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che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e del...

che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche.
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

  G.U.U.E. del 21/07/1998 n.L 204
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in
particolare gli articoli 100 A, 213 e 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 189 B del
trattato,
(1) considerando che la direttiva 83/189/CEE del Consiglio,del 28
marzo 1983, che prevede una procedura d’informazione nel settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche, è stata modificata a
più riprese e in maniera sostanziale; che, a fini di razionalità e
chiarezza, occorre procedere alla codificazione della suddetta
direttiva;
(2) considerando che il mercato interno comporta uno spazio senza
frontiere interne entro cui sia garantitala libera circolazione dei
beni, delle persone, dei servizi e dei capitali; che dunque il divieto
di restrizioni quantitative nonché´ di misure di effetto equivalente a
restrizioni quantitative per gli scambi di merci costituisce uno dei
fondamenti della
Comunità;
(3) considerando che, per assicurare il buon funzionamento del mercato
interno, è opportuno garantire la massima trasparenza delle iniziative
nazionali intese ad introdurre norme e regolamenti tecnici;
(4) considerando che gli ostacoli agli scambi dei prodotti, derivanti
dalle regolamentazioni tecniche relative agli stessi, sono ammissibili
soltanto se
sono necessari per soddisfare esigenze imperative e se perseguono un
obbiettivo di interesse generale di cui costituiscono la garanzia
basilare;
(5) considerando che è indispensabile che la Commissione disponga,
prima dell’adozione delle disposizioni tecniche, delle necessarie
informazioni; che gli Stati membri, che in forza dell’articolo 5 del
trattato
debbono agevolare lo svolgimento dei suoi compiti, devono pertanto
notificarle i loro progetti nel settore delle regolamentazioni
tecniche;
(6) considerando che tutti gli Stati membri debbono essere altresì
informati delle regolamentazioni tecniche progettate da uno di essi;
(7) considerando che il mercato interno ha lo scopo di assicurare un
contesto favorevole alla competitività delle imprese; che un migliore
sfruttamento da parte delle imprese dei vantaggi inerenti a detto
mercato esige, in particolare, una maggiore informazione;
che, di conseguenza, occorre prevedere la possibilità per gli
operatori economici di far conoscere la loro valutazione
sull’incidenza delle regolamentazioni tecniche nazionali progettate
dagli altri Stati membri mediante la regolare pubblicazione dei titoli
dei progetti notificati e mediante le disposizioni relative alla
riservatezza di detti progetti;
(8) considerando che pertanto è opportuno, ai fini della certezza
giuridica, che gli Stati membri rendano pubblico che una regola
tecnica nazionale è stata adottata nel rispetto delle formalità della
presente direttiva;
(9) considerando che, per quanto riguarda le regolamentazioni tecniche
relative ai prodotti, le misure destinate ad assicurare il buon
funzionamento del mercato o a proseguirne il compimento implicano,
in particolare, una maggiore trasparenza dei progetti nazionali nonché
un’estensione dei motivi e delle condizioni di valutazione delle
possibili conseguenze sul mercato dei regolamenti progettati;
(10) considerando che in questa prospettiva è necessario valutare
l’insieme delle prescrizioni imposte per il prodotto e tener conto
dell’evoluzione delle prassi nazionali in materia di regolamentazione
dei prodotti;
(11) considerando che i requisiti diversi dalle specificazioni
tecniche che riguardano il ciclo di vita del prodotto dopo la sua
commercializzazione possono pregiudicare la libera circolazione dello
stesso o creare degli ostacoli al corretto funzionamento del mercato
interno;
(12) considerando che è necessario chiarire la nozione di regola
tecnica de facto; che, in particolare, le disposizioni con le quali
l’autorità pubblica si riferisce a dette specificazioni tecniche o ad
altri requisiti o promuove la loro osservanza nonché le disposizioni
concernenti prodotti alle quali l’autorità pubblica è associata, al
fine dell’interesse pubblico, hanno l’effetto di conferire
all’osservanza di tali requisiti o specificazioni una forza vincolante
maggiore di quella derivante, di norma, dalla loro origine;
(13) considerando che la Commissione e gli Stati membri debbono
inoltre poter disporre del termine necessario per proporre modifiche
della misura progettata, al fine di eliminare o ridurre gli ostacoli
alla libera circolazione delle merci che possono derivarne;
(14) considerando che lo Stato membro interessato deve tener conto di
queste proposte di modifica nella stesura del testo definitivo della
misura progettata;
(15) considerando che il mercato interno implica, in particolare nel
caso in cui sia impossibile attuare il principio del reciproco
riconoscimento da parte degli Stati membri, che la Commissione adotti
o proponga l’adozione di atti comunitari cogenti; che un termine di
differimento specifico è stato introdotto per evitare che l’adozione
di misure nazionali comprometta l’adozione di atti comunitari cogenti
del Consiglio o della Commissione nello stesso settore;
(16) considerando che lo Stato membro di cui trattasi deve, in virtù
degli obblighi generali derivanti dall’articolo 5 del trattato,
soprassedere all’attuazione della misura progettata durante un termine
sufficientemente lungo per permettere l’esame in comune delle
modifiche proposte oppure l’elaborazione della proposta di un atto
cogente del Consiglio o l’adozione di un atto cogente della
Commissione;
che i termini fissati nell’accordo dei rappresentanti dei governi
degli Stati membri riuniti in seno al Consiglio, del 28 maggio 1969,
relativo allo «status quo» e all’informazione della Commissione,
modificato dall’accordo del 5 marzo 1973, si sono rivelati
insufficienti nei casi citati e che debbono pertanto essere previsti
termini più lunghi;
(17) considerando che la procedura dello «status quo» e di
informazione della Commissione contemplata nell’accordo del 28 maggio
1969 summenzionato resta applicabile per i prodotti ad esso soggetti
che non rientrano nella presente direttiva;
(18) considerando che, con la finalità di facilitare l’adozione da
parte del Consiglio delle misure comunitarie, è opportuno che gli
Stati membri si astengano dall’adottare una regola tecnica quando il
Consiglio ha deciso una posizione comune su una proposta della
Commissione, relativa alla stessa materia;
(19) considerando che, nella realtà, le norme tecniche nazionali
possono avere sulla libera circolazione delle merci gli stessi effetti
delle regolamentazioni tecniche;
(20) considerando che appare pertanto necessario garantire
l’informazione della Commissione sui progetti di norme con modalità
analoghe a quelle che hanno caratterizzato le regolamentazioni
tecniche;
che, in forza dell’articolo 213 del trattato, per svolgere i compiti
ad essa affidati la Commissione può raccogliere qualsiasi informazione
e procedere ad ogni verifica necessaria, nei limiti e alle condizioni
fissati dal Consiglio conformemente alle disposizioni del trattato
stesso;
(21) considerando che appare pertanto necessario che gli Stati membri
e gli organismi di normalizzazione siano informati delle norme
progettate dagli organismi di normalizzazione degli altri Stati
membri;
(22) considerando che la necessità di una notifica sistematica esiste
in realtà soltanto per le nuove materie della normalizzazione e a
condizione che siffatte materie trattate a livello nazionale possano
dar luogo a differenze, tra le norme nazionali, tali da perturbare il
