Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

Regolamento recante disciplina per la sicurezza degli impianti di dist...

Regolamento recante disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione.
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto l’articolo 87, quinto
comma, della Costituzione;Visto l’articolo 23 del regio decreto-legge
2 novembre 1933, n. 1741, convertito dalla legge 8 febbraio 1934, n.
367, sugli oli minerali e carburanti, in relazione all’articolo 2
della legge 23 febbraio 1950, n. 170, sui distributori automatici di
carburanti e all’articolo 9 della legge 21 marzo 1958, n. 327, sulle
stazioni di riempimento dei gas di petrolio liquefatto;Vista la legge
27 dicembre 1941, n. 1570;Visto l’articolo 1 della legge 13 maggio
1961, n. 469;Visto l’articolo 2 della legge 26 luglio 1965, n.
966;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955,
n.547;Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;Visto il
progetto di regola tecnica approvato dal Comitato centrale tecnico
scientifico per la prevenzione incendi di cui all’articolo 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;Visto
l’articolo 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577;Visto il decreto del Presidente della Repubblica
12 gennaio 1998, n. 37, che approva il regolamento di prevenzione
incendi;Visto il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, come
modificato dal decreto legislativo 8 settembre 1999, n. 346;Ritenuto
di dover modificare ed aggiornare la vigente normativa di sicurezza
per gli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio
liquefatto per autotrazione;Visto l’articolo 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400;Udito il parere del Consiglio di Stato,
espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nella
adunanza del 25 agosto 2003;Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 10 ottobre 2003;Sulla proposta
del Ministro dell’interno;Emanail seguente regolamento:Art. 1Campo di
applicazione1. Il presente regolamento si applica agli impianti di
nuova realizzazione, disciplinati al Titolo II dell’allegato A che
forma parte integrante del presente regolamento. Sono equiparati a
questi ultimi gli impianti esistenti in caso di potenziamento della
capacità complessiva oltre 30 m 3.2. Gli impianti esistenti, la
cui capacità complessiva resti limitata fino a 30 m³,
devono essere adeguati a quanto previsto al Titolo III dell’allegato
entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento. Qualora detti impianti siano oggetto di potenziamenti e/o
ristrutturazioni, gli adeguamenti di cui al Titolo III dovranno essere
realizzati contestualmente ai suddetti lavori di modifica. Le
disposizioni di esercizio, di cui al punto 15 dell’allegato A, devono
essere rispettate dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento.Art. 2Obiettivi1. Ai fini della prevenzione degli incendi,
allo scopo di garantire le esigenze di sicurezza per la salvaguardia
delle persone e la tutela dei beni contro i rischi di incendio, gli
impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione sono
realizzati e gestiti secondo la regola tecnica di cui all’allegato A,
in modo da garantire i seguenti obiettivi:a) minimizzare le cause di
rilascio accidentale di G.P.L., di incendio e di esplosione;b)
limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;c)
limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e/o locali
contigui all’impianto;d) ridurre la frequenza delle operazioni di
riempimento dei serbatoi fissi, contribuendo in tal modo a ridurre il
traffico stradale di merci pericolose;e) permettere ai soccorritori di
operare in condizioni di sicurezza.Art. 3Ubicazione dell’impianto1.
Gli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio liquefatto
per autotrazione non possono sorgere:a) nella zona territoriale
omogenea totalmente edificata, individuata come zona A nel piano
regolatore generale o nel programma di fabbricazione ai sensi
dell’articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, e nei
comuni sprovvisti dei predetti strumenti urbanistici, all’interno del
perimetro del centro abitato, delimitato a norma dell’articolo 17
della legge 6 agosto 1967, n. 765, quando, nell’uno e nell’altro caso,
la densità della edificazione esistente, nel raggio di duecento
metri dal perimetro degli elementi pericolosi dell’impianto, come
definiti al punto 3 dell’allegato al presente decreto, e dall’area di
sosta dell’autocisterna, risulti superiore a tre metri cubi per metro
quadrato;b) nelle zone di completamento e di espansione dell’aggregato
urbano indicate nel piano regolatore generale o nel programma di
fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di
edificabilità superiore a tre metri cubi per metro quadrato;c)
nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.2. La
