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Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi ai...

Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi ai depositi di liquidi facilmente infiammabili e/o tossici.
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
Dl CONCERTO CON
IL MINISTRO DELL’INTERNO
E
IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Visto l’art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1988, n. 175, come modificato dall’art. 1, comma 8, della legge 19
maggio 1997, n. 137;
Visto in particolare il comma 3, del predetto art. 12, del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come
modificato dall’art. 1, comma 8, della legge 19 maggio 1997, n.
137, che disciplina 1’esercizio delle funzioni di indirizzo delle
attività connesse all’applicazione del decreto stesso;
Considerato che, ai sensi del predetto comma 3, dell’art. 12 il
Ministro dell’ambiente, in conformità alle proposte della Conferenza
dei servizi per i rischi industriali, stabilisce i criteri di
valutazione dei rapporti di sicurezza;
Considerata, altresì, l’esigenza di stabilire per una valutazione
omogenea sul territorio nazionale del contenuto dei rapporti di
sicurezza, relativi ad impianti similiari, prodotti dalle aziende in
ottemperanza degli articoli 4 e 6 del citato decreto;
Sentita la Conferenza dei servizi per i rischi industriali di cui
all’art. 14, del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1988, n. 175, come sostituito dall’art. 9 del decreto–legge 6
settembre 1996, n. 461, in data 8 aprile 1998;
Decreta:Articolo unico
L’allegato al presente decreto definisce i “Criteri di analisi e
valutazione dei rapporti di sicurezza relativi ai depositi di liquidi
facilmente infiammabili e/o tossici”, costituenti le linee guida per
le attività istruttorie di cui all’art. 1, comma 6, della legge 19
maggio 1997, n. 137, e gli esami di cui all’art. 16, comma 1,
lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1988, n. 175.
Ulteriori analisi e approfondimenti potranno essere effettuati, ove
ritenuti necessari, nel corso delle attività di istruttoria o di esame
sugli impianti di che trattasi.ALLEGATO
Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi
ai depositi di liquidi facilmente infiammabili e/o tossici
CAPITOLO 1
GENERALITÀ
1.1 – SCOPO Le presenti disposizioni, emanate in applicazione
dell’art. 12 del D.P.R. 175/88, stabiliscono i criteri e le
metodologie per le analisi e le valutazioni del contenuto delle
“Notifiche” e delle “Dichiarazioni” relative ai depositi di liquidi
facilmente infiammabili e/o tossici ai sensi degli art. 4 del D.P.R.
175/88, e costituiscono integrazione degli Allegati I, II
e III al DPCM 31 marzo 1989. I risultati delle suddette analisi
forniranno peraltro gli elementi utili per la pubblica amministrazione
per gli aspetti tecnici della valutazione della sicurezza di tali
depositi. I risultati predetti non esauriscono il novero degli
elementi che potranno, a giudizio del valutatore, essere presi in
considerazione per la formazione di un giudizio completo in merito,
che tenga conto degli ulteriori elementi tecnici disponibili e dei
fattori non tecnici utili alla valutazione della compatibilità di tali
depositi con il territorio eventualmente prospettati in sede
istruttoria. Entro questi limiti le presenti disposizioni
costituiscono pertanto delle linee guida di supporto
tecnico–metodologico per la pubblica amministrazione.
Rimangono comunque valide le disposizioni di cui al D.M. Interno 31
luglio 1934 e successive modifiche ed integrazioni nonché tutte le
vigenti norme di prevenzione incendi. 1.2 – CAMPO DI APPLICAZIONE
Le presenti disposizioni si applicano ai depositi in serbatoi
“atmosferici”, polmonati o meno, sia nuovi che esistenti. dove le
attività consistono nella sola movimentazione e stoccaggio di liquidi
facilmente infiammabili e/o tossici ai sensi dell’All. A del D.M. 20
maggio 1991, ivi inclusi i liquidi molto tossici e quelli
estremamente infiammabili di cui ai numeri 1 e 4 dell’All. A
medesimo.
Le presenti disposizioni non si applicano:
– ai serbatoi atmosferici funzionalmente connessi agli impianti di
lavorazione, ovvero localizzati all’interno delle unità produttive
stesse;
– ai depositi in serbatoi refrigerati, semirefrigerati o a pressione.
Per depositi contenenti altre sostanze pericolose, oltre a quelle
sopra indicate. in quantitativi superiori alle soglie di
dichiarazione, devono essere analizzati e valutati anche gli eventuali
ulteriori rischi derivanti dalla loro presenza. 1.3 – TERMINI E
DEFINIZIONI Ai fini dell’applicazione delle presenti disposizioni,
si riporta un glossario relativo alla terminologia utilizzata
nell’ambito dell’attività di un deposito di LIQUIDI FACILMENTE
INFIAMMABILI e/o TOSSICI. Nel prosieguo del testo, per brevità, tale
deposito verrà denominato DEPOSITO e, per lo stesso motivo, i liquidi
oggetto della notifica o dichiarazione, verranno denominati LIQUIDI
PERICOLOSI.
a) APPARECCHIATURA DI INFUSTAMENTO: apparecchiatura, manuale e/o
meccanizzata, che provvede al riempimento di recipienti mobili, dotata
di sistemi di controllo del riempimento, quali bilance, singole o
multiple o altri sistemi equivalenti. b) APPARECCHIATURA DI
TRAVASO: apparecchio fisso per il carico e lo scarico in/da recipienti
fissi e/o in/da serbatoi mobili, tra cui autobotti, autocisterne,
ferrocisterne, navi cisterne e serbatoi container.