funzionamento del mercato; che ogni notifica o comunicazione ulteriore
in merito all’evoluzione dei lavori nazionali deve dipendere
dall’interesse per questi lavori espresso da coloro ai quali è stata
in precedenza notificata una nuova materia;
(23) considerando che la Commissione deve peraltro avere la
possibilità di chiedere la comunicazione dei programmi nazionali di
normalizzazione, in tutto o in parte, al fine di poter esaminare le
evoluzioni della normalizzazione in determinati settori economici;
(24) considerando che il sistema di normalizzazione europeo dev’essere
organizzato dalle e per le parti interessate, e basato sulla coerenza,
la trasparenza,
l’apertura, il consenso, l’indipendenza nei confronti degli interessi
particolari, l’efficacia e la presa di decisione sulla base delle
rappresentanze nazionali;
(25) considerando che il funzionamento della normalizzazione nella
Comunità deve basarsi sui diritti fondamentali spettanti agli
organismi nazionali di normalizzazione, quali la possibilità di
ottenere progetti di norme, di conoscere il seguito dato alle
osservazioni presentate, di essere associati ai lavori nazionali di
normalizzazione o ancora di chiedere la redazione di norme europee in
luogo delle norme nazionali; che incombe agli Stati membri prendere le
misure utili in loro potere affinché´ i loro organismi di
normalizzazione rispettino questi diritti;
(26) considerando che le disposizioni concernenti lo status quo dei
programmi nazionali di normalizzazione durante l’elaborazione di una
norma europea devono essere coerenti con le disposizioni in merito
adottate dagli organismi di normalizzazione nel quadro degli organismi
europei di normalizzazione;
(27) considerando che è opportuno istituire un comitato permanente, i
cui membri siano designati dagli Stati membri, incaricato di aiutare
la Commissione nell’esame dei progetti di norme nazionali e di
cooperare ai suoi sforzi per ovviare agli eventuali inconvenienti di
dette norme sulla libera circolazione dei prodotti;
(28) considerando che è d’uopo consultare il comitato permanente in
merito ai progetti di invito all’elaborazione di una norma, di cui
alla presente direttiva;
(29) considerando che la presente direttiva deve lasciare
impregiudicati gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini per
la trasposizione delle direttive indicati all’allegato III, parte
B,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Ai sensi della presente direttiva si intende per:
1) «prodotto»: i prodotti di fabbricazione industriale e i prodotti
agricoli, compresi i prodotti della pesca;
2) «specificazione tecnica»: una specificazione che figura in un
documento che definisce le caratteristiche richieste di un prodotto,
quali i livelli di qualità o di proprietà di utilizzazione, la
sicurezza, le dimensioni, comprese le prescrizioni applicabili al
prodotto per quanto riguarda la denominazione di vendita, la
terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di prova, l’imballaggio,
la marcatura e l’etichettatura, nonché´ le procedure di valutazione
della conformità. Il termine «specificazione tecnica» comprende anche
i metodi e i procedimenti di produzione relativi ai prodotti agricoli
ai sensi dell’articolo 38, paragrafo 1, del trattato, ai prodotti
destinati all’alimentazione umana e animale, nonché´ ai medicinali
definiti all’articolo 1 della direttiva 65/65/CEE del Consiglio, così
come i metodi e i procedimenti di produzione relativi agli altri
prodotti, quando abbiano un’incidenza sulle caratteristiche di questi
ultimi;
3) «altro requisito»: un requisito diverso da una specificazione
tecnica, prescritto per un prodotto per motivi di tutela, in
particolare dei consumatori o dell’ambiente, e concernente il suo
ciclo di vita dopo la commercializzazione, quali le sue condizioni di
utilizzazione, di riciclaggio, di reimpiego o di eliminazione qualora
tali condizioni possano influenzare in modo significativo la
composizione o la natura del prodotto o la sua commercializzazione;
4) «norma»: una specificazione tecnica approvata da un organismo
riconosciuto ad attività normativa, per applicazione ripetuta o
continua, la cui osservazione non sia obbligatoria, e che appartenga
ad una delle
seguenti categorie:
— norma internazionale: norma che è adottata da un’organizzazione
internazionale di normalizzazione e che viene messa a disposizione del
pubblico;
— norma europea: norma che è adottata da un organismo europeo di
normalizzazione e che viene messa a disposizione del pubblico;
— norma nazionale: norma che è adottata da un organismo nazionale di
normalizzazione e che viene messa a disposizione del pubblico;
5) «programma di normalizzazione»: un piano di lavoro predisposto da
un organismo riconosciuto ad attività normativa e recante l’elenco
delle materie costituenti oggetto dei lavori di normalizzazione;
6) «progetto di norma»: il documento contenente il testo delle
specificazioni tecniche per una determinata
materia, predisposto ai fini dell’adozione secondo la procedura di
normalizzazione nazionale,
quale risulta dai lavori preparatori e qual è distribuito ai fini di
inchiesta pubblica o commento;
7) «organismo europeo di normalizzazione»: un organismo menzionato
nell’allegato I;
8) «organismo nazionale di normalizzazione»: un organismo menzionato
nell’allegato II;
9) «regola tecnica»: una specificazione tecnica o altro requisito,
comprese le relative disposizioni amministrative, la cui osservanza
sia obbligatoria de jure o de facto per la commercializzazione o
l’utilizzazione in uno Stato membro o in una parte rilevante di esso,
nonché´ le disposizioni legislative regolamentari ed amministrative
degli Stati membri, ad esclusione di quelle menzionate nell’articolo
10, intese a vietare la fabbricazione, la commercializzazione o
l’utilizzazione di un prodotto. Costituiscono in particolare regole
tecniche de facto:
— le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di uno
Stato membro che fanno riferimento a specificazioni tecniche o ad
altri requisiti, oppure a codici professionali o di buona prassi che
si riferiscano a loro volta a specificazioni tecniche o ad altri
requisiti e la cui osservanza conferisca una presunzione di conformità
con le prescrizioni fissate dalle suddette disposizioni legislative,
regolamentari o amministrative;
— gli accordi facoltativi dei quali l’autorità pubblica è parte
contraente e che, nell’interesse pubblico, prescrivono l’osservanza di
specificazioni tecniche o di altri requisiti, ad esclusione dei
capitolati degli appalti pubblici;
— le specificazioni tecniche o altri requisiti connessi con misure di
carattere fiscale o finanziario che influenzano il consumo di prodotti
promuovendo l’osservanza di tali specificazioni tecniche o altri
requisiti; sono escluse le specificazioni tecniche o gli altri
requisiti connessi con i regimi nazionali di sicurezza sociale.
Si tratta delle regole tecniche fissate dalle autorità designate dagli
Stati membri e che figurano in un elenco che dovrà essere elaborato
dalla Commissione prima del 1 luglio 1995 nell’ambito del comitato di
cui all’articolo 5.
Tale elenco sarà modificato secondo questa medesima procedura;
10) «progetto di regola tecnica»: il testo di una specificazione
tecnica o di un altro requisito, comprendente anche disposizioni
amministrative, elaborato per adottarlo o farlo adottare come regola
tecnica e che si trovi in una fase preparatoria in cui sia ancora
possibile apportarvi emendamenti sostanziali. La presente direttiva
non si applica alle misure che gli Stati membri ritengono necessarie
nel contesto del trattato per garantire la protezione delle persone, e
segnatamente dei lavoratori, in occasione dell’impiego di prodotti, a
condizione che tali misure non influiscano sui prodotti
stessi.Articolo 2

