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DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.132: Attuazione della direttiva...

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.132: Attuazione della direttiva 2003/43/CE relativa agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della specie bovina. (GU n. 163 del 15-7-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.132

Attuazione della direttiva 2003/43/CE relativa agli scambi
intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della
specie bovina.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, ed in particolare
l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato B;
Vista la direttiva 2003/43/CE del Consiglio, del 26 maggio 2003,
recante modifica della direttiva 88/407/CEE che stabilisce le
esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari
e alle importazioni di sperma di animali della specie bovina;
Visto il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, e successive
modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 1992, n.
226;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ in data 30 aprile 1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 180
del 2 agosto 1996;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
26 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 238 dell’11 ottobre 2000, e successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 23 dicembre 2004;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 3 marzo 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 maggio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze e per gli
affari regionali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Disposizioni generali
1. Il presente decreto legislativo stabilisce le condizioni di
polizia sanitaria da applicare agli scambi ed alle importazioni di
sperma di animali della specie bovina; ai fini del presente decreto
si intende per:
a) «sperma»: il prodotto dell’eiaculazione di un animale
domestico della specie bovina, preparato e diluito;
b) «centro di raccolta dello sperma»: uno stabilimento
riconosciuto e sorvegliato, situato nel territorio di uno Stato
membro o di un Paese terzo, presso il quale e’ prodotto sperma
destinato ad essere impiegato nella fecondazione artificiale;
c) «centro di magazzinaggio dello sperma»: uno stabilimento
riconosciuto e sorvegliato, situato nel territorio di uno Stato
membro o di un Paese terzo, presso il quale e’ immagazzinato sperma
destinato ad essere impiegato nella fecondazione artificiale;
d) «veterinario responsabile di un centro»: il veterinario
responsabile del rispetto quotidiano, nel centro di raccolta e nel
centro di magazzinaggio, delle disposizioni di cui al presente
decreto;
e) «veterinario ufficiale»: veterinario designato tra i propri
dipendenti dal Ministero della salute o dalla regione, o dalla
U.S.L., secondo le rispettive competenze;
f) «partita»: una quantita’ di sperma compresa in uno stesso
certificato;
g) «Paese di raccolta»: lo Stato membro o il Paese terzo nel
quale lo sperma e’ raccolto e dal quale e’ spedito verso uno Stato
membro;
h) «laboratorio riconosciuto»: il laboratorio autorizzato
dall’autorita’ sanitaria competente ad effettuare gli esami
prescritti dal presente regolamento;
i) «raccolta»: un quantitativo di sperma prelevato da un donatore
in qualsiasi momento.
2. Sono applicabili, ove necessario, le altre definizioni di cui
all’articolo 2 della legge 30 aprile 1976, n. 397, e successive
modificazioni, e all’articolo 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre l982, n. 889.
3. Restano salve le disposizioni comunitarie o nazionali del
settore zootecnico che disciplinano l’organizzazione della
fecondazione artificiale in generale e la distribuzione di sperma in
particolare.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’articolo 10, comma 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’art.1, commi 1 e 3, e l’allegato B della legge
31 ottobre 2003, n. 306 (Disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunita’ europee. Legge comunitaria 2003), cosi’ recitano
«Art. 1. Delega al Governo per Pattuazione di direttive
comunitarie. – 1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro
il termine di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, i decreti legislativi recanti le
norme occorrenti per dare attuazione alle direttive
comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B.
1. (Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso, entro quaranta giorni
dalla data di trasmissione, il parere dei competenti organi
parlamentari. Decorso tale termine i decreti sono emanati
anche in mancanza del parere. Qualora il termine previsto
per il parere dei competenti organi parlamentari scada nei
trenta giorni che precedono la scadenza dei termini
previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi
sono prorogati di novanta giorni.
Allegato B
(Articolo 1, commi 1 e 3)
96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla
prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento.
1999/22/CE del Consiglio, del 29 marzo 1999, relativa
alla custodia degli animali selvatici nei giardini
zoologici.
1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativa
all’accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro della
gente di mare concluso dall’Associazione armatori della
Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione dei sindacati
dei trasportatori dell’Unione europea (FST).
2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria in materia di acque.
2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 dicembre 2000, sull’incenerimento dei rifiuti.
2000/79/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000,
relativa all’attuazione dell’accordo europeo
sull’organizzazione dell’orario di lavoro del personale di
volo nell’aviazione civile concluso da Association of
European Airlines (AEA), European Transport Workers’
Federation (ETF), European Cockpit Association (ECA),
European Regions Airline Association (ERA) e Internationai
Air Carrier Association (IACA).
2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 marzo 200l, relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario transeuropeo convenzionale.
2001/86/CE del Consiglio, dell’8 ottobre 2001, che
completa lo Statuto della Societa’ europea per quanto
riguarda il coinvolgimento dei lavoratori.
2002/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 marzo 2002, che istituisce norme e procedure per
l’introduzione di restrizioni operative ai fini del
contenimento del rumore negli aeroporti della Comunita’.
2002/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 giugno 2002, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) (sedicesima
direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo
1, della direttiva 89/391/CEE).
2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla
gestione del rumore ambientale.
2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali
e alla tutela della vita privata nel settore delle
comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita
privata e alle comunicazioni elettroniche).
2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a
distanza di servizi finanziari ai consumatori e che
modifica la direttiva 90/619/CEE del Consiglio e le
direttive 97/7/CE e 98/27/CE.
2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, che modifica la direttiva 76/207/CEE del
Consiglio relativa all’attuazione del principio della
parita’ di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto
riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla
promozione professionali e le condizioni di lavoro.
2002/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 settembre 2002, che modifica la direttiva 80/987/CEE del
Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative alla tutela dei lavoratori
subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro.
2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 novembre 2002, che modifica le direttive in materia di
sicurezza marittima e di prevenzione dell’inquinamento
provocato dalle navi.
2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare
sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e
sulle imprese di investimento appartenenti ad un
conglomerato finanziario e che modifica le direttive
73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e
93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e
2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.
2002/89/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, che
modifica la direttiva 2000/29/CE concernente le misure di
protezione contro l’introduzione nella Comunita’ di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
contro la loro diffusione nella Comunita’.
2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002, volta a
definire il favoreggiamento dell’ingresso, del transito e
del soggiorno illegali.
2002/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
9 dicembre 2002, sulla intermediazione assicurativa.
2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 gennaio 2003, sulla restrizione dell’uso di determinate
sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed
elettroniche.
2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche
ed elettroniche (RAEE).
2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
28 gennaio 2003, sull’accesso del pubblico all’informazione
ambientale e che abroga la direttiva 90/313/CEE del
Consiglio, del 7 giugno 1990.
2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
28 gennaio 2003, relativa all’abuso di informazioni
privilegiate e alla manipolazione del mercato (abusi di
mercato).
2003/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
3 marzo 2003, che modifica la direttiva 98/70/CE relativa
alla qualita’ della benzina e del combustibile diesel.
2003/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 aprile 2003, che modifica la direttiva 98/18/CE del
Consiglio, del 17 marzo 1998, relativa alle disposizioni e
norme di sicurezza per le navi da passeggeri.
2003/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 aprile 2003, concernente requisiti specifici di
stabilita’ per le navi ro/ro da passeggeri.
2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 maggio 2003, sul ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri in materia di pubblicita’ e di sponsorizzazione a
favore dei prodotti del tabacco.
2003/43/CE del Consiglio, del 26 maggio 2003, recante
modifica della direttiva 88/407/CEE che stabilisce le
esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi
intracomunitari e alle importazioni di sperma di animali
della specie bovina.
2003/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 giugno 2003, che modifica la direttiva 94/25/CE sul
ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri
riguardanti le imbarcazioni da diporto.
2003/50/CE del Consiglio, dell’il giugno 2003, che
modifica la direttiva 91/68/CEE per quanto riguarda il
rafforzamento dei controlli sui movimenti di ovini e
caprini.».
La direttiva 2003/43/CE e’ pubblicata in GUCE n. L. 143
l’11 giugno 2003. La direttiva 88/407/CEE e’ pubblicata in
GUCE n. L. 194 del 22 luglio 1988.
Il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, reca:
«Attuazione delle direttive 89/662/CEE e 90/425/CEE
relative ai controlli veterinari e zootecnici di taluni
animali vivi e su prodotti di origine animale applicabili
negli scambi intracomunitari».
Il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, reca:
«Attuazione delle direttive 90/675/CEE e 91/496/CEE
relative all’organizzazione dei controlli vetermari su
prodotti e animali in provenienza da Paesi terzi e
introdotti nella Comunita’ europea».
Il decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo
1992, n. 226, reca:
«Regolamento di attuazione della direttiva 88/407/CEE
concernente le norme di polizia sanitaria applicabili agli
scambi intracomunitari e alle importazioni di sperma di
animali della specie bovina, tenuto anche conto della
direttiva 90/120/CEE.».
Il decreto del Ministro della Sanita’ in data 30 aprile
1996, reca:
«Attuazione della direttiva 93/60/CEE recante
modificazioni alla direttiva 88/407/CEE che stabilisce le
esigenze di polizia sanitaria applicabili agli scambi
intracomunitari e alle importazioni di sperma surgelato di
animali delle specie bovina, e che ne estende il campo di
applicazione allo sperma bovino fresco. Modificazioni al
decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 1992, n.
226».
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
in data 26 maggio 2000, reca:
«Individuazione delle risorse umane, finanziarie,
strumentali ed organizzative da trasferire alle regioni in
materia di salute umana e sanita’ veterinaria ai sensi del
titolo IV, capo I, del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112».
Note all’art. 1.
La legge 30 aprile 1976, n. 397, reca:
«Norme sanitarie sugli scambi di animali tra l’Italia
e gli altri Stati membri della Comunita’ economica
europea».
Il decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre
1982, n. 889, reca:
«Attuazione delle direttive comunitarie n. 72/462
relativa ai problemi sanitari e di polizia sanitaria
all’importazione di animali delle specie bovina e suina e
di carni fresche in provenienza da Paesi terzi nonche’ n.
77/96 relativa alla ricerca delle trichine all’importazione
da Paesi terzi di carni fresche provenienti da animali
domestici della specie suina» ed e’ Pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1982, n. 333, S.O.