c) CAPACITA’ COMPLESSIVA DI UN DEPOSITO: capacità, in m3, pari alla
somma delle capacità geometriche di serbatoi fissi, serbatoi e
recipienti mobili, condutture ed apparecchiature
d) DEPOSITO: complesso costituito da uno o più serbatoi fissi e/o
recipienti mobili, comprendente in genere attrezzature per la
movimentazione, il travaso e l’infustamento del liquido.
e) GRADO DI RIEMPIMENTO: rapporto tra il volume di liquido stoccato e
l’intero volume del serbatoio alla temperatura di esercizio,
esprimibile in m3/m3 o in percentuale. f) LIQUIDO: sostanza la cui
tensione di vapore, alle condizioni di temperatura massima di
esercizio, sia inferiore alla pressione atmosferica.
g) MASSIMA QUANTITA’ STOCCABILE: quantità massima dei LIQUIDIi
PERICOLOSI in kg o ton stoccabile in serbatoi fissi, serbatoi e
recipienti mobili, condutture ed apparecchiature, con riferimento al
grado di riempimento massimo della sostanza effettivamente detenuta.
Tale quantità è da assumere a riferimento per le valutazioni in merito
alla assoggettabilità alla disciplina del DPR 175/88.
h) RECIPIENTE MOBILE: recipiente, di capacità geometrica non superiore
a 1000 litri, destinato al trasporto e stoccaggio dei LIQUIDI
PERICOLOSI.
i) SERBATOIO ATMOSFERICO: serbatoio di stoccaggio progettato per
essere destinato a contenere LIQUIDI PERICOLOSI.
j) SERBATOIO CONTAINER: recipiente, di capacità geometrica superiore a
1000 litri, montato entro apposita gabbia di protezione destinato al
trasporto e stoccaggio di LIQUIDI PERICOLOSI. Ai fini del presente
decreto esso è assimilato a serbatoio mobile per la tassa di trasporto
ed a serbatoio fisso per la fase di stoccaggio.
k) SERBATOIO FISSO: recipiente destinato allo stoccaggio dei LIQUIDI
PERICOLOSI stabilmente installato sul terreno.
1) SERBATOIO MOBILE: recipiente, di capacità geometrica superiore a
1000 litri, destinato al contenimento e al trasporto di LIQUIDI
PERICOLOSI montato stabilmente su vettori stradali, ferroviari o
navali. CAPITOLO 2
ANALISI E VALUTAZIONI CONDOTTE
DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
La procedura di valutazione del contenuto del rapporto di sicurezza
prevede lo svolgimento delle seguenti fasi:
1. analisi di completezza e adeguatezza formale al DPCM 31 marzo
1989, applicando la metodologia indicata nell’Appendice I alle
presenti disposizioni;
2. individuazione degli elementi tecnici di riferimento per la
valutazione di sicurezza del deposito dei LIQUIDI PERICOLOSI,
applicando il metodo indicizzato alle sue unità e determinandone la
categoria, secondo quanto indicato nell’Appendice II alle presenti
disposizioni;
3. valutazione dell’analisi degli eventi incidentali associabili alla
tipologia e alle caratteristiche tecnologiche e gestionali del
deposito dei LIQUIDI PERICOLOSI e delle conseguenze, in termini di
aree di danno riferite al superamento dei valori di soglia prefissati,
secondo quanto indicato nell’Appendice III alle presenti disposizioni;
4. classificazione del deposito nel suo complesso e individuazione
degli elementi utili ai fini della valutazione della compatibilità con
il territorio circostante secondo quanto indicato nell’appendice IV
alle presenti disposizioni;
5. individuazione degli eventuali interventi migliorativi da
prescrivere da parte dell’organo tecnico a conclusione
dell’istruttoria secondo quanto indicato nell’Appendice V.
Allo scopo di effettuare il riscontro formale di completezza di cui al
punto 1, la metodologia di analisi prevede l’utilizzo di una lista di
controllo, riportata nell’Appendice I, che segue sequenzialmente i
paragrafi dell’Allegato I al DPCM citato nel caso di Notifica, o
dell’Allegato III nel caso di Dichiarazione, con ulteriore
suddivisione in capoversi, in caso di diversificazione
dell’informazione.
La metodologia esposta in Appendice II consiste in una revisione e
adattamento, specifico per la tipologia impiantistica dei depositi dei
LIQUIDI PERICOLOSI dell’analisi indicizzata di cui all’Allegato II del
DPCM citato. Essa è completata inoltre con le formule di calcolo
degli indici “intrinseci” e “compensati”, nonché con l’indicazione di
una scala di valori, riferita all’indice di rischio generale e all’
indice di tossicità, per la categorizzazione delle unità del deposito
dei LIQUIDI PERICOLOSI e la conseguente individuazione di criteri di
massima per la formulazione di prescrizioni per l’adeguamento del
deposito e relativi tempi di attuazione. Sono stati inoltre definiti i
fattori intrinseci di penalizzazione e quelli relativi alle
compensazioni, con riferimento alla presenza di particolari o
specifiche soluzioni impiantistiche adottate nelle configurazio…

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