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DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.108: Attuazione della direttiva...

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.108: Attuazione della direttiva 1999/63/CE relativa all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare, concluso dall'Associazione armatori della Comunita' europea (ECSA) e dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST). (GU n. 145 del 24-6-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.108

Attuazione della direttiva 1999/63/CE relativa all’accordo
sull’organizzazione dell’orario di lavoro della gente di mare,
concluso dall’Associazione armatori della Comunita’ europea (ECSA) e
dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori dell’Unione europea
(FST).

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee. Legge comunitaria 2003;
Vista la direttiva 1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999,
relativa all’accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro della
gente di mare concluso dall’Associazione armatori della Comunita’
europea (ECSA) e dalla Federazione dei sindacati dei trasportatori
dell’Unione europea (FST);
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’11 febbraio 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 maggio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle
finanze, delle intrastrutture e dei trasporti e della salute;
Emana il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Oggetto e campo di applicazione
1. Il presente decreto legislativo, nel dare attuazione alla
direttiva 1999/63/CE, e’ diretto a regolamentare alcuni profili della
disciplina del rapporto di lavoro dei lavoratori marittimi connessi
all’organizzazione dell’orario di lavoro.
2. Il presente decreto legislativo si applica ai lavoratori
marittimi che prestano servizio a bordo di tutte le navi mercantili
battenti bandiera italiana ed adibite a navigazione marittima.
3. A bordo di tutte le navi mercantili di cui al comma 2 non
possono essere imbarcati lavoratori di eta’ inferiore a 16 anni.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubbliqa italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La legge 31 ottobre 2003, n. 306, reca:
«Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee. Legge
comunitaria 2003.»
– La direttiva 1999/63/CE, e’ pubblicata in GUCE n. L.
167 del 2 luglio 1999.
– Il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
reca:
«Attuazione della direttiva 89/39 1/CEE, della
direttiva 89/654/CEE, della direttiva 89/655/CEE, della
direttiva 89/656/CEE, della direttiva 90/269/CEE, della
direttiva 90/270/CEE, della direttiva 90/394/CEE, della
direttiva 90/679/CEE, della direttiva 93/88/CEE, della
direttiva 95/63/CE, della direttiva 97/42/CE, della
direttiva 98/24/CE, della direttiva 99/38/CE e della
direttiva 99/92/CE riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori durante il
lavoro.».
– Il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, reca:
«Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute
dei lavoratori marittimi a bordo delle navi mercantili da
pesca nazionali, a norma della legge 31 dicembre 1998, n.
485.».
Nota all’art. 1:
– Per la direttiva 1999/63/CE, vedi note alle premesse.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini delle disposizioni di cui al presente decreto si
intendono per:
a) «nave adibita alla navigazione marittima»: nave o unita’
diversa da quelle che navigano esclusivamente nelle acque interne,
nelle acque protette o nelle acque adiacenti alle acque protette;
b) «ore di lavoro»: il periodo durante il quale un lavoratore
marittimo e’ tenuto ad effettuare l’attivita’ lavorativa a bordo in
relazione all’esercizio della nave. Sono computate nella durata del
lavoro a bordo, oltre alle normali attivita’ di navigazione e di
porto, anche gli appelli, le esercitazioni antincendio e di
salvataggio e le esercitazioni prescritte da normative e regolamenti
nazionali e da convenzioni internazionali, nonche’ le attivita’ di
formazione in materia di igiene e sicurezza del lavoro a bordo, in
relazione alle mansioni svolte;
c) «ore di riposo»: il periodo libero non compreso nell’orario di
lavoro; questa espressione non comprende le brevi interruzioni;
d) «lavoratore marittimo»: qualsiasi persona facente parte
dell’equipaggio che svolge, a qualsiasi titolo, servizio o attivita’
lavorativa a bordo di una nave adibita alla navigazione marittima;
e) «armatore»: il proprietario dell’unita’ o nave od ogni altro
organismo o persona, quali l’imprenditore o il noleggiatore
dell’unita’ o nave che hanno rilevato dal proprietario la
responsabilita’ per l’esercizio della nave e, di conseguenza, hanno
accettato di assumersi i relativi obblighi e responsabilita’.