1. La Commissione e gli organismi di normalizzazione indicati
negli allegati I e II sono informati delle nuove materie per le quali
gli organismi nazionali di cui all’allegato II hanno deciso,
iscrivendole nel loro programma di normalizzazione, di stabilire una
norma o di modificarla, salvo quando si tratti del recepimento
identico o equivalente di una norma internazionale od europea.
2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 indicano in particolare se la
norma di cui trattasi:
— costituisce recepimento non equivalente di una norma internazionale,
— costituisce una nuova norma nazionale, oppure
— costituisce la modifica di una norma nazionale.
La Commissione, sentito il comitato di cui all’articolo 5, può fissare
le regole per la presentazione codificata di tali
informazioni, nonché uno schema e dei criteri secondo i quali queste
informazioni dovranno essere presentate per facilitarne la
valutazione.
3. La Commissione può esigere la comunicazione, in tutto o in parte,
dei programmi di normalizzazione.
Essa tiene tale informazione a disposizione degli Stati membri in una
forma che consenta la valutazione e il confronto dei diversi
programmi.
4. Se del caso la Commissione modifica l’allegato II sulla base di
comunicazioni effettuate dagli Stati membri.
5. Il Consiglio decide, dietro proposta della Commissione, in merito
ad ogni eventuale modifica dell’allegato I.Articolo 3

