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Che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (secondo direttiva particolare a norma dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)
Direttiva del Consiglio CE

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 118 A,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
deliberando la procedura di cui all’articolo 189 C ,
considerando che l’articolo 118 A del trattato prevede che il
Consiglio adotti, mediante direttiva, prescrizioni minime per
promuovere il miglioramento in particolare dell’ambiente di lavoro,
per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori,
considerando che tali direttive, a norma dell’articolo precitato,
evitano di imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici tali
da ostacolare la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie
imprese;
considerando che l’osservanza dei requisiti minimi intesi a garantire
un più elevato livello di sicurezza e di salute nell’uso delle
attrezzature di lavoro è essenziale ai fini della sicurezza e della
salute dei lavoratori;
considerando che occorre quindi che gli Stati membri prendano misure
per facilitare l’attuazione delle disposizioni della presente
direttiva da parte delle imprese, ed in particolare delle piccole e
medie imprese; che tali misure possono comprendere azioni di
formazione e di informazione adeguate alle caratteristiche dei vari
settori economici;
considerando che le disposizioni adottate a norma dell’articolo 118 A
del trattato non ostano a che ciascuno Stato membro mantenga e
stabilisca misure, compatibili con il trattato, per una maggiore
protezione delle condizioni di lavoro;
considerando che l’articolo 9, paragrafo 1 della direttiva
89/655/CEE, prevede l’aggiunta all’allegato di prescrizioni minime
supplementari applicabili ad attrezzature di lavoro di cui al punto 3
dell’allegato, secondo la procedura di cui all’articolo 118 A del
trattato;
considerando che la presente direttiva deve limitarsi a definire gli
obiettivi da raggiungere e i princìpi da rispettare, lasciando agli
Stati membri la scelta delle modalità atte a garantire, nelle
legislazioni nazionali, l’osservanza e il miglioramento di tali
disposizioni;
considerando che gli Stati membri, previa consultazione delle parti
sociali e tenendo conto delle legislazioni e/o prassi nazionali,
fisseranno le modalità che consentono di raggiungere un livello di
sicurezza corrispondente agli obiettivi stabiliti nell’allegato II
della presente direttiva;
considerando che la presente direttiva costituisce un elemento
concreto nell’ambito della realizzazione della dimensione del mercato
interno, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1
La direttiva 89/655/CEE è modificata come segue:
1) L’articolo 4 è modificato come segue:
a) al paragrafo 1 lettera a) ii) e lettera b), la cifra “I” è inserita
dopo i termini “all’allegato”;
b) al paragrafo 1, è inserito il punto seguente:
“c) fatta salva la lettera a) i) e in deroga alla lettera a) ii) e
alla lettera b), attrezzature di lavoro specifiche soggette alle
prescrizioni del punto 3 dell’allegato I che, già messe a disposizione
dei lavoratori nell’impresa e/o stabilimento alla data del 5 dicembre
1998, soddisfano al massimo quattro anni dopo tale data le
prescrizioni minime previste nell’allegato I”;
c) è aggiunto il paragrafo seguente:
“3. Gli Stati membri, previa consultazione delle parti sociali e
tenendo conto delle legislazioni e/o prassi nazionali, fissano le
modalità che consentono di raggiungere un livello di sicurezza
corrispondente agli obiettivi stabiliti dalle disposizioni
dell’allegato II”.
2) E’ inserito l’articolo seguente:
“Articolo 4 bis
Verifiche delle attrezzature di lavoro
1. Il datore di lavoro vigila affinchè le attrezzature di lavoro la
cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano
sottoposte a una verifica iniziale (dopo l’installazione e prima di
metterle in esercizio) da parte di personale competente a norma delle
legislazioni e/o prassi nazionali e a una verifica dopo ogni montaggio
in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di
assicurarne l’installazione corretta e il buon funzionamento.
2. Il datore di lavoro vigila affinchè le attrezzature di lavoro
soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili
di dare origine a situazioni pericolose, siano sottoposte:
– a verifiche periodiche e, ove necessario, a collaudi periodici, da
parte di personale competente a norma delle legislazioni e/o prassi
nazionali;
– a verifiche eccezionali da parte di personale competente a norma
delle legislazioni e/o prassi nazionali ogniqualvolta intervengano
eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per
la sicurezza dell’attrezzatura di lavoro, quali trasformazioni,
incidenti, fenomeni naturali, periodi prolungati di inattività,
al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni sanitarie e
di sicurezza e rivelare tali deterioramenti e rimediarvi per tempo.
3. I risultati delle verifiche devono essere messi a verbale e tenuti
a disposizione dell’autorità competente. Essi sono conservati per un
periodo appropriato.
Qualora le attrezzature di lavoro in questione siano usate al di fuori
dell’impresa esse devono essere accompagnate da un documento
attestante l’esecuzione dell’ultima verifica.
