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Depositi di G.P.L. di capacità non superiore a 5 mc in serbatoi interrati protetti con rivestimento in resine epossidiche e sistema di protezione catodica ad anodi sacrificali. Decisione del Consiglio di Stato del 16 gennaio 2001
Lettera Circolare

La salvaguardia e l’incolumità delle persone
attraverso la prevenzione e l’estinzione degli incendi,
costituisce compito istituzionale del Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco.Tra le numerose attività ed installazioni pericolose
sottoposte al controllo obbligatorio dei Comandi Provinciali dei
Vigili del Fuoco, ai fini della prevenzione degli incendi, ai sensi
della legge 26 luglio 1965, n° 966, del D.P.R. 29 luglio 1982,
n° 577, ricadono anche i depositi di gas di petrolio liquefatto,
in serbatoi fissi, di capacità complessiva superiore a 300
litri (attività n° 4/B dell’allegato al decreto
interministeriale 16 febbraio 1982).Le norme di sicurezza, ai fini
della prevenzione degli incendi, dei depositi di gas di petrolio
liquefatto, in serbatoi fissi, sono disciplinate dai seguenti decreti
del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro
dell’Industria:a) decreto 31 marzo 1984 (S.O.G.U. 122 del
4/5/1984) relativo ai depositi di capacità fino a 5 mc;b)
decreto 13 ottobre 1994 (S.O.G.U. 265 del 12/11/1994) relativo ai
depositi di capacità superiore a 5 mc.I decreti sopracitati
prevedono, che i serbatoi devono essere metallici, realizzati e
verificati in conformità alle norme vigenti per gli apparecchi
a pressione e per tale aspetto sono soggetti alle procedure di
omologazione e certificazione dell’I.S.P.E.S.L., organismo
competente in tale materia.Per quanto attiene le modalità di
installazione, i citati decreti prevedono che i serbatoi possono
essere ubicati fuori terra od interrati.Per i serbatoi
interrati:a) il decreto 31/3/1984 prevede l’interramento
entro cassa di contenimento in conglomerato cementizio;b) il
decreto 13/10/1994 prevede invece che i serbatoi possano essere
collocati entro cassa di contenimento in conglomerato cementizio od in
alternativa protetti da idoneo rivestimento anticorrosione e da un
sistema di protezione catodica ad anodi sacrificali.Nel corso del 1994
furono presentate al Ministero dell’Interno, Direzione Generale
della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi, da parte di Ditte
costruttrici di serbatoi per G.P.L. proposte che prevedevano,
limitatamente al settore dei depositi di G.P.L. di capacità
sino a 5 mc, l’interramento dei serbatoi con soluzioni
alternative alla loro collocazione entro cassa di contenimento in
conglomerato cementizio.Sostanzialmente le soluzioni proposte sono
riconducibili alle due seguenti tipologie:A) SERBATOIO INTERRATO
POSTO ENTRO UN CONTENITORE IN POLIETILENETale proposta prevede la
collocazione del serbatoio entro un apposito contenitore in
polietilene ad alta densità per garantirne l’isolamento
dal terreno circostante e la protezione contro la corrosione.Sono
previste due soluzioni, rispettivamente con posizionamento del
serbatoio in verticale ed un’altra con posizionamento del
serbatoio in orizzontale, rispetto al piano campagna.La scrivente
Amministrazione, valutate le proposte avanzate e previa acquisizione
del parere del Comitato Centrale Tecnico Scientifico di prevenzione
incendi, di cui all’art. 10 del D.P.R. 29 luglio 1982, n°
577, ha autorizzato l’installazione in deroga a quanto previsto
dal decreto 31 marzo 1984, a mezzo delle seguenti
disposizioni:a) lettera-circolare P2168/4106 del 27 settembre 1994,
relativa all’utilizzo di serbatoi interrati ad asse verticale,
di capacità singola non superiore a 3 mc, collocati entro
contenitori in polietilene;b) lettera-circolare P2005/4106 del 27
ottobre 1995, relativa all’utilizzo di serbatoi interrati ad
asse orizzontale, di capacità singola non superiore a 3 mc,
collocati in contenitori in polietilene.A) SERBATOIO INTERRATO
PROTETTO DA UN RIVESTIMENTO IN RESINE EPOSSIDICHE TERMOINDURENTI E DA
UN SISTEMA DI PROTEZIONE CATODICA AD ANODI SACRIFICALI DI
MAGNESIO.Tale soluzione è stata autorizzata