Gli organismi di normalizzazione di cui agli allegati I e II,
nonché´ la Commissione, ricevono a loro richiesta tutti i progetti di
norma. Essi sono tenuti informati dall’organismo in questione del
seguito dato alle eventuali osservazioni che essi hanno formulato in
merito a tali progetti.Articolo 4

1. Gli Stati membri prendono tutte le misure idonee affinché´ i
loro organismi di normalizzazione:
— comunichino le informazioni conformemente agli articoli 2 e 3;
— rendano pubblici i progetti di norme in modo da consentire la
presentazione di osservazioni da parte di soggetti stabiliti in altri
Stati membri;
— accordino agli altri organismi di cui all’allegato II il diritto di
partecipare passivamente o attivamente (con l’invio di un osservatore)
ai lavori previsti;
— non si oppongano a che un soggetto di normalizzazione del loro
programma di lavoro sia trattato a livello europeo secondo le norme
definite dagli organismi europei di normalizzazione e non
intraprendano
alcuna azione che possa pregiudicare una decisione in merito.
2. Gli Stati membri si astengono in particolare da qualsiasi atto di
riconoscimento, di omologazione o di utilizzazione realizzato mediante
riferimento ad una norma nazionale adottata in violazione degli
articoli 2, 3 e del paragrafo 1 del presente articolo.
— di individuare i settori per i quali risulta necessaria
una armonizzazione e di avviare, eventualmente, gli opportuni lavori
di armonizzazione in un settore
Articolo 5

