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Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria per il 1991)
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge
TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO
DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI
Art. 1
Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive delle
Comunità europee comprese nell’elenco di cui all’allegato A alla
presente legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’articolo 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie congiuntamente ai Ministri
con competenza istituzionale prevalente per la materia e di concerto
con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia e del
tesoro, qualora non proponenti.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B alla presente
legge sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della
Repubblica perché su di essi sia espresso, entro sessanta giorni dalla
data di trasmissione, il parere delle Commissioni permanenti
competenti per materia. Decorso tale termine i decreti sono emanati
anche in mancanza di detto parere. (*)
———— (*) I termini di cui all’art. 1, comma 3, sono
differiti di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore
della Legge n. 146 del 22 febbraio 1994, limitatamente
all’emanazione dei decreti legislativi di attuazione delle direttive
del Consiglio 91/497/CEE e 91/498/CEE del 29 luglio
1991.Art. 2
Criteri e principi direttivi generali della delega legislativa
1. Salvi gli specifici criteri e principi direttivi dettati negli
articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da
attuare, i decreti legislativi di cui all’articolo 1 saranno informati
ai seguenti principi e criteri generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate dovranno provvedere
all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture
amministrative;
b) nelle materie di competenza delle regioni a statuto speciale e
ordinario e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati l’articolo 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, e
l’articolo 6, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1977, n. 616;
c) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte le
occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;
d) saranno previste, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, salve le norme penali
vigenti, norme contenenti le sanzioni penali e amministrative per le
infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi, nei limiti,
rispettivamente, dell’ammenda fino a lire cento milioni e dell’arresto
fino a tre anni, da comminare in via alternativa o congiunta, e della
sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma fino a
lire cento milioni. Le sanzioni penali saranno previste solo nei casi
in cui le infrazioni alle norme di attuazione delle direttive ledano
interessi generali dell’ordinamento interno, individuati in base ai
criteri ispiratori degli articoli 34 e 35 della legge 24 novembre
1981, n. 689 . La pena dell’ammenda sarà comminata per le
infrazioni formali; la pena dell’arresto per le infrazioni che
espongono a pericolo grave; la pena dell’arresto e dell’ammenda per le
infrazioni che espongono a danno l’interesse protetto;
e) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardino l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti per l’adempimento
degli obblighi di attuazione delle direttive; alla relativa copertura,
in quanto non sia possibile far fronte con i fondi già assegnati alle
competenti amministrazioni, si provvederà a norma degli articoli 5 e
21 della legge 16 aprile 1987, n. 183 , osservando altresì il
disposto dell’articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n.
468, introdotto dall’articolo 7 della legge 23 agosto 1988, n. 362;
f) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle materie
trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta sia
pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime, tenuto
anche conto delle eventuali modificazioni intervenute entro il termine
della delega.Art. 3
Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare
1. Il Governo è autorizzato ad attuare in via regolamentare, a norma
degli articoli 3, comma 1, lettera c), e 4 della legge 9 marzo 1989,
n. 86, le direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato C
alla presente legge, applicando anche il disposto dell’articolo 5,
comma 1, della medesima legge n. 86 del 1989.Art. 4
Attuazione di direttive comunitarie in via amministrativa
1. Ai sensi dell’articolo 4, comma 8, della legge 9 marzo 1989, n.
86, le direttive da attuare in via amministrativa sono comprese
nell’elenco di cui all’allegato D alla presente legge.Art. 5
Provvedimenti amministrativi di attuazione
1. Il Ministro della sanità, nell’ambito della sua competenza, adotta,
con proprio decreto, i provvedimenti amministrativi direttamente
conseguenti alle disposizioni dei regolamenti e delle decisioni
emanati dalla Comunità economica europea in materia di sanità, al fine
di assicurarne l’applicazione nell’intero territorio nazionale.
