercitate nei porti, con poteri di
regolamentazione e di ordinanza, anche in riferimento alla
sicurezza rispetto a rischi di incidenti connessi a tali
attivita’ ed alle condizioni di igiene del lavoro in
attuazione dell’art. 24;
b) manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti
comuni nell’ambito portuale, ivi compresa quella per il
mantenimento dei fondali, previa convenzione con il
Ministero dei lavori pubblici che preveda l’utilizzazione
dei fondi all’uopo disponibili sullo stato di previsione
della medesima amministrazione;
c) affidamento e controllo delle attivita’ dirette
alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di
servizi di interesse generale, non coincidenti ne’
strettamente connessi alle operazioni portuali di cui
all’art. 16, comma 1, individuati con decreto del Ministro
dei trasporti e della navigazione, da emanarsi entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
2. L’autorita’ portuale ha personalita’ giuridica di
diritto pubblico ed e’ dotata di autonomia amministrativa
salvo quanto disposto dall’art. 12, nonche’ di autonomia di
bilancio e finanziaria nei limiti previsti dalla presente
legge. Ad essa non si applicano le disposizioni di cui alla
legge 20 marzo 1975, n. 70, e successive modificazioni,
nonche’ le disposizioni di cui al decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed
integrazioni, fatta eccezione per quanto specificamente
previsto dal comma 2 dell’art. 23 della presente legge.
3. La gestione patrimoniale e finanziaria
dell’autorita’ portuale e’ disciplinata da un regolamento
di contabilita’ approvato dal Ministro dei trasporti e
della navigazione, di concerto con il Ministro del tesoro.
Il conto consuntivo delle autorita’ portuali e’ allegato
allo stato di previsione del Ministero dei trasporti e
della navigazione per l’esercizio successivo a quello nel
quale il medesimo e’ approvato.
4. Il rendiconto della gestione finanziaria
dell’autorita’ portuale e’ soggetto al controllo della
Corte dei conti.
5. L’esercizio delle attivita’ di cui al comma 1,
lettere b) e c), e’ affidato in concessione dall’autorita’
portuale mediante gara pubblica.
6. Le autorita’ portuali non possono esercitare, ne’
direttamente ne’ tramite la partecipazione di societa’,
operazioni portuali ed attivita’ ad esse strettamente
connesse. Le autorita’ portuali possono costituire ovvero
partecipare a societa’ esercenti attivita’ accessorie o
strumentali rispetto ai compiti istituzionali affidati alle
autorita’ medesime, anche ai fini della promozione e dello
sviluppo dell’intermodalita’, della logistica e delle reti
trasportistiche.
7. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con
proprio decreto, individua entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge i limiti della
circoscrizione territoriale di ciascuna autorita’ portuale.
8. Nei limiti delle disponibilita’ finanziarie di cui
all’art. 13, decorsi tre anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, con decreto del Presidente
della Repubblica, su proposta del Ministro dei trasporti e
della navigazione, ai sensi della legge 23 agosto 1988, n.
400, possono essere istituite ulteriori autorita’ in porti
di categoria II, classi I e II, non compresi tra quelli di
cui al comma 1, che nell’ultimo triennio abbiano registrato
un volume di traffico di merci non inferiore a tre milioni
di tonnellate annue al netto del 90 per cento delle rinfuse
liquide o a 200.000 Twenty Feet Equivalent Unit (TEU). A
decorrere dal 1° gennaio 1995 puo’ essere disposta
l’istituzione, previa verifica dei requisiti, di autorita’
portuali nei porti di Olbia, Piombino e Salerno.
9. Il Ministro dei trasporti e della navigazione puo’
formulare la proposta di cui al comma 8 anche su richiesta
di regioni, comuni o camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura.
10. Le autorita’ portuali di cui al comma 8 sono
soppresse, con la procedura di cui al medesimo comma,
quando, in relazione al mutato andamento dei traffici,
vengano meno i requisiti previsti nel suddetto comma. Con
la medesima procedura, decorsi dieci anni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le
autorita’ portuali di cui al comma i quando risulti che le
stesse non corrispondono ai requisiti di cui al comma 8.
11. In sede di prima applicazione della presente legge,
le autorita’ sprovviste di sede propria possono essere
ubicate presso le sedi delle locali autorita’ marittime.
12. E’ fatta salva la disciplina vigente per i punti
franchi compresi nella zona del porto franco di Trieste. Il
Ministro dei trasporti e della navigazione, sentita
l’autorita’ portuale di Trieste, con proprio decreto
stabilisce l’organizzazione amministrativa per la gestione
di detti punti franchi.».
– Il testo dell’art. 1, comma 1, lettera b) del decreto
legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni (Attuazione della direttiva 94/57/CE,
relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli
organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo
delle navi e per le pertinenti attivita’ delle
amministrazioni marittime, e della direttiva 97/58/CE che
modifica la direttiva 94/57/CE), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 29 agosto 1998, n. 201, e’ il seguente:
«Art. 1 (Oggetto). – 1. Il presente decreto legislativo
stabilisce le misure da adottare ai fini dell’ispezione,
controllo e certificazione delle navi di bandiera italiana
in conformita’ alle convenzioni internazionali sulla
sicurezza in mare e sulla prevenzione dell’inquinamento
marino ed in particolare:
a) (omissis);
b) fissa le condizioni in base alle quali
l’amministrazione autorizza un organismo riconosciuto al
rilascio dei certificati per proprio conto nel rispetto dei
principi della non discriminazione e dell’efficacia
dell’azione amministrativa;».
– Il testo dell’art. 2 della legge 4 aprile 1977, n.
135 (Disciplina della professione di raccomandatario
marittimo), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 22 aprile 1977, n. 109, e’ il
seguente:
«Art. 2. – 1. E’ raccomandatario marittimo chi svolge
attivita’ di raccomandazione di navi, quali assistenza al
comandante nei confronti delle autorita’ locali o dei
terzi, ricezione o consegna delle merci, operazioni di
imbarco e sbarco dei passeggeri, acquisizione di noti,
conclusione di contratti di trasporto per merci e
passeggeri con rilascio dei relativi documenti, nonche’
qualsiasi altra analoga attivita’ per la tutela degli
interessi a lui affidati.
2. Le predette attivita’ possono essere svolte per
mandato espresso o tacito con o senza rappresentanza,
conferito dall’armatore o dal vettore, nonche’ con o senza
contratto di agenzia a carattere continuativo od
occasionale.».

Art. 3.
Merci pericolose
1. Il trasporto di merci pericolose deve essere effettuato in
conformita’ alle prescrizioni del codice IMDG.
2. Per la navigazione nazionale, l’Amministrazione puo’ adottare
misure che consentano l’equivalenza alle prescrizioni del codice
IMDG, purche’ tali equivalenze siano efficaci quanto le suddette
prescrizioni e garantiscano lo stesso livello di sicurezza.

Art. 4.
Istruzioni per l’equipaggio e documentazione
da tenere a bordo
1. Ai fini della sicurezza e della tutela della salute dei
lavoratori marittimi, il comando di bordo delle navi di bandiera
nazionale deve, in attuazione di quanto previsto dal decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 271, provvedere ad istruire
opportunamente l’equipaggio in ordine ai rischi derivanti dalla
tipologia di merce pericolosa di volta in volta trasportata ed alla
particolare azione da svolgere in caso di emergenza. Ove si tratti di
trasporto di merci pericolose che possono esercitare un’azione nociva
per l’organismo umano, l’equipaggio deve essere anche istruito in
ordine alle norme di pronto soccorso ed all’uso dei mezzi di
protezione individuale, secondo quanto indicato nel documento di
valutazione dei rischi redatto ai sensi dell’articolo 6 del decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 271.
2. Le istruzioni di cui al comma 1 sono affisse all’albo della
nave.