È istituito un comitato permanente composto da rappresentanti
designati dagli Stati membri che possono farsi assistere da esperti o
consulenti e presieduto da un rappresentante della Commissione.
Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.Articolo 6

1. Il comitato si riunisce almeno due volte all’anno con i
rappresentanti degli organismi di normalizzazione di cui agli allegati
I e II.
2. La Commissione presenta al comitato una relazione sulla
realizzazione e l’applicazione delle procedure previste dalla presente
direttiva e proposte per eliminare gli ostacoli agli scambi, esistenti
o prevedibili.
3. Il comitato prende posizione sulle comunicazioni e sulle proposte
di cui al paragrafo 2 e al riguardo può in particolare chiedere alla
Commissione:
— d’invitare gli organismi europei di normalizzazione ad elaborare,
entro un termine determinato, una norma europea;
— di far sì che, se necessario, allo scopo di evitare ostacoli agli
scambi, gli Stati membri interessati decidano, in un primo tempo tra
di essi, le misure appropriate;
— di prendere qualsiasi disposizione necessaria; determinato.
4. La Commissione deve consultare il comitato:
a) prima di ogni modifica degli elenchi che figurano agli allegati I e
II (articolo 2, paragrafo 1);
b) al momento della fissazione delle norme di presentazione codificata
dell’informazione, dello schema e dei criteri secondo cui dovranno
essere presentati i programmi di normalizzazione (articolo 2,
paragrafo 2);
c) al momento della scelta del sistema pratico da applicare per lo
scambio di informazioni previsto dalla presente direttiva e delle
eventuali modifiche da apportarvi;
d) al momento del riesame del funzionamento del sistema istituito
dalla presente direttiva;
e) in merito alle domande trasmesse agli organismi di normalizzazione
di cui al paragrafo 3, primo trattino.
5. Il comitato può essere consultato dalla Commissione su qualsiasi
progetto preliminare di regola tecnica da essa ricevuto.
6. Dietro richiesta del presidente o di uno Stato membro, può essere
sottoposto al comitato qualsiasi problema relativo all’applicazione
della presente direttiva.
7. I lavori del comitato e le informazioni da sottoporgli hanno
carattere riservato.
Tuttavia, prendendo le necessarie precauzioni, il comitato e le
amministrazioni nazionali possono consultare persone fisiche o
giuridiche anche appartenenti al settore privato.Articolo 7

1. Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie
affinché´, durante l’elaborazione di una norma europea di cui
all’articolo 6, paragrafo 3, primo trattino o dopo la sua
approvazione, i loro organismi di normalizzazione non intraprendano
alcuna azione che possa recare pregiudizio all’armonizzazione prevista
e, in particolare, nel settore in questione essi non pubblichino una
norma nazionale nuova o riveduta che non sia interamente conforme a
una norma europea già esistente.
2. Il paragrafo 1 non si applica ai lavori degli organismi di
normalizzazione intrapresi su richiesta delle pubbliche autorità per
fissare, per determinati prodotti, specificazioni tecniche o una norma
in previsione dell’elaborazione di una regola tecnica per tali
prodotti.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione, conformemente
all’articolo 8, paragrafo 1, qualsiasi richiesta di cui al primo comma
come progetto di regola tecnica e indicano i motivi che ne
giustificano la formulazione.Articolo 8

