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per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di attrezzature a pressione
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

IL PARLAMENTO EUROPEO
E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA visto il trattato che
istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 100 A
viste le proposte della Commissione
visto il parere del Comitato economico e sociale
deliberando secondo le procedure di cui all’articolo 189 B del
trattato,
visto il testo approvato dal Comitato di conciliazione il 4 febbraio
1997
(1) considerando che il mercato interno comporta uno spazio senza
frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione delle
merci, delle persone, dei servizi e dei capitali
(2) considerando che vi sono differenze di contenuto e di campo
d’applicazione delle disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative in vigore negli Stati membri in materia di salute e di
sicurezza delle persone e, se del caso, degli animali domestici e dei
beni riguardanti attrezzature a pressione non disciplinate dalla
vigente legislazione comunitaria; che le procedure di certificazione e
di ispezione per tali attrezzature differiscono da uno Stato membro
all’altro; che tali divergenze sono tali da costituire un ostacolo
agli scambi all’interno della Comunità
(3) considerando che l’armonizzazione delle disposizioni legislative
nazionali costituisce l’unico mezzo per rimuovere tali ostacoli agli
scambi; che tale obiettivo non può essere raggiunto in modo
soddisfacente dai singoli Stati membri; che la presente direttiva
stabilisce unicamente i requisiti indispensabili al fine di garantire
la libera circolazione degli apparecchi ai quali essa si applica
(4) considerando che le attrezzature sottoposte a una pressione
inferiore o pari a 0,5 bar non presentano rischi significativi
connessi alla pressione; che la loro libera circolazione nella
Comunità non può quindi essere ostacolata; che la presente direttiva
si applica pertanto alle attrezzature sottoposte a una pressione
massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar
(5) considerando che la presente direttiva riguarda anche gli insiemi
composti da varie attrezzature a pressione montate per costituire un
tutto integrato e funzionale; che tali insiemi possono andare da un
insieme semplice quale una pentola a pressione fino a insiemi
complessi come una caldaia tubolare ad acqua; che, qualora il
fabbricante di un insieme destini quest’ultimo a essere
commercializzato e messo in servizio in quanto tale – e non gli
elementi costitutivi non montati – tale insieme deve essere conforme
alla presente direttiva; che invece la presente direttiva non
comprende il montaggio di attrezzature a pressione effettuato in loco
dall’utilizzatore, sotto la responsabilità di quest’ultimo, come gli
impianti industriali
(6) considerando che la presente direttiva armonizza le disposizioni
nazionali per quanto concerne il rischio derivante dalla pressione;
che, pertanto, gli altri rischi che possono presentare tali
attrezzature sono contemplati, se del caso, da altre direttive al
riguardo; che tuttavia attrezzature a pressione possono essere incluse
in prodotti oggetto di altre direttive adottate in base all’articolo
100 A; che le disposizioni previste da talune di queste direttive
riguardano il rischio derivante dalla pressione; che dette
disposizioni sono considerate sufficienti per un’adeguata prevenzione
dei rischi derivanti dalla pressione che le attrezzature in questione
presentano ove il loro livello di rischio sia modesto; che occorre
pertanto escludere tali attrezzature dal campo d’applicazione della
presente direttiva
(7) considerando che per le attrezzature a pressione contemplate in
convenzioni internazionali i rischi connessi con il trasporto, nonché
il rischio dovuto alla pressione, saranno trattati quanto prima in
future direttive comunitarie basate su dette convenzioni o complemento
delle direttive esistenti; che pertanto tali attrezzature sono escluse
dal campo d’applicazione della presente direttiva
(8) considerando che talune attrezzature a pressione, anche se
sottoposte a una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar,
non presentano rischi significativi derivanti dalla pressione; che
pertanto non si dovrebbero frapporre ostacoli alla libera circolazione
di attrezzature siffatte che siano state legalmente fabbricate o
commercializzate in uno Stato membro; che non è necessario, per
assicurarne la libera circolazione, includerle nel campo
d’applicazione della presente direttiva; che di conseguenza ne sono
state espressamente escluse
(9) considerando che sono escluse dal campo di applicazione della
presente direttiva altre attrezzature a pressione, sottoposte a una
pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar e soggette a un
rischio rilevante derivante dalla pressione, per le quali sono
comunque garantiti la libera circolazione e un adeguato livello di
sicurezza; che tali deroghe dovrebbero tuttavia essere riesaminate