Nota all’art. 4:
– Il testo dell’art. 6 del decreto legislativo
27 luglio 1999, n. 271 (Adeguamento della normativa sulla
sicurezza e salute dei lavoratori marittimi a bordo delle
navi mercantili da pesca nazionali, a norma della legge
31 dicembre 1998, n. 485), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 9 agosto 1999, n.
185, supplemento ordinario n. 151 e’ il seguente:
«Art. 6 (Obblighi dell’Armatore e del Comandante). – 1.
L’armatore delle navi o unita’ di cui all’art. 2 in
relazione alle caratteristiche tecnico-operative
dell’unita’, valuta, i rischi per la sicurezza e per la
salute dei lavoratori marittimi predisponendo il piano di
sicurezza dell’ambiente di lavoro che deve contenere i
seguenti elementi:
a) progetto dettagliato dell’unita’, nel quale sono
riportate le sistemazioni inerenti l’ambiente di lavoro;
b) specifica tecnica dell’unita’, comprendente tutti
gli elementi ritenuti utili per l’esame delle condizioni di
igiene e sicurezza del lavoro presenti a bordo della nave;
c) relazione tecnica sulla valutazione dei rischi per
la tutela della salute e la sicurezza del lavoratore
marittimo connessi allo svolgimento dell’attivita’
lavorativa a bordo; nella relazione sono specificati i
criteri adottati per la valutazione stessa e le misure di
prevenzione e protezione dei lavoratori, nonche’ il
programma di attuazione di eventuali interventi
migliorativi dei livelli di igiene e sicurezza a bordo.
2. La documentazione di cui al comma 1, redatta da
personale tecnico delle costruzioni navali di cui all’art.
117 del codice della navigazione e art. 275 del relativo
regolamento di attuazione, e’ inviata, a cura
dell’armatore, al Ministero ai fini dell’approvazione
secondo le seguenti modalita’:
a) per le navi o unita’ nuove: almeno sei mesi prima
dell’entrata in esercizio;
b) per le navi o unita’ esistenti: entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto;
c) per le navi o unita’ acquistate all’estero: al
momento della richiesta di immatricolazione dell’unita’ e
comunque entro e non oltre tre mesi dalla predetta data;
d) per le navi sottoposte a trasformazione o
modifica: almeno. sei mesi prima dell’entrata in esercizio.
3. Il piano di sicurezza e’ integrato ed aggiornato
ogni volta che siano apportate modifiche o trasformazioni a
bordo ai sensi di quanto previsto dall’art. 33, comma 3.
4. Per le unita’ adibite ai servizi tecnico-nautici e
portuali, per le navi o unita’ mercantili nuove ed
esistenti di stazza lorda inferiore a 200 e per quelle da
pesca nuove ed esistenti di lunghezza inferiore a 24 m, o
con equipaggio fino a sei unita’ di tabella di armamento,
la documentazione di cui al comma 2, autocertificata da
parte dell’armatore o dal proprietario, non e’ inviata al
Ministero per l’approvazione ma e’ conservata a bordo ed
esibita a richiesta degli organi di vigilanza, al fine di
verificarne la conformita’ alle disposizioni del presente
decreto.
5. L’armatore ed il comandante della nave, nell’ambito
delle rispettive attribuzioni e competenze, sono obbligati
a:
a) designare il responsabile del servizio di
prevenzione e protezione dei lavoratori marittimi nel
rispetto delle disposizioni di cui all’art. 12, commi 1, 2
e 5;
b) designare il personale addetto al servizio di
prevenzione e protezione nel rispetto delle disposizioni di
cui all’art. 12, commi 1, 2 e 5;
c) designare il medico competente di cui all’art. 23;
d) organizzare il lavoro a bordo, in modo da ridurre
al minimo i fattori di fatica di cui all’allegato I e
verificare il rispetto della durata del lavoro a bordo
secondo quanto previsto dal presente decreto e dai
contratti collettivi nazionali di categoria;
e) informare i lavoratori marittimi dei rischi
specifici cui sono esposti nello svolgimento delle loro
normali attivita’ lavorative ed addestrarli sul corretto
utilizzo delle attrezzature di lavoro nonche’ dei
dispositivi di protezione individuali;
f) limitare al minimo il numero dei lavoratori
marittimi esposti a bordo ad agenti tossici e nocivi per la
salute, nonche’ la durata del periodo di esposizione a tali
agenti nocivi, anche mediante isolamento delle aree o
locali interessati dalla presenza degli agenti, e
predisporre un programma di sorveglianza sanitaria mirato;
g) fornire ai lavoratori marittimi i necessari
dispositivi individuali di sicurezza e di protezione,
conformi alle vigenti norme e mantenerne le condizioni di
efficienza;
h) informare i lavoratori marittimi sulle procedure
da attuare nei casi di emergenza, particolarmente per
l’incendio a bordo e l’abbandono della nave, secondo quanto
indicato nel vigente regolamento di sicurezza adottato con
decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n.
435, di seguito denominato regolamento di sicurezza;
i) formare e addestrare il personale marittimo in
materia di igiene e di sicurezza dell’ambiente di lavoro a
bordo predisponendo in merito appositi manuali operativi di
facile consultazione;
l) richiede l’osservanza da parte dei lavoratori
marittimi delle norme di igiene e di sicurezza e
l’utilizzazione dei mezzi individuali di protezione messi a
loro disposizione;
m) tenere a bordo della singola unita’ navale ed
aggiornare il “registro degli infortuni” di cui all’art.
25, comma 2, nel quale sono annotati gli infortuni occorsi
ai lavoratori e la tipologia dell’infortunio;
n) garantire le condizioni di efficienza
dell’ambiente di lavoro ed, in particolare, la regolare
manutenzione tecnica degli impianti, degli apparati di
bordo e dei dispositivi di sicurezza;
o) permettere ai lavoratori marittimi, mediante il
rappresentante alla sicurezza, di verificare l’applicazione
delle misure di sicurezza e di protezione della salute e
consentire al rappresentante stesso di accedere alle
informazioni ed alla documentazione aziendale cosi’ come
indicato all’art. 16, comma 2, lettera d);
p) fornire e mettere a disposizione dell’equipaggio
tutta la raccolta di normative nazionali ed internazionali,
documentazione tecnica; il manuale di cui all’art. 17 e la
guida di cui all’art. 24, comma 4, e le procedure di
sicurezza utili per lo svolgimento delle attivita’
lavorative di bordo in condizioni di sicurezza;
q) attuare misure tecniche ed organizzative adeguate
per ridurre al minimo i rischi connessi all’impiego delle
attrezzature di lavoro presenti a bordo ed impedire che
queste vengano utilizzate per operazioni o in condizioni
per le quali non sono adatte.
6. L’armatore non puo’ delegare gli adempimenti
previsti dai commi 1, 2, 3, 4 e 5, lettera a).».

Art. 5.
Vigilanza
1. L’Autorita’ marittima vigila sulle operazioni di imbarco,
stivaggio, sbarco e trasbordo delle merci pericolose, ai fini della
sicurezza della nave, stabilendo le relative modalita’ tenuto conto
delle condizioni locali e delle circostanze speciali.
2. La vigilanza antincendio e’ svolta secondo modalita’
disciplinate con ordinanza dell’autorita’ marittima, concordate con
il Comando provinciale dei vigili del fuoco.
3. Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di servizi di
polizia doganale.

Capo II
Requisiti di idoneita’ delle navi e delle unita’ di trasporto del carico
adibite al trasporto di merci pericolose.
Art. 6.
Navi soggette alla convenzione SOLAS
– Navi delle classi B, C e D,
nuove e B esistenti di cui al decreto
legislativo 4 febbraio 2000, n. 45
1. Alle navi di seguito indicate si applicano le prescrizioni
SOLAS, cui le navi sono soggette, in relazione alla loro data di
costruzione:
a) navi costruite il 1° settembre 1984 o posteriormente se navi
da carico di stazza lorda uguale o superiore a 500 tonnellate in
navigazione internazionale, se navi da passeggeri di qualsiasi stazza
lorda in navigazione internazionale, se navi da passeggeri della
classe A di cui al decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45;
b) navi costruite il 1° febbraio 1992 o posteriormente, se navi
da carico di stazza lorda inferiore a 500 tonnellate in navigazione
internazionale.
2. Alle navi passeggeri delle classi B, C e D nuove ed alle navi
passeggeri della classe B esistenti, di cui al decreto legislativo
4 febbraio 2000, n. 45, si applicano le prescrizioni di cui
all’allegato I al predetto decreto legislativo.

Nota all’art. 6:
– Il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45
(Attuazione della direttiva 98/18/CE relativa alle
disposizioni e alle norme di sicurezza per le navi da
passeggeri adibite a viaggi nazionali), e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2000, n. 55, supplemento
ordinario n. 38.

