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relativa all'ozono nell'aria
Direttiva del Parlamento Europeo e del...

relativa all'ozono nell'aria
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

  G.U.U.E. del 09/03/2002 n.L 67 IL PARLAMENTO
EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
particolare l’articolo 175, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione(1),
visto il parere del Comitato economico e sociale(2),
visto il parere del Comitato delle regioni(3),
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del
trattato(4), visto il progetto comune approvato dal comitato di
conciliazione il 10 dicembre 2001,
considerando quanto segue:
(1) In base ai principi sanciti dall’articolo 174 del trattato, il
Quinto programma d’azione a favore dell’ambiente approvato con
risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati
membri, riuniti in sede di Consiglio, del 1o febbraio 1993,
riguardante un programma comunitario di politica ed azione a favore
dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile(5), integrato dalla
decisione n. 2179/98/CE(6), prevede in modo specifico l’adeguamento
della legislazione vigente in materia di inquinanti atmosferici. Il
suddetto programma raccomanda di stabilire obiettivi a lungo termine
in materia di qualità dell’aria.
(2) Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 5 della direttiva 96/62/CE del
Consiglio, del 27 settembre 1996, in materia di valutazione e gestione
della qualità dell’aria ambiente(7), il Consiglio adotta la normativa
di cui al paragrafo 1 e le disposizioni di cui ai paragrafi 3 e 4 di
detto articolo.
(3) È importante garantire un’efficace protezione della popolazione
dagli effetti dell’esposizione all’ozono nocivi alla salute umana. È
opportuno ridurre, per quanto possibile, gli effetti nocivi dell’ozono
sulla vegetazione, sugli ecosistemi e sull’ambiente nel suo complesso.
L’inquinamento da ozono è per natura transfrontaliero e richiede
pertanto misure a livello comunitario.
(4) La direttiva 96/62/CE stabilisce che i valori numerici delle
soglie devono basarsi sui risultati delle ricerche svolte da gruppi
scientifici internazionali del settore. La Commissione deve tener
conto dei più recenti risultati della ricerca scientifica nel settore
epidemiologico ed ambientale e dei progressi della metrologia
nell’ottica di riesaminare gli elementi su cui tali soglie sono
fondate.
(5) La direttiva 96/62/CE prescrive la fissazione di valori limite e
valori-obiettivo per i livelli di ozono. Data la natura
transfrontaliera dell’inquinamento da ozono, andrebbero fissati, a
livello comunitario, valori bersaglio per la protezione della salute
umana e della vegetazione. Tali valori bersaglio dovrebbero rifarsi
agli obiettivi provvisori fissati dalla strategia comunitaria
integrata per combattere l’acidificazione e l’ozono a livello del
suolo, che costituiscono altresì il fondamento della direttiva
2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre
2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni
inquinanti atmosferici(8).
(6) In base alla direttiva 96/62/CE è opportuno che piani e programmi
siano attuati nelle zone e negli agglomerati in cui le concentrazioni
di ozono superano i valori bersaglio onde garantire, per quanto
possibile, che entro la data stabilita tali valori siano rispettati.
Ciò consiste, in larga misura, nell’attuare misure di controllo
conformi alla normativa comunitaria in materia.
(7) Al fine di garantire un’efficace protezione della salute umana e
dell’ambiente è necessario fissare obiettivi a lungo termine. Tali
obiettivi a lungo termine dovrebbero rifarsi alla strategia in materia
di riduzione dell’ozono e dell’acidificazione ed allo scopo da questa
perseguito di ravvicinare gli attuali livelli di ozono agli obiettivi
a lungo termine.
(8) Le misurazioni dovrebbero essere obbligatorie nelle zone in cui le
concentrazioni superano gli obiettivi a lungo termine. Il numero di
punti di campionamento fissi necessari può essere ridotto grazie a
mezzi di valutazione supplementari.
(9) Occorrerebbe fissare una soglia di allarme per l’ozono per la
