Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento del...

Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in un periodo di allattamento
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 34 della legge 22 febbraio 1994, n. 146, recante
delega al Governo per il recepimento della direttiva 92/85/CEE in
materia di sicurezza e salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti,
puerpere o in periodo di allattamento;
Visto l’articolo 6, comma 3, della legge 6 febbraio 1996, n. 52,
legge comunitaria 1994, recante proroga dei termini della delega
legislativa contemplata dall’articolo 34 della citata legge n. 146 del
1994;
Vista la legge 30 dicembre 1971, n. 1204;
Vista la legge 9 dicembre 1977, n. 903;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1969, n.
1335;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’11 ottobre 1996;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 21 novembre 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della
sanità, per la funzione pubblica e gli affari regionali, per le pari
opportunità e per la solidarietà sociale;
EMANA
il seguente decreto legislativo:Art. 1
Campo di applicazione
1. Il presente decreto legislativo prescrive misure per la tutela
della sicurezza e della salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o
in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto, che hanno
informato il datore di lavoro del proprio stato, conformemente alle
disposizioni vigenti.Art. 2
Linee direttrici
1. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con il Ministro della sanità, sentita la Commissione
consultiva permanente di cui all’articolo 26 del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni e
integrazioni, sono recepite le linee direttrici elaborate dalla
Commissione dell’Unione europea, concernenti la valutazione degli
agenti chimici, fisici e biologici, nonché dei processi industriali
ritenuti pericolosi per la sicurezza o la salute delle lavoratrici di
cui all’articolo 1 e riguardanti anche i movimenti, le posizioni di
lavoro, la fatica mentale e fisica e gli altri disagi fisici e mentali
connessi con l’attività svolta dalle predette lavoratrici.
2. Con la stessa procedura di cui al comma 1, si provvede ad adeguare
ed integrare la disciplina contenuta nel decreto di cui al comma l, in
conformità alle modifiche alle linee direttrici adottate dalla
Commissione dell’Unione europea.Art. 3
Divieto di esposizione
1. I lavori faticosi, pericolosi ed insalubri, di cui all’articolo 3,
primo comma, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, includono anche
tutti quelli che comportano il rischio di esposizione agli agenti ed
alle condizioni di lavoro che sono indicati nell’allegato II.
———— (*) Per la Iegge 30 dicembre 1971, n. 1204, vedi note
alle premesse. L’art 3, primo comma, così recita: «E’ vietato adibire
al trasporto e al sollevamento di pesi nonché ai lavori pericolosi
faticosi ed insalubri le lavoratrici durante il periodo di gestazione
e fino a sette mesi dopo il parto. In attesa della pubblicazione del
regolamento di esecuzione della presente legge, i lavori pericolosi,
faticosi ed insalubri restano determinati dalla tabella annessa al
decreto del Presidente della Repubblica 21 maggio 1953, n.
568».Art. 4
Valutazione e informazione
1. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 3, primo comma, della
legge 30 dicembre 1971, n. 1204, come integrato dall’articolo 3, e
fermo restando quanto stabilito dall’articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n. 1026, il datore di
lavoro, nell’ambito ed agli effetti della valutazione di cui
all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626, e successive modificazioni ed integrazioni, valuta i rischi
per la sicurezza e la salute delle lavoratrici di cui all’articolo 1,
in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o
biologici, processi o condizioni di lavoro di cui all’allegato I nel
rispetto delle linee direttrici stabilite con i decreti di cui
all’articolo 2, individuando le misure di prevenzione e protezione da
adottare.
2. L’obbligo di informazione stabilito dall’articolo 21 del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni
ed integrazioni, comprende quello di informare le lavoratrici ed i
loro rappresentanti per la sicurezza sui risultati della valutazione
di cui al comma I e sulle conseguenti misure di protezione e di
prevenzione adottate. Art. 5
Misure di protezione e di prevenzione
1. Qualora i risultati della valutazione di cui all’articolo 4, comma
1, rivelino un rischio per la sicurezza e la salute delle lavoratrici
di cui all’articolo 1, il datore di lavoro adotta le misure necessarie
