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Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico
Legge...

Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato :IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPromulgala seguente
legge:Capo I Norme generaliArt. 1L’esercizio di impianti
termici, alimentati con combustibili minerali solidi o liquidi, a
ciclo continuo o occasionale, nonché l’esercizio di impianti
industriali e di mezzi motorizzati, che diano luogo ad emissione in
atmosfera di fumi, polveri, gas e odori di qualsiasi tipo atti ad
alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria e di
costituire pertanto pregiudizio diretto o indiretto alla salute dei
cittadini e danno ai beni pubblici o privati, sarà sottoposto
alle norme di cui alla presente legge.Art. 2Ai fini della prevenzione
dell’inquinamento atmosferico, il territorio nazionale è
suddiviso in due «zone» di controllo, denominate
rispettivamente zona A e zona B.La zona A comprende:1) i Comuni
dell’Italia centro-settentrionale con popolazione da settanta mila a
trecentomila abitanti, ovvero con popolazione inferiore, ma con
caratteristiche industriali o urbanistiche o geografiche o
meteorologiche particolarmente sfavorevoli nei riguardi
dell’inquinamento atmosferico, secondo il giudizio della Commissione
centrale di cui all’articolo 3;2) i Comuni dell’Italia meridionale ed
insulare con popolazione da trecentomila abitanti ad un milione,
ovvero con popolazione inferiore, ma con caratteristiche industriali o
urbanistiche o geografiche o meteorologiche particolarmente
sfavorevoli nei riguardi dell’inquinamento atmosferico secondo il
giudizio della predetta Commissione centrale;3) le località
che, a parere della stessa Commissione, rivestano un particolare
interesse pubblico.La zona B comprende:1) i Comuni dell’Italia
centro-settentrionale con popolazione superiore a 300.000 abitanti ed
i Comuni dell’Italia meridionale ed insulare con popolazione superiore
a l.000.000 di abitanti;2) i Comuni di cui sopra, con popolazione
anche inferiore a quelle sopra indicate, purché presentanti
caratteristiche industriali o urbanistiche o geografiche o
meteorologiche particolarmente sfavorevoli nei riguardi
dell’inquinamento atmosferico, secondo il giudizio della predetta
Commissione centrale.Alla ripartizione dei Comuni interessati nelle
due zone previste dal presente articolo, sarà provveduto con
decreto del Ministro per la sanità, previo parere della
Commissione centrale di cui all’articolo 3.Il Ministro per la
sanità, con le stesse forme, può assegnare un Comune, su
richiesta debitamente motivata, ad una delle due zone,
indipendentemente dal numero dei suoi abitanti e dalla ubicazione
geografica.Art. 3Presso il Ministero della sanità è
istituita una Commissione centrale contro l’inquinamento atmosferico,
cosi composta:dal direttore generale dei servizi per l’igiene pubblica
ed ospedali del Ministero della sanità, che la presiede;dal
direttore generale e dall’ispettore generale capo dei servizi
antincendi e di protezione civile del Ministero dell’interno;dal
direttore generale dell’urbanistica ed opere igieniche del Ministero
dei lavori pubblici;dal direttore generale delle fonti di energia del
Ministero dell’industria; dal direttore generale della produzione
industriale del Ministero dell’industria;dal direttore generale della
motorizzazione civile del Ministero dei trasporti;dal presidente della
seconda sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici;dal capo
dell’Ispettorato medico centrale del lavoro;dal capo dei laboratori di
chimica e dal capo dei laboratori di ingegneria sanitaria
dell’Istituto superiore di sanità;da un rappresentante del
Consiglio superiore di sanità, scelto fra i docenti
universitari d’igiene;da un rappresentante del Ministero per la
ricerca scientifica scelto fra docenti universitari di chimica-fisica
o chimica industriale;da un rappresentante del Ministero delle
partecipazioni statali; da un esperto di meteorologia;da un
rappresentante dell’Associazione nazionale per il controllo della
combustione;da un rappresentante della Stazione sperimentale dei
combustibili; da un rappresentante dell’Associazione termotecnica
italiana.Disimpegna le funzioni di segretario un funzionario della
carriera direttiva del Ministero della sanità, di qualifica non
inferiore a direttore di sezione c equiparata.La Commissione, per
l’esame di determinati problemi, può avvalersi del- l’opera di
tecnici e di esperti e può sentire i rappresentanti di enti o
di categorie interessate.Ai componenti della Commissione centrale
spettano i compensi previsti dal Decreto del Presidente della
Repubblica 11 gennaio 1956, n. 5.Art. 4La Commissione centrale contro
l’inquinamento atmosferico:a) esamina qualsiasi materia inerente
all’inquinamento atmosferico;b) esprime parere su tutte le questioni