1. Fatto salvo l’articolo 10, gli Stati membri comunicano
immediatamente alla Commissione ogni progetto di regola tecnica, salvo
che si tratti del semplice recepimento integrale di una norma
internazionale e europea, nel qual caso è sufficiente una semplice
informazione sulla norma stessa. Essi le comunicano brevemente anche i
motivi che rendono necessario adottare tale regola tecnica a meno che
non risultino già dal progetto.
All’occorrenza, e a meno che non sia già stato trasmesso in relazione
con una comunicazione precedente, gli Stati membri comunicano
contemporaneamente il testo delle disposizioni legislative e
regolamentari fondamentali, essenzialmente e direttamente in
questione, qualora la conoscenza di detto testo sia necessaria per
valutare la portata del progetto di regola tecnica.
Gli Stati membri procedono ad una nuova comunicazione secondo le
modalità summenzionate qualora essi apportino al progetto di regola
tecnica modifiche importanti che ne alterino il campo di applicazione,
ne abbrevino il calendario di applicazione inizialmente previsto,
aggiungano o rendano più rigorosi le specificazioni o i requisiti.
Quando il progetto di regola tecnica mira in particolare a limitare la
commercializzazione o l’utilizzazione di una sostanza, di un preparato
o di un prodotto chimico, segnatamente per motivi di salute pubblica o
di tutela dei consumatori o dell’ambiente, gli Stati membri comunicano
anche un riassunto oppure gli estremi dei dati pertinenti relativi
alla sostanza, al preparato o al prodotto in questione e di quelli
relativi ai prodotti di sostituzione conosciuti e disponibili, se tali
informazioni sono disponibili, nonché le conseguenze previste delle
misure per quanto riguarda la salute pubblica o la tutela del
consumatore e dell’ambiente, con un’analisi dei rischi effettuata,
all’occorrenza, secondo i principi generali di valutazione dei rischi
dei prodotti chimici di cui all’articolo 10, paragrafo 4, del
regolamento (CE) n. 793/93 ove si tratti d’una sostanza già esistente,
o di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 67/548/CEE nel
caso di una nuova sostanza.
La Commissione comunica senza indugio agli altri Stati membri il
progetto di regola tecnica e tutti i documenti che le sono stati
trasmessi. Essa può anche sottoporre il progetto al parere del
comitato di cui all’articolo 5 e, se del caso, del comitato competente
del settore in questione.
Per quanto concerne le specificazioni tecniche o altri requisiti di
cui all’articolo 1, punto 9, secondo comma, terzo trattino, le
osservazioni o i pareri circostanziati della Commissione o degli Stati
membri possono fondarsi unicamente sugli aspetti che costituiscano
eventualmente ostacoli agli scambi e non sugli elementi fiscali o
finanziari della misura.
2. La Commissione e gli Stati membri possono inviare allo Stato membro
che ha presentato il progetto di regola tecnica osservazioni di cui lo
Stato membro terrà conto, per quanto possibile, nella stesura
definitiva della regola tecnica.
3. Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione il testo
definitivo della regola tecnica.
4. Le informazioni fornite ai sensi del presente articolo non sono
considerate riservate, a meno che lo Stato membro autore della
notifica ne presenti richiesta esplicita. Qualsiasi richiesta in tal
senso deve essere motivata.
In caso di simile richiesta, il comitato di cui all’articolo 5 e le
amministrazioni nazionali, prese le debite precauzioni, hanno la
facoltà di consultare, ai fini di una perizia, persone fisiche o
giuridiche che possono appartenere al settore privato.
5. Se un progetto di regola tecnica fa parte di una misura la cui
comunicazione in fase di progetto è prevista da un altro atto
comunitario, gli Stati membri possono effettuare la comunicazione di
cui al paragrafo 1 in forza di quest’altro atto, a condizione di
indicare formalmente che essa vale anche ai fini della presente
direttiva.
La mancanza di reazione della Commissione nel quadro della presente
direttiva in merito ad un progetto di regola tecnica non pregiudica la
decisione che potrebbe essere presa nel quadro di altri atti
comunitari.Articolo 9