dall’Amministrazione, in deroga a quanto previsto dal decreto
31/3/1984, con lettera-circolare P2004/4106 del 27/10/1995, acquisito
il parere del Comitato Centrale Tecnico Scientifico di prevenzione
incendi, di cui all’art. 10 del D.P.R. 577/1982, e tenuto conto
in particolare:a) del resoconto delle prove effettuate dal
Laboratorio di Macchine e Termotecnica del Centro Studi ed Esperienze
del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;b) delle disposizioni
emanate in Francia dal Ministero dell’Industria e della
Pianificazione del Territorio e relative alla costruzione, protezione,
installazione e controllo dei serbatoi per g.p.l. interrati con
protezione catodica.Le varie soluzioni sopracitate, la cui efficacia
è stata sancita con le citate disposizioni ministeriali, sono
pertanto da ritenersi equivalenti sotto l’aspetto della
sicurezza.Occorre precisare che la scrivente Amministrazione,
attraverso l’emanazione delle citate lettere-circolari, ha
stabilito in particolare:a) i requisiti di protezione che devono
possedere i serbatoi per essere interrati senza la loro allocazione
entro cassa di contenimento in conglomerato cementizio;b) le
modalità di installazione ed i controlli periodici da
effettuare ai fini della sicurezza.In data 5 aprile 1996 fu
sottoscritto tra l’I.S.P.E.S.L. ed il Ministero
dell’Interno – Direzione Generale della Protezione Civile e dei
Servizi Antincendi, un apposito accordo procedimentale, riguardante
l’ambito relativo ai serbatoi metallici interrati con
rivestimento in resine epossidiche e protezione catodica e di serbatoi
metallici interrati ad asse orizzontale posti entro contenitore in
polietilene, limitatamente al loro impiego nei depositi di G.P.L. sino
a 5 mc.Di tale accordo questa Amministrazione ha dato informativa a
tutte le strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a mezzo
di lettera-circolare P734/4106 del 18/4/1996.Il suddetto accordo ha
previsto in particolare l’effettuazione di verifiche
sperimentali sui previsti sistemi di protezione, al fine di acquisire
elementi conoscitivi per poter eventualmente procedere ad una modifica
dell’attuale normativa relativa ai controlli periodici di
competenza dell’I.S.P.E.S.L.: le predette verifiche non avevano
pertanto lo scopo di validare la sicurezza dei sistemi di protezione.A
seguito del predetto accordo sottoscritto tra l’I.S.P.E.S.L. ed
il Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Protezione
Civile e dei Servizi Antincendi, è stato costituito un tavolo
tecnico, coordinato dall’I.S.P.E.S.L., con la partecipano di
funzionari tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,
dell’I.S.P.E.S.L., del Ministero
dell’Industria-Ispettorato tecnico e rappresentanti
dell’Assogasliquidi Associazione di categoria più
rappresentativi.Nell’ambito del predetto tavolo tecnico sono
state stabilite le specifiche per l’effettuazione delle
verifiche sperimentali.Gli esiti delle verifiche espletate a
tutt’oggi hanno confermato il buon funzionamento dei sistemi di
protezione e l’assenza di anomalie sui serbatoi.Premesso quanto
sopra, si comunica che nel corso del 1996 sono stati promossi due
ricorsi presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per
l’annullamento rispettivamente della lettera-circolare
P2004/4106 del 27/10/1995 e dell’accordo procedimentale
sottoscritto tra questa Direzione Generale e l’I.S.P.E.S.L. in
data 5/4/1996.Il T.A.R. del Lazio-Sezione I – riunendo i predetti
ricorsi, con sentenza del 2/12/1997, li ha dichiarato
inammissibili.Nel 1998, da parte degli interessati, è stato
avanzato ricorso in appello al Consiglio di Stato per
l’annullamento della predetta sentenza del T.A.R.-Lazio – del
2/12/1997.Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione IV -,
con decisione resa pubblica mediante deposito in segreteria in data 16
gennaio 2001, di cui si allega copia, ha rigettato il ricorso in
appello di cui sopra.A conclusione la citata decisione del Consiglio
di Stato, riconferma la piena validità del quadro normativo che
regolamenta la materia in oggetto.

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