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Firma del tecnico abilitato sulla documentazione tecnica da presentarsi per l'omologazione di ascensori e montacarichi
Nota Ministeriale

Con nota n. 8092 del 12/12/1984 l’ISPESL ha chiesto se il
quesito al Consiglio di Stato, in merito alla firma del tecnico
abilitato sulla documentazione da presentarsi per l’omologazione di
ascensori e montacarichi, deve essere posto dal Ministero
dell’industria e dall’ ISPESL stesso.In relazione a ciò questa
Direzione ha provveduto ad interpellare l’Ufficio legislativo di
questo Ministero in relazione alla procedura da seguire ed alla
giustificazione per adire al Consiglio di Stato.Presa visione e
studiato l’intero quadro legislativo connesso alla materia, l’Ufficio
Legislativo si è espresso nella seguente maniera:"L’
art.1, secondo comma, n. 1 del D.P.R. 24 dicembre 1951, n. 1767 – che
ha approvato il regolamento per l’esecuzione della legge 24 ottobre
1942, n. 1415 concernente l’impianto e l’esercizio di ascensori e di
montacarichi in servizio privato – contiene l’elenco dei documenti, di
indiscutibile carattere tecnico, che debbono corredare la domanda di
licenza di impianto, tra i quali (lett. b) è compresa una
relazione descrittiva dalla quale risultino la casa costruttrice
dell’impianto, categoria, numero di fabbricazione, tipo, portata,
velocità, corsa o numero delle fermate dell’ascensore; la
tensione di alimentazione dei diversi circuiti; la natura delle difese
dei cancelli; i dispositivi di sicurezza paracadute e contro eccesso
di velocità; le eventuali apparecchiature speciali per
ascensori veloci, a più velocità, a porte automatiche,
ed altro; le caratteristiche dei sistemi di blocco e
dell’apparecchiatura elettrica del circuito principale, di quello di
manovra, di illuminazione, di segnalazione e di allarme.Si è
posto il problema se tutti i documenti da produrre a corredo della
domanda – compresa la relazione descrittiva dell’impianto – debbono
essere sottoscritti da un tecnico abilitato, libero professionista o
dipendente dell’impresa installatrice dell’impianto, o se alcuni di
essi – come la detta relazione descrittiva – possono essere
sottoscritti da soggetti non aventi una specifica qualificazione
professionale.Premesso che il problema deve essere risolto sulla base
della interpretazione delle norme contenute nel Regolamento di
esecuzione della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, e cioè delle
norme di cui all’art. 1 del D.P.R. 24 dicembre 1951, n. 1767,
prescindendo sia dalla citata legge n.1415 del 1942 (la quale non
prevede alcuna disposizione – contenuta esclusivamente nel Regolamento
di esecuzione – in ordine ai documenti da allegare alla domanda di
licenza di impianto), sia dalla prassi, eventualmente illegittima,
seguita dall’E.N.P.I. nell’esercizio della delega, conferitogli con
decreto 8 aprile 1943 dal Ministro dei lavori pubblici, ad eseguire le
prove di collaudo e le ispezioni previste dalla legge n. 1415 del 1942
(con la conseguenza che una diversa prassi, più conforme alle
norme vigenti, instaurata dall’ISPESL, attualmente competente ad
eseguire le prove e le ispezioni anzidette, non implicherebbe alcuna
modifica delle procedure vigenti presso le competenti amministrazioni
prima dello scioglimento dell’E.N.P.I. da adottarsi, a norma dell’art.
2, quinto comma, della legge n. 597 del 1982, con decreto
interministeriale), non può revocarsi in dubbio che i documenti
in questione – aventi tutti contenuto tecnico, anche se, come la
relazione, prettamente descrittivo – debbano essere formati da
soggetti qualificati, i quali, sottoscrivendoli, assumano la
responsabilità di quanto negli stessi documenti è
affermato.Si ritiene perciò che la direttiva contenuta nella
circolare dell’ ISPESL n. 1875 del 31 gennaio 1983 – con l’unica
precisazione che il tecnico legittimato a sottoscrivere i documenti in
questione può essere, purché abilitato, anche un
dipendente dell’impresa installatrice dell’impianto – sia conforme
alle norme vigenti e che non sia necessario richiedere il parere del
Consiglio di Stato sull’argomento".Come si può osservare
il parere coincide con quello espresso, nella seduta del 29/3/1984,
dal Comitato interministeriale di coordinamento, non ritenendosi le
osservazioni ulteriori delle associazioni sufficienti a fare
modificare il primo assunto.Premesso quanto segue questa Direzione
ritiene che si possa considerare superata la controversia.Qualora le
Amministrazioni in indirizzo ritenessero invece necessario riesaminare
la problematica, si prega di segnalarlo per sottoporre la questione ad
una prossima riunione di Comitato interministeriale di coordinamento.

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