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Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 9...

Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 87 della Costituzione;
Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146 ed in particolare l’art. 4 e
gli allegati C e D;
Viste le direttive 89/392/CEE del Consiglio del 14 giugno 1989,
91/368/CEE del Consiglio del 20 giugno 1991, 93/44/CEE del
Consiglio del 14 giugno 1993 e 93/68/CEE del Consiglio del 22
luglio 1993 – (art. 6) – concernenti il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alle macchine;
Visto l’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 giugno 1995;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’Adunanza Generale
del 21 marzo 1996;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 luglio 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;
EMANA
il seguente regolamento:
———— Note alle premesse
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente
della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i
decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– La legge 22 febbraio 1994, n. 146, concerne le disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunità europee-legge comunitaria 1993. L’art. 4 della suddetta legge
così recita:
” Art. 4 (Attuazione di direttive comunitarie in via regolamentare). –

1. Il Governo è autorizzato ad attuare in via regolamentare, a norma
degli articoli 3, comma 1, lettera c), e 4 della legge 9 marzo 1989,
n. 86, le direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato C,
applicando anche il disposto dell’art. 5, comma 1, della medesima
legge n. 86 del 1989.
2. Gli schemi di regolamento per l’attuazione delle direttive comprese
nell’elenco di cui all’allegato D sono sottoposti al parere delle
competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell’art. 4, comma 4,
della legge 9 marzo 1989, n. 86, come sostituito dall’art. 3 della
presente legge“.
– La direttiva 89/392/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 183 del 29 giugno
1989.
– La direttiva 91/368/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 198 del 22 luglio
1991.
– La direttiva 93/44/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 175 del 19 luglio
1993.
– La direttiva 93/68/CEE è pubblicata in G.U.C.E. L 220 del 30 agosto
1993.
– Il testo dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio
dei Ministri), come modificato dall’art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio
1993, n. 29, è il seguente:
”Art. 17 (Regolamenti). -1. Con decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito
il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta
giorni dalla richiesta, possono essere emanati i regolamenti per
disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei decreti legislativi
recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie
riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti
aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materia comunque
riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni
pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge;
e) (soppressa).
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione
del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di stato, sono
emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le
leggi della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potestà
regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici
della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con
effetto dell’entrata in vigore delle norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle
materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al
Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali
regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere
adottati, con decreti interministeriali, ferma restando la necessità
di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie
a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere
comunicati al presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro
emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed
interministeriali, che devono recare la denominazione di “regolamento”
sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al
visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale“.Art. 1
Campo di applicazione e definizioni
1. Le norme del presente regolamento si applicano alle macchine nonché
ai componenti di sicurezza immessi separatamente sul mercato, così
come definiti al comma 2.
2. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) macchina:
1) un insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile,
collegati tra loro, anche mediante attuatori, con circuiti di comando
e di potenza o altri sistemi di collegamento, connessi solidalmente
per una applicazione ben determinata, segnatamente per la
trasformazione, il trattamento, lo spostamento o il condizionamento di
materiali;
2) un insieme di macchine e di apparecchi che, per raggiungere un
risultato determinato, sono disposti e comandati in modo da avere un
funzionamento solidale;
3) un’attrezzatura intercambiabile che modifica la funzione di una
macchina, commercializzata per essere montata su una macchina o su una
serie di macchine diverse o su un trattore dall’operatore stesso, nei
limiti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio o un
utensile;
b) componente di sicurezza:
un componente, purché non sia un’attrezzatura intercambiabile, che il
costruttore o il suo mandatario stabilito nell’Unione europea immette
sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua utilizzazione una
funzione di sicurezza e il cui guasto o cattivo funzionamento
pregiudica la sicurezza o la salute delle persone esposte.
3. Si intende per immissione sul mercato la prima messa a disposizione
sul mercato dell’Unione europea, a titolo oneroso o gratuito, di una
macchina o di un componente di sicurezza per la sua distribuzione o
impiego. Si considerano altresì immessi sul mercato la macchina o il
componente di sicurezza messi a disposizione dopo aver subito
modifiche costruttive non rientranti nella ordinaria o straordinaria
manutenzione.
4. Si intende per messa in servizio:
a) la prima utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza
sul territorio dell’Unione europea;
b) l’utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza
costruiti sulla base della legislazione precedente e già in servizio
alla data di entrata in vigore del presente regolamento, qualora siano
stati assoggettati a variazioni delle modalità di utilizzo non
previste direttamente dal costruttore.
5. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento:
a) le macchine la cui unica fonte di energia sia quella prodotta dalla
forza umana direttamente applicata, ad eccezione delle macchine per il
sollevamento di carichi ovvero di persone;
b) le macchine per uso medico destinate all’impiego diretto sul
paziente;
c) le attrezzature specifiche per i parchi di divertimento;
d) le caldaie a vapore e i recipienti a pressione;
e) le macchine specificamente progettate o destinate ad uso nucleare
che, se difettose, possono provocare emissioni di radioattività;
f) le fonti radioattive incorporate in una macchina;
g) le armi da fuoco;
h) i serbatoi di immagazzinamento e le condutture per il trasporto di
benzina, gasolio per autotrazione, liquidi infiammabili e sostanze
pericolose;
i) i mezzi di trasporto aerei, stradali, ferroviari o per via d’acqua
destinati unicamente al trasporto di persone e quelli destinati al
trasporto delle merci per la sola parte inerente la funzione del
trasporto. Non sono esclusi dal campo di applicazione del presente
regolamento i veicoli destinati all’industria estrattiva;
l) le navi e le unità mobili off-shore, nonché le attrezzature
destinate ad essere utilizzate a bordo di tali navi o unità;
m) gli impianti a fune, comprese le funicolari, per il trasporto
pubblico o non pubblico di persone;
n) i trattori agricoli e forestali quali definiti al paragrafo 1
dell’art. 1 della direttiva 74/150/CEE, concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative all’omologazione dei
trattori agricoli o forestali a ruote, modificata da ultimo dalla
direttiva 86/297/CEE;
o) le macchine appositamente progettate e costruite a fini militari o
di mantenimento dell’ordine;
p) gli ascensori che collegano in modo permanente piani definiti di
edifici e costruzioni mediante una cabina che si sposta lungo guide
rigide la cui inclinazione sull’orizzontale è superiore a 15 gradi,
destinata al trasporto:
1) di persone;
2) di persone e cose;
3) soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una persona
può penetrarvi senza difficoltà, e attrezzata con elementi di comando
situati al suo interno o alla portata di una persona che si trovi al
suo interno;
q) i mezzi destinati al trasporto di persone che utilizzano veicoli a
cremagliera;
r) gli ascensori utilizzati nei pozzi delle miniere,
s) gli elevatori di scenotecnica;
t) gli ascensori da cantiere per il trasporto di persone o di persone
e materiale.
6. Ai sensi dell’articolo 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro del lavoro e della
pr…

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