Art. 3.
Orario di lavoro a bordo delle navi mercantili
1. L’articolo 11 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 11 (Orario di lavoro a bordo delle navi mercantili). – 1.
Fatte salve le disposizioni riportate al comma 2, l’orario normale di
lavoro del lavoratore marittimo, a bordo delle navi mercantili, e’
basato su una durata di 8 ore giornaliere, con un giorno di riposo a
settimana e riposo nei giorni festivi.
2. I limiti dell’orario di lavoro o di quello di riposo a bordo
delle navi sono cosi’ stabiliti:
a) il numero massimo di ore di lavoro a bordo non deve essere
superiore a:
1) 14 ore su un periodo di 24 ore; e
2) 72 ore su un periodo di sette giorni;
ovvero
b) il numero minimo delle ore di riposo non deve essere inferiore
a:
1) 10 ore su un periodo di ventiquattro ore; e
2) 77 ore su un periodo di sette giorni.
3. Le ore di riposo possono essere ripartite in non piu’ di due
periodi distinti, uno dei quali dovra’ essere almeno della durata di
6 ore consecutive e l’intervallo tra periodi consecutivi di riposo
non dovra’ superare le 14 ore.
4. Gli appelli, le esercitazioni antincendio e di salvataggio e le
esercitazioni prescritte da regolamenti e normative nazionali e da
convenzioni internazionali sono svolte in maniera tale da ridurre al
minimo il disturbo nei periodi di riposo del lavoratore e non
provocare affaticamento.
5. Nelle situazioni in cui il lavoratore marittimo si trovi in
disponibilita’ alle chiamate, dovra’ beneficiare di un adeguato
periodo compensativo di riposo qualora il normale periodo di riposo
sia interrotto da una chiamata di lavoro.
6. I periodi di riposo per il personale di guardia impiegato a
bordo delle navi mercantili sono quelli stabiliti all’articolo 12 del
decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 324, fatte
comunque salve le misure minime di cui al comma 3.
7. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto
con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, tenuto conto
dei principi generali di tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori, puo’ autorizzare contratti collettivi che consentano di
derogare ai limiti fissati nei commi 2 e 3. Il ricorso a tali deroghe
deve essere contenuto; le deroghe debbono consentire la fruizione di
periodi di riposo piu’ frequenti o piu’ lunghi o della concessione di
riposi compensativi per i lavoratori marittimi che operano a bordo di
navi impiegate in viaggi di breve durata, o adibite a servizi
portuali.
8. I lavoratori marittimi di eta’ inferiore a 18 anni non devono
svolgere la propria attivita’ lavorativa a bordo in orario notturno.
Ai fini di questa disposizione per «orario notturno» si deve
intendere un periodo di almeno 9 ore consecutive, che comprenda in
ogni caso l’intervallo dalle ore 24 alle ore 5 del mattino.
9. A bordo di tutte le navi mercantili e da pesca nazionali e’
affissa, in posizione facilmente accessibile e redatta in lingua
italiana ed in lingua inglese, una tabella conforme al modello di cui
all’allegato 2 del presente decreto con l’organizzazione del servizio
di bordo, contenente per ogni posizione lavorativa:
a) l’orario del servizio in navigazione e del servizio in porto;
nonche’
b) il numero massimo di ore di lavoro o il numero minimo di ore
di riposo previste ai sensi del presente decreto o dai contratti
collettivi in vigore.
10. Una copia del contratto collettivo e una copia delle norme
nazionali devono essere conservate a bordo di tutte le navi
mercantili e da pesca nazionali a disposizione di tutti i lavoratori
imbarcati e degli organi di vigilanza.
11. Il comandante della nave ha il diritto di esigere dai
lavoratori marittimi le necessarie prestazioni di lavoro, anche
sospendendo il programma di ore di lavoro e di ore di riposo e sino
al ripristino delle normali condizioni di navigazione, per le
attivita’ inerenti:
a) la sicurezza della navigazione in relazione a situazioni di
emergenza per le persone imbarcate, per il carico trasportato e per
la stessa nave;
b) le operazioni di soccorso ad altre unita’ mercantili o da
pesca o di soccorso a persone in pericolo in mare.
12. Non appena possibile dopo che e’ stata ripristinata la normale
condizione di navigazione, il coordinamento della nave deve far si’
che i lavoratori marittimi, impegnati in attivita’ lavorative in un
periodo previsto di riposo, beneficino di un adeguato periodo di
riposo.».
2. Al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, e’ aggiunto, in
fine, l’allegato 2 di cui all’allegato A del presente decreto.

