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che modifica la direttiva 97/68/CE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l'emissione di inquinanti gassosi e articolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all'installazione su macchine mobili non stradali
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

  G.U.U.E. del 30/04/2004 n.L 146
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 95,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato
(2), considerando quanto segue:
(1) La direttiva 97/68/CE (3) attua due fasi di valori limite di
emissione per i motori ad accensione spontanea ed invita la
Commissione a presentare una proposta di ulteriore riduzione dei
limiti di emissioni, prendendo in considerazione la disponibilità a
livello mondiale di tecniche di controllo delle emissioni di
inquinanti atmosferici prodotte da motori ad accensione spontanea,
nonché la situazione della qualità dell’aria.
(2) Il programma Auto-Oil ha stabilito la necessità di ulteriori
provvedimenti per migliorare la qualità dell’aria nella Comunità, in
particolare per quanto riguarda la formazione di ozono e le emissioni
di particolato.
(3) Tecnologie avanzate di riduzione delle emissioni prodotte da
motori ad accensione spontanea installati su veicoli stradali sono in
gran parte già disponibili e dovrebbero potersi applicare, in larga
misura, anche al settore non stradale.
(4) Permangono alcune incertezze sulla relazione costo-efficacia
dell’impiego di dispositivi di post-trattamento per ridurre le
emissioni di particolato e di ossidi di azoto (NOx). Si dovrebbe
eseguire un riesame tecnico anteriormente al 31 dicembre 2007,
considerando nei casi appropriati esenzioni o proroghe delle date di
entrata in vigore.
(5) È necessario adottare una procedura di prova in regime transitorio
per considerare le condizioni operative di questo tipo di macchine in
condizioni effettive di funzionamento.
La prova dovrebbe pertanto includere, in proporzioni appropriate,
emissioni prodotte da un motore che non abbia ancora raggiunto un
regime termico stabilizzato in funzionamento.
(6) In situazioni di carico scelte casualmente ed entro un intervallo
operativo definito, i valori limite non dovrebbero essere superati
oltre una percentuale appropriata.
(7) È inoltre necessario impedire l’uso di impianti di manipolazione e
di strategie di controllo irrazionale delle emissioni.
(8) Il pacchetto proposto di valori limite dovrebbe essere allineato,
nella misura del possibile, con gli sviluppi in corso negli Stati
Uniti, per garantire ai costruttori un mercato mondiale per i loro
modelli di motori.
(9) Occorre applicare limiti di emissioni anche alle applicazioni
ferroviarie e alle navi della navigazione interna, per contribuire a
promuoverle quali modi di trasporto ecologici.
(10) Qualora macchine mobili non stradali siano in regola con i futuri
valori limite prima del termine previsto dovrebbe essere possibile
applicare una marcatura specifica.
(11) Vista la tecnologia necessaria per raggiungere i limiti di fase
III B e IV delle emissioni di particolato e di NOx, il tenore di zolfo
del carburante deve scendere sotto i livelli attuali in numerosi Stati
membri. Occorre definire un carburante di riferimento che rispecchi la
situazione del mercato dei carburanti.
(12) È importante considerare le emissioni prodotte durante tutta la
vita utile dei motori. Occorre introdurre requisiti di durevolezza per
evitare il deterioramento dei livelli di emissioni.
(13) Occorre prevedere disposizioni specifiche per i costruttori di
macchine, per dare loro tempo sufficiente per progettare i loro
prodotti e realizzare produzioni in serie limitate.
(14) Poiché lo scopo della presente direttiva, vale a dire il
miglioramento della situazione futura della qualità dell’aria, non può
essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri in quanto
le necessarie norme sulle emissioni devono essere disciplinate a
livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio
di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La presente
direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale scopo in
ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso
articolo.
(15) Per questi motivi, la direttiva 97/68/CE dovrebbe essere
modificata di conseguenza,

NOTE:
(1) GU C 220 del 16.9.2003
(2) Parere del Parlamento europeo del 21 ottobre 2003 (non ancora
pubblicato nella Gazzetta ufficiale). Decisione del Consiglio del 30
marzo 2004 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).
(3) GU L 59 del 27.2.1998,. Direttiva modificata da ultimo dalla
direttiva 2002/88/CE (GU L 35 dell’11.2.2003).

