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DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.101: Ulteriori disposizioni per...

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.101: Ulteriori disposizioni per la modernizzazione dei settori dell'agricoltura e delle foreste, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38. (GU n. 137 del 15-6-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.101

Ulteriori disposizioni per la modernizzazione dei
settori dell’agricoltura e delle foreste, a norma
dell’articolo 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38.

Capo I
Norme in materia di soggetti ed attivita’, integrita’
aziendale esemplificazione amministrativa in agricoltura.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1, comma 1, della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Visto l’articolo 2, comma 11, della legge 27 luglio 2004, n. 186;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 febbraio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
reso nella seduta del 3 marzo 2005;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 maggio 2005;
Sulla proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Imprenditore agricolo professionale
1. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo 2004,
n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo periodo, la parola: «societa» e’ soppressa;
b) dopo le parole: «computo del reddito globale da lavoro.», sono
aggiunti i seguenti periodi: «Nel caso delle societa’ di persone e
cooperative, ivi incluse le cooperative di lavoro, l’attivita’ svolta
dai soci nella societa’, in presenza dei requisiti di conoscenze e
competenze professionali, tempo lavoro e reddito di cui al primo
periodo, e’ idonea a far acquisire ai medesimi la qualifica di
imprenditore agricolo professionale e al riconoscimento dei requisiti
per i soci lavoratori. Nel caso di societa’ di capitali, l’attivita’
svolta dagli amministratori nella societa’, in presenza dei predetti
requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e
reddito, e’ idonea a far acquisire ai medesimi amministratori la
qualifica di imprenditore agricolo professionale.».
2. All’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 29 marzo 2004,
n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera b) e’ soppressa;
b) alla lettera c), dopo le parole: «di capitali», sono inserite
le seguenti: «o cooperative», e dopo le parole: «un amministratore»,
sono aggiunte le seguenti: «che sia anche socio per le societa’
cooperative,»;
c) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
«3-bis. La qualifica di imprenditore agricolo professionale puo’
essere apportata da parte dell’amministratore ad una sola societa’.».
3. L’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n.
99, e’ sostituito dal seguente:
«4. All’imprenditore agricolo professionale persona fisica, se
iscritto nella gestione previdenziale ed assistenziale, sono altresi’
riconosciute le agevolazioni tributarie in materia di imposizione
indiretta e creditizie stabilite dalla normativa vigente a favore
delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore
diretto. La perdita dei requisiti di cui al comma 1, nei cinque anni
dalla data di applicazione delle agevolazioni ricevute in qualita’ di
imprenditore agricolo professionale determina la decadenza dalle
agevolazioni medesime.».
4. All’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, il
comma 5 e’ sostituito dai seguenti:
«5. Le indennita’ e le somme percepite per l’attivita’ svolta in
societa’ agricole di persone, cooperative, di capitali, anche a scopo
consortile, sono considerate come redditi da lavoro derivanti da
attivita’ agricole ai fini del presente articolo, e consentono
l’iscrizione del soggetto interessato nella gestione previdenziale ed
assistenziale per l’agricoltura.
5-bis. L’imprenditore agricolo professionale persona fisica, anche
ove socio di societa’ di persone o cooperative, ovvero amministratore
di societa’ di capitali, deve iscriversi nella gestione previdenziale
ed assistenziale per l’agricoltura. Ai soci lavoratori di cooperative
si applica l’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142.
5-ter. Le disposizioni relative all’imprenditore agricolo
professionale si applicano anche ai soggetti persone fisiche o
societa’ che, pur non in possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e
3, abbiano presentato istanza di riconoscimento della qualifica alla
Regione competente che rilascia apposita certificazione, nonche’ si
siano iscritti all’apposita gestione dell’INPS. Entro ventiquattro
mesi dalla data di presentazione dell’istanza di riconoscimento,
salvo diverso termine stabilito dalle regioni, il soggetto
interessato deve risultare in possesso dei requisiti di cui ai
predetti commi 1 e 3, pena la decadenza degli eventuali benefici
conseguiti. Le regioni e l’Agenzia delle entrate definiscono
modalita’ di comunicazione delle informazioni relative al possesso
dei requisiti relativi alla qualifica di IAP.
5-quater. Qualunque riferimento nella legislazione vigente
all’imprenditore agricolo a titolo principale si intende riferito
all’imprenditore agricolo professionale, come definito nel presente
articolo.
5-quinquies. L’articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153, e
successive modificazioni, e’ abrogato.».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’art. 1 della legge 7 marzo 2003, n. 38, cosi’
recita:
«Art. 1 (Delega al Governo per la modernizzazione dei
settori dell’agricoltura, della pesca, dell’acquacoltura,
agroalimentare, dell’alimentazione e delle foreste). – 1.
Il Governo e’ delegato ad adottare, nel rispetto delle
competenze costituzionali delle regioni e senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, entro un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, su proposta
del Ministro delle politiche agricole e forestali,
svolgendo le procedure di concertazione con le
organizzazioni di rappresentanza agricola e della filiera
agroalimentare, ai sensi dell’art. 20 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, tenendo altresi’ conto
degli orientamenti dell’Unione europea in materia di
politica agricola comune, uno o piu’ decreti legislativi
per completare il processo di modernizzazione dei settori
agricolo, della pesca, dell’acquacoltura, agroalimentare,
dell’alimentazione e delle foreste.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dell’art. 117 della Costituzione e in coerenza con
la normativa comunitaria, si conformano ai seguenti
principi e criteri direttivi, oltre che, in quanto
compatibili, alle finalita’ e ai principi e criteri
direttivi di cui all’art. 7, comma 3, e all’art. 8 della
legge 5 marzo 2001, n. 57:
a) prevedere l’istituzione di un sistema di
concertazione permanente fra Stato, regioni e province
autonome riguardante la preparazione dell’attivita’ dei
Ministri partecipanti ai Consigli dell’Unione europea
concernenti le materie di competenza concorrente con le
regioni e, per quanto occorra, le materie di competenza
esclusiva delle regioni medesime. La concertazione avverra’
fra il Ministro competente per materia in occasione di ogni
specifico Consiglio dell’Unione europea e i presidenti di
giunta regionale o componenti di giunta regionale allo
scopo delegati;
b) stabilire che la concertazione di cui alla lettera
a) abbia per oggetto anche l’esame di progetti regionali
rilevanti ai fini della tutela della concorrenza,
prevedendo a tale fine un apposito procedimento di notifica
al Ministero competente. Il Governo, qualora ritenga
conforme alle norme nazionali in materia di concorrenza il
progetto notificato, libera le regioni da ogni ulteriore
onere, ne cura la presentazione e segue il procedimento di
approvazione presso gl…

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