Nota all’art. 3:
– Per il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271,
vedi note alle premesse.

Art. 4.
Registro dell’orario di lavoro a bordo delle navi mercantili
1. Al fine di consentire agli organi di vigilanza la verifica del
rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 3, a bordo di tutte
le unita’ di cui all’articolo 1 deve essere presente, a cura
dell’armatore, un registro su cui sono riportate le ore giornaliere
di lavoro o le ore giornaliere di riposo dei lavoratori marittimi.
2. Il modello di registro, redatto in lingua italiana ed in lingua
inglese, deve essere conforme al modello di cui all’allegato B del
presente decreto.
3. Il registro deve essere presentato, a cura dell’armatore,
all’Autorita’ marittima competente per territorio, la quale constata
la conformita’ del registro al modello stabilito dal presente
decreto, appone il proprio visto, la data di vidimazione e la
dichiarazione attestante il numero di pagine complessive di cui si
compone il registro.
4. Il registro dell’orario di lavoro deve essere tenuto per ordine
progressivo di data, di seguito, senza spazi vuoti, senza
cancellazione o abrasioni e, laddove necessario, le correzioni o
rettifiche devono essere eseguite in modo tale che il testo
cancellato o sostituito risulti leggibile.
5. Il lavoratore marittimo deve ricevere a cura dell’armatore una
copia del registro che lo riguarda, firmata dal comandante o
dall’ufficiale da lui delegato e dal marittimo stesso.
6. Il modello di registro deve essere esaminato e vistato in
occasione delle visite di cui all’articolo 18 del decreto legislativo
27 luglio 1999, n. 271, effettuate dagli organi di vigilanza mediante
le Commissioni territoriali indicate all’articolo 31 del citato
decreto legislativo. Ove le visite periodiche non siano previste, il
modello di registro va comunque vistato, a cadenza biennale, a cura
dell’Autorita’ marittima.