Art. 7.
Prescrizioni per le navi in esercizio soggette alla convenzione
SOLAS costruite prima del 1° settembre 1984
e per le navi non soggette alla convenzione SOLAS
1. Fermo restando quanto stabilito dalla SOLAS, cui le navi sono
soggette in relazione alla loro data di costruzione ovvero, per le
navi non soggette alla SOLAS, dal regolamento di sicurezza o dal
decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, alle navi di seguito
indicate si applicano le prescrizioni particolari di cui ai commi 2 e
3 o, in alternativa, per le navi di cui al comma 1, lettera a), le
disposizioni di cui all’articolo 6, comma 1:
a) navi soggette alla SOLAS costruite prima del 1° settembre
1984, se navi da carico di stazza lorda uguale o superiore a 500
tonnellate in navigazione internazionale, se navi da passeggeri di
qualsiasi stazza lorda in navigazione internazionale, se navi da
passeggeri della classe A di cui al decreto legislativo 4 febbraio
2000, n. 45;
b) navi non soggette alla SOLAS, se navi da carico di qualsiasi
stazza lorda in navigazione nazionale, se navi da carico di stazza
lorda inferiore a 500 tonnellate in navigazione internazionale,
costruite prima del 1° febbraio 1992, se navi passeggeri delle classi
B esistenti, costruite prima del 1° settembre 1984, e C e D esistenti
di cui al decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45.
2. I locali da carico adibiti al trasporto di merci pericolose non
devono avere comunicazioni dirette con altri locali non idonei al
trasporto delle suddette sostanze. Quanto sopra non si applica ai
locali ro/ro, qualora le aperture o gli accessi verso i suddetti
altri locali siano dotati di porta con dispositivo automatico di
chiusura e con una soglia di altezza non inferiore a 500 mm.
3. Salvo esplicite disposizioni contrarie, ai fini
dell’applicazione delle tabelle 1 e 2 di cui all’allegato I al
presente regolamento, sia per le merci pericolose trasportate «su
ponti scoperti», sia per quelle trasportate in altri locali, valgono
le disposizioni delle successive lettere:
a) le navi devono essere provviste di impianti tali da assicurare
una pronta disponibilita’ di acqua dal collettore principale
antincendio alla pressione richiesta dalla convenzione SOLAS cui le
navi sono soggette in relazione alla loro data di costruzione oppure
dal regolamento di sicurezza; cio’ puo’ essere ottenuto mantenendo il
collettore costantemente sotto pressione oppure mediante
sistemazioni, ubicate in idonee posizioni, per la messa in moto a
distanza delle pompe antincendio;
b) la quantita’ di acqua disponibile deve essere tale da
alimentare, alla suddetta pressione, boccalini a doppio uso, in
numero, caratteristiche e dimensioni conformi a quanto richiesto
dalla convenzione o dal regolamento sopra citati, i cui getti possano
essere diretti su qualsiasi parte del locale da carico quando vuoto.
La stessa quantita’ di acqua puo’ essere riversata con mezzi
equivalenti, a soddisfazione dell’organismo tecnico;
c) le navi devono essere provviste di impianti addizionali ai
prescritti mezzi antincendio per raffreddare in modo efficace un
determinato locale da carico sotto il ponte con abbondante quantita’
di acqua tramite una sistemazione fissa di ugelli per acqua
spruzzata. L’Amministrazione, sentito l’organismo tecnico, puo’
accettare, per tale scopo, l’impiego di manichette in piccoli locali
da carico ed in piccole zone di grandi locali da carico. In ogni caso
i sistemi di esaurimento e prosciugamento devono essere tali da
evitare la formazione di specchi liberi liquidi. Se cio’ non fosse
possibile, nella valutazione delle condizioni di stabilita’ della
nave, deve essere tenuto conto degli effetti sfavorevoli sulla
stabilita’ dovuti al peso aggiuntivo ed agli specchi liberi suddetti;
d) in sostituzione del raffreddamento con acqua di cui alla
lettera c) possono essere previste sistemazioni che consentano di
allagare, con un adeguato e specifico mezzo, un determinato spazio da
carico sotto il ponte;
e) il sistema di distribuzione dell’impianto elettrico deve
essere realizzato senza ritorno per lo scafo;
f) macchinari, apparecchiature e cavi elettrici non devono essere
in locali da carico, nei locali ro/ro chiusi e nei locali ro/ro
aperti, a meno che cio’, a giudizio dell’organismo tecnico, sia
necessario per motivi operativi. Tuttavia, eventuali macchinari ed
apparecchiature elettriche installati in detti locali devono essere
di un tipo di sicurezza certificato per l’uso in ambienti pericolosi
ai quali possono essere esposti, a meno che sia possibile isolare
completamente l’impianto elettrico, mediante la rimozione di un
elemento rimovibile diverso dal fusibile oppure mediante il
bloccaggio degli interruttori in posizione di «aperto». Gli
attraversamenti di ponti e paratie per cavi devono essere resi stagni
al passaggio di gas o vapori. I cavi entro i locali da carico e
l’intero percorso degli stessi devono essere del tipo armato e
protetti contro danneggiamenti da urti. Qualsiasi altra
apparecchiatura che possa costituire una sorgente di ignizione di
vapori infiammabili non e’ ammessa. Fermo restando quanto sopra
prescritto, nel caso di trasporto di imballaggi contenenti liquidi
infiammabili, punto di infiammabilita’ inferiore a 23°, e di
recipienti contenenti gas infiammabili, entrambi aventi capacita’ non
superiore a 450 litri, le apparecchiature elettriche installate al di
sopra di 450 mm dal ponte dei locali ro/ro chiusi, ubicati al di
sopra del ponte delle paratie e dei locali ro/ro aperti, devono avere
un grado di protezione corrispondente almeno non inferiore a IP 55;
g) nei locali e spazi adibiti al trasporto di merci pericolose
non devono essere presenti sorgenti di calore, quali, ad esempio,
tubi vapore non coibentati, serpentine di riscaldamento e casse nafta
riscaldate, apparecchiature che producono scintille e/o fiamme
libere, ecc;
h) la nave deve essere provvista di mezzi fissi o portatili per
il rilievo della temperatura nei locali adibiti al trasporto di merci
pericolose;
i) qualora gli alberi non siano completamente metallici e
collegati elettricamente allo scafo, le navi devono essere provviste
di idonee punte parafulmine;
l) i fumaioli dell’apparato motore ed altri tubi di scarico da
dove possono fuoriuscire scintille o altri corpi igniscenti devono
essere dotati di reti parascintille o di altri dispositivi ritenuti
adeguati dall’Organismo tecnico;
m) i locali da carico adibiti al trasporto di esplosivi, esclusi
quelli del gruppo 1.4 S, ed i locali da carico adiacenti, nonche’ i
locali da carico ro/ro chiusi adibiti al trasporto di veicoli
cisterna stradali o carri cisterna ferroviari contenenti liquidi o
gas infiammabili devono essere provvisti di un impianto fisso
automatico di segnalazione di incendio;
n) i locali chiusi adibiti al carico devono essere muniti, per la
loro ventilazione, di condotte di immissione e di estrazione d’aria.
Per ogni locale deve esservi almeno una condotta di immissione ed una
di estrazione, sistemate all’estremita’ opposte dei locali. Le
condotte di immissione devono arrestarsi nella parte alta dei locali;
quelle di estrazione devono essere prolungate, se necessario anche
mediante apposite diramazioni, fino verso il fondo degli stessi. Nel
caso di merci che emettono vapori o gas piu’ leggeri dell’aria le
condotte di estrazione devono essere provviste di aperture anche
nella parte alta dei locali. Le condotte di estrazione e quelle di
immissione devono sboccare all’aperto in modo tale che non possano
crearsi zone di ristagno dell’aria estratta. Tali condotte devono
essere provviste di serrande di intercettazione metalliche munite
degli indici di «aperto» e «chiuso»;
o) i locali chiusi adibiti al carico devono essere provvisti di
un adeguato impianto di ventilazione meccanica. L’impianto di
ventilazione deve essere realizzato in modo da effettuare almeno
dieci ricambi d’aria all’ora, riferiti al volume lordo del locale, e
da estrarre i vapori dalle parti alte o dalle parti basse, come
appropriato in relazione alle merci trasportate. Le condotte di
ventilazione devono essere provviste di serrande d’intercettazione
metalliche munite degli indici di «aperto» e «chiuso»;
p) i ventilatori e gli estrattori devono essere costruiti in
materiali tali da evitare la possibilita’ di ignizione di miscele
infiammabili di gas ed aria;
q) sulle aperture sia esterne sia interne delle condotte di
ventilazione devono essere sistemate adeguate reti di protezione;
r) l’impianto di sentina di locali in cui vengano trasportati
liquidi infiammabili o tossici deve essere progettato in modo da
prevenire il pompaggio di tali liquidi attraverso tubolature o pompe
ubicate nel locale macchine o in altri locali sicuri. Il servizio di
sentina deve essere predisposto contro la possibile aspirazione di
liquidi infiammabili o tossici, attraverso pompe e tubolature ubicate
nei suddetti locali, per mezzo della sistemazione di una flangia
cieca sull’aspirazione oppure per mezzo del blocco delle valvole di
aspirazione unitamente alla sistemazione di un avviso posto in
corrispondenza delle stesse;
s) in aggiunta agli equipaggiamenti da vigile del fuoco
prescritti dalla convenzione SOLAS o dal regolamento di sicurezza
devono esservi almeno quattro indumenti protettivi completi
resistenti all’attacco dei prodotti chimici. L’indumento protettivo
deve coprire tutta la pelle in modo da proteggere qualsiasi parte del
corpo;
t) in aggiunta agli apparecchi autorespiratori prescritti dalla
convenzione SOLAS o dal regolamento di sicurezza devono esservi a
bordo almeno due apparecchi autorespiratori, di tipo approvato,
funzionanti ad aria compressa contenenti almeno 1200 litri d’aria
libera. Ognuno di detti apparecchi deve essere provvisto di due
cariche d’aria di riserva;
u) nei locali da carico devono esservi estintori portatili di
incendio, di tipo approvato, per una capacita’ complessiva di almeno
12 kg di polvere o di equivalente capacita’ estinguente. Tali
estintori devono essere in aggiunta a qualsiasi altro estintore
portatile prescritto altrove nella SOLAS o nel regolamento di
sicurezza;
v) le navi ro/ro che trasportano su ponti scoperti veicoli
cisterna o carri cisterna ferroviari contenenti liquidi o gas
infiammabili devono essere dotate di estintori portatili, di tipo
approvato, a schiuma o a polvere in ragione di 1 ogni 10 metri a
dritta ed a sinistra dell’area utilizzata per lo stivaggio degli
automezzi. Tali estintori devono essere in aggiunta a qualsiasi altro
estintore portatile prescritto altrove nella SOLAS o nel regolamento
di sicurezza;
z) le delimitazioni tra i locali e gli spazi del carico ed i
locali macchine devono essere tagliafuoco di classe A-60. La
coibentazione delle paratie puo’ essere omessa se le merci pericolose
sono stivate ad una distanza orizzontale non inferiore a 3 metri da
dette paratie, oppure se il trasporto e’ effettuato in locali da
carico di navi porta-contenitori. Nel caso di trasporto di esplosivi
questa distanza deve essere mantenuta anche se esiste detta
coibentazione. La coibentazione dei ponti puo’ essere omessa se le
merci pericolose sono stivate ad una distanza orizzontale non
inferiore a 3 metri dalla proiezione verticale delle paratie dei
locali macchine. In nessun caso gli esplosivi devono essere stivati
al di sopra o al di sotto dei locali alloggio e dei locali macchine;
aa) ogni locale da carico ro/ro avente un ponte sovrastante ed
ogni locale da carico ro/ro che non possa essere ermeticamente chiuso
deve essere provvisto di un impianto ad acqua spruzzata sotto
pressione a comando manuale approvato. L’impianto deve proteggere
tutte le parti di qualsiasi ponte e piattaforma per autoveicoli in
detti locali. L’Amministrazione puo’ permettere l’installazione di
qualsiasi altro impianto fisso di estinzione incendi che abbia
dimostrato, a seguito di prova in scala reale, di essere non meno
efficace. In ogni caso, le sistemazioni di esaurimento e
prosciugamento devono essere tali da evitare la formazione di specchi
liberi liquidi. Se cio’ non fosse possibile, nella valutazione delle
condizioni di stabilita’ della nave, deve essere tenuto conto degli
effetti sfavorevoli sulla stabilita’ dovuti al peso aggiuntivo ed
agli specchi liberi suddetti;
bb) i locali ro/ro chiusi adibiti al trasporto di veicoli
cisterna o carri cisterna ferroviari contenenti liquidi o gas
infiammabili, indipendentemente dalla stazza lorda, devono essere
protetti da uno dei seguenti impianti fissi antincendio, conformi a
quanto richiesto dalla convenzione SOLAS o dal regolamento di
sicurezza:
1) impianto ad anidride: nei locali protetti da questo impianto
possono essere trasportate le materie ammesse;
2) impianto a schiuma ad alta espansione e impianto ad acqua
spruzzata: nei locali protetti da questi impianti possono essere
trasportate le materie ammesse, ad esclusione delle materie che
reagiscono con l’acqua.