protezione della popolazione in generale. È altresì opportuno fissare
una soglia di informazione per proteggere i gruppi sensibili della
popolazione. Occorrerebbe fornire sistematicamente alla popolazione
informazioni aggiornate sulle concentrazioni di ozono nell’aria.
(10) Occorrerebbe predisporre piani d’azione a breve termine qualora
ciò possa ridurre significativamente il rischio di superamento della
soglia di allarme. Occorrerebbe ricercare e studiare la possibilità di
ridurre il rischio, la durata e la gravità di tali superamenti. Tali
misure locali non dovrebbero tuttavia essere imposte laddove l’analisi
costi-benefici dimostri che sarebbero sproporzionate.
(11) Data la natura transfrontaliera dell’inquinamento da ozono, può
essere necessario un certo grado di coordinamento fra Stati membri
limitrofi ai fini della predisposizione e dell’attuazione di piani,
programmi e piani d’azione a breve termine, nonché dell’informazione
della popolazione. Gli Stati membri dovrebbero continuare, se del
caso, la cooperazione con paesi terzi, privilegiando una tempestiva
partecipazione di quelli candidati all’adesione.
(12) Onde poter redigere relazioni periodiche, dovrebbero essere
trasmessi alla Commissione i dati relativi alle concentrazioni
rilevate.
(13) È opportuno che la Commissione riesamini le disposizioni della
presente direttiva sulla scorta dei progressi più recenti della
ricerca scientifica, con particolare riguardo agli effetti dell’ozono
sulla salute umana e sull’ambiente. La relazione della Commissione
dovrebbe inserirsi nell’ambito di una strategia in materia di qualità
dell’aria intesa a rivedere e proporre obiettivi comunitari di qualità
dell’aria e a elaborare strategie concrete per il loro conseguimento.
In questo contesto la relazione dovrebbe tener conto della possibilità
di conseguire gli obiettivi a lungo termine entro un determinato
periodo di tempo.
(14) Le misure necessarie per l’attuazione della presente direttiva
sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28
giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di
esecuzione conferite alla Commissione(9).
(15) Dato che gli obiettivi dell’azione proposta, ovvero garantire
un’efficace protezione dagli effetti nocivi sulla salute umana
dell’esposizione all’ozono e ridurre gli effetti nocivi dell’ozono
sulla vegetazione, sugli ecosistemi e sull’ambiente nel suo complesso,
non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri a
motivo della natura transfrontaliera dell’inquinamento da ozono e
possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario, la
Comunità può adottare misure secondo il principio di sussidiarietà di
cui all’articolo 5 del trattato. Nel rispetto del principio di
proporzionalità di cui a detto articolo, la presente direttiva non va
al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tali obiettivi.
(16) La direttiva 92/72/CEE del Consiglio, del 21 settembre 1992,
sull’inquinamento dell’aria provocato dall’ozono(10) dovrebbe essere
abrogata,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1
Finalità
La presente direttiva si prefigge di:
a) fissare obiettivi a lungo termine, valori bersaglio, una soglia di
allarme e una soglia di informazione relativi alle concentrazioni di
ozono nell’aria della Comunità, al fine di evitare, prevenire o
ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente nel suo
complesso;
b) garantire che in tutti gli Stati membri siano utilizzati metodi e
criteri uniformi per la valutazione delle concentrazioni di ozono e,
ove opportuno, dei precursori dell’ozono (ossidi di azoto e composti
organici volatili) nell’aria;
c) ottenere adeguate informazioni sui livelli di ozono nell’aria e
metterle a disposizione della popolazione;
d) garantire che, per quanto riguarda l’ozono, la qualità dell’aria
sia salvaguardata laddove è accettabile e sia migliorata negli altri
casi;
e) promuovere una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per
quanto riguarda la riduzione dei livelli d’ozono, e l’uso delle
potenzialità delle misure transfrontaliere e l’accordo su tali misure.

Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
1) “aria”: l’aria esterna presente nella troposfera, esclusi i luoghi
di lavoro;
2) “inquinante”: qualsiasi sostanza direttamente o indirettamente
immessa dall’uomo nell’aria, che può avere effetti nocivi sulla salute
umana o sull’ambiente nel suo complesso;
3) “precursori dell’ozono”: sostanze che contribuiscono alla
formazione di ozono a livello del suolo, alcune delle quali sono
elencate nell’allegato VI;
4) “livello”: concentrazione di un inquinante nell’aria o deposizione
dello stesso su una superficie in un dato periodo di tempo;
5) “valutazione”: qualsiasi metodo impiegato per misurare, calcolare,
prevedere o stimare il livello di un inquinante nell’aria;
6) “misurazione in siti fissi”: le misurazioni effettuate ai sensi
dell’articolo 6, paragrafo 5 della direttiva 96/62/CE;
7) “zona”: parte del territorio degli Stati membri da essi delimitata;

8) “agglomerato”: zona con una concentrazione di popolazione superiore
a 250000 abitanti o, allorché la concentrazione di popolazione è pari
o inferiore a 250000 abitanti, una densità abitativa per km² tale da
rendere necessarie per gli Stati membri la valutazione e la gestione
della qualità dell’aria;
9) “valore bersaglio”: livello fissato al fine di evitare a lungo
termine effetti nocivi sulla salute umana e/o sull’ambiente nel suo
complesso, da conseguirsi per quanto possibile entro un dato periodo
di tempo;
10) “obiettivo a lungo termine”: concentrazione di ozono nell’aria al
di sotto della quale si ritengono improbabili, in base alle conoscenze
scientifiche attuali, effetti nocivi diretti sulla salute umana e/o
sull’ambiente nel suo complesso. Tale obiettivo deve essere
conseguito, salvo quando ciò non sia realizzabile tramite misure
proporzionate, nel lungo periodo al fine di fornire un’efficace
protezione della salute umana e dell’ambiente;
11) “soglia di allarme”: livello oltre il quale vi è un rischio per la
salute umana di esposizione di breve durata della popolazione in
generale, e raggiunto il quale gli Stati membri devono immediatamente
intervenire a norma degli articoli 6 e 7;
12) “soglia di informazione”: livello oltre il quale vi è un rischio
per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni
gruppi particolarmente sensibili della popolazione e raggiunto il
quale sono necessarie informazioni aggiornate;
13) “composti organici volatili” (“COV”): tutti i composti organici
provenienti da fonti antropogeniche e biogeniche, diversi dal metano,
che possono produrre ossidanti fotochimici reagendo con gli ossidi di
azoto in presenza di luce solare.

Articolo 3
Valori bersaglio
1. I valori bersaglio per il 2010 per le concentrazioni di ozono
nell’aria sono riportati nella parte II dell’allegato I.
2. Gli Stati membri redigono un elenco delle zone e degli agglomerati
nei quali i livelli di ozono nell’aria, valutati ai sensi
dell’articolo 9, superano i valori bersaglio di cui al paragrafo 1.
3. Per le zone e gli agglomerati di cui al paragrafo 2, gli Stati
membri adottano misure volte a garantire, in linea con le disposizioni
della direttiva 2001/81/CE, che sia predisposto ed attuato un
piano o un programma al fine di raggiungere i valori bersaglio, salvo
quando ciò non sia realizzabile tramite misure proporzionate, a
partire dalla data indicata nella parte II dell’allegato I.
Qualora, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 3 della direttiva
96/62/CE, occorra predisporre o attuare piani o programmi relativi ad
inquinanti diversi dall’ozono, gli Stati membri, se del caso,
predispongono e attuano piani o programmi integrati riguardanti tutti
gli inquinanti in questione.
4. I piani o programmi di cui al paragrafo 3 contengono le
informazioni minime descritte nell’allegato IV della direttiva
96/62/CE e sono portati a conoscenza della popolazione e delle
organizzazioni interessate, quali associazioni ambientaliste, dei
consumatori o di tutela dei gruppi di popolazione sensibili ed altri
organismi sanitari competenti.

Articolo 4
Obiettivi a lungo termine
1. Gli obiettivi a lungo termine per le concentrazioni di ozono
nell’aria sono indicati nella parte III dell’allegato I.
2. Gli Stati membri redigono un elenco delle zone e degli agglomerati
nei quali i livelli di ozono nell’aria, valutati ai sensi
dell’articolo 9, superano gli obiettivi a lungo termine di cui al
paragrafo 1, ma sono inferiori o uguali ai valori bersaglio fissati
nella parte II dell’allegato I. Per tali zone e agglomerati gli Stati
membri predispongono e attuano misure efficaci dal punto di vista dei
costi finalizzate al conseguimento degli obiettivi a lungo termine. Le
misure adottate devono almeno essere coerenti con tutti i piani o
programmi di cui all’articolo 3, paragrafo 3. Inoltre, esse si basano
sulle misure adottate ai sensi delle disposizioni della direttiva
2001/81/CE e della pertinente normativa CE.
3. I progressi della Comunità nel conseguimento degli obiettivi a
lungo termine sono soggetti a successivi riesami, nell’ambito del
processo di cui all’articolo 11 e in rapporto alla direttiva
2001/81/CE, prendendo come anno di riferimento il 2020 e tenendo
conto dei progressi realizzati nel conseguimento dei massimali di
emissione nazionali stabiliti in detta direttiva.