Art. 2.
Scambi
1. Lo sperma puo’ essere spedito verso il territorio di altro Stato
membro soltanto se soddisfa le seguenti condizioni generali:
a) che la raccolta e il trattamento o l’immagazzinamento, a
seconda dei casi, siano effettuati in uno o piu’ centri di raccolta o
di magazzinaggio riconosciuti sotto l’aspetto sanitario ai sensi
dell’articolo 4, in vista della fecondazione artificiale e ai fini
degli scambi intracomunitari;
b) provenga da animali della specie bovina, il cui stato
sanitario sia conforme alle disposizioni dell’allegato B;
c) che la raccolta, il trattamento, il deposito ed il trasporto
avvengano in conformita’ delle disposizioni degli allegati A e C;
d) che sia scortato durante il trasporto da un certificato
sanitario conforme alle disposizioni previste dall’articolo 5, comma
1.

Art. 3.
Prescrizioni per l’afta epizootica
1. Non e’ ammesso il rifiuto di sperma di tori vaccinati contro
l’afta epizootica. Tuttavia, qualora lo sperma sia stato ottenuto da
un toro vaccinato nei confronti dell’afta epizootica durante i 12
mesi antecedenti la raccolta, il 5 per cento dello sperma di ogni
raccolta, con un minimo di 5 lamelle, destinata ad essere inviata in
un altro Stato membro, e’ sottoposto con esito negativo, ad una prova
di isolamento del virus per la ricerca dell’afta epizootica in un
laboratorio dello Stato membro destinatario o in un laboratorio da
esso designato.

Art. 4.
Riconoscimento dei centri di raccolta
e di magazzinaggio
1. Le regioni, constatato il rispetto delle disposizioni previste
nell’allegato A e delle ulteriori disposizioni sanitarie in materia,
riconoscono i centri di raccolta o di magazzinaggio di cui
all’articolo 1, comma 1, lettere b) e c).
2. Le regioni assicurano la permanente conformita’ dei centri di
cui all’articolo 1, comma 1, lettere b) e c), ai requisiti stabiliti
dalla disciplina comunitaria specifica, compresi quelli di cui agli
allegati al presente decreto, anche mediante ispezioni veterinarie
periodiche e comunicano al Ministero della salute i dati relativi ai
centri riconosciuti ed ogni successiva variazione.
3. Qualora sia accertato il venire meno di uno dei requisiti
stabiliti dalla disciplina comunitaria specifica, le regioni
provvedono a sospendere o a revocare il riconoscimento concesso,
anche su segnalazione di irregolarita’ comunicate loro dal Ministero
della salute, sulla base di informazioni pervenute da Stati membri di
destinazione dello sperma.
4. Il Ministero della salute, sulla base dei dati forniti dalle
regioni ai sensi del comma 2, predispone una lista nazionale per i
centri di raccolta ed una per i centri di magazzinaggio dello sperma
e provvede alla loro trasmissione agli altri Stati membri ed alla
Commissione europea, comunicando loro anche le eventuali successive
variazioni.