1. Gli Stati membri rinviano l’adozione di un progetto di
regola tecnica di tre mesi a decorrere dalla data in cui la
Commissione ha ricevuto la comunicazione di cui all’articolo 8,
paragrafo 1.
2. Gli Stati membri rinviano:
— di quattro mesi l’adozione di un progetto di regola tecnica avente
forma di accordo facoltativo ai sensi dell’articolo 1, punto 9,
secondo comma, secondo trattino;
— fatti salvi i paragrafi 3, 4 e 5, di sei mesi l’adozione di
qualsiasi altro progetto di regola tecnica,
a decorrere dalla data in cui la Commissione ha ricevuto la
comunicazione di cui all’articolo 8, paragrafo 1, se essa o un altro
Stato membro emette, nei tre mesi successivi a tale data, un parere
circostanziato secondo il quale la misura proposta presenta degli
aspetti che possono eventualmente creare ostacoli alla libera
circolazione delle merci nell’ambito del mercato interno.
Lo Stato membro interessato riferisce alla Commissione sul seguito che
esso intende dare a tale parere circostanziato.
La Commissione commenta tale reazione.
3. Gli Stati membri rinviano l’adozione di un progetto di regola
tecnica di dodici mesi a decorrere dalla data in cui la Commissione ha
ricevuto la comunicazione di cui all’articolo 8, paragrafo 1, se, nei
tre mesi successivi a tale data, la Commissione notifica la sua
intenzione di proporre o di adottare una direttiva, un regolamento o
una decisione conformemente all’articolo 189 del trattato a questo
riguardo.
4. Gli Stati membri rinviano l’adozione di un progetto di regola
tecnica di dodici mesi a decorrere dalla data in cui la Commissione ha
ricevuto la comunicazione di cui all’articolo 8, paragrafo 1 se, nei
tre mesi successivi a tale data, la Commissione comunica la
constatazione che il progetto di regola tecnica concerne una materia
oggetto di una proposta di direttiva, di regolamento o di decisione
presentata al Consiglio conformemente all’articolo 189 del trattato.
5. Se il Consiglio adotta una posizione comune durante il termine di
differimento di cui ai paragrafi 3 e 4, tale periodo viene esteso a
diciotto mesi fatte salve le disposizioni dell’articolo 9, paragrafo
6.
6. Gli obblighi di cui ai paragrafi 3, 4 e 5 cessano:
— se la Commissione informa gli Stati membri che essa rinuncia alla
sua intenzione di proporre o di adottare un atto comunitario cogente;
— se la Commissione informa gli Stati membri del ritiro della sua
proposta o del suo progetto; oppure
— all’adozione di un atto comunitario cogente da parte del Consiglio o
della Commissione.
7. I paragrafi da 1 a 5 non si applicano se uno Stato membro, per
urgenti motivi dovuti a una situazione grave ed imprevedibile,
attinente alla tutela della salute delle persone e degli animali, alla
preservazione dei vegetali o alla sicurezza, deve elaborare in
brevissimo tempo regole tecniche per adottarle e applicarle
tempestivamente, senza che sia possibile procedere ad una
consultazione. Lo Stato membro indica nella comunicazione di cui
all’articolo 8 i motivi che giustificano l’urgenza delle misure di cui
trattasi. La Commissione si pronuncia quanto prima su tale
comunicazione. In caso di ricorso ingiustificato a questa procedura,
la Commissione prende le misure appropriate. La Commissione ne informa
il Parlamento europeo.Articolo 10

1. Gli articoli 8 e 9 non si applicano alle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative o agli accordi
facoltativi con i quali gli Stati membri:
— si conformano agli atti comunitari cogenti che danno luogo
all’adozione di specificazioni tecniche;
— soddisfano agli impegni derivanti da un accordo internazionale che
danno luogo all’adozione di specificazioni tecniche comuni nella
Comunità;
— fanno uso di clausole di salvaguardia previste in atti comunitari
cogenti;
— applicano l’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 92/59/CEE;
— si limitano ad eseguire una sentenza della Corte di giustizia delle
Comunità europee;
— si limitano a modificare una regola tecnica ai sensi dell’articolo
1, punto 9, della presente direttiva, conformemente a una richiesta
della Commissione, per eliminare un ostacolo agli scambi.
2. L’articolo 9 non si applica alle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri recanti divieti di
fabbricazione, nella misura in cui esse non ostacolino la libera
circolazione dei prodotti.
3. L’articolo 9, paragrafi da 3 a 6, non si applica agli accordi
facoltativi di cui all’articolo 1, punto 9, secondo comma, secondo
trattino.
4. L’articolo 9 non si applica alle specificazioni tecniche o agli
altri requisiti di cui all’articolo 1, punto 9, secondo comma, terzo
trattino.Articolo 11

La Commissione riferisce ogni due anni al Parlamento europeo,
al Consiglio ed al Comitato economico e sociale sui risultati
dell’applicazione della presente direttiva. Gli elenchi delle attività
di normalizzazione affidate alle organizzazioni europee di
normalizzazione ai sensi della presente
direttiva, nonché le statistiche sulle notifiche ricevute, sono
pubblicati annualmente nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.Articolo 12

Quando gli Stati membri adottano una regola tecnica, questa
contiene un riferimento alla presente direttiva o è corredata di
siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 13

1. Le direttive e le decisioni indicate nell’allegato III,
parte A sono abrogate, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri
relativi ai termini per la trasposizione indicati nell’allegato III,
parte B.
2. I riferimenti alle direttive e decisioni abrogate devono intendersi
come fatti alla presente direttiva e devono essere letti secondo la
tabella di concordanza di cui all’allegato IV.Articolo 14