Articolo 5
Norme per le zone e gli agglomerati con livelli di ozono conformi agli
obiettivi a lungo termine
Gli Stati membri redigono un elenco delle zone e degli agglomerati nei
quali i livelli di ozono sono conformi agli obiettivi a lungo termine.
Nella misura in cui lo consentono fattori attinenti alla natura
transfrontaliera dell’inquinamento da ozono e alle condizioni
meteorologiche, in tali zone e agglomerati essi mantengono i livelli
di ozono al di sotto degli obiettivi a lungo termine e preservano
tramite misure proporzionate la migliore qualità dell’aria compatibile
con lo sviluppo sostenibile e un elevato livello di protezione
dell’ambiente e della salute umana.

Articolo 6
Informazione del pubblico
1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per:
a) assicurare che le informazioni aggiornate sulle concentrazioni di
ozono nell’aria siano messe regolarmente a disposizione del pubblico,
delle associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste,
le associazioni dei consumatori, le associazioni di tutela dei gruppi
di popolazione sensibili e gli altri organismi sanitari competenti.
Le informazioni sono aggiornate con frequenza almeno giornaliera
ovvero, laddove opportuno e fattibile, oraria.
Le informazioni indicano almeno tutti i casi di superamento delle
concentrazioni corrispondenti all’obiettivo a lungo termine per la
protezione della salute, le soglie di informazione e di allarme in
relazione al corrispondente periodo di mediazione. Le informazioni
dovrebbero inoltre comprendere una breve valutazione in relazione agli
effetti sulla salute.
Le soglie di informazione e di allarme per le concentrazioni di ozono
nell’aria sono indicate nella parte I dell’allegato II;
b) mettere a disposizione del pubblico e delle organizzazioni
pertinenti, come quelle ambientaliste, dei consumatori, per la tutela
dei gruppi di popolazione sensibili, e degli altri organismi sanitari
competenti, relazioni annuali dettagliate in cui siano indicati
almeno, per quanto riguarda la salute umana, tutti i casi di
superamento delle concentrazioni corrispondenti al valore bersaglio e
all’obiettivo a lungo termine, le soglie di informazione e di allarme
in relazione al periodo di mediazione, e, per quanto riguarda la
vegetazione, qualsiasi superamento del valore bersaglio e
dell’obiettivo a lungo termine, nonché, se del caso, una breve
valutazione degli effetti dei casi di superamento in questione. Esse
possono altresì contenere, se del caso, informazioni e valutazioni
ulteriori in materia di protezione delle foreste, come specificato
nella parte I dell’allegato III. Possono anche includere informazioni
sui precursori pertinenti, ove queste non siano già contemplate dalla
legislazione comunitaria vigente;
c) provvedere affinché siano fornite con la massima tempestività agli
organismi sanitari e alla popolazione informazioni sui casi di
superamento in corso o previsti della soglia di allarme.
Le informazioni e le relazioni summenzionate sono rese pubbliche con i
mezzi adeguati secondo i casi, ad esempio mediante mezzi
radiotelevisivi, stampa o pubblicazioni, pannelli informativi o reti
informatiche, quali Internet.
2. Le informazioni dettagliate da comunicare al pubblico ai sensi
dell’articolo 10 della direttiva 96/62/CE in caso di superamento di
una delle soglie devono comprendere gli elementi indicati nella parte
II dell’allegato II. Ove fattibile, gli Stati membri fanno in modo di
fornire tali informazioni anche nei casi in cui si prevede un
superamento della soglia di informazione o di allarme.
3. Le informazioni fornite ai sensi dei paragrafi 1 e 2 devono essere
chiare, comprensibili ed accessibili.

Articolo 7
Piani d’azione a breve termine
1. Ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 3 della direttiva 96/62/CE, gli
Stati membri predispongono piani d’azione ai livelli amministrativi
adeguati che indicano le misure specifiche da adottare a breve
termine, tenendo conto di circostanze locali particolari, per le zone
ove vi sia un rischio di superamento della soglia di allarme qualora
vi sia un potenziale significativo di riduzione di tale rischio o
della durata o gravità dei superamenti della soglia di allarme.
Qualora si rilevi che non sussiste un potenziale significativo di
riduzione del rischio, della durata o gravità dei superamenti nelle
zone in questione, gli Stati membri sono esonerati dall’applicazione
delle disposizioni dell’articolo 7, paragrafo 3 della direttiva
96/62/CE. Spetta agli Stati membri accertare se vi sia un potenziale
significativo di riduzione del rischio, della durata o della gravità
dei superamenti, tenuto conto delle condizioni geografiche,
meteorologiche ed economiche nazionali.
2. L’elaborazione di piani d’azione a breve termine, inclusi i livelli
di attivazione di azioni specifiche, rientra nella responsabilità
degli Stati membri. Tali piani possono prevedere, secondo i casi,
misure graduate ed economicamente valide di controllo e, ove risulti
necessario, di riduzione o di sospensione di talune attività, tra cui
il traffico di autoveicoli, che contribuiscono alle emissioni che
determinano il superamento della soglia di allarme. Possono anche
essere previste misure efficaci connesse con l’attività degli impianti
industriali e l’utilizzazione di prodotti.
3. Nel predisporre e attuare i piani d’azione a breve termine, gli
Stati membri prendono in considerazione esempi di misure di provata
efficacia, che dovrebbero essere incluse negli orientamenti di cui
all’articolo 12.
4. Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico e delle
associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste, le
associazioni dei consumatori, le associazioni di tutela dei gruppi di
popolazione sensibili e gli altri organismi sanitari pertinenti, sia i
risultati delle loro indagini, sia il contenuto dei piani d’azione
specifici a breve termine e informazioni sull’attuazione di questi
piani.