Art. 8.
Navi in legno
1. Sulle navi in legno i locali adibiti al trasporto di merci
pericolose che presentano un rischio di incendio debbono essere
rivestiti internamente con materiale coibente ed incombustibile,
adeguatamente protetto contro i danneggiamenti meccanici e contro gli
spandimenti di liquidi.

Art. 9.
Esenzioni per navi in navigazione locale
1. L’autorita’ marittima, sentito l’organismo tecnico e tenendo
presente la tipologia dei viaggi cui la nave e’ adibita, nonche’ la
natura e la quantita’ delle merci da trasportare, puo’ concedere,
alle navi in navigazione nazionale locale, esenzioni dalle
prescrizioni di cui all’articolo 7, purche’ le attrezzature della
nave garantiscano un adeguato grado di sicurezza e le merci siano
imballate ed etichettate conformemente alle norme del codice IMDG.

Art. 10.
Unita’ di trasporto del carico: costruzione e collaudo
dei contenitori, carri ferroviari, veicoli stradali e cisterne
1. I contenitori devono essere collaudati ed omologati in
conformita’ alle norme previste dalla Convenzione CSC.
2. I carri ferroviari ed i carri cisterna ferroviari devono essere
omologati e collaudati in conformita’ alle norme del regolamento RID.
3. I veicoli stradali devono essere omologati e collaudati secondo
le norme dell’accordo ADR.
4. Le cisterne, ad esclusione dei carri cisterna ferroviari, devono
essere omologate e collaudate, in conformita’ alle disposizioni del
codice IMDG, dall’Amministrazione competente italiana o straniera o
da un organismo autorizzato dalla stessa o da una delle societa’ di
classificazione appartenenti alla International Association of
Classification Societies (IACS).
5. Le cisterne, approvate secondo le norme vigenti prima della data
di entrata in vigore del presente regolamento, possono continuare ad
essere impiegate nei limiti consentiti del vigente codice IMDG.
6. Per i viaggi nazionali di durata inferiore alle due ore sono
ammessi veicoli cisterna stradali e carri cisterna ferroviari non
conformi ai requisiti di cui al presente articolo, sempre che gli
stessi risultino almeno conformi alla normativa nazionale in vigore
per il trasporto su strada o ferrovia e che i viaggi vengano
effettuati in condizioni meteomarine favorevoli.

Art. 11.
Caricazione, stivaggio e rizzaggio
a bordo delle unita’ di trasporto del carico
1. Le unita’ di trasporto del carico devono essere caricate,
stivate e rizzate a bordo delle navi secondo le disposizioni di cui
al manuale di stivaggio (Cargo Security Manual) previsto dalla regola
5 del cap. VII della SOLAS.
2. Le navi da carico abilitate alle navigazioni nazionali, con
esclusione della navigazione nazionale locale, devono conformarsi
alle disposizioni del manuale di stivaggio entro un anno dalla data
di entrata in vigore del presente regolamento.
3. Tutte le navi passeggeri devono essere in possesso del manuale
di stivaggio del carico secondo quanto previsto all’articolo 4, comma
2, lettera b), del decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45.
4. Per i viaggi nazionali di durata inferiore alle due ore e per le
navi abilitate alla navigazione nazionale locale, il rizzaggio a
bordo delle unita’ di trasporto del carico e’ realizzato a regola
d’arte sotto la responsabilita’ del comando di bordo.

Nota all’art. 11:
– Il testo dell’art. 4, comma 2, lettera b) del decreto
legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, e’ il seguente:
«Art. 4 (Requisiti di sicurezza). – 1. Le navi da
passeggeri e le unita’ veloci da passeggeri nuove e
esistenti adibite a viaggi nazionali, devono essere
conformi alle norme in materia di sicurezza stabilite dal
presente decreto.
2. Per quanto riguarda le navi da passeggeri, nuove ed
esistenti, delle classi A, B, C e D:
a) (omissis);
b) si applicano le disposizioni del capitolo IV, e
relativi emendamenti GMDSS del 1988, e dei capitoli V e VI
della “SOLAS 1974”;».

Art. 12.
Certificazioni
1. Le navi di cui all’articolo 6, comma 1, devono essere in
possesso del «documento di conformita», di cui al paragrafo 4, della
regola 19 del cap. II-2 della SOLAS, rilasciato dall’Amministrazione
di bandiera o da un organismo autorizzato dalla stessa, per le navi
di bandiera straniera, o dall’organismo tecnico per le navi di
bandiera nazionale.
2. Le navi di cui agli articoli 6, comma 2, e 7 devono essere in
possesso dell’attestazione di idoneita’ rilasciata dall’organismo
tecnico, in conformita’ al modello di cui all’allegato II.
3. Le navi di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a), in
alternativa, se rispondenti alle disposizioni di cui all’articolo 6,
comma 1, possono essere in possesso del «documento di conformita» di
cui al comma 1.
4. Le navi di cui ai commi 2 e 3, che trasportano merci pericolose
poste su autoveicoli, in aggiunta alla certificazione ivi prescritta,
devono essere in possesso della certificazione di cui all’articolo
176 del regolamento di sicurezza.
5. L’attestazione di idoneita’ di cui al comma 2 ha validita’ non
superiore a cinque anni, con obbligo di visita annuale da effettuarsi
entro un periodo di tre mesi anteriormente o posteriormente ad ogni
data di scadenza.
6. Il modello di attestazione di idoneita’ di cui al comma 2 puo’
essere modificato dall’Amministrazione in relazione a variazioni
introdotte dalle convenzioni e risoluzioni citate in premessa.

Nota all’art. 12:
– Il testo dell’art. 176 del decreto del Presidente
della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435 (Approvazione del
regolamento per la sicurezza della navigazione e della vita
umana in mare), e’ il seguente:
«Art. 176 (Attestazione di idoneita). – 1. L’idoneita’
di tutte le navi di bandiera italiana e di quelle di
bandiera straniera costruite anteriormente al 1° settembre
1984 ad effettuare il trasporto di autoveicoli con il
serbatoio contenente combustibile per il motore deve essere
attestata dall’ente tecnico.
2. Per le navi di bandiera straniera costruite
anteriormente al 1° settembre 1984 l’idoneita’ al suddetto
trasporto puo’ essere certificata da apposita dichiarazione
di conformita’ alle pertinente regole degli emendamenti
1981 alla SOLAS 74 rilasciata dall’Amministrazione di
bandiera.».

Capo III
Disposizioni per le operazionidi imbarco, sbarco, trasbordo e trasporto
Art. 13.
Operazioni di imbarco, sbarco e trasbordo
1. Fatte salve le norme di sicurezza delle operazioni portuali
previste dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e quelle di
sicurezza portuale emanate dalle autorita’ marittime o portuali, le
operazioni di imbarco e sbarco sono eseguite sotto la sorveglianza e
la direzione del comandante della nave o di un ufficiale da lui
appositamente delegato, nell’osservanza delle sottoelencate
prescrizioni:
a) alzare a riva nelle ore diurne la bandiera B del codice
internazionale dei segnali e nelle ore notturne esporre un fanale a
luce rossa visibile per tutto il giro dell’orizzonte ad una distanza
di due miglia;
b) l’imbarco e lo sbarco di merci pericolose debbono essere
effettuati direttamente tra la banchina e le navi e viceversa;
c) e’ vietato alle persone non addette alle operazioni
avvicinarsi alla banchina di ormeggio od ai galleggianti contenenti
merci pericolose;
d) devono essere tenuti pronti all’uso ed efficienti i mezzi
antincendio di cui dispone la nave;
e) deve essere assicurata la presenza a bordo di un numero
adeguato di membri dell’equipaggio, atta a prevenire incidenti ed
intervenire in casi di emergenza;
f) e’ vietato fumare o usare fiamme libere o comunque fonti
termiche a bordo della nave e sulle banchine d’ormeggio;
g) durante tutto il tempo occorrente al compimento delle
operazioni di imbarco, sbarco e trasbordo di merci che presentano
pericolo di incendio o esplosione, oppure che possano sviluppare
comunque gas o vapori infiammabili o dar luogo a miscele esplosive,
l’autorita’ marittima o portuale predispone, sentito il Comando
provinciale dei vigili del fuoco, a spese dell’interessato, un
servizio antincendio per l’immediato intervento in caso di incidente.
Il servizio antincendio e’ svolto ai sensi della vigente legislazione
in materia di prevenzione ed estinzione degli incendi nei porti;
h) e’ vietato effettuare l’imbarco e lo sbarco di rotabili
ferroviari o stradali mediante l’impiego di mezzi di sollevamento,
gru e simili;
i) prima e durante l’imbarco deve essere verificato, a cura del
comandante della nave, mediante ispezione esterna, che non vi siano
perdite dagli imballaggi e dai serbatoi per il carburante delle
unita’ di trasporto del carico;
l) durante la movimentazione delle unita’ di trasporto del carico
non e’ ammesso il transito, su navi ro/ro, dei passeggeri nelle zone
interessate dalla predetta operazione.
2. Per l’effettuazione delle operazioni di trasbordo, ferme
restando le prescrizioni del comma 1 devono essere osservate le
seguenti misure:
a) i mezzi nautici impiegati devono essere in buone condizioni di
manutenzione;
b) i mezzi nautici devono essere riconosciuti idonei
dall’organismo tecnico, con le cautele prescritte dall’Autorita’
marittima;
c) deve essere assicurata la protezione delle merci con mezzi
appropriati e tenendo conto delle loro caratteristiche;
d) si devono osservare le disposizioni relative
all’incompatibilita’ di stivaggio, indicate dal codice IMDG;
e) si devono rizzare i colli in modo da evitare urti, cadute o
sfregamenti;
f) deve essere vietata la presenza di persone estranee
all’equipaggio, a meno che ne abbiano facolta’ in forza di leggi e
dei relativi regolamenti.