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.Articolo 15

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
ALLEGATO I

ORGANISMI EUROPEI DI NORMALIZZAZIONE

CEN
Comitato europeo di normalizzazione

CENELEC
Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica

ETSI
Istituto europeo norme e telecomunicazioni

ALLEGATO II

ORGANISMI NAZIONALI DI NORMALIZZAZIONE

1. BELGIO
IBN/BIN
Institut belge de normalisation
Belgisch Instituut voor Normalisatie
CEB/BEC
Comité électrotechnique belge
Belgisch Elektrotechnisch Comité

2. DANIMARCA
DS
Dansk Standard
NTA
Telestyrelsen, National Telecom Agency

3. GERMANIA
DIN
Deutsches Institut für Normung e. V.
DKE
Deutsche Elektrotechnische Kommission im DIN und VDE

4. GRECIA
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5. SPAGNA
AENOR
Asociación Española de Normalización y Certificación

6. FRANCIA
AFNOR
Association française de normalisation
UTE
Union technique de l’électricité — Bureau de normalisation auprès de
l’AFNOR

7. IRLANDA
NSAI
National Standards Authority of Ireland
ETCI
Electrotechnical Council of Ireland

8. ITALIA
UNI (1)
Ente nazionale italiano di unificazione
CEI (1)
Comitato elettrotecnico italiano
(1) L’UNI e il CEI, in collaborazione con l’Istituto superiore delle
poste e telecomunicazioni e il ministero dell’Industria, hanno
affidato il lavoro da svolgere nell’ambito dell’ETSI al CONCIT
(Comitato nazionale di coordinamento per le tecnologie
dell’informazione).

9. LUSSEMBURGO
ITM
Inspection du travail et des ruines
SEE
Service de l’énergie de l’État

10. PAESI BASSI
NNI
Nederlands Normalisatie instituut
NEC
Nederlands Elektrotechnisch Comité

11. AUSTRIA
ÖN
Österreichisches Normungsinstitut
ÖVE
Österreichischer Verband für Elektrotechnik

12. PORTOGALLO
IPQ
Instituto Portugues da Qualidade

13. REGNO UNITO
BSI
British Standards Institution
BEC
British Electrotechnical Committee

14. FINLANDIA
SFS
Suomen Standardisoimisliitto SFS ry
Finlands Standardiseringsförbund SFS rf
THK/TFC
Telehallintokeskus
Teleförvaltningscentralen
SESKO
Suomen Sähköteknillinen Standardisoimisyhdistys SESKO ry
Finlands Elektrotekniska Standardiseringsförening SESKO

15. SVEZIA
SIS
Standardiseringen i Sverige
SEK
Svenska elektriska kommissionen
ITS
Informationstekniska standardiseringen

ALLEGATO III

PARTE A
Direttive e decisioni abrogate
(di cui all’articolo 13)

Direttiva 83/189/CEE del Consiglio e sue modifiche successive
Direttiva 88/182/CEE del Consiglio
Decisione 90/230/CEE della Commissione
Decisione 92/400/CEE della Commissione
Direttiva 94/10/CE del Parlamento e del Consiglio
Decisione 96/139/CE della Commissione

PARTE B
Elenco dei termini per la trasposizione nel diritto nazionale
(di cui all’articolo 13)
DirettivaData
limite di trasposizione83/189/CEE (GU L 109 del 26.4.1983, pag.
8)31.3.198488/182/CEE (GU L 81 del 26.3.1988, pag. 75)1.1.198994/10/CE
(GU L 100 del 19.4.1994, pag.
30)1.7.1995
ALLEGATO IV

TABELLA DI CONCORDANZADirettiva
83/189/CEEPresente
direttivaArticolo 1Articolo
1Articolo
2Articolo
2Articolo
3Articolo
3Articolo
4Articolo
4Articolo
5Articolo
5Articolo
6Articolo
6Articolo
7Articolo
7Articolo
8Articolo
8Articolo
9Articolo
9Articolo
10Articolo
10Articolo
11Articolo
11Articolo
12Articolo
12—Articolo
13—Articolo
14—Articolo
15Allegato
IAllegato
IAllegato
IIAllegato
II—Allegato
III—Allegato
IV

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