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Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emerg...

Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INTERNO
DI CONCERTO CON
IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547;
Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
Visto il decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242;
Vista la legge 30 novembre 1996, n. 609;
In attuazione di quanto disposto dall’art. 13 del citato decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626; Decreta:Art. 1
Oggetto – Campo di applicazione
1. Il presente decreto stabilisce, in attuazione al disposto
dell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994,
n. 626, i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei
luoghi di lavoro ed indica le misure di prevenzione e di protezione
antincendio da adottare, al fine di ridurre l’insorgenza di un
incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi.
2. Il presente decreto si applica alle attività che si svolgono nei
luoghi di lavoro come definiti dall’art. 30, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal
decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, di seguito denominato
decreto legislativo n. 626/1994.
3. Per le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di
cui al decreto legislativo 19 settembre 1996, n. 494, e per le
attività industriali di cui all’art. 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche,
soggette all’obbligo della dichiarazione ovvero della notifica, ai
sensi degli articoli 4 e 6 del decreto stesso, le disposizioni di cui
al presente decreto si applicano limitatamente alle prescrizioni di
cui agli articoli 6 e 7.Art. 2
Valutazione dei rischi di incendio
1. La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di
prevenzione e protezione, costituiscono parte specifica del documento
di cui all’art. 4, comma 2, del decreto legislativo n. 626/1994.
2. Nel documento di cui al comma 1 sono altresì riportati i nominativi
dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione
incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, o quello del
datore di lavoro, nei casi di cui all’art. 10, comma 1, del decreto
legislativo n. 626/1994.
3. La valutazione dei rischi di incendio può essere effettuata in
conformità ai criteri di cui all’allegato I.
4. Nel documento di valutazione dei rischi il datore di lavoro valuta
il livello di rischio di incendio del luogo di lavoro e, se del caso,
di singole parti del luogo medesimo, classificando tale livello in una
delle seguenti categorie, in conformità ai criteri di cui all’allegato
I:
a) livello di rischio elevato;
b) livello di rischio medio;
c) livello di rischio basso.Art. 3
Misure preventive, protettive e precauzionali di esercizio
1. All’esito della valutazione dei rischi di incendio, il datore di
lavoro adotta le misure finalizzate a:
a) ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio secondo i
criteri di cui all’allegato II;
b) realizzare le vie e le uscite di emergenza previste dall’articolo
13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, di seguito denominato DPR n. 547/1955, così come
modificato dall’articolo 33 del decreto legislativo n. 626/1994,
per garantire l’esodo delle persone in sicurezza in caso di
incendio, in conformità ai requisiti di cui all’allegato III;
c) realizzare le misure per una rapida segnalazione dell’incendio al
fine di garantire l’attivazione dei sistemi di allarme e delle
procedure di intervento, in conformità ai criteri di cui all’allegato
IV;
d) assicurare l’estinzione di un incendio in conformità ai criteri di
cui all’allegato V;
e) garantire l’efficienza dei sistemi di protezione antincendio
secondo i criteri di cui all’allegato VI;
f) fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui
rischi di incendio secondo i criteri di cui all’allegato VII.
2. Per le attività soggette al controllo da parte dei Comandi
provinciali dei vigili del fuoco ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, le disposizioni del
presente articolo si applicano limitatamente al comma 1, lettere a),
e) ed f).Art. 4
Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature
antincendio
1. Gli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e
sulle attrezzature di protezione antincendio sono effettuati nel
rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle
norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione
nazionali ed europei o, in assenza di dette norme di buona tecnica,
delle istruzioni fornite dal fabbricante e/o
dall’installatore.Art. 5
Gestione dell’emergenza in caso di incendio
1. All’esito della valutazione dei rischi d’incendio, il datore di
lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da
attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza
elaborato in conformità ai criteri di cui all’allegato VIII.
