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DECRETO-LEGGE 17 giugno 2005, n.106: Disposizioni urgenti in materia ...

DECRETO-LEGGE 17 giugno 2005, n.106: Disposizioni urgenti in materia di entrate. (GU n. 139 del 17-6-2005)

DECRETO-LEGGE 17 giugno 2005, n.106

Disposizioni urgenti in materia di entrate.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare misure
in materia di entrate e di immobili pubblici, nonche’ per incentivare
i processi di concentrazione delle imprese;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 15 giugno 2005;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Versamenti dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e di
riscossione
1. Nell’articolo 10, comma 3, primo periodo, della legge 27 luglio
2000, n. 212, sono inserite, in fine, le seguenti parole: «; in ogni
caso non determina obiettiva condizione di incertezza la pendenza di
un giudizio in ordine alla legittimita’ della norma tributaria».
2. Ai fini del versamento dell’acconto dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446, relativo al periodo di imposta in corso alla data di entrata
in vigore del presente decreto, non si applicano le disposizioni
sull’utilizzo del criterio previsionale di cui all’articolo 4 del
decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, nonche’ quelle sulla esclusione
delle sanzioni giustificata da situazioni di incertezza, di cui
all’articolo 10, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, come
modificato dal comma 1.
3. In caso di violazione dell’obbligo di versamento a saldo
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive di cui al decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, relativo al periodo di imposta
precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto, nonche’ di quello di cui al comma 2, non si
applicano le disposizioni in materia di riduzione delle sanzioni
previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 472, e successive modificazioni, nonche’ dall’articolo 2, comma 2,
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, e successive
modificazioni.
4. Resta ferma la facolta’ di compensare ai sensi dell’articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, le somme dell’acconto di cui al comma 2 eccedenti
rispetto a quelle effettivamente dovute in base alle future norme di
riordino della imposta regionale sulle attivita’ produttive di cui al
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
5. Il termine del 30 giugno 2005 di cui al comma 426 dell’articolo
1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni,
relativo al versamento della prima rata delle somme dovute per la
sanatoria delle irregolarita’ compiute dai concessionari del servizio
nazionale della riscossione, e’ prorogato al 30 settembre 2005.