Nota all’art. 13:
– Il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272
(Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei
lavoratori nell’espletamento di operazioni e servizi
portuali, nonche’ di operazioni di manutenzione,
riparazione e trasformazione delle navi in ambito portuale,
a norma della legge 31 dicembre 1998, n. 485), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 9 agosto 1999, n. 185, supplemento ordinario
n. 151.

Art. 14.
Precauzioni da osservare durante il trasporto
1. Qualora durante il trasporto si verifichino spandimenti, il
comandante della nave provvede agli interventi di emergenza ed
avverte le autorita’ del primo porto di approdo.
2. Durante il trasporto:
a) e’ vietato fumare, nonche’ usare fiamme libere o comunque
fonti termiche nei locali e spazi di carico in cui sono stivate le
merci pericolose;
b) e’ vietato l’accesso dei passeggeri nei locali e spazi di
carico in cui sono stivate le merci pericolose. Qualora i viaggi
siano di durata inferiore alle due ore e, per le particolarita’
costruttive della nave, non sia possibile applicare tale divieto, il
comandante della nave dovra’ disporre la sorveglianza dei locali e
spazi di carico interessati.
3. Il comandante della nave dispone periodiche ispezioni delle zone
dove sono sistemate le merci pericolose, al fine di rilevare e
segnalare qualsiasi pericolo.

Art. 15.
Precauzioni da osservare al termine dello sbarco
1. I locali e spazi di carico che hanno contenuto le merci
pericolose devono, dopo lo sbarco, essere attentamente ispezionati
per accertare che non siano presenti in essi tracce di tali merci.
2. Nel caso in cui si siano verificate perdite di materie
pericolose o si constati presenza di vapori occorre procedere alle
necessarie operazioni di bonifica; le procedure per la bonifica e
l’ingresso nei locali di cui sopra, devono essere eseguite in
osservanza delle disposizioni emanate al riguardo dalla locale
autorita’ marittima.

Art. 16.
Autorizzazione all’imbarco
e nulla osta allo sbarco. Transhipment
1. Chi intende imbarcare, ovvero sbarcare, merci pericolose nei
porti nazionali presenta istanza all’autorita’ marittima del porto di
imbarco, ovvero di sbarco, intesa ad ottenere l’autorizzazione
all’imbarco delle merci pericolose, ivi indicate, ovvero la
concessione del nulla osta allo sbarco delle stesse.
2. Chi intende effettuare operazioni di transhipment di merci
pericolose nei porti nazionali presenta apposita comunicazione
all’autorita’ marittima del porto di sbarco, finalizzata alla
concessione del nulla osta allo sbarco delle stesse, ed
all’autorizzazione al successivo reimbarco.

Capo IV
Prescrizioni particolari integrativerelative alle varie classi
di merci pericolose
Art. 17.
Ammissibilita’ all’imbarco e movimentazione di veicoli
e carri ferroviari che trasportano esplosivi (classe 1)
1. Sono ammessi all’imbarco i carri ferroviari chiusi e i veicoli
chiusi rispondenti alla vigente normativa.
2. I veicoli ed i carri ferroviari sopraccitati devono essere
provvisti dei sottoelencati documenti in corso di validita’ ed, in
particolare:
a) carta di circolazione, per i veicoli, con annotazione sulla
idoneita’ degli stessi al trasporto di esplosivi. Per i veicoli
immatricolati all’estero puo’ essere accettata l’equivalente
certificazione rilasciata dall’autorita’ estera. Qualora tale
certificazione manchi, essa dovra’ essere richiesta alla competente
autorita’ italiana;
b) dichiarazione del caricatore, per i veicoli e carri
ferroviari, attestante che:
1) sono stati esaminati prima della caricazione e non
presentano deformazioni o lesioni degli elementi strutturali e dei
ganci per l’attacco delle rizze, tali da pregiudicarne la robustezza;
2) lo stivaggio sui veicoli e’ stato effettuato conformemente a
quanto prescritto dal codice IMDG;
3) non contengano altre merci oppure esplosivi incompatibili
tra di loro;
4) i colli sono stati esaminati per accertare la loro
integrita’;
5) i colli sono stati sistemati nei veicoli in modo da evitare
qualsiasi loro spostamento durante il trasporto;
6) i colli sono stati correttamente imballati, marcati ed
etichettati.
3. Il vettore terrestre, in calce alla dichiarazione di cui al
comma 2, lettera b), attesta che quanto rappresentato in essa non e’
venuto meno nel corso del viaggio terrestre.
4. Tranne i casi di emergenza, e’ vietata la movimentazione dei
veicoli per tutto il tempo della loro permanenza a bordo, nonche’
collocarvi o rimuovere dagli stessi i colli contenenti esplosivi.
5. Durante la movimentazione dei veicoli e dei carri ferroviari e’
vietato effettuare, nelle immediate vicinanze, movimentazione di
altri mezzi.

Art. 18.
Ammissibilita’ all’imbarco e movimentazione
di contenitori carichi di esplosivi (classe 1)
1. Sono ammessi all’imbarco i contenitori di tipo chiuso, che siano
in possesso della sottoelencata documentazione:
a) dichiarazione del caricatore attestante che:
1) sono stati esaminati prima di essere caricati e sono
risultati in buone condizioni, puliti, asciutti e rivestiti
internamente in conformita’ a quanto prescritto dal codice IMDG;
2) non contengono altre merci oppure esplosivi incompatibili
tra loro;
3) i colli sono stati esaminati per accertare la loro
integrita’;
4) i colli sono stati sistemati nei contenitori in modo da
evitare qualsiasi loro movimento durante il trasporto;
5) i colli ed i contenitori sono stati correttamente imballati,
marcati ed etichettati.
2. I contenitori devono inoltre essere muniti di una dichiarazione
del vettore terrestre attestante che, durante il trasporto, non hanno
subito danneggiamenti che ne pregiudichino l’integrita’ strutturale o
che possano provocare la fuoriuscita del contenuto dei colli.
3. Tranne i casi di emergenza, e’ vietata la movimentazione dei
contenitori per tutto il tempo della loro permanenza a bordo, nonche’
collocarvi o rimuovere dagli stessi i colli contenenti esplosivi.
4. I contenitori non sistemati su rotabili ferroviari o su veicoli
stradali aventi mezzi di propulsione propria o rimorchiabili o su
carrelli, possono essere caricati e scaricati mediante carrelli
elevatori.
5. Durante la movimentazione dei contenitori e’ vietato effettuare,
nelle immediate vicinanze, movimentazione di altri mezzi.

Art. 19.
Operazioni di imbarco e sbarco di esplosivi (classe 1)
1. Durante le operazioni di imbarco e sbarco devono essere
osservate le seguenti norme:
a) le navi devono essere attraccate in modo da consentire il
rapido disormeggio;
b) le tele, le reti, le braghe e gli stroppi impiegate per il
maneggio devono essere esclusivamente di materiale non metallico,
oppure con le parti in metallo rivestite e protette con materiale non
metallico;
c) gli scivoli, i nastri trasportatori e gli altri mezzi per il
maneggio delle merci non devono presentare parti metalliche
sporgenti;
d) e’ vietato, salvo in caso di necessita’, far funzionare gli
apparati radioelettrici e radar di bordo;
e) gli imballaggi contenenti esplosivi non devono essere esposti
per un periodo prolungato all’azione diretta dal sole, in modo da
evitare che la temperatura esterna degli stessi superi i 50 0C. Si
deve inoltre evitare che i medesimi si bagnino;
f) e’ vietato eseguire il rifornimento di carburante e
combustibile durante le operazioni di imbarco e sbarco, con
esclusione degli esplosivi compresi nella divisione 1.4, gruppo di
compatibilita’ S.

Art. 20.
Trasbordo di esplosivi (classe 1)
1. Ferme restando le prescrizioni dell’articolo 19, per il
trasbordo degli esplosivi devono essere osservate le seguenti norme:
a) i mezzi nautici impiegati per il trasbordo devono essere in
buone condizioni di manutenzione e devono avere:
1) le stive asciutte e ventilate;
2) un pagliolo di legno in stiva di almeno 3 centimetri di
spessore;
3) facile accesso per lo sbarco e l’imbarco delle merci;
b) i colli contenenti gli esplosivi devono essere
convenientemente rizzati. Se collocati all’aperto, devono essere
protetti in modo completo da copertoni impermeabili ed ignifughi, ben
tesi e non poggianti sul carico. Se necessario, si deve provvedere
all’innaffiamento del copertone, in modo da impedire che la
temperatura del carico superi i 50 0C;
c) a bordo dei mezzi nautici gli esplosivi devono essere
collocati lontano dall’azione del calore dell’apparato motore;
d) durante le operazioni di trasbordo dalla nave ai mezzi nautici
privi di propulsione propria, o viceversa, un rimorchiatore deve
essere tenuto pronto nelle vicinanze per intervenire tempestivamente
in caso di necessita’;
e) il fumaiolo ed il tubo di scarico dell’apparato motore del
rimorchiatore di cui alla lettera d) deve essere munito di rete
parascintille.