affinché l’esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitata,
modificandone temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro.
2. Ove la modifica delle condizioni o dall’orario di lavoro non sia
possibile per motivi organizzativi o produttivi, il datore di lavoro
applica quanto stabilito dall’articolo 3, secondo, terzo e quarto
comma, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, dandone contestuale
informazione scritta all’ispettorato provinciale del lavoro competente
per territorio, anche ai fini di quanto stabilito dall’articolo 5,
primo comma, lettera c), della legge n. 1204 del 1971.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione al di
fuori dei casi di divieto sanciti dall’articolo 3, primo comma, della
Iegge n. 1204 del 1971, come integrato dall’articolo 3.
4. L’inosservanza della disposizione di cui al comma 1 è punita con la
sanzione di cui all’articolo 31, primo comma, della legge n. 1204 del
1971. Art. 6
Lavoro notturno
1. In materia di lavoro notturno, per Ie lavoratrici di cui
all’articolo 1 restano ferme Ie vigenti disposizioni Iegislative,
regolamentari e contrattuali.Art. 7
Esami prenatali
1. Le lavoratrici gestanti di cui all’articolo 1 hanno diritto a
permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali,
accertamenti clinici ovvero visite medico specialistiche, nel caso in
cui questi debbono essere eseguiti durante l’orario di lavoro.
2. Per la fruizione dei permessi di cui al comma 1 le lavoratrici
presentano al datore di lavoro apposita istanza e successivamente
presentano la relativa documentazione giustificativa attestante la
data e l’orario di effettuazione degli esami.Art. 8
Aggiornamento allegati
1. Con la procedura di cui all’articolo 2, comma 1, possono essere
modificati o integrati gli elenchi di cui agli allegati I e II in
conformità alle modifiche adottate in sede comunitaria.Art. 9
Disposizioni finali
1. Per quanto non diversamente previsto dal presente decreto, restano
ferme le disposizioni recate dal decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni, dalla
legge 30 dicembre 1971, n. 1204, nonché da ogni altra disposizione in
materia.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.ALLEGATO IELENCO NON ESAURIENTE DI AGENTI
PROCESSI E CONDIZIONI Dl LAVORO Dl CUI ALL’ ART. 4
A. Agenti.
1. Agenti fisici, allorché vengono considerati come agenti che
comportano lesioni del feto e/o rischiano di provocare il distacco
della placenta, in particolare:
a) colpi, vibrazioni meccaniche o movimenti;
b) movimentazione manuale di carichi posanti che comportano rischi,
soprattutto dorsolombari;
c) rumore;
d) radiazioni ionizzanti;
e) radiazioni non ionizzanti;
f) sollecitazioni termiche;
g) movimenti e posizioni di lavoro, spostamenti sia all’interno sia
all’esterno dello stabilimento, fatica mentale e fisica e altri disagi
fisici connessi all’attività svolta dalle lavoratrici di cui all’art.
l. 2. Agenti biologici.
Agenti biologici dei gruppi di rischio da 2 a 4 ai sensi dell’art. 75
del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni ed integrazioni nella misura in cui sia noto che tali
agenti o le terapie che essi rendono necessarie mettono in pericolo la
salute delle gestanti e del nascituro, sempreché non figurino ancora
nell’allegato II. 3. Agenti chimici.
Gli agenti chimici seguenti, nella misura in cui sia noto che mettono
in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro sempreché non
figurino ancora nell’allegato II:
a) sostanze etichettate R 40; R 45; R 46 e R 47 ai sensi della
direttiva n. 67/548/CEE purché non figurino ancora nell’allegato II;
b) agenti chimici che figurano nell’allegato VIII del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni
ed integrazioni;
c) mercurio e suoi derivati;
d) medicamenti antimitotici;
e) monossido di carbonio;
f) agenti chimici pericolosi di comprovato assorbimento cutaneo. B.
Processi.
Processi industriali che figurano nell’allegato VIII del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni
ed integrazioni. C. Condizioni di lavoro
Lavori sotterranei di carattere
minerario.______________________
Note all’allegato 1. — Per il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626,
vedi note alle premesse. L’art. 75 così recita:
«Art. 75 (Classificazione degli agenti biologici). — 1. Gli agenti
biologici sono ripartiti nei seguenti quattro gruppi a seconda del
rischio di infezione:
a) agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche
probabilità di causare malattie in soggetti umani;
b) agente biologico del gruppo 2: u…

[Continua nel file zip allegato]

Edilone.it