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:(**)

(**)Così modificata dalla rettifica del 25/06/2004 G.U.U.E.L 225
Articolo 1
La direttiva 97/68/CEE è modificata come segue:
1) All’articolo 2 sono inseriti i seguenti trattini:
— «“nave della navigazione interna”, una nave destinata ad essere
utilizzata nelle vie navigabili interne, di lunghezza uguale o
superiore a 20 metri e di volume uguale o superiore a 100 m3 calcolato
secondo la formula definita all’allegato I, sezione 2, punto 2.8 bis,
oppure un rimorchiatore o spintore costruito per rimorchiare, spingere
o per la propulsione in formazione in coppia di navi di lunghezza
uguale o superiore a 20 m.
Tale definizione non comprende:
— le navi destinate al trasporto di non più di 12 passeggeri oltre
all’equipaggio,
— le imbarcazioni da diporto di lunghezza inferiore a 24 metri
[secondo la definizione di cui all’articolo 1, paragrafo 2, della
direttiva 94/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16
giugno 1994, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative degli Stati membri riguardanti le
imbarcazioni da diporto (*)],
— le navi di servizio delle autorità di controllo,
— le navi dei servizi antincendio,
— le navi da guerra,
— le navi da pesca iscritte nel registro navale della Comunità,
— le navi della navigazione marittima, compresi i rimorchiatori e gli
spintori per la navigazione marittima che navigano o stazionano nelle
acque fluviomarittime o si trovano temporaneamente nelle acque
interne, purché provvisti di titolo di navigazione o di sicurezza
valido ai sensi della definizione di cui all’allegato I, sezione 2,
punto 2.8 ter,
— “costruttore di macchine (OEM)”, il costruttore di un tipo di
macchine mobili non stradali,
— “regime di flessibilità”, procedura che consente ai costruttori di
motori di immettere sul mercato, nel periodo compreso tra due fasi
successive di applicazione dei valori limite sulle emissioni, un
numero limitato di motori destinati ad essere montati su macchine
mobili non stradali, che soddisfano solamente i valori limite di
emissione della fase precedente.

NOTA:
(*) GU L 164 del 30.6.1994, pag. 15. Direttiva modificata da ultimo
dal regolamento (CE) n. 1882/2003 (GU L 284 del 31.10.2003).»

2) L’articolo 4 è modificato come segue:
a) alla fine del paragrafo 2 è aggiunto il seguente testo:
«L’allegato VIII è modificato secondo la procedura di cui all’articolo
15.»;
b) è aggiunto il seguente paragrafo:
«6. I motori ad accensione spontanea non destinati alla propulsione di
locomotive, automotrici ferroviarie e navi della navigazione interna
possono essere immessi sul mercato in regime di flessibilità secondo
la procedura di cui all’allegato XIII, oltre a quanto disposto nei
paragrafi da 1 a 5.»
3) All’articolo 6 è inserito il seguente paragrafo: «5. Sui motori ad
accensione spontanea immessi sul mercato in regime di flessibilità è
apposta una marcatura secondo l’allegato XIII.»
4) Dopo l’articolo 7 è inserito il seguente articolo: «Articolo 7 bis
Navi della navigazione interna
1. Le disposizioni che seguono si applicano ai motori destinati ad
essere montati sulle navi della navigazione interna. I paragrafi 2 e 3
si applicano solo dopo che la Commissione centrale per la navigazione
sul Reno (di seguito CCNR) avrà riconosciuto l’equivalenza fra i
requisiti stabiliti dalla presente direttiva e quelli previsti nel
quadro della convenzione di Mannheim per la navigazione sul Reno e la
Commissione ne sarà stata informata.
2. Fino al 30 giugno 2007 gli Stati membri non possono rifiutare
l’immissione sul mercato di motori conformi ai requisiti CCNR fase I,
i cui valori limite di emissione sono fissati nell’allegato XIV.
3. A decorrere dal 1o luglio 2007 e fino all’entrata in vigore di una
nuova serie di valori limite conseguenti ad eventuali ulteriori
modifiche della presente direttiva, gli Stati membri non possono
rifiutare l’immissione sul mercato di motori conformi ai requisiti
CCNR fase II, i cui valori limite sono fissati nell’allegato XV.
4. In conformità della procedura di cui all’articolo 15, l’allegato
VII è adeguato per incorporare i dati specifici aggiuntivi
eventualmente richiesti ai fini del certificato di omologazione per i
motori destinati ad essere montati sulle navi della navigazione
interna.
5. Ai fini della presente direttiva, con riferimento alle navi della
navigazione interna, i motori ausiliari con potenza superiore a 560 kW
sono soggetti agli stessi requisiti applicabili ai motori di
propulsione principale.»
5) L’articolo 8 è modificato come segue:
a) il titolo è sostituito dalle parole «Immissione sul mercato»;
b) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
«1. Gli Stati membri non possono negare l’immissione sul mercato dei
motori conformi ai requisiti della presente direttiva,
indipendentemente dal fatto di essere già montati su macchine o no.»;
c) dopo il paragrafo 2 è inserito il paragrafo seguente:
«2 bis. Gli Stati membri non rilasciano il certificato comunitario di
navigazione interna di cui alla direttiva
82/714/CEE del Consiglio, del 4 ottobre 1982, che fissa i requisiti
tecnici per le navi della navigazione interna (*), alle navi i cui
motori non soddisfano i requisiti della presente direttiva.

NOTA:
(*) GU L 301 del 28.10.1982,1. Dir…

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