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Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e succes...

Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 87 della Costituzione;
Visto il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, concernente la disciplina
igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e
delle bevande;
Viste le leggi 26 febbraio 1963, n. 441 e 6 dicembre 1965, n. 1367,
che recano modificazioni alla predetta legge;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n.
4, concernente il trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle
funzioni amministrative statali in materia di assistenza sanitaria ed
ospedaliera e dei relativi personali ed uffici;
Vista la legge 22 luglio 1975, n. 382, concernente le norme
sullordinamento regionale e sull’organizzazione della pubblica
amministrazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, di attuazione della delega di cui all’art. 1 della legge 22
luglio 1975, n. 382;
Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, di istituzione del
Servizio sanitario nazionale;
Sentito il Consiglio superiore di sanità;
Udito il parere del Consiglio di Stato; Sentito il Consiglio dei
Ministri;
Sulla proposta del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri
di grazia e giustizia, dell’interno, delle finanze, dell’agricoltura e
delle foreste, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dei
trasporti, del lavoro e della previdenza sociale, del commercio con
l’estero e per le regioni; Decreta:
È approvato, con i relativi allegati A, B, C, D ed E, l’unito
regolamento di esecuzione delle norme contenute nella legge 30 aprile
1962, n. 283, e successive modificazioni, concernente la
disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze
alimentari e delle bevande.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto
nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. Titolo I Vigilanza igenico-sanitaria
Art. 1
Norma generale Agli effetti del presente
regolamento, il termine ”legge“ senza ulteriori precisazioni, si
intende riferito alla L. 30 aprile 1962, n. 283, modificata dalla
L. 26 febbraio 1963, n. 441 e dalla L. 6 dicembre 1965, n.
1367.Art. 2
0ggetto della vigilanza
Ai fini della tutela della pubblica salute sono soggetti a vigilanza
da parte dell’autorità sanitaria la produzione, il commercio e
l’impiego:
1) delle sostanze destinate all’alimentazione;
2) degli utensili da cucina e da tavola;
3) dei recipienti per conservare le sostanze alimentari, nonché degli
imballaggi e contenitori esterni che, pur non venendo a contatto
diretto con le sostanze alimentari, per la natura di queste e per le
condizioni di impiego, possono cedere i loro componenti alle sostanze
stesse;
4) dei recipienti, utensili ed apparecchi, che possono venire a
contatto diretto con le sostanze alimentari nelle normali fasi della
produzione e del commercio;
5) dei prodotti usati in agricoltura per la protezione delle piante e
a difesa delle sostanze alimentari immagazzinate di cui al D.P.R. 3
agosto 1968, n. 1255.
Sono altresì soggetti a vigilanza da parte dell’autorità sanitaria:
a) i locali, gli impianti, gli apparecchi e le attrezzature usati
nelle varie fasi della produzione e del commercio delle sostanze
alimentari;
b) il personale addetto alla produzione, al confezionamento e al
commercio delle sostanze alimentari;
c) i mezzi adibiti al trasporto delle sostanze alimentari.Art. 3