Art. 2.
Premio di concentrazione
1. Alle imprese risultanti da processi di concentrazione ovvero di
aggregazione rientranti nella definizione comunitaria di
microimprese, piccole e medie imprese, di cui alla raccomandazione n.
2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e’ attribuito un
premio di concentrazione nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) il processo di concentrazione o di aggregazione deve essere
ultimato, avuto riguardo agli effetti civili, nel periodo compreso
tra la data in cui interviene l’approvazione da parte della
Commissione europea ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del
Trattato istitutivo della Comunita’ europea, e i ventiquattro mesi
successivi;
b) le imprese che prendono parte al processo di concentrazione
ovvero di aggregazione, comunque operato, devono rientrare nella
definizione di microimprese di cui alla predetta raccomandazione n.
2003/361/CE;
c) tutte le imprese che partecipano al processo di concentrazione
o di aggregazione devono aver esercitato attivita’ omogenee nei due
periodi d’imposta precedenti alla data in cui e’ ultimato il predetto
processo ed essere residenti in Stati membri dell’Unione europea,
ovvero dello Spazio economico europeo.
2. Il premio di concentrazione spetta a condizione che la
concentrazione o la aggregazione abbia durata almeno pari a tre anni
e consiste in un contributo nella forma del credito di imposta
utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo di imposta
nel quale interviene l’approvazione da parte della Commissione
europea ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato
istitutivo della Comunita’ europea, ed e’ pari al dieci per cento
dell’importo risultante dalla differenza tra:
a) la somma dei valori della produzione netta risultanti dalle
dichiarazioni presentate ai fini dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive di tutte le imprese che partecipano alla
concentrazione o alla aggregazione; e
b) il maggiore dei valori della produzione netta dichiarati ai
fini dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive da ciascuna
delle imprese che partecipano alla concentrazione o alla
aggregazione.
3. Ai fini del comma 2, si fa riferimento al valore della
produzione netta risultante dalle dichiarazioni presentate
relativamente al secondo periodo d’imposta precedente a quello in cui
la concentrazione o l’aggregazione e’ ultimata. Per le imprese
residenti in Stati membri dell’Unione europea, si fa riferimento al
valore della produzione netta, determinato sulla base delle
disposizioni del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
4. Per fruire del contributo, l’impresa concentrataria inoltra
un’apposita istanza in via telematica al Centro operativo di Pescara
dell’Agenzia delle entrate, che ne rilascia, in via telematica e con
procedura automatizzata, certificazione della data di avvenuta
presentazione. L’Agenzia delle entrate esamina le istanze secondo
l’ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento dei fondi
stanziati, pari a 120 milioni di euro per l’anno 2005, 242 milioni di
euro per l’anno 2006 e 122 milioni di euro per l’anno 2007, e
comunica, in via telematica, entro trenta giorni dalla presentazione
dell’istanza, il diniego del contributo per carenza dei presupposti
desumibili dall’istanza, ovvero per l’esaurimento dei fondi
stanziati.
5. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, di
concerto con il Ministero delle attivita’ produttive, e’ approvato il
modello da utilizzare per la redazione dell’istanza e sono stabiliti
i dati in esso contenuti, nonche’ i termini di presentazione delle
istanze medesime. Dell’avvenuto esaurimento dei fondi stanziati e’
data notizia con successivo provvedimento del Direttore della
medesima Agenzia.
6. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 5, 6 e 7
dell’articolo 9 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.
7. Gli stanziamenti di parte corrente autorizzati dalla tabella C
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono ridotti, a decorrere
dall’anno 2005, per gli importi indicati dall’allegato 1.
8. All’onere recato dal comma 4, pari a 120 milioni di euro per
l’anno 2005, 242 milioni di euro per l’anno 2006 e 122 milioni di
euro per l’anno 2007, si provvede mediante riduzione delle
autorizzazioni di spesa di cui al comma 7.
9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 3.
Disposizioni in materia di immobili pubblici
1. Per il soddisfacimento di esigenze connesse alla valorizzazione
del patrimonio pubblico, l’immobile sito in Roma, Piazza Giuseppe
Verdi n. 10, e’ trasferito in proprieta’ allo Stato. Il temporaneo
utilizzo del bene da parte dell’attuale usuario e’ a titolo gratuito,
con le modalita’ e la durata stabilite con provvedimento del
Direttore dell’Agenzia del demanio.
2. All’articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti ulteriori
modificazioni:
a) al comma 13-quater, le parole: «di cui ai commi da 6 a 8» sono
sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 436, 437 e 438
dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonche’ alle
altre procedure di dismissione previste dalle norme vigenti, ovvero
alla vendita a trattativa privata anche in blocco»;
b) al comma 13-quinquies sono aggiunti, in fine, i seguenti
periodi: «Sull’obbligo di rimborso alla Cassa depositi e prestiti
delle somme ricevute in anticipazione e dei relativi interessi puo’
essere prevista, secondo criteri, condizioni e modalita’ da stabilire
con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e
delle finanze, la garanzia dello Stato. Tale garanzia e’ elencata
nell’allegato allo stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze di cui all’articolo 13 della legge 5 agosto 1978, n.
468. Ai relativi eventuali oneri si provvede ai sensi dell’articolo
7, secondo comma, numero 2), della medesima legge n. 468 del 1978,
con imputazione nell’ambito dell’unita’ previsionale di base 3.2.4.2
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
per l’anno 2005 e corrispondenti per gli anni successivi.».

Art. 4.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 17 giugno 2005

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Siniscalco, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegato 1

—-> Vedere Allegato da pag. 15 a pag. 28 della G.U.

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