Nota all’art. 4:
– Gli articoli 18 e 31 del citato decreto legislativo
n. 271 del 1999, cosi’ recitano:
«Art. 18 (Tipi di Visite). – 1. Ai fini di verificare
l’applicazione delle disposizioni contenute nel presente
decreto, le navi di cui all’art. 2, sono sottoposte alle
seguenti visite:
a) visita iniziale:
1) per le navi o unita’ mercantili nazionali nuove;
2) per le navi da pesca nuove di lunghezza
superiore ai 24 m;
b) visita periodica:
1) per le navi o unita’ mercantili nazionali
esistenti di stazza lorda superiore a 200;
2) per le navi da pesca esistenti di lunghezza
superiore a 24 m;
c) visita occasionale:
1) per le navi o unita’ mercantili nazionali nuove
ed esistenti;
2) per le navi da pesca nuove ed esistenti;
3) per le navi adibite al servizio di pilotaggio e
per quelle adibite a servizio di rimorchio in ambito
portuale;
4) per le navi in regime di sospensione temporanea
di bandiera;
5) per le navi o unita’ mercantili straniere.
2. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 21, comma 1,
le visite di cui al comma 1 sono disposte dall’Autorita’
marittima del compartimento marittimo di iscrizione della
nave su richiesta dell’Azienda unita’ sanitaria locale
competente, dell’armatore o di un suo rappresentante.
3. Le visite sono eseguite dalla Commissione
territoriale per la prevenzione degli infortuni, igiene e
sicurezza del lavoro di cui all’art. 31, di seguito
denominata Commissione territoriale.
4. Le risultanze delle visite sono annotate in apposito
documento conforme a modello approvato dal Ministero. Copia
del documento e’ conservata tra i documenti di bordo, a
disposizione degli organi di vigilanza.».
«Art. 31 (Commissione Territoriale per la prevenzione
degli infortuni, igiene e sicurezza del lavoro a bordo:
composizione e funzioni). – 1. Con decreto del Direttore
marittimo sono istituite le Commissioni territoriali per la
prevenzione degli infortuni, igiene e sicurezza del lavoro
a bordo, presiedute dai capi dei compartimenti marittimi
dipendenti o da un Ufficiale superiore, da lui delegato,
cosi’ composte:
a) l’ufficiale responsabile della sezione sicurezza
della navigazione, della Capitaneria di Porto
territorialmente competente in relazione al luogo in cui la
nave effettua la visita;
b) il medico di porto, o medico designato
dall’Ufficio di sanita’ marittima competente per
territorio;
c) un rappresentante della Azienda unita’ sanitaria
locale competente per territorio;
d) un ingegnere o capo tecnico, dipendente del
Ministero;
e) due rappresentanti designati dalle organizzazioni
sindacali della gente di mare, maggiormente rappresentative
a livello nazionale;
f) due rappresentanti designati dalle associazioni
degli armatori.
2. I componenti di cui al comma 1, lettere b), c), d),
e) ed f) possono far parte di piu’ Commissioni territoriali
della stessa zona marittima. Le funzioni di segreteria sono
svolte da personale dell’Amministrazione periferica del
Ministero.
3. Per le navi da pesca, i componenti di cui al comma
1, lettere e) ed f), sono sostituiti da due rappresentanti
delle organizzazioni sindacali dei lavoratori della pesca e
da due rappresentanti delle associazioni della pesca.
4. Per le problematiche concernenti le unita’ che
svolgono servizio di pilotaggio, ai componenti di cui alla
lettera f) del comma 1, e’ aggiunto un rappresentante della
federazione italiana piloti dei porti.
5. Per ogni rappresentante effettivo e’ designato un
supplente.
6. I componenti della Commissione territoriale sono
nominati dal Direttore marittimo, durano in carica tre anni
e possono essere riconfermati.
7. La Commissione territoriale ha il compito di:
a) effettuare le visite di cui all’art. 18;
b) effettuare visite occasionali al fine di rilevare
le condizioni tecniche ed igieniche delle singole navi
mercantili e da pesca, il numero e le condizioni di lavoro
dei marittimi imbarcati, il numero e le cause degli
infortuni eventualmente occorsi a bordo delle unita’
ispezionate;
c) formulare proposte al Comitato di cui all’art. 30
per le modifiche delle sistemazioni e delle dotazioni delle
navi esistenti al fine di rendere le stesse navi
rispondenti alle condizioni di igiene e di sicurezza
disciplinate dal presente decreto e di prevenire gli
incidenti a bordo;
d) effettuare accertamenti preliminari durante i
lavori di costruzione o trasformazione delle navi;
e) vigilare sull’applicazione dei contratti
collettivi di lavoro di categoria per le materie inerenti
il presente decreto;
f) inviare, annualmente, al Comitato di cui all’art.
30, una relazione sull’attivita’ di vigilanza effettuata.
8. La Commissione territoriale, istituita ai sensi del
presente articolo sostituisce la Commissione locale per
l’igiene degli equipaggi di cui all’art. 82 della legge
16 giugno 1939, n. 1045.»

Art. 5.
Obblighi dell’armatore e del comandante
1. L’armatore della nave deve fornire al comandante le risorse
necessarie per poter organizzare il lavoro a bordo nel rispetto delle
finalita’ di cui all’articolo 6.
2. Il comandante della nave adotta tutti i provvedimenti necessari
per far si’ che le disposizioni relative all’orario di lavoro dei
lavoratori marittimi, alle ferie ed ai periodi di riposo derivanti
dal presente decreto siano rispettate.