Art. 5.
Prescrizioni di certificazione e divieti
1. L’introduzione di sperma di animali della specie bovina e’
subordinata alla presentazione di un certificato sanitario conforme
al modello di cui all’allegato D e rilasciato da un veterinario
ufficiale dello Stato membro di raccolta. Tale certificato deve:
a) essere redatto almeno in una delle lingue ufficiali dello
Stato membro di raccolta e in lingua italiana;
b) scortare, nell’esemplare originale, la partita fino a
destinazione;
c) prevedere un solo destinatario.
2. La competente autorita’ sanitaria vieta l’introduzione nel
territorio nazionale di partite di sperma:
a) quando dall’esame della relativa documentazione risulti che
non sono state rispettate le condizioni e le garanzie previste
all’articolo 2;
b) quando si sospetti che lo sperma sia infetto o contaminato da
germi patogeni, adottando tutte le misure necessarie, compresa la
quarantena, al fine di emettere un preciso giudizio sulle
manifestazioni che hanno destato il sospetto.
3. I divieti di cui al comma 2, lettere a) e b), devono consentire,
peraltro, se non vi si oppongono motivi di polizia sanitaria, la
possibilita’ che lo speditore o il suo mandatario chiedano la
rispedizione all’origine.
4. Quando l’introduzione delle partite di sperma e’ stata vietata
per uno dei motivi di cui al comma 2, lettere a) e b), ed il Paese di
raccolta non autorizzi entro trenta giorni la rispedizione,
l’autorita’ veterinaria competente puo’ ordinarne la distruzione a
spese dell’interessato.
5. Le decisioni prese dalle competenti autorita’ sanitarie in
applicazione dei commi 2, 3 e 4, devono essere comunicate allo
speditore o al suo mandatario con l’indicazione dei motivi, nonche’
all’autorita’ veterinaria competente dello Stato membro di raccolta o
di provenienza; su richiesta, tali decisioni motivate debbono essere
comunicate, immediatamente e per iscritto, allo speditore o al suo
mandatario, con l’indicazione dei mezzi di ricorso previsti dalle
disposizioni vigenti, nonche’ delle forme e dei termini per avvalersi
di tali mezzi.

Art. 6.
Parere veterinario
1. Gli speditori di sperma di cui sia stata vietata la introduzione
in Italia ai sensi dell’articolo 5, comma 2, hanno il diritto di
ottenere, prima dell’adozione di qualsiasi altra misura, salvo la
distruzione quando cio’ sia indifferibile per ragioni di polizia
veterinaria, il parere di un esperto veterinario al fine di
determinare se siano state osservate le disposizioni di cui
all’articolo 5, comma 2.
2. L’esperto veterinario, di cui al comma 1, deve avere la
cittadinanza di uno degli Stati membri della Comunita’ economica
europea, ma diversa da quella italiana e da quella del Paese
speditore ed essere scelto tra quelli inseriti nell’elenco stabilito
dalla Commissione stessa su proposta degli Stati membri.

Art. 7.
Elenco comunitario dei Paesi terzi
1. L’importazione di sperma di animali della specie bovina da Paesi
terzi e’ consentita soltanto quando il Paese di origine e’ compreso
in un elenco predisposto ed eventualmente modificato dalla
Commissione europea; l’elenco e le sue modificazioni sono pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale a cura del Ministero della salute, previa
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee.
2. L’importazione e’ subordinata alla preventiva autorizzazione del
Ministero della salute ai sensi delle vigenti disposizioni.

Art. 8.
Elenco comunitario dei centri di raccolta
e magazzinaggio
1. L’importazione di sperma di animali della specie bovina e’
consentita soltanto quando il centro di raccolta o di magazzinaggio
dello sperma da cui proviene e’ inserito in un elenco predisposto, ed
eventualmente modificato o integrato, dalla Commissione europea.
2. Il Ministero della salute comunica alla Commissione europea e
agli altri Stati membri le caratteristiche e il modello del marchio
utilizzato nei centri di raccolta e di magazzinaggio.