relative all’inquinamento atmosferico che siano sottoposte al suo
esame da parte di enti pubblici e privati;c) promuove studi e ricerche
su problemi attinenti all’inquinamento atmosferico.Art. 5In ogni
capoluogo di regione, nella quale almeno un Comune risulti interessato
alla presente legge, è istituito presso l’ufficio del medico
provinciale un Comitato regionale contro l’inquinamento atmosferico,
così composto:dal presidente della regione, ove questa sia
già costituita, o in mancanza, dal presidente
dell’Amministrazione provinciale del capoluogo di regione, che la
presiede;dall’assessore alla sanità della regione ove questa
sia costituita o, in mancanza, dall’assessore alla sanità della
Provincia capoluogo della regione che presiede in caso di assenza del
presidente;dal medico provinciale del capoluogo della
regione;dall’ufficiale sanitario del capoluogo della regione;dal
provveditore regionale alle opere pubbliche;dal capo dell’Ispettorato
compartimentale della motorizzazione civile;dai direttori dei reparti
medico-micrografico e chimico del laboratorio provinciale d’igiene e
profilassi del capoluogo della regione;da un esperto
meteorologo;dall’ispettore di zona e dal comandante provinciale dei
Vigili del fuoco del capoluogo della regione;dal direttore della
locale sezione dell’Associazione nazionale per il controllo della
combustione;dal capo dell’Ispettorato medico regionale del lavoro; da
un rappresentante delle Province della regione; da un rappresentante
dell’Associazione nazionale Comuni d’Italia;dal presidente della
Camera di commercio, industria e agricoltura del capoluogo della
regione e da un suo esperto.Disimpegna le funzioni di segretario un
funzionario della carriera direttiva amministrativa del Ministero
della Sanità.Il Comitato, per l’esame di determinati problemi,
può avvalersi dell’opera di tecnici e di esperti e può
sentire i rappresentanti di enti o di categorie
interessate.Dovrà sentire inoltre i medici provinciali e gli
ufficiali sanitari delle Province e dei Comuni di volta in volta
interessati.Il Comitato, nominato con decreto del Ministro per la
sanità, dura in carica tre anni.Ai componenti del Comitato
regionale spettano i compensi previsti dal decreto del Presidente
della Repubblica 11 gennaio 1956, n. 5.Art. 6Il Comitato regionale
contro l’inquinamento atmosferico:a) esamina qualsiasi questione
inerente all’inquinamento atmosferico nel- l’ambito regionale;b)
esprime parere sui provvedimenti da adottarsi dalle Amministrazioni
comunali a norma della presente legge;c) promuove studi., ricerche e
iniziative concernenti la lotta contro l’inquinamento:
atmosferico.Art. 7Le Amministrazioni provinciali debbono istituire
entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge un servizio
di rilevamento dell’inquinamento atmosferico, avvalendosi dell’opera
dei laboratori provinciali di igiene e profilassi, ovvero degli
istituti di igiene o di altri istituti e laboratori, purché
questi siano all’uopo autorizzati dal Ministero della sanità.Al
servizio di cui al comma precedente possono provvedere direttamente
anche i singoli Comuni che, entro quattro mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, notifichino all’Amministrazione
provinciale la relativa deliberazione approvata nei modi di
legge.Capo Il Impianti termici – InstallazioniArt. 8Nelle zone
A e B previste dal precedente articolo 2, ogni impianto termico di
potenzialità superiore alle 30 mila Kcal/h, nonché i
locali e le relative installazioni, devono possedere i requisiti
tecnici e costruttivi atti ad assicurare un idoneo funzionamento,
secondo le norme stabilite nel regolamento di esecuzione della
presente legge.Art. 9Per l’installazione di un nuovo impianto termico
di cui al precedente articolo 8 o per la trasformazione o
l’ampliamento di un impianto preesistente, il proprietario o
possessore deve presentare domanda corredata da un progetto
particolareggiato dell’impianto – con l’indicazione della
potenzialità in kcal/h – comando provinciale dei Vigili del
fuoco, che lo approva dopo avere constatato la corrispondenza
dell’impianto alle norme stabilite dal regolamento.Avverso la mancata
approvazione del progetto dell’impianto, è ammesso ricorso,
entro 30 giorni dalla notifica, al prefetto.Il provvedimento del
prefetto è definitivo.Chiunque installa, trasforma o amplia un
impianto termico di cui al precedente articolo 8, senza la preventiva
approvazione di cui al presente articolo, è punito con
l’ammenda da lire 100 mila a lire un milione.Art. 10Entro 15 giorni
dalla installazione o dalla trasformazione o dall’ampliamento
dell’impianto, l’utente deve fare denuncia, indicando anche la
potenzialità in Kcal/h, al comando provinciale dei Vigili del
fuoco che provvederà ad effettuare il collaudo dell,impianto
verificandone la rispondenza con le norme stabilite nel
rego…

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