Individuazione delle autorità sanitarie competenti
La vigilanza di cui all’art. 2 del presente regolamento è esercitata:
1) dal Ministero della sanità, attraverso i propri organi centrali,
ovvero attraverso gli uffici di sanità marittima e aerea e gli uffici
veterinari di confine, porto, aeroporto e dogana interna;
2) dall’organo delle regioni, o delle province autonome di Trento e di
Bolzano, competente secondo il rispettivo ordinamento;
3) dai comuni, o loro consorzi, attraverso le unità sanitarie locali.
L’autorità sanitaria, per l’espletamento dei servizi di vigilanza
sull’igiene degli alimenti, si avvale dell’opera del personale
all’uopo posto alle proprie dipendenze, nonché in particolari
circostanze, e con l’osservanza delle norme vigenti, di personale di
altre amministrazioni, previa intesa con le stesse amministrazioni.
Art. 4
Attività informativa e di coordinamento operativo
delle autorità sanitarie periferiche
Spetta all’organo regionale o provinciale di cui al n. 2) del
precedente art. 3, nell’ambito delle proprie attribuzioni, sentito il
direttore del competente istituto incaricato della vigilanza per la
repressione delle frodi nella produzione e nel commercio dei prodotti
agrari:
1) coordinare la vigilanza di cui all’art. 2 del presente regolamento,
attuando unità di interventi e di criteri nelle ispezioni, nel
prelievo dei campioni e nelle denunce;
2) formulare proposte o suggerimenti di ordine tecnico al Ministero
della sanità sulla base dei prelievi effettuati in occasione di
interventi di competenza;
3) segnalare al Ministero della sanità nuove forme di infrazioni
riscontrate nell’ambito della vigilanza.Art. 5
Ambito della vigilanza operativa
Gli organi di vigilanza di cui all’art. 3 del presente regolamento,
salvo quanto previsto al successivo art. 12, possono procedere in
qualsiasi momento ad ispezioni o prelievi di campioni negli
stabilimenti, nei laboratori di produzione e confezionamento, nei
magazzini, nei depositi, nei mercati, negli spacci di vendita, negli
alberghi, ristoranti, trattorie ed altri pubblici esercizi, nonché
nelle mense soggette ad autorizzazione sanitaria ed amministrativa, ed
in genere ovunque si distribuiscono a qualsiasi titolo per il consumo
e si smerciano sostanze alimentari.
La vigilanza si esercita altresì sulle merci, sia all’atto della
spedizione che durante il trasporto, nonché al loro arrivo a
destinazione.
Nel caso di trasporti aerei, ferroviari e navali, le operazioni di
ispezione o prelevamento si effettuano con l’assistenza del vettore
negli impianti di partenza e di arrivo.
A tale scopo il personale delle amministrazioni ferroviarie nonché
quello delle imprese di navigazione marittima, aerea, lacunale e
fluviale e di trasporto stradale non può impedire le ispezioni ed i
prelievi di campioni ritenuti necessari dagli organi di vigilanza né
può condizionarne l’esecuzione ad una preventiva autorizzazione
amministrativa.Art. 6
Modalità e norme di prelevamento dei campioni da sottoporre ad analisi
chimica
Per il prelievo dei campioni destinati all’analisi chimica, salvo
quanto previsto da norme speciali, nonché dal successivo art. 9, o
quando ricorrano particolari esigenze di controllo, si applicano le
modalità stabilite dall’allegato A del presente regolamento.
Qualora non sia possibile applicare esattamente le modalità di cui al
comma precedente deve essere fatta espressa menzione, nel verbale di
prelevamento, dei motivi che vi hanno ostato.Art. 7
Contrassegni di identificazione dei singoli campioni
Ciascuno dei campioni di cui al precedente art. 6 deve essere
costituito di cinque parti equivalenti, ciascuna delle quali deve
essere chiusa e sigillata, preferibilmente con piombini e con suggello
recante impressa la dicitura dell’ufficio che ha disposto il prelievo.
Il responsabile dell’esercizio od un suo rappresentante, o il
detentore della merce, ha facoltà di apporvi un proprio timbro o
sigillo e di ciò si deve far menzione nel verbale di prelevamento di
cui al successivo art. 15.
Su ognuna delle parti costituenti il campione deve figurare, oltre
all’intestazione dell’ufficio che ha disposto il prelievo, la data del
prelievo, la natura della merce prelevata, il numero del verbale di
prelevamento, nonché la firma di chi esegue il prelievo e del
responsabile dell’esercizio o di un suo rappresentante o del detentore
della merce.
Ove questi ultimi dovessero rifiutarsi di firmare, del fatto deve
farsi menzione nel verbale di prelevamento.
Le indicazioni previste dal terzo comma del presente articolo possono
essere riportate anche su di un cartellino assicurato al campione, o
alle parti equivalenti che lo compongono, in modo da impedirne il
distacco.Art. 8
Prelevamenti di campioni dalle grandi partite
Per eseguire il controllo di grandi partite di prodotti giacenti
presso stabilimenti di produzione o depositi, si debbono prelevare
campioni sufficientemente rappresentativi, idonei ad accertare i
requisiti dell’intera partita.
Con le procedure dell’art. 21 della legge, possono essere stabiliti i
piani di prelevamento dei campioni.Art. 9
Adeguamento alle direttive della Comunità Economica Europea
Fatte salve le competenze stabilite da leggi e regolamenti
speciali, il Ministro della sanità, in applicazione di direttive
comunitarie, può, con proprio decreto, apportare modifiche agli
allegati al presente regolamento per quanto attiene al prelievo dei
campioni (*).
————
(*) Si vedano anche i DD.MM. 20/12/1980, 24/02/1988 n. 149 e
8/11/1989 n. 435. Art. 10
Prelevamento e conservazione di campioni di sostanze
di particolare natura
Nel caso di sostanze alimentari, delle quali si debba controllare il
contenuto di umidità, e di prodotti che per la loro natura, se posti
in recipienti a chiusura ermetica siano soggetti ad alterazione, si
applicano le speciali norme di prelevamento di cui all’allegato A,
paragrafo 4, del presente regolamento.
Il Ministro della sanità, su proposta della commissione di cui
all’art. 21 della legge, determina, con proprio decreto, le modalità
di trasporto e conservazione dei campioni di sostanze alimentari da
sottoporre a controlli chimici che, per la loro natura, sono soggette
a subire alterazioni o variazioni dello stato in cui si trovano
all’atto del prelievo.Art. 11
Operazioni di vigilanza, con…

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