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Attuazione della direttiva 98/18/CE relativa alle disposizioni e alle ...

Attuazione della direttiva 98/18/CE relativa alle disposizioni e alle norme di sicurezza per le navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali
Decreto Legislativo

  G.U. del 07/03/2000 n.55 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25, ed in particolare l’allegato
A);
Vista la direttiva n. 98/18/CE del Consiglio, in data 17 marzo
1998, che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da
passeggeri adibite a viaggi nazionali;
Vista la legge 5 giugno 1962, n. 616;
Vista la legge 23 maggio 1980, n. 313;
Visto il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1968, n.
777;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n.
435;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 1997, n.
293;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1999, n.
407;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 13 gennaio 2000;
Su proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro
dei trasporti e della navigazione, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e delle comunicazioni;EMANA
il seguente decreto legislativo:

Art. 1 (1)
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto e dei suoi allegati, si intende
per:
a) “convenzioni internazionali”:
1. la convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana
in mare, firmata a Londra nel 1974 e resa esecutiva con la legge 23
maggio 1980, n. 313, e con la legge 4 giugno 1982, n. 438, che ha
approvato il successivo protocollo del 17 febbraio
1978, e successivi emendamenti in vigore alla data del 17 marzo 1998,
di seguito denominata “SOLAS 1974”;
2. la convenzione internazionale sulle linee di massimo carico del
1966, resa esecutiva in Italia con decreto del Presidente della
Repubblica 8 aprile 1968, n. 777, entrato in vigore il 21 luglio 1968,
e successivi emendamenti del 1971 e del 1979, resi esecutivi in Italia
con decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1984, n. 968, e
successivi emendamenti in vigore alla data del 17 marzo 1998, di
seguito denominata “LL66”;
b) “codice sulla stabilità a nave integra”: il codice sulla stabilità
a nave integra per tutti i tipi di nave oggetto degli strumenti della
Organizzazione Marittima Internazionale IMO (Code on Intact
Stability), contenuto nella risoluzione A.749 (18) dell’Assemblea
dell’Organizzazione stessa del 4 novembre 1993, nel testo modificato
alla data del 17 marzo 1998;
c) “codice per le unità veloci (HSC)”: il codice internazionale di
sicurezza per le unità veloci (International Code for Safety of High
Speed Crafts) adottato dal comitato della sicurezza marittima dell’IMO
con la risoluzione MSC 36 (63) del 20 maggio 1994, nel testo
modificato alla data del 17 marzo 1998;
d) “GMDSS”: il sistema globale di sicurezza e soccorso in mare (Global
Maritime Distress and Safety System), definito nel capitolo IV della
“SOLAS 1974”;
e) “nave da passeggeri”: qualsiasi nave che trasporti più di dodici
passeggeri;
f) “unità veloce da passeggeri”: una unità veloce come definita alla
regola 1 del capitolo X della “SOLAS 1974”, che trasporti più di
dodici passeggeri; non sono considerate unità veloci da passeggeri le
navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali marittimi delle classi
B, C e D, quando:
1. il loro dislocamento rispetto alla linea di galleggiamento
corrisponda a meno di cinquecento metri cubi;
2. la loro velocità massima, come definita dal paragrafo 1.4.30 del
codice per le unità veloci (HSC Code), sia inferiore ai venti nodi;
g) “nave nuova”: una nave la cui chiglia sia stata impostata, o che si
trovi a un equivalente stadio di costruzione, alla data (( del 1
luglio o successivamente )). Per equivalente stadio di costruzione si
intende lo stadio in cui:
1. ha inizio la costruzione identificabile con una nave specifica;
2. ha avuto inizio, per quella determinata nave, la sistemazione in
posto di almeno cinquanta tonnellate o dell’uno per cento della massa
stimata di tutto il materiale strutturale, assumendo il minore di
questi due valori;
h) “nave esistente”: una nave che non sia una nave nuova;
i) “passeggero”: qualsiasi persona che non sia:
1. il comandante, né un membro dell’equipaggio, né altra persona
impiegata o occupata in qualsiasi qualità a bordo di una nave per i
suoi servizi;
2. un bambino di età inferiore a un anno;
l) “lunghezza della nave”: se non altrimenti definita nell’allegato I,
il 96% della lunghezza totale calcolata su un galleggiamento all’85%
della più piccola altezza di costruzione misurata dal limite superiore
della chiglia, oppure la lunghezza misurata dalla faccia prodiera del
dritto di prora all’asse di rotazione del timone al predetto
galleggiamento, se tale lunghezza è maggiore.
Nelle navi che, secondo progetto, presentano un’inclinazione della
chiglia, il galleggiamento al quale si misura tale lunghezza deve
essere parallelo al galleggiamento del piano di costruzione;
