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Sulla tutela dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione...

Sulla tutela dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione all'amianto
Comunicazione del Consiglio CE

1. Il Consiglio prende atto della comunicazione della Commissione
relativa ai risultati della valutazione prevista dalla direttiva
83/477/CEE del Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla protezione dei
lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto
durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi
dell’articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE), e ne rammenta la
conclusione secondo cui il quadro dei controlli esistente è in
generale accettabile.La Commissione nella sua comunicazione ha
tuttavia osservato:a) che le disposizioni esistenti a norma della
direttiva 83/477/CEE richiedono che tutti i datori di lavoro debbono
valutare i rischi connessi all’esportazione all’amianto;b) che
un’eventuale revisione della direttiva 83/477/CEE potrebbe
focalizzarsi sulle precauzioni relative alle attività che
attualmente comportano il maggiore rischio di esposizione
all’amianto;c) che essa effettuerà ulteriori studi sui limiti
di esposizione all’amianto crisotilo e sui metodi di misurazione del
tenore di amianto nell’aria [tenendo conto dei metodi adottati
dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS)], e che
attività simili dovrebbero essere intraprese per le fibre di
sostituzione;d) che taluni Stati membri hanno affrontato il problema
delle esposizioni imprevedibili all’amianto obbligando i datori di
lavoro, e in alcuni casi i proprietari di edifici, ad accertare
l’eventuale presenza di amianto. La Commissione è del parere
che tali iniziative presentino dei vantaggi, ma che tali soluzioni
potrebbero costituire un onere finanziario per le piccole imprese che
occupano vecchi locali.2. Il Consiglio prende atto inoltre di quanto
segue:a) attualmente corrono i rischi maggiori i lavoratori che
partecipano alle operazioni di eliminazione dell’amianto e i
lavoratori che sono in contatto con l’amianto accidentalmente rispetto
alla loro attività, in particolare quelli addetti, per esempio,
alla manutenzione e alle riparazioni degli edifici, delle fabbriche,
delle navi e dei treni;b) per il primo gruppo di lavoratori si possono
raggiungere norme più elevate di protezione se i lavoratori e i
datori di lavoro che svolgono attività in contatto con
l’amianto dimostrano di essere qualificati per svolgere simili
attività e si sottopongono a regimi specifici di controllo e ad
azioni di formazione;c) per il secondo gruppo di lavoratori si possono
raggiungere norme più elevate di protezione se essi sono
già a conoscenza della presenza di amianto e dell’esistenza di
un’adeguata formazione;d) le esigenze di informazione e di formazione
dei lavoratori variano a seconda del tipo di esposizione all’amianto
che comporta la loro attività (cioè tra quelli che
lavorano abitualmente e consapevolmente con l’amianto e quelli che
possono esserci a contatto accidentalmente durante il lavoro);e) tutte
le fibre di sostituzione sono attualmente disciplinate dalla direttiva
80/1107/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1980, sulla protezione dei
lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici durante il lavoro e saranno disciplinate
in base alla proposta di direttiva relativa agli agenti chimici;
inoltre, certi tipi di fibre vetrose artificiali rispondono ai criteri
per essere classificati cancerogeni a norma della direttiva
67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente il
ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e
all’etichettatura delle sostanze pericolose e sono pertanto soggetti
alla direttiva 90/394/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1990, sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione
ad agenti cancerogeni durante il lavoro (sesta direttiva particolare
ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE.3.
Fatte salve ulteriori misure che possono essere adottate in materia di
commercializzazione e di impiego dell’amianto crisotilo, di cui
può essere necessario tener conto nell’esaminare azioni future
per la protezione dei lavoratori, il Consiglio invita la
Commissione:a) a presentare proposte di modifica della direttiva
83/477/CEE, valutando in particolare se sia fondato:i) riorientare le
misure protettive verso le attività che comportano attualmente
i rischi maggiori;ii) assicurare che le disposizioni della direttiva
in materia di valutazione del rischio rispecchino in maniera adeguata
i vari rischi che possono derivare da lavori in cui l’esposizione
alI’amianto sia un elemento intrinseco e fortuitamente connesso
all’operazione effettuata e rispecchino anche le varie esigenze di
informazione e di formazione dei lavoratori a seconda del tipo di
esposizione;iii) rilevare che si può impedire o ridurre al
minimo l’esposizione all’amianto con una serie di misure, tra cui
mantenere in condizioni sicure i materiali contenenti amianto, per
impedire la fuoriuscita di fibre e, se del caso, rimuoverle ed
eliminarle sotto rigoroso controllo;iv) introdurre ulteriori misure
comunitarie per le attività che comportano rischi specifici,
tenendo conto dei sistemi di controllo attualmente applicati negli
Stati membri;v) rivedere i livelli di concentrazione stabiliti
dalI’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva, come pure i limiti di
esposizione di cui all’articolo 8 e i metodi di misurazione, tenendo
conto della tecnologia e delle conoscenze scientifiche più
recenti per migliorare i livelli minimi di protezione, e riesaminare
la valutazione delle fibre di amianto nell’aria per tenere conto in
particolare del nuovo metodo OMS per il computo delle fibre;b) a
proseguire la rassegna dei rischi derivanti dalI’impiego di alcune
fibre generalmente utilizzate come prodotti di sostituzione
dell’amianto e delle vigenti disposizioni regolamentari applicabili a
dette fibre, compresi i limiti di esposizione e i metodi di
misurazione, al fine di garantire ai lavoratori un’adeguata protezione
dai rischi;c) a procedere a una rassegna delle attuali disposizioni
regolamentari e delle iniziative degli Stati membri per quanto
riguarda la necessità di fornire informazioni sulla presenza di
amianto, chiamando in causa, ove occorra, le rispettive
responsabilità dei datori di lavoro e dei proprietari dei
locali.4. Il Consiglio invita inoltre:a) la Commissione, con
l’eventuale concorso delI’Agenzia europea per la sicurezza e la
salute, a esaminare le modalità per promuovere:i)
I’informazione dei lavoratori che si concentri sui rischi specifici
che comportano situazioni di Iavoro diverse eii) le buone prassi per
la formazione dei lavoratori che possono correre rischi di esposizione
accidentale o abituale all’amianto;b) la Commissione e gli Stati
membri, in particolare tramite il comitato degli ispettori del lavoro
ad alto livello, a promuovere efficaci misure di conformità e
di applicazione nei luoghi di lavoro in cui è presente
l’amianto, mettendo in comune l’esperienza e le migliori prassi.5. Il
Consiglio invita la Commissione a portare avanti le suddette
iniziative in collaborazione con gli Stati membri e le parti sociali
(in particolare tramite il comitato consultivo per la sicurezza,
I’igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro), con il
Parlamento europeo e con il Comitato economico e sociale.6. Il
Consiglio invita la Commissione a tenerlo al corrente dei progressi
compiuti in queste iniziative.

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