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DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.100: Ulteriori disposizioni per...

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.100: Ulteriori disposizioni per la modernizzazione dei settori della pesca e dell'acquacoltura e per il potenziamento della vigilanza e del controllo della pesca marittima, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38. (GU n. 136 del 14-6-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 27 maggio 2005, n.100

Ulteriori disposizioni per la modernizzazione dei settori della pesca
e dell’acquacoltura e per il potenziamento della vigilanza e del
controllo della pesca marittima, a norma dell’articolo 1, comma 2,
della legge 7 marzo 2003, n. 38.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1 della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Visti gli articoli 7 e 8 della legge 5 marzo 2001, n. 57;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226;
Visti i decreti legislativi 26 maggio 2004, numeri 153 e 154;
Vista la notifica alla Commissione europea a norma dell’articolo
88, comma 3, del Trattato;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 febbraio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
reso il 3 marzo 2005;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 maggio 2005;
Sulla proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali di
concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, della difesa e
delle infrastrutture e dei trasporti;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Modifiche all’articolo 14 del decreto legislativo n. 154 del 2004
1. All’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,
il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Presso il Ministero delle politiche agricole e forestali –
Direzione generale per la pesca e l’acquacoltura, e’ istituito il
Fondo di solidarieta’ nazionale della pesca e dell’acquacoltura
(FSNPA). Il Fondo ha l’obiettivo di promuovere principalmente
interventi di prevenzione per far fronte ai danni alla produzione e
alle strutture produttive nel settore della pesca e
dell’acquacoltura, a causa di calamita’ naturali, avversita’
meteorologiche e meteomarine di carattere eccezionale.».
2. All’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,
il comma 2, e’ sostituito dal seguente:
«2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il FSNPA prevede le
seguenti tipologie di intervento:
a) misure volte a incentivare la stipula di contratti
assicurativi da parte degli imprenditori ittici e dell’acquacoltura
finalizzati alla copertura dei rischi relativi a gravi danni alle
strutture, ivi compreso l’affondamento del natante, al valore della
produzione, conseguenti a calamita’ naturali, avversita’
meteorologiche e meteomarine di carattere eccezionale ed a
fluttuazioni dei prezzi delle materie prime;
b) misure in favore di eredi diretti dei marittimi imbarcati
sulle navi da pesca o di addetti agli impianti di acquacoltura in
mare, deceduti per cause di servizio o a seguito di affondamento, per
avversita’ meteomarine, delle unita’ da pesca o asservite ad
impianti;
c) interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a
produzioni e strutture non inserite nel Programma assicurativo
annuale, di cui all’articolo 14-bis, finalizzati alla ripresa
economica e produttiva delle imprese di pesca che hanno subito danni
dagli eventi di cui al comma 1.
3. All’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,
il comma 3, e’ sostituito dal seguente:
«3. La dotazione del Fondo e’ stabilita dal Programma nazionale
nell’ambito della ripartizione delle relative risorse, tenendo conto
di quanto previsto dal Programma assicurativo annuale di cui
all’articolo 14-bis.».
4. All’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,
il comma 4, e’ sostituito dal seguente:
«4. Su richiesta di una o piu’ regioni o di una o piu’ associazioni
nazionali delle cooperative della pesca, delle imprese di pesca e
delle imprese di acquacoltura, il Ministro delle politiche agricole e
forestali dispone, per il tramite degli Istituti scientifici operanti
nel Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) o dell’Istituto centrale
per la ricerca applicata al mare (ICRAM), l’accertamento delle
condizioni per gli interventi di cui al comma 2 al fine della
dichiarazione, con proprio decreto, dello stato di calamita’ o di
avversita’ meteomarine.».
5. All’articolo 14 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154,
il comma 6, e’ sostituito dal seguente:
«6. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali,
sentita la Commissione di cui all’articolo 3, sono individuati,
previa intesa con le regioni e le province autonome, i criteri di
attuazione in base al principio di adeguatezza, differenziazione e
sussidiarieta’ di cui all’articolo 118 della Costituzione, anche
contemplando, per il pagamento degli interventi finanziari, la
possibilita’ di avvalersi delle regioni o delle Capitanerie di
porto.».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai
sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– L’art. 1 della legge 7 marzo 2003, n. 38, cosi’
recita:
«Art. 1 (Delega al Governo per la modernizzazione dei
settori dell’agricoltura, della pesca, dell’acquacoltura,
agroalimentare, dell’alimentazione e delle foreste). – 1.
Il Governo e’ delegato ad adottare, nel rispetto delle
competenze costituzionali delle regioni e senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, entro due anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, su
proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali,
svolgendo le procedure di concertazione con le
organizzazioni di rappresentanza agricola e della filiera
agroalimentare, ai sensi dell’art. 20 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, tenendo altresi’ conto
degli orientamenti dell’Unione europea in materia di
politica agricola comune, uno o piu’ decreti legislativi
per completare il processo di modernizzazione dei settori
agricolo, della pesca, dell’acquacoltura, agroalimentare,
dell’alimentazione e delle foreste.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dell’art. 117 della Costituzione e in coerenza con
la normativa comunitaria, si conformano ai seguenti
principi e criteri direttivi, oltre che, in quanto
compatibili, alle finalita’ e ai principi e criteri
direttivi di cui all’art. 7, comma 3, e all’art. 8 della
legge 5 marzo 2001, n. 57:
a) prevedere l’istituzione di un sistema di
concertazione permanente fra Stato, regioni e province
autonome riguardante la preparazione dell’attivita’ dei
Ministri partecipanti ai Consigli dell’Unione europea
concernenti le materie di competenza concorrente con le
regioni e, per quanto occorra, le materie di competenza
esclusiva delle regioni medesime. La concertazione avverra’
fra il Ministro competente per materia in occasione di ogni
specifico Consiglio dell’Unione europea e i presidenti di
giunta regionale o componenti di giunta regionale allo
scopo delegati;
b) stabilire che la concertazione di cui alla lettera
a) abbia per oggetto anche l’esame di progetti regionali
rilevanti ai fini della tutela della concorrenza,
prevedendo a tale fine un apposito procedimento di notifica
al Ministero competente. Il Governo, qualora ritenga
conforme alle norme nazionali in materia di concorrenza il
progetto notificato, libera le regioni da ogni ulteriore
onere, ne cura la presentazione e segue il procedimento di
approvazione presso gli organismi comunitari;
c) stabilire che la concertazione di cui alla lettera
a) si applichi anche in relazione a progetti rilevanti ai
fini dell’esercizio di competenze esclusive dello Stato e
delle regioni o concorrenti, con previsione di uno
specifico procedimento per la prevenzione di controversie;

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