Art. 21.
Lavori a bordo in presenza di esplosivi (classe 1)
1. E’ vietato eseguire lavori di riparazione di qualsiasi genere
nei locali dove siano collocati esplosivi.
2. I lavori di riparazione sono tuttavia ammessi nelle stive
adiacenti a quelle contenenti esplosivi, previa autorizzazione del
comandante che ne stabilisce le modalita’ e le opportune precauzioni.
3. Durante la sosta della nave in porto qualsiasi lavoro di
riparazione deve essere autorizzato dall’autorita’ marittima.
4. Non si deve procedere ad alcuna operazione che richieda
l’impiego di fuochi, fiamma od attrezzature che producano scintille
od archi elettrici, ad eccezione di casi di emergenza e con il nulla
osta dell’autorita’ marittima.

Art. 22.
Ammissibilita’ all’imbarco di recipienti
e cisterne contenenti gas (classe 2)
l. Sono ammessi all’imbarco soltanto gas della presente classe
contenuti in recipienti o cisterne e relativi accessori le cui
caratteristiche di costruzione, collaudo e revisione devono essere
conformi ai requisiti prescritti dal codice IMDG e:
a) dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
adottato ai sensi dell’articolo 229 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, di attuazione delle direttive del Parlamento e del
Consiglio dell’Unione europea in materia di ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relativamente al trasporto di merci
pericolose su strada, o in alternativa;
b) dal decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41, e successive
modificazioni, relativo all’attuazione della direttiva n. 96/49/CE
del Consiglio dell’Unione europea, del 23 luglio 1996, concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al
trasporto di merci pericolose per ferrovia, e della direttiva n.
96/87/CE della Commissione dell’Unione europea, del 13 dicembre 1996,
che adegua al progresso tecnico la direttiva n. 96/49/CE del
Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per ferrovia,
e successive modificazioni.
2. I recipienti e cisterne costruiti prima del 1° gennaio 2003, non
conformi alla normativa sopraccitata possono essere utilizzati, a
bordo delle navi in navigazione nazionale, fino a quando mantengano i
requisiti di sicurezza prescritti.

Note all’art. 22:
– Il testo dell’art. 229 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della strada),
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 1992, n.
114, supplemento ordinario n. 74, e’ il seguente
«Art. 229 (Attuazione di direttive comunitarie). – 1.
Salvo i casi di attuazione disposti dalla legge comunitaria
ai sensi dell’art. 4 della legge 9 marzo 1989, n. 86, le
direttive comunitarie, nelle materie disciplinate dal
presente codice, sono recepite con decreti dei Ministri
della Repubblica, secondo le competenze loro attribuite, da
emanarsi entro i termini dalle stesse indicati o, comunque,
non oltre dodici mesi dalla loro pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Comunita’ europea.».
– Il decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41, e
successive modificazioni, reca: Attuazione delle direttive
96/49/CE e 96/87/CE relative al trasporto di merci
pericolose per ferrovia ed e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale del 27 febbraio 1999, n. 48.

Art. 23.
Operazioni di imbarco e sbarco
di recipienti contenenti gas (classe 2)
1. Durante le operazioni di imbarco, sbarco e trasbordo i
recipienti devono essere imbragati con mezzi idonei e non devono
essere assoggettati ad urti, trascinamenti e sfregamenti, evitando
prolungata permanenza al sole ed esposizione ad altre fonti di
calore.

Art. 24.
Misure di sicurezza per le materie che a contatto
con l’acqua sviluppano gas infiammabili (classe 4.3)
l. Prima di iniziare qualsiasi operazione nelle stive che hanno
contenuto colli con le materie della classe 4.3, deve essere
accertata l’assenza di gas infiammabili.
2. In casi di incendio nelle zone o nei locali destinati allo
stivaggio di colli contenenti materie della classe 4.3 deve essere
evitato l’impiego di acqua, vapore d’acqua od estintori idrici e a
schiuma. In ogni caso debbono impiegarsi mezzi di estinzione a secco,
preferibilmente ad anidride carbonica oppure sabbia asciutta. In caso
di incendio di un carico vicino, qualora sia necessario l’uso di
acqua o di mezzi antincendio a base di acqua, occorre evitare di
bagnare i colli contenenti le merci appartenenti alla classe 4.3.

Art. 25.
Operazioni di imbarco e sbarco
di materie comburenti (classe 5.1)
1. Durante le operazioni di imbarco e sbarco devono essere
osservate le seguenti ulteriori disposizioni:
a) devono essere prese precauzioni allo scopo di evitare la
penetrazione delle materie comburenti nelle sentine ed in altri
locali in cui possono essere contenute materie combustibili,
facilmente ossidabili;
b) prima di imbarcare i colli contenenti materie comburenti, deve
essere accertato che nei locali non siano presenti materiali
combustibili facilmente ossidabili, esclusi quelli eventualmente
necessari per lo stivaggio dei colli;
c) per il rizzaggio e la protezione dei colli devono essere
impiegati, per quanto possibile, materiali non combustibili. Il
fardaggio con legno deve essere, per quanto possibile, evitato.

Art. 26.
Misure di sicurezza per i perossidi organici
(classe 5.2)
1. Qualora in un incendio siano coinvolti colli contenenti
perossidi organici e’ necessario usare acqua in grande quantita’
tenendosi quanto piu’ lontano e’ possibile. Anche i recipienti che si
trovano in prossimita’ dell’incendio debbono essere bagnati
abbondantemente. Dopo l’estinzione dell’incendio occorre tenere
l’equipaggio quanto piu’ lontano possibile dai colli contenenti
perossidi organici fino a quando siano completamente raffreddati.

Art. 27.
Operazioni di sosta in porto e di imbarco
e sbarco di materie radioattive (classe 7)
1. In caso di sosta di materie radioattive, anche in seguito a
trasbordo da una nave ad un’altra dello stesso vettore, o di vettori
diversi, o in caso di sosta di navi trasportanti i colli medesimi, il
vettore deve preventivamente informare della durata presumibile della
sosta l’autorita’ marittima interessata, la quale, sentiti il Comando
provinciale dei vigili del fuoco, il locale commissariato di P.S., e
le autorita’ sanitarie del porto, puo’ stabilire particolari
prescrizioni, informandone il competente Ufficio territoriale del
Governo.
2. Prima della discarica, i locali debbono essere convenientemente
arieggiati allo scopo di eliminare i gas che vi fossero eventualmente
accumulati.
3. Nelle zone in cui vengono effettuate le operazioni di imbarco e
sbarco e nelle loro immediate vicinanze non e’ consentita la presenza
di altre merci pericolose.

Art. 28.
Misure di sicurezza per le materie radioattive (classe 7)
1. Qualora, nella fase di trasporto o di stazionamento in porto, si
verifichino incidenti comportanti una presumibile contaminazione
radioattiva non prevista o un significativo incremento del rischio di
esposizione delle persone, il vettore deve darne immediata
comunicazione al locale Ufficio territoriale del Governo ed al
Comando provinciale dei vigili del fuoco, nonche’ alle strutture
sanitarie locali preposte.
2. Il comandante di una nave che trasporta colli contenenti
materiale radioattivo o chi per esso deve ricevere dal caricatore
adeguate istruzioni che gli consentano di prendere gli opportuni
provvedimenti in caso di incidente, soprattutto per quanto riguarda
la eventuale contaminazione delle persone.
3. In caso di incidente da cui derivi un danneggiamento grave,
apparente o probabile, con o senza perdita del contenuto, di colli
contenenti materiali radioattivi, il comandante deve avvertire
tempestivamente l’autorita’ marittima del porto nazionale di primo
approdo che provvede ad informare immediatamente l’Amministrazione,
l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici
(APAT), il locale Ufficio territoriale del Governo ed il Comando
provinciale dei vigili del fuoco. Nel caso la nave sia diretta
all’estero occorre, analogamente, informare l’autorita’ marittima del
porto di primo approdo. Gli interventi che si dovessero rendere
necessari a seguito dell’incidente dovranno seguire le indicazioni
delle schede di emergenza (EmS) del codice IMDG.
4. Quando un collo radioattivo e’ danneggiato o presenta delle
fuoriuscite, la zona deve essere isolata e soggetta, al primo porto
di scalo, a controllo di contaminazione da parte di un esperto
qualificato e, se necessario, decontaminata.
5. Deve essere evitato per quanto possibile che l’acqua potabile e
le derrate alimentari, che possono essere state contaminate in
seguito all’incidente, siano comunque consumate prima di essere state
controllate e dichiarate esenti da pericolo da un esperto
qualificato.
6. L’esperto qualificato indicato nei commi 4 e 5 e’ quello di cui
al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.

Nota all’art. 28:
– Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230
(Attuazione delle direttive 89/618/ Euratom, 90/641/Euratom
e 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni
ionizzanti), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
13 giugno 1995, n. 136.

