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Disposizioni recanti il divieto di accesso di alcune navi nei porti na...

Disposizioni recanti il divieto di accesso di alcune navi nei porti nazionali per la salvaguardia della sicurezza della navigazione.
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto
con IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA
DEL TERRITORIO
Vista la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta a
Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva in Italia
con la legge 2 dicembre 1994, n. 689
Visti in particolare gli articoli 21, 25 e 211, della predetta
Convenzione che attribuiscono agli Stati rivieraschi, singolarmente o
congiuntamente, la facoltà di adottare misure per salvaguardare la
sicurezza della navigazione, assicurare la conservazione delle risorse
biologiche del mare, preservare l’ambiente marino e prevenire, ridurre
e controllare i fenomeni d’inquinamento del mare e delle coste
Viste le conclusioni cui sono unanimemente pervenuti i Ministri dei
trasporti dell’Unione europea nel corso della 2472° sessione del
Consiglio, tenutasi a Bruxelles il 5 e 6 dicembre 2002, e le analoghe
conclusioni del Consiglio dei Ministri dell’ambiente del 9 dicembre
2002, secondo cui il trasporto degli idrocarburi più pesanti deve aver
luogo unicamente mediante navi cisterna a doppio scafo e, pertanto,
gli Stati membri hanno convenuto sull’opportunità di adottare misure
per controllare e limitare, in termini non discriminatori ed in
conformità con il diritto internazionale del mare, il traffico operato
con navi di età superiore ai 15 anni adibite al trasporto di dette
tipologie di prodotti entro le 200 miglia dal loro litorale, in quanto
le medesime costituiscono una minaccia per l’ambiente marino
Vista altresì la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo
ed al Consiglio (COM(2002) 681 final del 3 dicembre 2002) sul
rafforzamento della sicurezza marittima in seguito al naufragio della
petroliera “Prestige”, nel quale sono indicate alcune delle principali
misure da adottare per minimizzare il rischio di incidenti futuri
anche attraverso un regolamento che vieti il trasporto di idrocarburi
pesanti in petroliere a scafo singolo dirette ai o provenienti dai
porti comunitari
Viste le conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del 12 e 13
dicembre 2002, che confermano l’impegno dell’Unione europea per
rafforzare la sicurezza marittima e la prevenzione dell’inquinamento
marino
Vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 417/2002
sull’introduzione accelerata delle norme in materia di doppio scafo o
di tecnologia equivalente per le petroliere monoscafo e che abroga il
regolamento (CE) n. 2978/94 del Consiglio presentata dalla Commissione
europea il 20 dicembre 2002, che, prevede, tra l’altro, il divieto di
accesso ai porti comunitari per le navi petroliere che trasportano i
prodotti petroliferi pesanti più inquinanti
Visto l’art. 83 del Codice della navigazione, come modificato
dall’art. 5 della legge 7 marzo 2001, n. 51, che prevede la facoltà di
limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare
territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della
navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente, per motivi
di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il
divieto si estende
Preso atto del frequente verificarsi di sinistri marittimi che
coinvolgono navi cisterna a scafo singolo adibite al trasporto di
idrocarburi pesanti, con gravi ripercussioni sull’ecosistema marino e
sulle risorse del mare
Considerato che le coste della penisola italiana ed i mari che la
circondano sono particolarmente vulnerabili alle minacce derivanti da
sinistri marittimi in cui possano incorrere tali navi, tenuto conto
del lentissimo ricambio che caratterizza le acque del bacino del
Mediterraneo
Ritenuto, nelle more dell’adozione delle nuove misure proposte a
livello comunitario, di avvalersi delle facoltà consentite dall’art.
83 del Codice della navigazione per vietare l’accesso delle suddette
navi cisterna nei porti, nei terminali off-shore e nelle zone di
ancoraggio nazionali Decreta:Articolo unico 1.
Fino all’entrata in vigore di norme dell’Unione europea di analogo
effetto, è vietato l’accesso ai porti, ai terminali off-shore ed alle
zone di ancoraggio nazionali delle navi cisterna a scafo singolo di
qualsiasi nazionalità di età superiore ai quindici anni e di portata
lorda superiore alle 5.000 tonnellate che trasportano combustibile
pesante, oli usati, greggio pesante, bitume e catrame.
2. Per “greggio pesante” si intendono i prodotti petroliferi dei
codici della nomenclatura combinata (NC) del regolamento (CE) n.
1832/2002 della Commissione europea del 1 agosto 2002, che modifica
l’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio
contrassegnati con il numero 27 09 00 90 e con un grado API inferiore
a 30.
3. Del divieto di cui al comma 1, è data informazione a tutti gli
Stati parte della Convenzione delle Nazioni Unite di Montego Bay sul
diritto del mare del 10 dicembre 1982. Analoga comunicazione è data
contestualmente all’International Maritime Organization.
4. Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entra in vigore il sessantesimo giorno
successivo alla sua pubblicazione. Roma, 21 febbraio 2003

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