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Testo coordinato della Legge quadro n. 109/94 'Legge quadro in materia...

Testo coordinato della Legge quadro n. 109/94 'Legge quadro in materia di lavori pubblici' con la L. 415/98 'Modifiche alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e ulteriori disposizioni in materia di lavori pubblici'.
Legge

Art. 1
Principi generali 1. In attuazione dell’articolo 97 della
Costituzione l’attività amministrativa in materia di opere e
lavori pubblici deve garantirne la qualità ed uniformarsi a criteri di
efficienza e di efficacia, secondo procedure improntate a
tempestività, trasparenza e correttezza, nel rispetto del diritto
comunitario e della libera concorrenza tra gli operatori.
2. Per la disciplina delle opere e dei lavori pubblici di competenza
delle regioni anche a statuto speciale, delle province autonome di
Trento e di Bolzano e degli enti infraregionali da queste finanziati,
i principi desumibili dalle disposizioni(*) della presente legge
costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale e
principi della legislazione dello Stato ai sensi degli statuti delle
regioni a statuto speciale e dell’articolo 117 della Costituzione,
anche per il rispetto degli obblighi internazionali dello Stato.
3. Il Governo, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera d), della
legge 23 agosto 1988, n. 400 , emana atti di indirizzo e coordinamento
dell’attività amministrativa delle regioni in conformità alle norme
della presente legge.
4. Le norme della presente legge non possono essere derogate,
modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa con specifico
riferimento a singole disposizioni.
————
(*) Così modificato dall’art. 9 della legge del 18 novembre 1998 n.
415 Art. 2
Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della legge (*)
1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge e del
regolamento di cui all’articolo 3, comma 2, si intendono per lavori
pubblici, se affidati dai soggetti di cui al comma 2 del presente
articolo, le attività di costruzione, demolizione, recupero,
ristrutturazione, restauro e manutenzione di opere ed impianti, anche
di presidio e difesa ambientale e di ingegneria naturalistica. Nei
contratti misti di lavori, forniture e servizi e nei contratti di
forniture o di servizi quando comprendano lavori accessori, si
applicano le norme della presente legge qualora i lavori assumano
rilievo economico superiore al 50 per cento.
2. Le norme della presente legge e del regolamento di cui all’articolo
3, comma 2, si applicano:
a) alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
agli enti pubblici, compresi quelli economici, agli enti ed alle
amministrazioni locali, alle loro associazioni e consorzi nonché agli
altri organismi di diritto pubblico;
b) ai concessionari di lavori e di servizi pubblici e ai soggetti di
cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e successive
modificazioni, alle aziende speciali ed ai consorzi di cui agli
articoli 114, 2 e 31 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, alle società di cui agli articoli 113, 113-bis, 115 e 116 del
citato testo unico, alle società con capitale pubblico, in misura
anche non prevalente, che abbiano ad oggetto della propria attività la
produzione di beni o servizi non destinati ad essere collocati sul
mercato in regime di libera concorrenza; ai predetti soggetti non si
applicano gli articoli 7, 14, 18, 19, commi 2 e 2-bis, 27 e 33 della
presente legge;
c) ai soggetti privati, relativamente a lavori di cui all’allegato A
del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n. 406, nonché ai lavori
civili relativi ad ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il
tempo libero, edifici scolastici ed universitari, edifici destinati a
funzioni pubbliche amministrative, di importo superiore a 1 milione di
euro, per la cui realizzazione sia previsto, da parte dei soggetti di
cui alla lettera a), un contributo diretto e specifico, in conto
interessi o in conto capitale che, attualizzato, superi il 50 per
cento dell’importo dei lavori; ai predetti soggetti non si applicano
gli articoli 7, 14, 19, commi 2 e 2-bis, 27, 32 e 33 della presente
legge.
3. Ai concessionari di lavori pubblici si applicano le sole
disposizioni della presente legge in materia di pubblicità dei bandi
di gara e termini per concorrere, secondo quanto previsto per gli
appalti a terzi dalla direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno
1993, nonché in materia di qualificazione degli esecutori di lavori
pubblici; per i lavori eseguiti direttamente o tramite imprese
collegate o controllate, individuate ai sensi della citata direttiva
93/37/CEE, si applicano le sole norme relative alla qualificazione
degli esecutori di lavori pubblici. Le amministrazioni aggiudicatrici
possono imporre ai concessionari di lavori pubblici, con espressa
previsione del contratto di concessione, di affidare a terzi appalti
corrispondenti a una percentuale minima del 30 per cento del valore
globale dei lavori oggetto della concessione oppure possono invitare i
