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Attuazione delle direttive 97/42/CE e 1999/38/CE, che modificano la di...

Attuazione delle direttive 97/42/CE e 1999/38/CE, che modificano la direttiva 90/394/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista a legge 5 febbraio 1999, n. 25;
Vista legge 21 dicembre 1999, n. 526;
Vista la direttiva 97/42/CE del Consiglio del 27 giugno 1997 che
modifica per la prima volta la direttiva 90/394/CEE sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione
ad agenti cancerogeni durante il lavoro (sesta direttiva particolare
ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
89/391/CEE);
Vista la direttiva 1999/38/CE del Consiglio del 29 aprile 1999 che
modifica per la seconda volta la direttiva 90/394/CEE sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione
ad agenti cancerogeni durante il lavoro, estendendola agli agenti
mutageni;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni e integrazioni;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 febbraio 2000;
Sulla proposta dei Ministri per le politiche comunitarie, del lavoro e
della previdenza sociale e della sanità, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e della funzione pubblica; Emana
il seguente decreto legislativo:Art. 1
Disposizioni generali 1. Il titolo del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente: “Attuazione
delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE,
90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 97/42/CE e
1999/38/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute
dei lavoratori durante il lavoro.”.
2. La rubrica del titolo VII del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, è sostituita dalla seguente: “Protezione da agenti
cancerogeni mutageni”.
3. Nelle disposizioni del titolo VII del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, fatta eccezione per gli articoli 61 e 71, dopo
le parole: “cancerogeno” o: “cancerogeni” sono aggiunte,
rispettivamente, le seguenti: “o mutageno” e “o mutageni”.
Art. 2
Campo di applicazione 1. L’articolo 60, comma 2, del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente:
“2. Le norme del presente titolo non si applicano alle attività
disciplinate dal decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, capo
III.”. Art. 3
Definizioni 1. L’articolo 61 del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente:
“Art. 61 (Definizioni). – 1. Agli effetti del presente decreto si
intende per:
a) agente cancerogeno:
1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione
quali categorie cancerogene 1 o 2, stabiliti ai sensi del decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni;
2) un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1),
quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde
ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la
classificazione di un preparato nelle categorie cancerogene 1 o 2 in
base ai criteri stabiliti dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n.
52, e 16 luglio 1998, n. 285;
3) una sostanza, un preparato o un processo di cui all’allegato VIII,
nonché una sostanza od un preparato emessi durante un processo
previsto dall’allegato VIII; b) agente mutageno:
1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione
nelle categorie mutagene 1 o 2, stabiliti dal decreto legislativo 3
febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni;
2) un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1),
quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde
ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la
classificazione di un preparato nelle categorie mutagene 1 o 2 in base
ai criteri stabiliti dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e
16 luglio 1998, n. 285; c) valore limite: se non altrimenti
specificato, il limite della concentrazione media, ponderata in
funzione del tempo, di un agente cancerogeno o mutageno nell’aria,
rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in
relazione ad un periodo di riferimento determinato stabilito
nell’allegato VIII-bis.”. Art. 4
Valore limite di esposizione 1. All’articolo 62, comma 3, del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è aggiunto il
seguente periodo: “L’esposizione non deve comunque superare il valore
limite dell’agente stabilito nell’allegato VIII-bis”.
Art. 5
Valutazione del rischio 1. All’articolo 63, comma 2, del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è aggiunto il
seguente periodo: “La valutazione deve tener conto di tutti i
possibili modi di esposizione, compreso quello in cui vi è
assorbimento cutaneo.”. Art. 6
Registro di esposizione e cartelle sanitarie 1. L’articolo 70
del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è
sostituito dal seguente:
“Art. 70 (Registro di esposizione e cartele sanitarie). – 1. I
lavoratori di cui all’articolo 69 sono iscritti in un registro nel
quale è riportata, per ciascuno di essi, l’attività svolta, l’agente
cangerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore
dell’esposizione a tale agente. Detto registro è istituito ed
aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta per il tramite
del medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione ed
i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro.
2. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui
all’articolo 69, provvede ad istituire e aggiornare una cartella
sanitaria e di rischio, custodita presso l’azienda o l’unità
produttiva sotto la responsabilità del datore di lavoro.
3. Il datore di lavoro comunica ai lavoratori interessati, su
richiesta, le relative annotazioni individuali contenute nel registro
di cui al comma 1 e, tramite il medico competente, i dati della
cartella sanitaria e di rischio.
4. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro
invia all’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul
lavoro – ISPESL la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore
interessato unitamente alle annotazioni individuali contenute nel
registro e ne consegna copia al lavoratore stesso.
5. In caso di cessazione di attività dell’azienda, il datore di lavoro
consegna il registro di cui al comma 1 e le cartelle sanitarie e di
rischio all’ISPESL.
6. Le annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1
e le cartelle sanitarie e di rischio sono conservate dal datore di
lavoro almeno fino a risoluzione del rapporto di lavoro e dall’ISPESL
fino a quarant’anni dalla cessazione di ogni attività che espone ad
agenti cangerogeni o mutageni.
7. I registri di esposizione, le annotazioni individuali e le cartelle
sanitarie e di rischio sono custoditi e trasmessi con salvaguardia del
segreto professionale e del trattamento dei dati personali.
8. Il datore di lavoro, in caso di esposizione del lavoratore ad
agenti cancerogeni, oltre a quanto previsto ai commi da 1 a 7:
a) consegna copia del registro di cui al comma 1 all’ISPESL ed
all’organo di vigilanza competente per territorio, e comunica loro
ogni tre anni, e comunque ogni qualvolta i medesimi ne facciano
richiesta, le variazioni intervenute;
b) consegna, a richiesta, all’Istituto superiore di sanità copia del
registro di cui al comma 1;
c) in caso di cessazione di attività dell’azienda, consegna copia del
registro di cui al comma 1 all’organo di vigilanza competente per
territorio;
d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno in precedenza
esercitato attività con esposizione ad agenti cancerogeni, il datore
di lavoro chiede all’ISPESL copia delle annotazioni individuali
contenute nel registro di cui al comma 1, nonchè copia della cartella
sanitaria e di rischio, qualora il lavoratore non ne sia in possesso
ai sensi del comma 4.
9. I modelli e le modalità di tenuta del registro e delle cartelle
sanitarie e di rischio sono determinati con decreto del Ministro della
sanità, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e del
lavoro e della previdenza sociale, sentita la commissione consultiva
permanente.
10. L’ISPESL trasmette annualmente al Ministero della sanità dati di
sintesi relativi al contenuto dei registri di cui al comma 1 ed a
richiesta li rende disponibili alle regioni.”. Art. 7
Monitoraggio dei tumori 1. L’articolo 71, comma 2, del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è sostituito dal seguente:
“2. L’ISPESL realizza, nei limiti delle ordinarie risorse di bilancio,
sistemi di monitoraggio dei rischi cancerogeni di origine
professionale utilizzando i flussi informativi di cui al comma 1, le
informazioni raccolte dai sistemi di registrazione delle patologie
attivi sul territorio regionale, nonchè i dati di carattere
occupazionale, anche a livello nominativo, rilevati nell’ambito delle
rispettive attività istituzionali dall’Istituto nazionale della
previdenza sociale – INPS, dall’Istituto nazionale di statistica –
ISTAT, dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro – INAIL e da altre istituzioni pubbliche.
L’ISPESL rende disponibile al Ministero della sanità ed alle regioni i
risultati del monitoraggio con periodicità annuale.”.
Art. 8
Adeguamenti normativi
1. L’articolo 72 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626, è sostituito dal seguente:
“Art. 72 (Adeguamenti normativi). – 1. La Commissione consultiva
tossicologica nazionale individua periodicamente le sostanze
cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione che, pur non
essendo classificate ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997,
n. 52, rispondono ai criteri di classificazione ivi stabiliti e
fornisce consulenza ai Ministeri del lavoro e della previdenza sociale
e della sanità, su…

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