Capo V
Disposizioni relative ad imballaggi,grandi imballaggi
e contenitori intermedi
Art. 29.
Imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi
Campo di applicazione e disciplina
1. Le disposizioni del presente capo si applicano agli imballaggi,
grandi imballaggi ed ai contenitori intermedi utilizzati per il
trasporto di merci pericolose ad esclusione di quelli previsti per la
classe 2, gas, per la classe 6.2, materie infettanti, quando
applicabili, e per la classe 7, materie radioattive.
2. Gli imballaggi, i grandi imballaggi ed i contenitori intermedi
per il trasporto di merci pericolose devono essere conformi ad un
tipo di costruzione sottoposto alle prove ed approvato secondo le
prescrizioni previste dal codice IMDG.
3. E’ consentito l’utilizzo di colli utilizzati per il trasporto di
merci pericolose provenienti da altri modi di trasporto od omologati
all’estero sui quali sia impressa una marcatura equivalente a quella
prevista dal codice IMDG.

Art. 30.
Organismi autorizzati
1. Chi intende provvedere all’approvazione di imballaggi, grandi
imballaggi e contenitori intermedi deve essere autorizzato
dall’Amministrazione, secondo le modalita’ di cui all’articolo 31.

Art. 31.
Modalita’ di rilascio dell’autorizzazione. Validita’
1. Al fine di ottenere l’autorizzazione, l’organismo invia apposita
istanza all’Amministrazione, corredata dalla seguente documentazione:
a) elenco delle tipologie di imballaggi, grandi imballaggi e
contenitori intermedi che si intendono approvare;
b) dettagliata descrizione delle attrezzature necessarie per
l’esecuzione delle prove previste dal codice IMDG;
c) piano di qualificazione del personale;
d) documentazione attinente il sistema di qualita’ adottato
certificato da un ente riconosciuto dallo Stato;
e) dichiarazione che il richiedente non produce imballaggi,
grandi imballaggi e contenitori intermedi.
2. Entro novanta giorni dalla data di ricezione della richiesta,
l’Amministrazione, espletati tutti gli accertamenti ritenuti
necessari, rilascia, in caso di esito positivo degli stessi,
l’autorizzazione, contenente eventuali prescrizioni, la tipologia di
imballaggio dei grandi imballaggi e contenitori intermedi
autorizzata, nonche’ la sigla di identificazione da apporre sugli
imballaggi, grandi imballaggi e sui contenitori intermedi.
3. I novanta giorni di cui al comma 2 sono sospesi per il periodo
necessario a ricevere la documentazione integrativa eventualmente
richiesta.
4. L’autorizzazione e’ valida dieci anni nel presupposto che
rimangano invariate le condizioni illustrate nella documentazione
fornita ai sensi del comma 1 e nelle prescrizioni. Ogni variante deve
essere comunicata all’Amministrazione ed approvata dalla stessa.
5. L’autorizzazione puo’ essere sospesa o ritirata
dall’Amministrazione, qualora non risultino soddisfatte le condizioni
di cui al comma 1 e degli articoli 32 e 33.
6. Il rinnovo dell’autorizzazione deve essere richiesto almeno sei
mesi prima della data di scadenza della stessa.
7. Le autorizzazioni gia’ rilasciate prima della data di entrata in
vigore del presente regolamento, conservano la loro validita’ per i
due anni successivi a tale data; almeno sei mesi prima della data di
scadenza di detto termine, i soggetti gia’ titolari di autorizzazioni
devono presentare all’Amministrazione l’istanza di cui al comma 1,
per essere autorizzati in conformita’ alle presenti norme.
8. L’Amministrazione verifica periodicamente, ed al massimo ogni
due anni, la permanenza dei requisiti soggettivi in capo al soggetto
autorizzato, nonche’ il corretto esercizio delle attivita’
autorizzate ai sensi dell’articolo 30.
9. Le eventuali spese derivanti dall’espletamento dell’istruttoria
finalizzata al rilascio ed al rinnovo dell’autorizzazione di cui ai
commi 2 e 6 sono a carico del richiedente, sulla base del costo
effettivo del servizio, secondo tariffe e modalita’ di versamento da
stabilirsi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e finanze, da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.

Art. 32.
Approvazione degli imballaggi dei grandi imballaggi
e dei contenitori intermedi
1. Ai fini dell’approvazione degli imballaggi, dei grandi
imballaggi e dei contenitori intermedi, il richiedente deve
presentare apposita istanza all’organismo autorizzato presso il quale
intende effettuare le prove, mettendo a disposizione dello stesso la
documentazione tecnica ed i campioni.
2. L’organismo autorizzato procede, a richiesta dell’interessato, a
sottoporre il prototipo alle prove prescritte dal codice IMDG e,
sotto la responsabilita’ dello stesso, dagli altri regolamenti di
trasporto.
3. L’organismo autorizzato e’ tenuto, entro trenta giorni dalla
data di effettuazione delle prove, a compilare il rapporto di prova,
contenente le modalita’ ed i risultati delle prove effettuate, ed il
relativo certificato di approvazione da trasmettere
all’Amministrazione ed all’interessato.
4. L’approvazione viene rilasciata a condizione che:
a) il prototipo superi con esito positivo le prove previste;
b) il richiedente abbia dimostrato di avere le necessarie
capacita’ tecniche ed organizzative, mediante la presentazione di
apposita autocertificazione, corredata dalla necessaria
documentazione, al fine di garantire che la produzione mantenga gli
stessi standard qualitativi del prototipo approvato.
5. Il rapporto di prova, secondo un modello approvato
dall’Amministrazione, deve contenere le seguenti indicazioni:
a) organismo che ha effettuato le prove;
b) richiedente le prove;
c) fabbricante;
d) descrizione dell’imballaggio o del grande imballaggio o del
contenitore intermedio;
e) disegno costruttivo;
f) caratteristiche dei materiali, modalita’ costruttive e tipo di
costruzione;
g) prove effettuate e loro risultati;
h) marcature da apporre.
6. Il certificato di approvazione, rilasciato dall’organismo
autorizzato, deve contenere l’indicazione del richiedente, la
marcatura da apporre sugli imballaggi, sui grandi imballaggi e sui
contenitori intermedi e le caratteristiche principali del prototipo
approvato, secondo un modello definito dall’Amministrazione.
7. Il richiedente, con l’apposizione della marcatura, assume la
responsabilita’ che gli imballaggi, i grandi imballaggi ed i
contenitori intermedi sono conformi al prototipo approvato.

Art. 33.
Ricondizionamento imballaggi
1. Gli imballaggi ricondizionati, utilizzabili per il trasporto di
merci pericolose, debbono essere conformi a quanto prescritto dal
codice IMDG.
2. Il richiedente l’approvazione del ricondizionamento degli
imballaggi deve presentare apposita istanza all’organismo autorizzato
di cui all’articolo 30, allegando:
a) elenco delle tipologie di imballaggio da sottoporre a
ricondizionamento;
b) modalita’ delle operazioni di ricondizionamento;
c) dichiarazione, mediante autocertificazione, di avere le
necessarie capacita’ tecniche ed organizzative, corredata dalla
necessaria documentazione.
3. Il certificato di approvazione al ricondizionamento, rilasciato
dall’organismo autorizzato al ricondizionatore, deve contenere la
marcatura da apporre sugli imballaggi ricondizionati, nonche’
l’elenco dei tipi approvati autorizzati al ricondizionamento.
4. Il certificato di approvazione al ricondizionamento deve essere
trasmesso all’organismo autorizzato all’Amministrazione.
5. Il ricondizionatore, con l’apposizione della marcatura, assume
la responsabilita’ che gli imballi sono conformi al tipo
ricondizionato.
6. Il certificato di approvazione al ricondizionamento viene
rilasciato e rinnovato secondo le modalita’ prescritte dall’articolo
34.

Art. 34.
Certificazioni
1. I certificati di approvazione degli imballaggi, dei grandi
imballaggi e dei contenitori intermedi rilasciati dall’organismo
autorizzato ai sensi dell’articolo 30 hanno validita’ quinquennale.
2. Il rinnovo del certificato di approvazione e’ richiesto almeno
sei mesi prima della data di relativa scadenza; l’organismo
autorizzato alla certificazione deve provvedere al rilascio della
stessa entro la suddetta data di scadenza.
3. I certificati di approvazione degli imballaggi, dei grandi
imballaggi e dei contenitori intermedi gia’ rilasciati alla data di
entrata in vigore del presente regolamento, mantengono la loro
validita’ fino a cinque anni dalla data di emissione.
4. I certificati di cui al comma 3, scaduti o in scadenza nei sei
mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente
regolamento, dovranno essere rinnovati nel termine di un anno dalla
data di entrata in vigore dello stesso.
5. Il rinnovo dei certificati di cui ai commi 1 e 3 non e’
subordinato alla ripetizione delle prove prescritte dal codice IMDG,
in assenza di modifiche alle norme tecniche di approvazione.

Art. 35.
Revoca certificazioni
1. L’Organismo autorizzato a norma dell’articolo 30 procede,
secondo modalita’ definite dall’Amministrazione, alla verifica del
permanere delle condizioni in base alle quali ha rilasciato le
certificazioni di cui all’articolo 34.
2. I certificati di cui all’articolo 34 possono essere revocati
dall’organismo autorizzato che li ha emessi, qualora siano venute
meno le condizioni in base alle quali i certificati stessi sono stati
rilasciati. Di tali provvedimenti e’ data tempestiva notizia
all’Amministrazione.