candidati concessionari a dichiarare nelle loro offerte la
percentuale, ove sussista, del valore globale dei lavori oggetto della
concessione che essi intendono affidare a terzi. Per la realizzazione
delle opere previste nelle convenzioni già assentite alla data del 30
giugno 2002, ovvero rinnovate e prorogate ai sensi della legislazione
vigente, i concessionari sono tenuti ad appaltare a terzi una
percentuale minima del 40 per cento dei lavori, applicando le
disposizioni della presente legge ad esclusione degli articoli 7, 14,
19, commi 2 e 2-bis, 27, 32, 33. È fatto divieto ai soggetti di cui al
comma 2, lettera a), di procedere ad estensioni di lavori affidati in
concessione al di fuori delle ipotesi previste dalla citata direttiva
93/37/CEE previo aggiornamento degli atti convenzionali sulla base di
uno schema predisposto dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. Di tale aggiornamento deve essere data comunicazione al
Parlamento.
4. I soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158,
applicano le disposizioni della presente legge per i lavori di cui
all’articolo 8, comma 6, del medesimo decreto legislativo e comunque
per i lavori riguardanti i rilevati aeroportuali e ferroviari. Agli
stessi soggetti non si applicano le disposizioni del regolamento di
cui all’articolo 3, comma 2, relative all’esecuzione dei lavori, alla
contabilità dei lavori e al collaudo dei lavori. Resta ferma
l’applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari relative
ai collaudi di natura tecnica. Gli appalti di forniture e servizi
restano comunque regolati dal solo decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 158.
5. Le disposizioni della presente legge non si applicano agli
interventi eseguiti direttamente dai privati a scomputo di contributi
connessi ad atti abilitanti all’attività edilizia o conseguenti agli
obblighi di cui al quinto comma dell’articolo 28 della legge 17 agosto
1942, n. 1150, e successive modificazioni, o di quanto agli interventi
assimilabile; per le singole opere d’importo superiore alla soglia
comunitaria i soggetti privati sono tenuti ad affidare le stesse nel
rispetto delle procedure di gara previste dalla citata direttiva
93/37/CEE.
6. Le disposizioni della presente legge, ad esclusione dell’articolo
8, non si applicano ai contratti di sponsorizzazione di cui
all’articolo 119 del citato testo unico di cui al decreto legislativo
n. 267 del 2000, ed all’articolo 43 della legge 27 dicembre 1997, n.
449, ovvero ai contratti a questi ultimi assimilabili, aventi ad
oggetto interventi di cui al comma 1, ivi compresi gli interventi di
restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di
beni architettonici sottoposti alle disposizioni di tutela di cui al
Titolo I del testo unico delle disposizioni legislative in materia di
beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490.
7. Ai sensi della presente legge si intendono:
a) per organismi di diritto pubblico qualsiasi organismo con
personalità giuridica, istituito per soddisfare specificatamente
bisogni di interesse generale non aventi carattere industriale o
commerciale e la cui attività sia finanziata in modo maggioritario
dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di
Bolzano, dagli enti locali, da altri enti pubblici o da altri
organismi di diritto pubblico, ovvero la cui gestione sia sottoposta
al controllo di tali soggetti, ovvero i cui organismi di
amministrazione, di direzione o di vigilanza siano costituiti in
misura non inferiore alla metà da componenti designati dai medesimi
soggetti;
b) per procedure di affidamento dei lavori o per affidamento dei
lavori il ricorso a sistemi di appalto o di concessione;
c) per amministrazioni aggiudicatrici i soggetti di cui al comma 2,
lettera a);d) per altri enti aggiudicatori o realizzatori i soggetti
di cui al comma 2, lettere b) e c).
————
(*) Articolo così sostituito dall’art. 7 della legge 1 agosto 2002,
n, 166 Art. 3
Delegificazione
1. È demandata alla potestà regolamentare del Governo, ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con le
modalità di cui al presente articolo e secondo le norme di cui alla
presente legge, la materia dei lavori pubblici con riferimento:
a) alla programmazione, alla progettazione, alla direzione dei lavori,
al collaudo e alle attività di supporto tecnico-amministrativo con le
annesse normative tecniche;
b) alle procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni di
lavori pubblici, nonché degli incarichi di progettazione;
c) alle forme di pubblicità e di conoscibilità degli atti
procedimentali, anche mediante informazione televisiva o trasmissione
telematica, nonché alle procedure di accesso a tali atti;
d) ai rapporti funzionali tra i soggetti che concorrono alla
realizzazione dei lavori e alle relative competenze.
2. Nell’esercizio della potestà regolamentare di cui al comma 1 il
Governo, entro il 30 settembre 1995, adotta apposito regolamento, di
seguito così denominato, che, insieme alla presente legge, costituisce
l’ordi…

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