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Attuazione dell'art. 23, comma 4, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e successive modificazioni ed integrazioni, in materia di vigilanza sull'applicazione della legislazione sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZEdi concerto conIL
MINISTRO DEL LAVOROE DELLE POLITICHE SOCIALIeIL MINISTRO DELLA
SALUTEVista la legge 23 aprile 1959, n. 189, recante l’ordinamento del
Corpo della guardia di finanza;Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 29 gennaio 1999, n. 34, concernente la struttura ordinativa
del Corpo della guardia di finanza;Visto il decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, riguardante il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi
di lavoro;Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
concernente la riforma dell’organizzazione del Governo;Visti gli
articoli 44 e 64 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, che
prevedono, rispettivamente, l’istituzione del comparto sanitario della
Guardia di finanza, nonché le competenze degli ufficiali medici
della Guardia di finanza;Visto il decreto del Ministro delle finanze
13 agosto 1998, n. 325, che ha approvato il regolamento recante norme
per l’applicazione al Corpo della guardia di finanza delle
disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nel luogo
di lavoro;Ritenuto di dover individuare le aree riservate e operative
e quelle che presentano analoghe esigenze, nonché le
modalità di effettuazione del controllo in dette aree da parte
dei servi sanitari e tecnici istituiti nell’ambito del Corpo della
guardia di finanza ai sensi dell’art. 23, comma 4, del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626;Decreta:Art. 11. Ai fini
dell’applicazione dell’art. 23, comma 4, del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, come modificato dall’art. 10 del decreto
legislativo 19 marzo 1996, n. 242, il Corpo della guardia di finanza
provvede con i propri servizi sanitari e tecnici ad effettuare i
controlli tecnici, le verifiche, i collaudi, gli accertamenti sanitari
ed a rilasciare le necessarie certificazioni in materia di sicurezza e
salute sul luogo di lavoro, secondo le disposizioni vigenti.2. I
servizi sanitari e tecnici di cui al comma 1 potranno anche avvalersi
della collaborazione di personale civile in possesso dei requisiti
culturali e professionali prescritti, appositamente incaricato in base
a specifiche convenzioni da stipulare anche a titolo oneroso. Il
predetto personale deve essere in possesso dell’abilitazione prevista
dal regio decreto 11 luglio 1941, n. 1161, concessa con il rilascio
dell’apposito nulla osta di segretezza. Si può ricorrere ai
privati, oltre che a organismi nazionali competenti per legge, dopo
aver riscontrato la mancanza di tecnici appartenenti alla pubblica
amministrazione.Art. 21. I servizi sanitari e tecnici di cui all’art.
1, comma 1, espletano, mediante personale appositamente incaricato con
determinazione del Comandante generale, attività di vigilanza
sull’applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute
nelle aree ove vengono svolte attività di carattere riservato o
operativo o che presentano analoghe esigenze, secondo le indicazioni
di cui ai commi 3 e 4 e con le modalità stabilite dalle
disposizioni vigenti.2. Il personale dei servizi tecnici e sanitari
che svolge l’attività di vigilanza di cui al comma 1, non
può fare parte del servizio di prevenzione e protezione, di cui
all’art. 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.3.
Costituiscono, in particolare, aree riservate od operative, oltre alle
caserme e agli stabilimenti ove sono ubicati i comandi e gli organi di
esecuzione del servizio di ogni ordine e grado, ai comandi, istituti e
centri di reclutamento e addestramento, ai comandi, reparti e alle
strutture di supporto tecnico, logistico e amministrativo ed ai
comandi e organi dei reparti speciali:a) l’ufficio del generale
addetto;b) il II reparto del Comando generale;c) la centrale
operativa;d) il centro elaborazioni dati, il centro di
fotoriproduzione e la sala stampa del Comando generale;e) le sale
operative, i centri cifra, le segreterie di sicurezza, i centri
trasmissione e telecomunicazioni;f) le aree ove vengono svolte
esercitazioni di tiro o in cui sono conservate armi, munizioni ed
esplosivi;g) i mezzi di trasporto terrestri, navali ed aerei e
relative officine meccaniche e luoghi di rimessaggio;h) gli schedari
ed archivi;i) il laboratorio scientifico;j) il centro tipografico;k)
le strutture campali fisse e mobili e gli accantonamenti.4. Sono
considerati luoghi aventi caratteristiche analoghe alle aeree
riservate ed operative i manufatti riconducibili, nelle proprie
finalità, alla difesa militare ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, dell’art. 4, comma
3, della legge 1 dicembre 1986, n. 831, e del decreto del Presidente
della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, ed ogni altro luogo
individuato come militare ai sensi dell’art. 230 del codice penale
militare di pace, con esclusione di quelli non direttamente condotti e
gestiti dal Corpo della guardia di finanza.Art. 31. L’esatta
ubicazione delle aree e dei manufatti di cui all’art. 2 del presente
decreto e dei restanti ambienti ordinari di lavoro è portata a
conoscenza dei competenti organi di vigilanza con apposite
comunicazioni dei datori di lavoro.

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