Articolo 8
Inquinamento transfrontaliero
1. Quando le concentrazioni di ozono superano i valori bersaglio o gli
obiettivi a lungo termine principalmente a causa di emissioni di
precursori verificatesi in altri Stati membri, gli Stati membri
interessati collaborano per predisporre, ove opportuno, piani e
programmi concertati per il conseguimento dei valori bersaglio o degli
obiettivi a lungo termine, salvo quando ciò non sia realizzabile
tramite misure proporzionate. La Commissione li assiste in tale
processo. Nell’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 11 la
Commissione valuta, tenendo conto della direttiva 2001/81/CE, in
particolare l’articolo 9, se siano necessarie altre azioni a livello
comunitario al fine di ridurre le emissioni dei precursori che causano
tali fenomeni di inquinamento transfrontaliero da ozono.
2. Ove opportuno ai sensi dell’articolo 7, gli Stati membri
predispongono e attuano piani d’azione a breve termine concertati che
si applicano alle zone di frontiera dei diversi Stati membri. Gli
Stati membri provvedono affinché nelle zone di frontiera dei diversi
Stati membri per le quali sono stati predisposti piani d’azione a
breve termine, la popolazione riceva tutte le informazioni del caso.
3. Allorché si verifichino superamenti della soglia di informazione o
della soglia di allarme in zone prossime ai confini nazionali,
dovrebbero essere informate quanto prima le autorità competenti degli
Stati membri limitrofi interessati al fine di agevolare l’informazione
del pubblico di tali Stati.
4. Nel predisporre i piani e programmi di cui ai paragrafi 1 e 2 e
nell’informarne il pubblico come previsto al paragrafo 3, gli Stati
membri continuano, se del caso, una cooperazione con i paesi terzi,
con particolare attenzione ai paesi candidati all’adesione.

