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Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qua...

Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica.
Legge

  G.U. del 25/05/1983 n.141 La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente
legge:

Art. 1.
Finalità della legge.
La presente legge, emanata in attuazione dell’art. 117 della
Costituzione, definisce i princìpi fondamentali in materia di turismo
ed industria alberghiera, ferme restando le competenze previste dal
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
Tali princìpi devono garantire l’equilibrato sviluppo delle attività
turistiche e di quelle connesse, considerata la rilevanza delle stesse
sia sotto il profilo sociale che sotto quello economico.
Sono fatte salve le attribuzioni in detta materia delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano
previste nei rispettivi statuti e norme di attuazione.
Per il raggiungimento degli obiettivi della programmazione economica
nazionale e settoriale, il Governo esercita le funzioni di indirizzo e
coordinamento avvalendosi degli organismi di cui agli articoli 2 e 3
della presente legge.

Art. 2.
Comitato di coordinamento per la programmazione turistica.

Il Comitato di coordinamento per la programmazione turistica, nominato
con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri, è composto dal Presidente del Consiglio
dei Ministri o dal Ministro competente da lui delegato che lo
presiede, dai presidenti delle giunte regionali e delle giunte
provinciali di Trento e Bolzano o dai componenti delle giunte medesime
a tal fine delegati.
Possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Comitato di
coordinamento i Ministri interessati alla trattazione degli argomenti
posti all’ordine del giorno.
Il Comitato di coordinamento per la programmazione turistica indica le
finalità prioritarie in relazione alle quali le regioni stabiliscono
criteri e modalità di utilizzo dei finanziamenti di cui all’art. 13
della presente legge.
Il medesimo organismo decide la convocazione della Conferenza
nazionale del turismo, di norma a scadenza triennale, per compiere
verifiche della situazione e dei problemi del settore e suggerire i
provvedimenti relativi.

Art. 3.
Comitato consultivo.

Il Comitato consultivo nazionale, nominato con decreto del Ministro
del turismo e dello spettacolo, che lo presiede, è composto da 20
rappresentanti designati dalle organizzazioni maggiormente
rappresentative degli imprenditori turistici e dei sindacati dei
lavoratori, dalle organizzazioni cooperative e dalle associazioni del
tempo libero, e da 10 esperti scelti fra rappresentanti di enti ed
organismi pubblici e privati operanti nel settore del turismo e fra
docenti universitari e studiosi delle discipline afferenti il turismo.
Tale Comitato esprime pareri e proposte al Comitato di cui all’art. 2
della presente legge.

Art. 4.
Organizzazione turistica regionale.

Per l’espletamento delle attività di promozione e propaganda delle
risorse turistiche locali, di informazione e di accoglienza, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono alla
costituzione di <<AZIENDE turistica promozione di>> (APT),
quali organismi tecnico-operativi e strumentali muniti di autonomia
amministrativa e di gestione.
Le leggi regionali individuano gli ambiti territoriali turisticamente
rilevanti in cui operano le aziende, nonchè gli strumenti e le
modalità attraverso le quali si attua il loro collegamento funzionale
con gli enti locali territoriali.
Le leggi regionali disciplinano compiti, funzioni e forme di
coordinamento delle attività delle aziende, assicurando la presenza in
senso a tali organismi di esperti e di rappresentanti degli enti
locali territoriali, di rappresentanti delle associazioni degli
operatori turistici e delle organizzazioni sindacali, delle
organizzazioni cooperative, delle associazioni del tempo libero,
nonchè di un rappresentante designato dalle associazioni pro-loco
operanti nel territorio.
Le aziende provvedono, previo nulla-osta della regione, ad istituire
uffici di informazione e di accoglienza turistica denominati IAT.
L’uso della stessa denominazione (IAT) può essere consentito anche
agli uffici di informazione promossi dalle <<PRO-LOCO>>
sulla base delle disposizioni emanate con legge regionale.
Con lo scioglimento degli enti provinciali per il turismo e delle
aziende autonome di cura, soggiorno e turismo il relativo personale
confluisce nel ruolo unico regionale.
Le entrate anche di natura tributaria riconosciute dalla vigente
legislazione agli enti disciolti ed il personale da essi proveniente
debbono essere destinati con legge regionale agli organismi ai quali
sono state attribuite o delegate le relative funzioni.