Art. 9.
Ulteriori prescrizioni per l’importazione
1. Lo sperma deve provenire da animali che, immediatamente prima
della raccolta, abbiano soggiornato per almeno sei mesi nel
territorio di un Paese terzo compreso nell’elenco di cui all’articolo
7, comma 1.
2. L’importazione e’ subordinata, inoltre, alla condizione che lo
sperma risponda alle norme di polizia sanitaria adottate dalla
Comunita’ europea.
3. Si applicano, per analogia, le disposizioni di cui all’articolo
3.

Art. 10.
Certificato sanitario
1. L’importazione dello sperma puo’ essere autorizzata soltanto
dietro presentazione di un certificato sanitario, rilasciato e
firmato da un veterinario ufficiale del Paese terzo di raccolta. Tale
certificato deve:
a) essere redatto almeno in una delle lingue dello Stato membro
destinatario e nella lingua italiana, se il controllo
all’importazione previsto all’articolo 11, si effettua in un ufficio
del territorio italiano;
b) scortare lo sperma in un esemplare originale;
c) consistere di un solo foglio;
d) prevedere un solo destinatario.
2. Il certificato deve essere conforme al modello stabilito dalla
Comunita’ europea.

Art. 11.
Controlli veterinari all’importazione
1. Le importazioni di sperma da Paesi terzi sono soggette alle
norme di cui al decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, e successive
modificazioni, in particolare a quelle relative alle misure adottate
a seguito dei controlli veterinari sui prodotti nonche’ alle misure
di salvaguardia da adottare.

Nota all’art. 11.
Per il decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, vedi
note alle premesse.

Art. 12.
Controlli veterinari negli scambi
1. Agli scambi intracomunitari di sperma si applicano le norme di
cui al decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, e successive
modificazioni.

Nota all’art. 12.
Per il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, vedi
note alle premesse.

Art. 13.
Ispezioni comunitarie
1. Esperti veterinari della Commissione europea possono procedere,
in collaborazione con le autorita’ competenti, a controlli in loco ai
fini della corretta applicazione uniforme delle disposizioni del
presente regolamento.
2. Il Ministero della salute adotta le misure eventualmente
necessarie, per tener conto dei risultati di tale controllo
comunicatigli dalla Commissione europea.

Art. 14.
Clausola di non preferenza per le importazioni
1. Fino alla data di entrata in vigore delle decisioni della
Comunita’ europea previste dagli articoli 7, 8 e 9, alle importazioni
di sperma dai Paesi terzi, non si applicano condizioni piu’
favorevoli di quelle risultanti dall’applicazione dell’allegato
A-capitolo II.

Art. 15.
Disposizioni transitorie
1. E’ ammesso agli scambi intracomunitari e alle importazioni lo
sperma raccolto, trattato e immagazzinato entro il 31 dicembre 2004
in conformita’ alla disciplina previgente a condizione che sia
conforme alla medesima disciplina e sia accompagnato dal modello di
certificazione veterinaria da esso previsto.

Art. 16.
Clausola di cedevolezza
1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma,
della Costituzione, le norme del presente decreto, afferenti a
materia di competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano che non abbiano ancora provveduto al
recepimento della direttiva 2003/43/CE, si applicano sino alla data
di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata, nel
rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dei
principi fondamentali desumibili dal presente decreto, da ciascuna
regione e provincia autonoma.

Note all’art. 16.
L’articolo 117, quinto comma, della Costituzione, cosi’
recita:
«Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.».
Per la direttiva 2003/43/CE, vedi note alle premesse.

Art. 17.
Abrogazione
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ abrogato
il decreto del Presidente della Repubblica 1° marzo 1992, n. 226, e
successive modificazioni.

Art. 18.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 27 maggio 2005
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
La Malfa, Ministro per le politiche
comunitarie
Storace, Ministro della salute
Fini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Siniscalco, Ministro dell’economia e
delle finanze
La Loggia, Ministro per gli affari
regionali
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegati

—-> Vedere allegato da pag. 9 a pag. 16 in formato zip/pdf

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