Articolo 9
Valutazione delle concentrazioni di ozono e di precursori
nell’aria
1. Le misurazioni continue in siti fissi sono obbligatorie nelle zone
e negli agglomerati nei quali durante uno qualsiasi degli ultimi
cinque anni di rilevamento le concentrazioni di ozono hanno superato
gli obiettivi a lungo termine.
Laddove siano disponibili solo dati relativi ad un periodo inferiore a
cinque anni, per accertare i superamenti gli Stati membri possono
avvalersi di brevi campagne di misurazione effettuate in periodi e
siti rappresentativi dei massimi livelli di inquinamento, integrandole
con gli inventari delle emissioni e l’uso dei modelli.
L’allegato IV contiene i criteri per l’ubicazione dei punti di
campionamento ai fini della misurazione dell’ozono.
La parte I dell’allegato V contiene il numero minimo di punti di
campionamento fissi ai fini della misurazione continua dell’ozono
nelle zone e negli agglomerati nei quali la misurazione è l’unica
fonte di informazione per la valutazione della qualità dell’aria.
In corrispondenza del 50 % dei punti di campionamento dell’ozono
prevista ai sensi della parte I dell’allegato V, viene effettuata
anche la misurazione del biossido di azoto. La misurazione del
biossido di azoto è continua, ad eccezione delle stazioni rurali di
fondo, quali definite nella parte I dell’allegato IV, nelle quali
possono essere utilizzati altri metodi di misurazione.
Nelle zone e negli agglomerati nei quali le informazioni ottenute dai
punti di campionamento per la misurazione in siti fissi sono integrate
da informazioni provenienti da tecniche di modellizzazione o
misurazioni indicative, il numero complessivo dei punti di
campionamento di cui alla parte I dell’allegato V può essere ridotto a
condizione che:
a) i metodi supplementari consentano di pervenire a un livello
d’informazione adeguato per la valutazione della qualità dell’aria con
riferimento ai valori bersaglio e alle soglie di informazione e di
allarme;
b) il numero di punti di campionamento da installare e la risoluzione
spaziale di altre tecniche devono poter consentire di accertare le
concentrazioni di ozono conformemente agli obiettivi di qualità dei
dati di cui alla parte I dell’allegato VII e in vista dei risultati di
cui alla parte II dell’allegato VII;
c) il numero di punti di campionamento in ciascuna zona o agglomerato
sia almeno uno per due milioni di abitanti o, se ciò produce un numero
maggiore di punti di campionamento, uno per 50000 km²;
d) ciascuna zona o agglomerato contenga almeno un punto di
campionamento; e
e) il biossido di azoto venga misurato in tali rimanenti punti di
campionamento, ad esclusione delle stazioni rurali di fondo.
In questo caso si tiene conto dei risultati delle tecniche di
modellizzazione e/o misurazioni indicative ai fini della valutazione
della qualità dell’aria in riferimento ai valori bersaglio.
2. Nelle zone e negli agglomerati in cui, durante tutti gli ultimi
cinque anni di misurazione le concentrazioni sono state inferiori agli
obiettivi a lungo termine il numero delle stazioni di misurazione
continua è stabilito ai sensi alla parte II dell’allegato V.
3. Ciascuno Stato membro provvede affinché nel suo territorio venga
installata e mantenuta operativa almeno una stazione di misurazione
per fornire dati sui precursori dell’ozono elencati nell’allegato VI.
Ogni Stato membro stabilisce il numero e l’ubicazione delle stazioni
nelle quali misurare i suddetti precursori, attenendosi ad obiettivi,
metodi e raccomandazioni contenuti in detto allegato.
Nell’ambito degli orientamenti di cui all’articolo 12 vengono
elaborate anche linee guida per un’appropriata strategia di
misurazione dei precursori dell’ozono, tenendo conto delle norme
vigenti a livello comunitario e del programma concertato di
sorveglianza continua e di valutazione del trasporto a lunga distanza
di sostanze inquinanti atmosferiche in Europa (EMEP).