Art. 6.
Definizione delle tabelle di armamento
in relazione all’orario di lavoro
1. La definizione delle tabelle di armamenti di sicurezza delle
unita’ di cui all’articolo 1 deve essere effettuata tenendo conto dei
seguenti criteri:
a) necessita’ di evitare o ridurre al minimo, orari eccessivi di
lavoro a bordo per il lavoratore marittimo, al fine di garantire
adeguati periodi di riposo in relazione alla tipologia di nave e di
navigazione svolta;
b) necessita’ di prevedere la presenza a bordo di un numero
sufficiente di personale d’equipaggio per garantire la sicurezza e
l’efficienza in conformita’ con la tabella minima d’equipaggio
rilasciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Art. 7.
Idoneita’ dei lavoratori marittimi all’imbarco
1. Ai fini della verifica dell’idoneita’ al lavoro, il lavoratore
marittimo e’ sottoposto alle seguenti visite presso le strutture
sanitarie del Ministero della salute:
a) visita preventiva di imbarco, ai sensi di quanto previsto
dall’articolo 323 del codice della navigazione;
b) visita periodica di idoneita’, con frequenza biennale, ai
sensi della legge 28 ottobre 1962, n. 1602.
2. Avverso il giudizio di idoneita’ di cui al comma 1, e’ ammesso
il ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del
giudizio stesso, alla Commissione medica permanente di I grado.
3. Contro le risultanze delle visite effettuate dalla Commissione
medica permanente di I grado e’ ammesso il ricorso alla Commissione
medica centrale di II grado, istituita presso il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
4. Il personale marittimo addetto ai turni di guardia che abbia
problemi di salute aventi nesso riconosciuto con lo svolgimento del
lavoro notturno, e’ assegnato al corrispondente lavoro diurno per cui
e’ idoneo secondo quanto previsto dall’articolo 15 del decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66.

Note all’art. 7:
– L’art. 323 del codice della navigazione, cosi’
recita:
«Art. 323 (Visita medica). – L’arruolamento degli
iscritti nelle matricole della gente di mare, destinati a
far parte dell’equipaggio, deve, nei casi e con le
modalita’ prescritte da leggi e regolamenti(2), essere
preceduto da visita medica diretta ad accertare l’idoneita’
della persona da arruolare in rapporto al servizio cui deve
essere adibita.».
– L’art. 15 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n.
66 (Attuazione della direttiva 93/104/CE e della direttiva
2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione
dell’orario di lavoro), cosi’ recita:
«Art. 15 (Trasferimento al lavoro diurno). – 1. Qualora
sopraggiungano condizioni di salute che comportino
l’inidoneita’ alla prestazione di lavoro notturno,
accertata dal medico competente o dalle strutture sanitarie
pubbliche, il lavoratore verra’ assegnato al lavoro diurno,
in altre mansioni equivalenti, se esistenti e disponibili.
2. La contrattazione collettiva definisce le modalita’
di applicazione delle disposizioni di cui al comma
precedente e individua le soluzioni nel caso in cui
l’assegnazione prevista dal comma citato non risulti
applicabile.».

Art. 8.
Ferie
1. Il lavoratore marittimo ha diritto di beneficiare su base annua,
di ferie retribuite pari ad almeno trenta giorni o, per periodi di
attivita’ inferiori all’anno, di una parte corrispondente alla durata
dell’attivita’ svolta.
2. Il periodo minimo di ferie annuali retributive non puo’ essere
sostituito da un’indennita’, eccetto nel caso in cui il rapporto di
lavoro sia terminato.