Capo VI
Disposizioni finali
Art. 36.
Abrogazioni
1. Alla data di entrata in vigore del presente decreto sono
abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:
a) il regolamento per l’imbarco, trasporto per mare, sbarco e
trasbordo delle merci pericolose in colli, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 maggio 1968, n. 1008, e le relative
norme provvisorie allegate;
b) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
15 maggio 1972, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 214 del 18 agosto 1972, recante norme per il trasporto
marittimo di merci pericolose in colli caricate su veicoli aventi
mezzi di propulsione propria o rimorchiabili, su rotabili ferroviari
oppure contenuti in casse mobili (contenitori);
c) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
22 luglio 1972, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 214 del 18 agosto 1972, recante approvazione delle norme
particolari per l’imbarco, il trasporto per mare, il trasbordo e lo
sbarco di merci pericolose in colli appartenenti alla classe 9 –
materie pericolose diverse;
d) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
5 novembre 1973, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 328 del 21 dicembre 1973, recante approvazione delle
norme per il trasporto marittimo di colli contenenti piccole
quantita’ di una o piu’ sostanze chimiche pericolose;
e) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
4 giugno 1981, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 188 del 10 luglio 1981, recante nome particolari per
l’imbarco, il trasporto per mare, lo sbarco ed il trasbordo delle
merci pericolose in colli appartenenti alla classe 2 (gas compressi,
gas liquefatti refrigerati e gas disciolti sotto pressione);
f) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
10 gennaio 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del
31 gennaio 1985, recante norme per il trasporto marittimo di
esplosivi in colli caricati in cointainers;
g) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
10 gennaio 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del
31 gennaio 1985, recante norme per il trasporto marittimo degli
esplosivi in colli caricati su veicoli stradali aventi mezzi di
propulsione propria o rimorchiabili;
h) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
23 maggio 1985, e successive modificazioni, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 162 dell’11 luglio
1985, recante norme sugli imballaggi destinati al trasporto marittimo
di merci pericolose in colli: generalita’, tipi e requisiti,
prescrizioni relative alle prove;
i) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
16 maggio 1986, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 184 del 9 agosto 1986, recante approvazione delle
etichette di pericolo da applicare sui colli contenenti merci
pericolose;
l) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
20 settembre 1986, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del
14 gennaio 1987, recante approvazione delle norme particolari per
l’imbarco, il trasporto per mare, lo sbarco e il trasbordo di merci
pericolose in colli appartenenti alla classe 1 (esplosivi);
m) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
23 settembre 1986, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del
14 gennaio 1987, recante approvazione delle norme particolari per
l’imbarco, il trasporto per mare, lo sbarco ed il trasbordo delle
merci pericolose in colli appartenenti alla classe 5.1 (materie
comburenti);
n) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
25 settembre 1986, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del
14 gennaio 1987, recante approvazione delle nome particolari per
l’imbarco, il trasporto per mare, lo sbarco e il trasbordo delle
merci pericolose in colli appartenenti alla classe 8 (corrosivi);
o) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
14 maggio 1990, e successive modificazioni, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 134 dell’11 giugno
1990, recante norme sui contenitori intermedi destinati al trasporto
marittimo di merci pericolose: generalita’, tipi e requisiti,
prescrizioni relative alle prove;
p) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
22 luglio 1991, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 1991, recante norme sulla separazione
delle merci pericolose incompatibili caricate su una stessa nave;
q) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
22 luglio 1991, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 1991, recante norme per i contenitori
cisterna, i veicoli cisterna stradali e i veicoli cisterna ferroviari
da adibire al trasporto marittimo di gas liquefatti refrigerati della
classe 2;
r) il decreto del Ministro della marina mercantile in data
31 ottobre 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del
16 dicembre 1991, recante trasporto marittimo di merci pericolose in
colli;
s) gli articoli 1, 2, 3, 7, comma 1, 9, comma 2, 10, 13, 14 e 15
del decreto del Ministro della marina mercantile 31 ottobre 1991, n.
459, concernente regolamento recante norme sul trasporto marittimo di
rifiuti in colli;
t) il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
in data 18 aprile 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 110
del 14 maggio 2003, recante trasporto marittimo di merci pericolose
allo stato liquido o allo stato di gas liquefatti poste in
contenitori cisterna e veicoli cisterna stradali o ferroviari.

Art. 37.
Modifiche al regolamento di sicurezza
1. Gli articoli 175 e 176 del regolamento di sicurezza, sono
sostituiti dai seguenti:
«Art. 175 (Norme applicabili alle navi adibite al trasporto di
autoveicoli). – .1. Tutte le navi di bandiera nazionale o straniera
soggette alla convenzione costruite il 1° settembre 1984, o
posteriormente, devono rispondere alle pertinenti norme della
convenzione stessa.
2. Tutte le navi di bandiera nazionale o straniera soggette alla
convenzione costruite prima del 1° settembre 1984 e tutte le navi di
bandiera nazionale o straniera non soggette alla convenzione, devono
rispondere agli emendamenti 81 della convenzione o, in alternativa,
ai requisiti determinati con provvedimento del Ministero.
Art. 176 (Certificazione per il trasporto di autoveicoli). – 1.
Tutte le navi di bandiera nazionale o straniera soggette alla
convenzione costruite prima del 1° settembre 1984 e tutte le navi di
bandiera nazionale o straniera non soggette alla convenzione, ai fini
del trasporto di autoveicoli con carburante nel serbatoio, devono
essere in possesso di “attestazione di idoneita’” al trasporto di
autoveicoli con carburante nel serbatoio, rilasciata dall’ente
tecnico o, in alternativa, di certificazione rilasciata
dall’Amministrazione di bandiera o da un ente autorizzato dalla
stessa, attestante la rispondenza agli emendamenti 81 della
Convenzione.».

Art. 38.
Modifiche al decreto del Presidente
della Repubblica 18 aprile 1994, n. 347
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 18 aprile 1994, n. 347, e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. Relativamente agli equipaggiamenti elencati nell’allegato
A.2 del decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n.
407, la relazione tecnica da presentarsi a cura del richiedente,
secondo quanto prescritto dal comma 2, puo’ essere redatta anche da
uno degli organismi notificati di cui all’articolo 4, comma 4, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 407 del 1999. Nel caso in
cui la relazione tecnica non comprenda tutti gli accertamenti
previsti dalla normativa nazionale, il Ministero puo’ richiedere
l’effettuazione degli accertamenti mancanti.».
2. Al comma 2 dell’articolo 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 18 aprile 1994, n. 347, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Per gli equipaggiamenti antincendio elencati nell’allegato
A.2 del decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n.
407, qualora la relazione tecnica sia stata redatta da uno degli
organismi notificati di cui all’articolo 4, comma 4, del predetto
decreto del Presidente della Repubblica n. 407 del 1999, gli
ulteriori accertamenti, ove previsti, devono essere richiesti allo
stesso organismo notificato.».
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 6 giugno 2005
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Lunardi, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Pisanu, Ministro dell’interno
Matteoli, Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio
Maroni, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali
Storace, Ministro della salute
Scajola, Ministro delle attivita’
produttive
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Note all’art. 38:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile
1994, n. 347 (Regolamento recante semplificazione dei
procedimenti di tipo approvato di apparecchi, dispositivi o
materiali da installare a bordo delle navi mercantili), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 giugno 1994, n.
132.
– Si riporta il testo degli articoli 3 e 4 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 347 del 1994, come
modificati dal presente regolamento:
«Art. 3 (Presentazione della domanda). – 1. La domanda
per la dichiarazione di tipo approvato deve essere
depositata o inviata mediante il servizio postale presso il
Ministero.
2. La domanda deve essere corredata dalla relazione
tecnica del Registro italiano navale, acquisita a cura del
richiedente.
2-bis. Relativamente agli equipaggiamenti elencati
nell’allegato A.2 del decreto del Presidente della
Repubblica 6 ottobre 1999, n. 407, la relazione tecnica da
presentarsi a cura del richiedente, secondo quanto
prescritto dal comma 2, puo’ essere redatta anche da uno
degli organismi notificati di cui all’art. 4, comma 4, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 407 del 1999.
Nel caso in cui la relazione tecnica non comprenda tutti
gli accertamenti previsti dalla normativa nazionale, il
Ministero puo’ richiedere l’effettuazione degli
accertamenti mancanti.».
«Art. 4 (Adozione del provvedimento e termine). – 1. Il
Ministero provvede al rilascio, entro centoventi giorni
decorrenti dalla data di presentazione della domanda, le
dichiarazioni di tipo approvato relative, agli apparecchi,
dispositivi e materiali di cui all’art. 1 del presente
regolamento.
2. Nel rispetto del termine di cui al precedente comma,
il Ministero chiede il parere della Direzione generale
della protezione civile e dei servizi antincendi del
Ministero dell’interno per quanto riguarda gli apparecchi,
dispositivi o materiali che si riferiscono alla difesa
contro gli incendi e puo’ chiedere al Registro italiano
navale ulteriori accertamenti. Per gli equipaggiamenti
antincendio elencati nell’allegato A.2 del decreto del
Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n. 407, qualora
la relazione tecnica sia stata redatta da uno degli
organismi notificati di cui all’art. 4, comma 4, del
predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 407 del
1999, gli ulteriori accertamenti, ove previsti, devono
essere richiesti allo stesso organismo notificato.
3. Il termine per la conclusione del procedimento di
cui al primo comma puo’ essere interrotto una sola volta ed
esclusivamente per la tempestiva richiesta all’interessato
di elementi integrativi o di giudizio che non siano gia’
nella disponibilita’ dell’amministrazione e che essa non
possa acquisire autonomamente.
4. Il provvedimento di rilascio dell’autorizzazione e’
pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero.».

Allegato I
(previsto dall’art. 7, comma 3)

—-> Vedere allegato da pag. 19 a pag. 25 in formato zip/pdf

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