4. Nella parte I dell’allegato VIII sono contenuti i metodi di
riferimento per l’analisi dell’ozono. Nella parte II del medesimo
allegato sono stabilite le tecniche di modellizzazione dell’ozono.
5. Le eventuali modifiche necessarie per adeguare al progresso
scientifico e tecnico il presente articolo e gli allegati da IV a VIII
sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 13, paragrafo
2.

Articolo 10
Trasmissione delle informazioni e relazioni
1. Allorché trasmettono informazioni alla Commissione ai sensi
dell’articolo 11 della direttiva 96/62/CE, gli Stati membri provvedono
anche e, per la prima volta, per l’anno civile successivo alla data di
cui all’articolo 15, paragrafo 1, a:
a) trasmettere alla Commissione, per ogni anno civile, entro il 30
settembre dell’anno successivo l’elenco delle zone e degli agglomerati
di cui all’articolo 3, paragrafo 2, all’articolo 4, paragrafo 2 e
all’articolo 5;
b) trasmettere alla Commissione una relazione che fornisca un quadro
globale della situazione quanto al superamento dei valori bersaglio
stabiliti nella parte II dell’allegato I. La relazione fornisce una
spiegazione dei casi annuali di superamento del valore bersaglio per
la protezione della salute umana; la relazione contiene altresì i
piani e i programmi di cui all’articolo 3, paragrafo 3; la relazione
viene trasmessa entro due anni dalla fine del periodo nel corso del
quale si sono rilevati superamenti dei valori bersaglio fissati per
l’ozono;
c) informare la Commissione, a scadenza triennale, dei progressi
realizzati nell’ambito di ciascun piano o programma.
2. Inoltre gli Stati membri, per la prima volta, per l’anno civile
successivo alla data di cui all’articolo 15, paragrafo 1:
a) trasmettono alla Commissione in via provvisoria, per ognuno dei
mesi compresi tra aprile e settembre di ogni anno
i) entro la fine del mese successivo, per ogni giorno in cui si
osservano superamenti delle soglie di informazione e/o di allarme, le
seguenti informazioni: data, durata dell’episodio in ore, valore/i
massimo/i di 1 ora di ozono;
ii) entro il 31 ottobre di ogni anno, le altre informazioni indicate
nell’allegato III;
b) per ogni anno civile, entro il 30 settembre dell’anno successivo,
trasmettono alla Commissione le informazioni convalidate di cui
all’allegato III insieme alle concentrazioni medie annuali dei
precursori dell’ozono indicati nell’allegato VI;
c) trasmettono alla Commissione, con scadenza triennale ed entro il 30
settembre successivo alla fine di ciascun triennio, nell’ambito della
relazione settoriale di cui all’articolo 4 della direttiva 91/692/CEE
del Consiglio(11), le seguenti informazioni riguardanti:
i) il riesame dei livelli di ozono osservati o valutati, a seconda dei
casi, nelle zone e negli agglomerati di cui all’articolo 3, paragrafo
2, all’articolo 4, paragrafo 2 e all’articolo 5;
ii) eventuali misure adottate o predisposte ai sensi dell’articolo 4,
paragrafo 2; e
iii) le decisioni in merito ai piani d’azione a breve termine, la
elaborazione e il contenuto, nonché una valutazione degli effetti dei
piani stessi, predisposti ai sensi dell’articolo 7.
3. La Commissione provvede a:
a) far sì che le informazioni trasmesse ai sensi del paragrafo 2,
lettera a) siano immediatamente messe a disposizione con mezzi
appropriati e comunicate all’Agenzia europea dell’ambiente;
b) pubblicare ogni anno un elenco delle zone e degli agglomerati di
cui al paragrafo 1, lettera a) e, entro il 30 novembre di ogni anno,
una relazione sulla situazione dell’ozono durante l’estate dell’anno
in corso e del precedente anno civile per fornire, in un formato
comparabile, quadri globali della situazione di ciascuno Stato membro,
tenuto conto delle diverse condizioni meteorologiche e
dell’inquinamento transfrontaliero, e fornire un quadro globale di
tutti i superamenti dell’obiettivo a lungo termine negli Stati membri;