Art. 5
Imprese turistiche.

Sono imprese turistiche quelle che svolgono attività di gestione di
strutture ricettive ed annessi servizi turistici.
I titolari o gestori di tali imprese sono tenuti ad iscriversi in una
sezione speciale del registro istituito ai sensi della legge 11 giugno
1971, n. 426.
Per ottenere l’iscrizione nel registro deve essere presentata domanda
alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
rispettivamente nella provincia ove le imprese hanno sede legale.
Il richiedente deve:
a) aver raggiunto la maggiore età, ad eccezione del minore emancipato
autorizzato a norma di legge all’esercizio di attività commerciale;
b) essere in possesso della licenza di scuola media inferiore;
c) non essere nelle condizioni previste dall’art. 11 del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni;
d) aver superato un esame di idoneità all’esercizio dell’attività di
impresa. I soggetti che alla data di entrata in vigore della presente
legge esercitano le attività di cui al primo comma, hanno diritto ad
ottenere l’iscrizione su loro domanda.

Art. 6.
Strutture ricettive. 

Sono strutture ricettive gli alberghi, i motels, i villaggi-albergo,
le residenze turistico-alberghiere, i campeggi, i villaggi turistici,
gli alloggi agro-turistici, gli esercizi di affittacamere, le case e
gli appartamenti per vacanze, le case per ferie, gli ostelli per la
gioventù, i rifugi alpini.
Gli alberghi sono esercizi aperti al pubblico, a gestione unitaria,
che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi
accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o in parti di
stabile.
I motels sono alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e
l’assistenza delle autovetture e delle imbarcazioni, che assicurano
alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento carburanti.
I villaggi-albergo sono alberghi che, in una unica area, forniscono
agli utenti di unità abitative dislocate in più stabili servizi
centralizzati.
Le residenze turistico-alberghiere sono esercizi ricettivi aperti al
pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi
accessori in unità abitative arredate costituite da uno o più locali,
dotate di servizio autonomo di cucina.
I campeggi sono esercizi ricettivi, aperti al pubblico, a gestione
unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il soggiorno di
turisti provvisti, di norma, di tende o di altri mezzi autonomi di
pernottamento.
I villaggi turistici sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a
gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il
soggiorno in allestimenti minimi, di turisti sprovvisti, di norma, di
mezzi autonomi di pernottamento.
Sono alloggi agro-turistici i locali, siti in fabbricati rurali, nei
quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli.
Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei
camere ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno
stesso stabile nei quali sono forniti alloggio e, eventualmente,
servizi complementari.
Sono case e appartamenti per vacanze gli immobili arredati gestiti in
forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti, senza offerta di
servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti
aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi.
Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno
di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali canali
commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti
senza fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali,
culturali, assistenziali, religiose, o sportive, nonchè da enti o
aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.
Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive attrezzate per il
soggiorno e il pernottamento dei giovani.
Sono rifugi alpini i locali idonei ad offrire ospitalità in zone
montane di alta quota, fuori dai centri urbani.
In rapporto alle specifiche caratteristiche ed esigenze locali le
regioni possono individuare e disciplinare altre strutture destinate
alla ricettività turistica.

Art. 7.
Classificazione delle strutture ricettive.

Le leggi regionali dettano criteri per la classificazione delle
strutture ricettive tenendo conto delle dimensioni e dei requisiti
strutturali dei servizi offerti e della qualificazione degli addetti.
Con riferimento ai dati di cui al comma precedente, le leggi regionali
prevedono cinque classi di alberghi contrassegnati, in ordine
decrescente, da 5, 4, 3, 2 o 1 stella.
Requisiti minimi degli alberghi ai fini della classificazione sono:
capacità ricettiva non inferiore a sette stanze;
almeno un servizio igienico ogni dieci posti letto;
un lavabo con acqua corrente calda e fredda per ogni camera;
un locale ad uso comune;
impianti tecnologici e numero di addetti adeguati e qualificati al
funzionamento della struttura.
Secondo i medesimi criteri, le leggi regionali provvedono a
classificare le residenze turistico-alb…

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