rispondenza dell’area prescelta per l’installazione dell’impianto alle
caratteristiche urbanistiche della zona deve essere attestata dal
sindaco o comprovata da perizia giurata a firma di professionista,
iscritto al relativo albo professionale, competente per la
sottoscrizione del progetto dell’impianto medesimo.Art. 4Divieto di
permanenza in aree non più rispondenti1. L’impianto
regolarmente installato deve essere rimosso quando l’edificazione
effettiva abbia superato, nell’area compresa entro il raggio di
duecento metri dal perimetro degli elementi pericolosi dell’impianto,
come definiti al punto 3 dell’allegato al presente regolamento, e
dall’area di sosta dell’autocisterna, la densità territoriale
di tre metri cubi per metro quadrato.2. L’impianto che, per variazioni
degli strumenti urbanistici comunali intervenute successivamente alla
sua realizzazione, venga a cadere in una zona destinata a verde
pubblico deve essere rimosso allorché l’area destinata a verde
pubblico venga integralmente attrezzata, ovvero quando vengano a
mancare le distanze di sicurezza esterne rispetto alle strutture di
tipo fisso di pertinenza dell’area stessa.Art. 5Mancanza delle
distanze di sicurezza1. Quando per effetto di variazioni intervenute
nella situazione dei luoghi, le distanze di sicurezza esterne non
risultano più rispettate, l’impianto deve essere rimosso.Art.
6Deroghe1. Qualora in ragione di particolari esigenze di ordine
tecnico o funzionale non fosse possibile il rispetto di qualcuna delle
prescrizioni contenute nella regola tecnica di cui all’allegato A,
può essere avanzata motivata richiesta di deroga ai sensi
dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
1998, n. 37. Le istanze devono essere redatte secondo le
modalità indicate nell’articolo 5 del decreto del Ministro
dell’interno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998.2. Non può essere oggetto di
deroga il mancato rispetto delle condizioni previste agli articoli 4 e
5, nonché delle distanze di sicurezza esterne.Art.
7AbrogazioniSono abrogate le seguenti disposizioni:a) articoli 1, 7,
terzo comma, 8, 9, 10, 11, 17, 18, 19, 21, 25, 26, 27, 28 e 29 del
decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1971, n. 208;b)
articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio
1971, n. 208, nel testo modificato dall’articolo 1 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 novembre 1986, n. 1024;c) articolo 3,
secondo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica
12 gennaio 1971, n. 208, nel testo sostituito dall’articolo 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 17 novembre 1986, n. 1024;d)
articolo 16, primo, secondo, terzo, quarto, sesto e settimo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1971, n. 208, nel
testo sostituito dall’articolo 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 16 gennaio 1979, n. 28;e) articoli 22, 23 e 24 del decreto
del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1971, n. 208, nel testo
sostituito, rispettivamente, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 gennaio 1979, n. 28;f) articolo 5 del
decreto del Presidente della Repubblica 16 gennaio 1979, n. 28.Art.
8Disposizioni finali1. Il Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro delle attività produttive, provvede, ai sensi
dell’articolo 11, quarto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, ad aggiornare le norme di sicurezza
antincendio per gli impianti di distribuzione stradale di gas di
petrolio liquefatto per autotrazione con propri decreti.Il presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.Allegato AREGOLA TECNICA IN MATERIA DI SICUREZZA
ANTIN-CENDIO DEGLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE STRADALE DI GAS DI
PETROLIO LIQUEFATTO PER AUTO- TRAZIONE (art. 1, comma 1).Titolo
IGENERALITA’ 1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.1. Per
i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda a
quanto stabilito con decreto del Ministro dell’interno in data 30
novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).
Inoltre, ai fini del presente decreto, si definisce:area di sosta
dell’autocisterna: area delimitata da apposita segnaletica orizzontale
corrispondente alla proiezione in pianta dell’ingombro massimo
dell’autocisterna durante l’operazione di riempimento dei serbatoi
fissi;barrel: recipiente metallico, interno o esterno al serbatoio
fisso, destinato al contenimento delle pompe sommerse e dotato di una
valvola di livello minimo, manovrabile dall’esterno che ha la duplice
funzione di:- garantire il funzionamento della pompa sotto battente;-
isolare la pompa dal G.P.L. contenuto nel serbatoio per la
manutenzione;capacità di un serbatoio: volume geometrico
interno del serbatoio;pistola di erogazione: dispositivo montato
all’estremità di una manichetta flessibile che si innesta al
disposi…

[Continua nel file zip allegato]

Edilone.it