c) verificare regolarmente l’attuazione dei piani o dei programmi
presentati ai sensi del paragrafo 1, lettera b) mediante analisi dei
progressi registrati e delle tendenze a livello di inquinamento
atmosferico e tenendo conto delle condizioni meteorologiche e
dell’origine dei precursori dell’ozono (biogenica o antropogenica);
d) tener conto delle informazioni fornitele ai sensi dei paragrafi 1 e
2 nella redazione delle relazioni triennali sulla qualità dell’aria,
ai sensi dell’articolo 11, punto 2 della direttiva 96/62/CE;
e) predisporre un opportuno scambio delle informazioni ed esperienze
comunicatele ai sensi del paragrafo 2, lettera c), punto iii) in
materia di elaborazione ed attuazione dei piani d’azione a breve
termine.
4. Nell’adempiere ai compiti di cui al paragrafo 3 la Commissione si
avvarrà, secondo necessità, delle competenze dell’Agenzia europea
dell’ambiente.
5. Entro il 9 settembre 2003 gli Stati membri comunicano alla
Commissione i metodi impiegati per la valutazione preliminare della
qualità dell’aria ai sensi dell’articolo 11, punto 1, lettera d) della
direttiva 96/62/CE.

Articolo 11
Riesame e relazioni
1. Entro il 31 dicembre 2004 la Commissione presenta al Parlamento
europeo e al Consiglio una relazione che descrive l’esperienza
acquisita nell’applicazione della presente direttiva. Essa verterà in
particolare su:
a) gli ultimi risultati della ricerca scientifica alla luce degli
orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità in materia di
effetti dell’esposizione all’ozono sull’ambiente e sulla salute umana
tenendo conto specificatamente dei gruppi di popolazione sensibili;
viene preso in considerazione lo sviluppo di modelli più accurati;
b) i recenti sviluppi tecnologici, in particolare nel campo dei metodi
di misurazione o di altri tipi di valutazione delle concentrazioni,
nonché l’evoluzione delle concentrazioni di ozono in tutta Europa;
c) il confronto tra le previsioni basate su modelli e le misurazioni
effettive;
d) la determinazione e i livelli degli obiettivi a lungo termine, dei
valori bersaglio, delle soglie di informazione e di allarme;
e) l’impatto che il programma internazionale concertato ai sensi della
convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande
distanza dell’UNECE ha sugli effetti dell’ozono sulle colture e la
vegetazione naturale.
2. La relazione si inserisce nel contesto di una strategia in materia
di qualità dell’aria intesa a rivedere e proporre obiettivi comunitari
di qualità dell’aria e a elaborare strategie concrete per il loro
conseguimento. In tale contesto, la relazione terrà conto dei seguenti
elementi:
a) margine di intervento per un’ulteriore riduzione delle emissioni
inquinanti di tutte le fonti, nei limiti della fattibilità tecnica e
dell’efficacia dei costi delle misure;
b) correlazione tra, da un lato, gli inquinanti e le opportunità di
strategie integrate per conseguire la qualità dell’aria nella Comunità
e, dall’altro, i relativi obiettivi;
c) possibilità di ulteriori azioni a livello comunitario intese a
ridurre le emissioni di precursori;
d) progressi nell’applicazione dei valori bersaglio di cui
all’allegato I, compresi i piani ed i programmi predisposti e
realizzati ai sensi degli articoli 3 e 4, esperienza acquisita
nell’attuazione di piani d’azione a breve termine ai sensi
dell’articolo 7 e condizioni, di cui all’allegato IV, nelle quali le
misurazioni della qualità dell’aria sono state effettuate;
e) possibilità di conseguire gli obiettivi a lungo termine di cui alla
parte III dell’allegato I, entro un periodo di tempo determinato;
f) norme attuali e future in materia di informazione del pubblico e di
scambio di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione;
g) correlazione tra la presente direttiva e i cambiamenti previsti a
seguito di misure che la Comunità e gli Stati membri devono adottare
per soddisfare gli impegni relativi ai cambiamenti climatici;
h) il trasporto transfrontaliero dell’inquinamento, tenuto conto delle
misure adottate nei paesi candidati all’adesione.
3. La relazione effettua inoltre un riesame delle disposizioni della
presente direttiva alla luce dei risultati e, se necessario, è
corredata di una proposta di modifica della presente direttiva, con
particolare riguardo agli effetti dell’ozono sull’ambiente e sulla
salute umana e tenendo conto specificamente dei gruppi di popolazione
sensibili.

Articolo 12
Orientamenti
1. Ai fini dell’attuazione della presente direttiva la Commissione
elabora orientamenti entro il 9 settembre 2002. A tale scopo essa si
avvarrà delle competenze reperibili presso gli Stati membri, l’Agenzia
europea dell’ambiente o gli enti specializzati del settore, secondo
necessità e tenendo conto dei requisiti vigenti nella legislazione
comunitaria e dell’EMEP.
2. Gli orientamenti sono adottati secondo la procedura di cui
all’articolo 13, paragrafo 2. Essi non modificano né direttamente né
indirettamente i valori bersaglio, gli obiettivi a lungo termine o le
soglie di allarme e di informazione.

Articolo 13
Procedura di comitato
1. La Commissione è assistita dal comitato istituito dall’articolo 12,
paragrafo 2 della direttiva 96/62/CE.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si
applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo
conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.
Il periodo di cui all’articolo 5, paragrafo 6 della decisione
1999/468/CE è fissato a tre mesi.
3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Articolo 14
Sanzioni
Gli Stati membri determinano il regime di sanzioni da irrogare in caso
di violazione delle norme nazionali di attuazione della presente
direttiva. Le sanzioni sono efficaci, proporzionate e dissuasive.

Articolo 15
Attuazione
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva entro il 9 settembre 2003. Essi ne informano
immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto
riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di
tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle
disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel
settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 16
Abrogazioni
La direttiva 92/72/CEE è abrogata a decorrere dal 9 settembre 2003.

Articolo 17
Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Articolo 18
Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

NOTE:
(1) GU C 56 E del 29.2.2000 e GU C 29 E del 30.1.2001.
(2) GU C 51 del 23.2.2000.
(3) GU C 317 del 6.11.2000.
(4) Parere del Parlamento europeo del 15 marzo 2000 (GU C 377 del
29.12.2000), posizione comune del Consiglio dell’8 marzo 2001 (GU C
126 del 26.4.2001) e decisione del Parlamento europeo del 13 giugno
2001 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale). Decisione del
Parlamento europeo del 17 gennaio 2002 e decisione del Consiglio del
19 dicembre 2001.
(5) GU C 138 del 17.5.1993.
(6) GU L 275 del 10.10.1999.
(7) GU L 296 del 21.11.1996.
(8) GU L 309 del 27.11.2001.
(9) GU L 184 del 17.7.1999.
(10) GU L 297 del 13.10.1992.
(11) GU L 377 del 31.12.1991.

ALLEGATO I ,ALLEGATO II ,ALLEGATO III, ALLEGATO IV, ALLEGATO V,
ALLEGATO VI, ALLEGATO VII e VIII.

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