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Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e de...

Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998,
sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro
i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro;
Vista la legge 29 dicembre 2000, n. 422 (Legge comunitaria 2000),
ed in particolare l’art. 1, commi 1 e 2, e l’allegato A;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 gennaio 2002;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, reso
nella seduta del 31 gennaio 2002;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1 febbraio 2002;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i
Ministri della salute, dell’economia e delle finanze, degli affari
esteri, della giustizia, per la funzione pubblica e delle attività
produttive;Emana
il seguente decreto legislativo:Art. 11. Il titolo
del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato
dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, d’ora in avanti
denominato: “decreto legislativo n. 626/94”, è sostituito dal
seguente:
“Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE,
95/63/CE, 97/42, 98/24 e 99/38 riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori durante il
lavoro”.Art. 2(*)1. Al titolo VII del decreto
legislativo n. 626/94 è aggiunto il seguente:
“Titolo VII-bis
PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI
Art. 72-bis (Campo di applicazione). – 1. Il presente titolo
determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i
rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare,
dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come
risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di
agenti chimici.
2. I requisiti individuati dal presente titolo si applicano a tutti
gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro,
fatte salve le disposizioni relative agli agenti chimici per i quali
valgono provvedimenti di protezione radiologica regolamentati dal
decreto legislativo n. 230 del 1995, e successive modifiche.
3. Per gli agenti cancerogeni sul lavoro, si applicano le disposizioni
del presente titolo, fatte salve le disposizioni specifiche contenute
nel titolo VII del decreto legislativo n. 626/94, come modificato dal
decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 66.
4. Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì al
trasporto di agenti chimici pericolosi, fatte salve le disposizioni
specifiche contenute nei decreti ministeriali 4 settembre 1996, 15
maggio 1997, 28 settembre 1999 e decreto legislativo 13 gennaio 1999,
n. 41, di attuazione della direttiva 94/55/CE, nelle disposizioni
del codice IMDG del codice IBC e nel codice IGC, quali definite
dall’articolo 2 della direttiva 93/75/CEE, nelle disposizioni
dell’accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci
pericolose per vie navigabili interne (ADN) e del regolamento per il
trasporto delle sostanze pericolose sul Reno (ADNR), quali incorporate
nella normativa comunitaria e nelle istruzioni tecniche per il
trasporto sicuro di merci pericolose emanate alla data del 25 maggio
1998.
5. Le disposizioni del presente titolo non si applicano alle attività
comportanti esposizione ad amianto che restano disciplinate dalla
normativa specifica.
Art. 72-ter (Definizioni). – 1. Ai fini del presente titolo si
intende per:
a) agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli
sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o
smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi
attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano
immessi o no sul mercato;
b) agenti chimici pericolosi:
1) agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive
modifiche, nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di
classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto.
Sono escluse le sostanze pericolose solo per l’ambiente;
2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del
decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, e successive
modifiche, nonché gli agenti che rispondono ai criteri di
classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto.
Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l’ambiente;
3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi,
in base ai punti 1) e 2), possono comportare un rischio per la
sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà
chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono
utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici
cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale;
c) attività che comporta la presenza di agenti chimici: ogni attività
lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede
l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la
manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il
trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa;
d) valore limite di esposizione professionale: se non diversamente
specificato, il limite della concentrazione media ponderata nel tempo
di un agente chimico nell’aria all’interno della zona di respirazione
di un lavoratore in relazione ad un determinato periodo di
riferimento; un primo elenco di tali valori è riportato nell’allegato
VIII-ter;
e) valore limite biologico: il limite della concentrazione del
relativo agente, di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto,
nell’appropriato mezzo biologico; un primo elenco di tali valori è
riportato nell’allegato VIII-quater;
f) sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute del
singolo lavoratore in funzione dell’esposizione ad agenti chimici sul
luogo di lavoro;
g) pericolo: la proprietà intrinseca di un agente chimico di poter
produrre effetti nocivi;
h) rischio: la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle
condizioni di utilizzazione o esposizione.
Art. 72-quater (Valutazione dei rischi). – 1. Nella valutazione di
cui all’art. 4, il datore di lavoro determina, preliminarmente
l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro
e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori
derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione
in particolare:
a) le loro proprietà pericolose;
b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal produttore
o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai
sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52 e 16 luglio
1998, n. 285 e successive modifiche;
c) il livello, il tipo e la durata dell’esposizione;
d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali
agenti, compresa la quantità degli stessi;
e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite
biologici; di cui un primo elenco è riportato negli allegati VIII-ter
ed VIII-quater;
f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da
adottare;
g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di
sorveglianza sanitaria già intraprese.
2. Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro indica quali
misure sono state adottate ai sensi dell’articolo 72-quinquies e, ove
applicabile, dell’articolo 72-sexies. Nella valutazione medesima
devono essere incluse le attività, ivi compresa la manutenzione, per
le quali è prevedibile la possibilità di notevole esposizione o che,
per altri motivi, possono provocare effetti nocivi per la salute e la
sicurezza, anche dopo che sono state adottate tutte le misure
tecniche.
3. Nel caso di attività lavorative che comportano l’esposizione a più
agenti chimici pericolosi, i rischi sono valutati in base al rischio
che comporta la combinazione di tutti i suddetti agenti chimici.
4. Fermo restando quanto previsto dai decreti legislativi 3 febbraio
1997, n. 52, e 16 luglio 1998, n. 285, e successive modifiche,
il fornitore o il produttore di agenti chimici pericolosi è tenuto a
fornire al datore di lavoro acquirente tutte le ulteriori informazioni
necessarie per la completa valutazione del rischio.
5. La valutazione del rischio può includere la giustificazione che la
natura e l’entità dei rischi connessi con gli agenti chimici
pericolosi rendono non necessaria un’ulteriore valutazione
maggiormente dettagliata dei rischi.
6. Nel caso di un’attività nuova che comporti la presenza di agenti
chimici pericolosi, la valutazione dei rischi che essa presenta e
l’attuazione delle misure di prevenzione sono predisposte
preventivamente. Tale attività comincia solo dopo che si sia proceduto
alla valutazione dei rischi che essa presenta e all’attuazione delle
misure di prevenzione.
7. Il datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e,
comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla
resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne
mostrino la necessità.
Art. 72-quinquies (Misure e principi generali per la prevenzione
dei rischi). – 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3,
devono essere eliminati i rischi derivanti da agenti chimici
pericolosi o ridotti al minimo mediante le seguenti misure:
a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo
di lavoro;
b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative
procedure di manutenzione adeguate;
c) riduzione al minimo del numero di lavorato…

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