2. Ad eccezione delle aziende di cui all’articolo 3, comma 2, del
presente decreto, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10
dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano
di emergenza, ferma restando l’adozione delle necessarie misure
organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.Art. 6
Designazione degli addetti al servizio antincendio
1. All’esito della valutazione dei rischi d’incendio e sulla base del
piano di emergenza, qualora previsto, il datore di lavoro designa uno
o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, ai
sensi dell’articolo 4, comma 5, lettera a), del decreto legislativo n.
626/1994, o se stesso nei casi previsti dall’articolo 10 del
decreto suddetto.
2. I lavoratori designati devono frequentare il corso di formazione di
cui al successivo articolo 7.
3. I lavoratori designati ai sensi del comma 1, nei luoghi di lavoro
ove si svolgono le attività riportate nell’allegato X, devono
conseguire l’attestato di idoneità tecnica di cui all’articolo 3 della
legge 28 novembre 1996, n. 609.
4. Fermo restando l’obbligo di cui al comma precedente, qualora il
datore di lavoro, su base volontaria, ritenga necessario che
l’idoneità tecnica del personale di cui al comma 1 sia comprovata da
apposita attestazione, la stessa dovrà essere acquisita secondo le
procedure di cui all’articolo 3 della legge 28 novembre 1996,
609.Art. 7
Formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta
antincendio e gestione dell’ emergenza 1. I datori di lavoro
assicurano la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione
incendi, lotta antincendio e gestione dell’ emergenza secondo quanto
previsto nell’allegato IX.Art. 8
Disposizioni transitorie e finali
1. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 31 del decreto
legislativo n. 626/1994, i luoghi di lavoro costruiti od
utilizzati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente
decreto, con esclusione di quelli di cui all’articolo 1, comma 3, e
articolo 3, comma 2, del presente decreto, devono essere adeguati alle
prescrizioni relative alle vie di uscita da utilizzare in caso di
emergenza, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), entro 2 anni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Sono fatti salvi i corsi di formazione degli addetti alla
prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze,
ultimati entro la data di entrata in vigore del presente
decreto.Art. 9
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore sei mesi dopo la sua
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
ALLEGATO ILINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEI
RISCHI
DI INCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO
1.1. GENERALITÀ Nel presente allegato sono stabiliti i criteri
generali per procedere alla valutazione dei rischi di incendio nei
luoghi di lavoro. L’applicazione dei criteri ivi riportati non
preclude l’utilizzo di altre metodologie di consolidata validità.
1.2. DEFINIZIONI Ai fini del presente decreto si definisce:
– PERICOLO DI INCENDIO: proprietà o qualità intrinseca di determinati
materiali o attrezzature, oppure di metodologie e pratiche di lavoro o
di utilizzo di un ambiente di lavoro, che presentano il potenziale di
causare un incendio;
– RISCHIO DI INCENDIO: probabilità che sia raggiunto il livello
potenziale di accadimento di un incendio e che si verifichino
conseguenze dell’incendio sulle persone presenti;
– VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO: procedimento di valutazione dei
rischi di incendio in un luogo di lavoro, derivante dalle circostanze
del verificarsi di un pericolo di incendio. 1.3. OBIETTIVI DELLA
VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO La valutazione dei rischi di
incendio deve consentire al datore di lavoro di prendere i
provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la
sicurezza dei lavoratori e delle altre persone presenti nel luogo di
lavoro.
Questi provvedimenti comprendono:
– la prevenzione dei rischi;
– l’informazione dei lavoratori e delle altre persone presenti;
– la formazione dei lavoratori;
– le misure tecnico-organizzative destinate a porre in atto i
provvedimenti necessari.
La prevenzione dei rischi costituisce uno degli obiettivi primari
della valutazione dei rischi. Nei casi in cui non è possibile
eliminare i rischi, essi devono essere diminuiti nella misura del
possibile e devono essere tenuti sotto controllo i rischi residui,
tenendo conto delle misure generali di tutela di cui all’art. 3 del
decreto legislativo n. 626.
La valutazione del rischio di incendio tiene conto:
a) del tipo di attività;
b) dei materiali immagazzinati e manipolati;
c) delle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli
arredi;
d) delle caratteristiche costruttive del l…

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