TITOLO II DISPOSIZIONI PARTICOLARI DI ADEMPIMENTO DIRETTO E CRITERI
SPECIALI DI DELEGA LEGISLATIVA CAPO I CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE,
PROFESSIONALI, ATTIVITÀ ECONOMICHE
Art. 6
Diritto di soggiorno dei cittadini comunitari: criteri di delega
1. L’attuazione delle direttive del Consiglio 90/364/CEE, 90/365/CEE e
90/366/CEE deve avvenire nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi:
a) subordinare il godimento del diritto di soggiorno unicamente alle
condizioni ed ai limiti anche temporali previsti nelle direttive;
b) individuare gli strumenti e le modalità per la determinazione
dell’ammontare delle risorse ritenute sufficienti di cui devono
disporre i beneficiari del diritto di soggiorno per evitare che,
durante il loro soggiorno, diventino un onere per l’assistenza sociale
dello Stato;
c) indicare le modalità per la dimostrazione del possesso delle
risorse economiche minime di cui devono disporre i beneficiari del
diritto di soggiorno;
d) ricomprendere nella nozione di formazione professionale anche
l’istruzione universitaria.Art. 7
Rilascio dei visti d’ingresso ai membri della famiglia di cittadini
comunitari che non possiedono la cittadinanza di uno degli Stati
membri
1. All’articolo 26 della tabella dei diritti da riscuotersi dagli
Uffici diplomatici e consolari, annessa al decreto del Presidente
della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, come sostituita dalla tabella
annessa alla legge 2 maggio 1983, n. 185, sono aggiunte, in fine, le
parole: ”Nessun diritto è percepito per il rilascio del visto al
coniuge, ai figli di età inferiore a ventuno anni dei cittadini degli
Stati membri delle Comunità europee, nonché agli ascendenti e
discendenti dei cittadini suddetti e del coniuge di tali cittadini che
sono a loro carico, qualunque sia la loro cittadinanza“.
2. Alle minori entrate derivanti dall’attuazione del presente
articolo, valutate in lire 72 milioni annue a decorrere dall’anno
1991, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno
finanziario 1991 all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
”Ratifica ed esecuzione di accordi internazionali“. Il Ministro del
tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.Art. 8
Professioni sanitarie per le quali non è richiesta la laurea
1. Il riconoscimento dei titoli abilitanti conseguiti all’estero di
cui alla legge 8 novembre 1984, n. 752, e alle relative norme di
attuazione, è esteso a favore dei cittadini delle Comunità
europee.Art. 9
Riconoscimento diplomi e svolgimento attività e professioni sanitarie:
criteri di delega 1. L’attuazione delle direttive del Consiglio
89/594/CEE, 89/595/CEE e 90/658/CEE dovrà prevedere:
a) che siano apportate alle norme di legge vigenti concernenti le
professioni di medico, dentista, infermiere, veterinario e ostetrica
nonché la formazione di infermiere, le modifiche necessarie per
adeguarle alle direttive da attuare;
b) che siano fatte salve le disposizioni contenute nell’articolo 9,
commi 1, 2 e 3, della legge 19 novembre 1990, n. 341, nell’articolo 1,
terzo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 217, nell’articolo 7,
quarto comma, della legge 24 luglio 1985, n. 409, nell’articolo 1,
terzo comma, della legge 18 dicembre 1980, n. 905, nell’articolo 1,
terzo comma, della legge 8 novembre 1984, n. 750, nell’articolo 1,
terzo comma, della legge 13 giugno 1985, n. 296.Art. 10
Trasportatori di merci per via navigabile
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge sono adottate, con decreto del Ministro dei trasporti,
le disposizioni per l’attuazione della direttiva del Consiglio
87/540/CEE relativa all’accesso alla professione di trasportatore di
merci per via navigabile nel settore dei trasporti nazionali ed
internazionali.
2. Le persone fisiche e le imprese con sede nel territorio degli Stati
membri della Comunità europea per svolgere, sul territorio nazionale,
le attività, anche di lavoro dipendente, di trasportatore di merci per
via navigabile nel settore dei trasporti nazionali o internazionali,
devono essere in possesso di requisiti di idoneità morale, finanziaria
e professionale equivalen…

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