periodicamente onde accertare l’eventuale necessità di avviare azioni
a livello dell’Unione
(10) considerando che le normative che mirano ad eliminare gli
ostacoli tecnici agli scambi devono seguire la nuova strategia
definita nella risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1985, relativa
ad una nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e
normalizzazione, che richiede una definizione dei requisiti essenziali
in materia di sicurezza ed altri requisiti della società che non
riducano i livelli giustificati di protezione esistenti all’interno
degli Stati membri; che tale risoluzione stabilisce che un’unica
direttiva disciplini un numero molto vasto di prodotti onde evitare
frequenti modifiche e la proliferazione di direttive
(11) considerando che le direttive comunitarie esistenti sul
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di
attrezzature a pressione hanno consentito di orientarsi verso
l’eliminazione degli ostacoli agli scambi in questo settore; che le
suddette direttive disciplinano tale settore soltanto in minima parte;
che la direttiva 87/404/CEE del Consiglio, del 25 giugno 1987,
relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in
materia di recipienti semplici a pressione, è il primo caso in cui
viene applicata la nuova strategia in un settore delle attrezzature a
pressione; che la presente direttiva non si applica al settore
disciplinato dalla direttiva 87/404/CEE; che l’applicazione della
direttiva 87/404/CEE sarà riesaminata non oltre 3 anni
dall’entrata in vigore della presente direttiva per valutare
l’eventuale necessità di una sua integrazione nella presente direttiva
(12) considerando che la direttiva quadro 76/767/CEE del Consiglio,
del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alle disposizioni comuni agli
apparecchi a pressione ed ai metodi di controllo di questi apparecchi,
ha carattere non obbligatorio; che essa stabilisce una procedura per
il riconoscimento bilaterale delle prove e delle certificazioni delle
attrezzature a pressione che non si è rivelata soddisfacente e che
deve essere pertanto sostituita da misure comunitarie efficaci
(13) considerando che il campo di applicazione della presente
direttiva deve fondarsi su una definizione generale di «attrezzatura a
pressione» per tener conto dello sviluppo tecnico dei prodotti
(14) considerando che, al fine di garantire la sicurezza delle
attrezzature a pressione, è essenziale la conformità con i requisiti
essenziali di sicurezza; che detti requisiti si suddividono in
requisiti generali e specifici che le attrezzature a pressione devono
soddisfare; che i requisiti specifici, in particolare, devono tenere
conto di tipi di attrezzature a pressione; che alcuni tipi di
attrezzature a pressione delle categorie III e IV debbono essere
soggetti ad una valutazione finale comprendente un’ispezione finale e
prove
(15) considerando che gli Stati membri dovrebbero essere in grado di
permettere, in occasione di fiere commerciali, la presentazione di
attrezzature a pressione non ancora conformi ai requisiti della
presente direttiva; che nel corso delle dimostrazioni debbono essere
prese le misure di sicurezza adeguate per garantire la sicurezza delle
persone, in applicazione delle norme generali di sicurezza dello Stato
membro interessato
(16) considerando che, al fine di facilitare il compito di provare la
conformità con i requisiti essenziali, sono utili norme armonizzate a
livello europeo, in particolare per quanto riguarda la progettazione,
la fabbricazione e le prove delle attrezzature a pressione, e che la
suddetta conformità lascia presumere che il prodotto soddisfi i
suddetti requisiti essenziali; che le norme armonizzate a livello
europeo sono elaborate da organismi privati e devono conservare il
loro carattere non obbligatorio; che a tal fine il comitato europeo di
normalizzazione (CEN) e il comitato europeo di coordinamento delle
norme elettrotecniche (Cenelec) sono riconosciuti come gli organismi
competenti per l’adozione di norme armonizzate che seguano gli
orientamenti generali per la cooperazione tra la Commissione e tali
organismi, firmati il 13 novembre 1984
(17) considerando che, ai fini della presente direttiva, per norma
armonizzata s’intende una specifica tecnica (norme europee o documenti
di armonizzazione) adottata da uno dei due, o da entrambi gli
organismi citati in precedenza su invito della Commissione a norma
della direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che
prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche, e in base ai suddetti orientamenti
generali; che, in materia di questioni normative, sarebbe opportuno
che la Commissione sia coadiuvata dal comitato istituito dalla
direttiva 83/189/CEE; che, se del caso, quest’ultimo si avvale
della consulenza di esperti tecnici
(18) considerando che la fabbricazione di attrezzature a pressione
esige l’impiego di materiali sicuri; che in mancanza …

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