m) “altezza di prora”: l’altezza di prora definita dalla regola 39
della convenzione “LL66” in quanto distanza verticale sulla
perpendicolare avanti, fra il galleggiamento corrispondente al bordo
libero estivo assegnato e l’assetto di progetto, e la faccia superiore
del ponte esposto a murata;
n) “nave con ponte completo”: una nave provvista di un ponte completo,
esposto alle intemperie e al mare, dotato di mezzi permanenti che
permettano la chiusura di tutte le aperture nella parte esposta alle
intemperie e sotto il quale tutte le aperture praticate nelle fiancate
sono dotate di mezzi di chiusura permanenti, stagni almeno alle
intemperie. Il ponte completo può essere un ponte stagno o una
struttura equivalente a un ponte non stagno, completamente coperto da
una struttura stagna alle
intemperie, di resistenza sufficiente a mantenere l’impermeabilità
alle intemperie e munita di mezzi di chiusura stagni alle intemperie;
o) “viaggio internazionale”: un viaggio per mare dal porto di uno
Stato membro a un porto situato al di fuori di quello Stato o
viceversa;
p) “viaggio nazionale”: un viaggio effettuato in tratti di mare da e
verso lo stesso porto di uno Stato membro, o da un porto a un altro
porto di tale Stato membro;
q) “tratti di mare”: le aree marittime nelle quali le classi di navi
possono operare per tutto l’anno o, eventualmente, per un periodo
specifico;
r) “area portuale”: un’area che si estende fino alle strutture
portuali permanenti più periferiche che costituiscono parte integrante
del sistema portuale o fino ai limiti definiti da elementi geografici
naturali che proteggono un estuario o un’area protetta affine;
s) “luogo di rifugio”: qualsiasi area protetta naturalmente o
artificialmente che possa essere usata come rifugio da una nave o da
un’unità veloce, che si trovi in condizioni di pericolo;
t) “Amministrazione” il Ministero dei trasporti e della navigazione –
Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;
u) “Autorità marittime”: Comandi periferici secondo funzioni delegate
con direttive del Comando generale del Corpo delle capitanerie di
porto;
v) “Stato ospite”: lo Stato membro dai cui porti, o verso i cui porti
una nave o una unità veloce, battente bandiera diversa da quella di
detto Stato membro, effettua viaggi nazionali;
z) “organismo riconosciuto”: l’organismo riconosciuto a norma
dell’articolo 3 del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314;
aa) “miglio”: lunghezza equivalente a 1.852 metri;
bb) “onda significativa”: l’onda media corrispondente a un terzo
dell’altezza delle onde più alte osservate in un determinato
periodo.Art. 2
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle navi
di seguito indicate indipendentemente dalla loro bandiera, adibite a
viaggi nazionali:
a) alle navi da passeggeri nuove;
b) alle navi da passeggeri esistenti di lunghezza pari o superiore a
ventiquattro metri;
c) alle unità veloci da passeggeri.
2. Le Autorità marittime provvedono affinché le navi e le unità veloci
da passeggeri battenti bandiera di un Paese terzo siano pienamente
conformi ai requisiti del presente decreto, prima di essere adibite a
viaggi nazionali.
3. Le disposizioni del presente decreto non si applicano:
a) alle seguenti navi da passeggeri:
1. navi da guerra e da trasporto truppe;
2. navi senza mezzi di propulsione meccanica;
3. navi costruite in materiale non metallico o equivalente, che non
ricadono sotto le norme relative alle unità veloci o a sostentamento
dinamico; 4. navi in legno di costruzione primitiva;
5. originali e singole riproduzioni di navi da passeggeri storiche,
progettate prima del 1965, costruite principalmente con i materiali
originali;
6. navi da diporto che non sono né saranno dotate di equipaggio e non
trasportano più di dodici passeggeri a fini commerciali;
7. navi che operano esclusivamente nelle aree portuali;
b) alle seguenti unità veloci da passeggeri:
1. unità da guerra e da trasporto truppe;
2. unità da diporto che non sono dotate d i equipaggio e non
trasportano più di dodici passeggeri a fini commerciali;
3. unità che operano esclusivamente nelle aree portuali.Art. 3
Classi di navi da passeggeri e categorie di unità veloci da passeggeri

1. Le navi da passeggeri sono suddivise nelle seguenti classi,
a seconda dei tratti di mare in cui operano:
“classe A”: navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali diversi dai
viaggi effettuati dalle navi delle classi B, C e D;
“classe B”: navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali nel corso
dei quali navigano a una distanza massima di 20 miglia dalla linea di
costa;
“classe C”: navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali, nel corso
dei quali navigano a una distanza massima di 15 miglia da un luogo di
rifugio e di 5 miglia dalla linea di costa;
“classe D”: navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali, nel corso
dei quali navigano a una distanza massima …

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