4. Gli Stati membri stabiliscono le modalità di esecuzione delle
verifiche”.
3) E’ inserito l’articolo seguente:
“Articolo 5 bis
Erogonomia e salute sul posto di lavoro
Il posto di lavoro e la posizione dei lavoratori durante l’uso
dell’attrezzatura di lavoro, nonchè i princìpi ergonomici, devono
essere presi interamente in considerazione dal datore di lavoro
all’atto dell’applicazione delle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute”.
4) Alla fine dell’articolo 6, paragrafo 2, è aggiunto il comma
seguente:
“Si deve richiamare l’attenzione dei lavoratori sui rischi cui sono
esposti, sulle attrezzature di lavoro presenti nel loro ambiente
immediato di lavoro nonchè sui relativi cambiamenti se si riferiscono
alle attrezzature dell’ambiente immediato di lavoro, anche se essi non
le usano direttamente”.
5) All’articolo 8, i termini “l’allegato” sono sostituiti da “gli
allegati”.
6) All’articolo 9:
– nel titolo dell’articolo i termini “dell’allegato” sono sostituiti
da “degli allegati”;
– al paragrafo 1, dopo il termine “allegato” (2 volte), è inserita la
cifra “I”;
– al paragrafo 2, l’espressione “dell’allegato” è sostituita dai
termini “degli allegati”.
7) L’allegato, che diventa l’allegato I, è modificato
conformemente all’allegato I della presente direttiva.
8) E’ aggiunto un allegato II il cui testo figura all’allegato II
della presente direttiva.Articolo 2
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla
presente direttiva anteriormente al 5 dicembre 1998. Essi ne informano
immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano queste disposizioni, queste ultime
fanno espresso riferimento alla presente direttiva o sono corredate di
un siffatto riferimento all’atto della loro pubblicazione ufficiale.
Le modalità di tale riferimento sono stabilite dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle
disposizioni di diritto interno già adottato o che adottano nel
settore disciplinato dalla presente direttiva.
3. La Commissione presenta periodicamente al Parlamento europeo, al
Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione
sull’attuazione della presente direttiva.Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente
direttivaALLEGATO I
L’allegato (che diventa l’allegato I) della direttiva 89/655/CEE è
modificato come segue:
1) L’osservazione preliminare è completata dal seguente capoverso:
“Le prescrizioni minime di cui in appresso, in quanto applicabili alle
attrezzature di lavoro in funzione, non richiedono necessariamente le
stesse misure dei requisiti essenziali applicabili alle attrezzature
di lavoro nuove”.
2) Al punto 2.1, l’ultimo comma è sostituito dal seguente testo:
“I sistemi di comando devono essere sicuri ed essere scelti tenendo
conto dei guasti, dei disturbi e delle sollecitazioni prevedibili
nell’ambito dell’uso progettato”.
3) Il punto 3 è sostituito dal seguente testo:
“3. Prescrizioni minime supplementari applicabili ad attrezzature di
lavoro specifiche
3.1. Prescrizioni minime applicabili alle attrezzature di lavoro
mobili, semoventi o no
3.1.1. Le attrezzature di lavoro con lavoratore/i a bordo devono
essere strutturate in modo tale da ridurre i rischi per il
lavoratore/i durante lo spostamento.
Deve essere previsto anche il rischio che il lavoratore venga a
contatto con le ruote o i cingoli o vi finisca intrappolato.
3.1.2. Qualora il bloccaggio intempestivo degli elementi di
trasmissione d’energia accoppiabili tra un’attrezzatura di lavoro
mobile e i suoi accessori e/o traini possa provocare rischi specifici,
questa attrezzatura di lavoro deve essere attrezzata o sistemata in
modo tale da impedire il bloccaggio degli elementi di trasmissione
d’energia.
Nel caso in cui tale bloccaggio non possa essere impedito, dovrà
essere presa ogni precauzione possibile per evitare conseguenze
pregiudizievoli per i lavoratori.
3.1.3. Se gli organi di trasmissione di energia accoppiabili tra
attrezzature di lavoro mobili rischiano di sporcarsi e di rovinarsi
strisciando al suolo, si devono prevedere possibilità di fissaggio.
3.1.4. Le attrezzature di lavoro mobili con lavoratore/i a bordo
devono limitare, nelle condizioni di utilizzazione reali, i rischi
derivanti da un ribaltamento dell’attrezzatura di lavoro:
– mediante una struttura di protezione che impedisca all’attrezzatura
di ribaltarsi di più di un quarto di giro,
– ovvero mediante una struttura che garantisca uno spazio sufficiente
attorno al lavoratore o ai lavoratori trasportati a bordo qualora il
movimento possa continuare oltre un qua…

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