Art. 9.
Sanzioni
1. L’armatore della nave e’ punito:
a) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 3000
euro per la violazione dell’articolo 4, commi 1, 3 e 5;
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo
1221, primo comma, del codice della navigazione per la violazione
delle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 1.
2. Il comandante della nave e’ punito con l’arresto da due a
quattro mesi o con l’ammenda da 500 euro a 2.500 euro per la
violazione dell’articolo 5, comma 2.
3. L’armatore o il comandante della nave, per la violazione delle
disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, sono puniti con la
sanzione amministrativa di cui all’articolo 1178, primo comma, del
codice della navigazione, salvo che il fatto non costituisca reato.
4. L’armatore o il comandante della nave, per la violazione delle
disposizioni di cui all’articolo 7, comma 1, sono puniti con la
sanzione amministrativa di cui all’articolo 1178, primo comma, del
codice della navigazione.
5. Qualora l’autorita’ marittima, a seguito della verifica del
registro di cui all’articolo 4 effettuata dagli organi di vigilanza,
riscontri che a bordo della nave vi siano violazioni delle
disposizioni relative all’orario di lavoro o ai periodi di riposo
contenute nel presente decreto che comportino rischi per la sicurezza
della nave e per la salute e sicurezza del lavoratore, provvede:
a) ai sensi dell’articolo 181 del codice della navigazione, non
concedendo il rilascio delle spedizioni;
b) obbligando l’armatore alla revisione della tabella di
armamento.

Note all’art. 9:
– L’art. 1221, primo comma, del codice della
navigazione, cosi’ recita:
«Art. 1221 (Inosservanza di norme sulla composizione e
forza minima dell’equipaggio). – L’armatore o il comandante
della nave, che non osserva le norme del regolamento e le
disposizioni dell’autorita’ competente sulla composizione e
forza minima dell’equipaggio e’ punito con l’ammenda da
lire sessantamila a seicentomila.».
– L’art. 1178, primo comma, del codice della
navigazione, cosi’ recita:
«Art. 1178 (Irregolare assunzione di personale e omessa
annotazione sul ruolo di equipaggio). – L’armatore o il
comandante della nave o del galleggiante marittimi, che
ammette a far parte dell’equipaggio una persona non
appartenente alla gente di mare, ovvero arruola una persona
senza regolare contratto o senza la preventiva visita
medica, ovvero imbarca o sbarca un componente
dell’equipaggio senza far eseguire la relativa annotazione
sul ruolo di equipaggio o sulla licenza, e’ punito con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire
trecentomila a lire tre milioni.».
– L’art. 181, del codice della navigazione, cosi’
recita:
«Art. 181 (Rilascio delle spedizioni). – La nave non
puo’ partire se non ha ricevuto le spedizioni da parte del
comandante del porto o dell’autorita’ consolare.
Il rilascio delle spedizioni si effettua mediante
apposizione del visto – con indicazione dell’ora e della
data – sulla dichiarazione integrativa di partenza che
viene consegnata in copia, o trasmessa con mezzi
elettronici, al comandante della nave, il quale e’ tenuto a
conservarla tra i documenti di bordo fino al successivo
approdo.
Le spedizioni non possono essere rilasciate qualora
risulti che l’armatore o il comandante della nave non ha
adempiuto agli obblighi imposti dalle norme di polizia, da
quelle per la sicurezza della navigazione, nonche’ agli
obblighi relativi alle visite ed alle prescrizioni
impartite dalle competenti autorita’. Del pari le
spedizioni non possono essere rilasciate qualora risulti
che l’armatore o il comandante della nave non ha compiuto
gli adempimenti sanitari, fiscali e doganali ovvero non ha
provveduto al pagamento dei diritti portuali o consolari,
al versamento delle cauzioni eventualmente richieste a
norma delle vigenti disposizioni di legge o regolamentari,
nonche’ in tutti gli altri casi previsti da disposizioni di
legge.».

Art. 10.
Disposizione finale
1. Dal presente provvedimento non derivano nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 27 maggio 2005
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
La Malfa, Ministro per le politiche
comunitarie
Maroni, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali
Fini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Siniscalco, Ministro del-l’economia e
delle finanze
Lunardi, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Storace, Ministro della salute
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegati

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